Facebook potrebbe ottenere da Microsoft l’arma più pesante nella sfida a Google poco dopo la conclusione dell’IPO da 100 miliardi di dollari, attesa per il mese di maggio. L’operazione sta trasformando il più grande social network del mondo nell’umbrella brand di una Merge&Acquisition company: il primo effetto è già apparso con l’acquisto di Instagram per 1 miliardo di dollari.


Poche ore fa Gary Kaminsky, capital market editor della CNBC, ha dichiarato che Microsoft starebbe meditando di cedere il motore di ricerca Bing a Facebook, in cambio di un incremento della propria partecipazione azionaria nella società di Zuckerberg. Kaminsky non ha divulgato né la fonte né dettagli ulteriori sulla cessione; ma nello stesso tempo Rick Sherlund della Nomura Equity Research ha offerto alcune chiavi di lettura dell’operazione alla testata Barron’s. Secondo l’analista il motore di ricerca costerebbe a Microsoft una perdita di 2,5 miliardi ogni anno, mentre la cessione permetterebbe una crescita dall’1 al 2% del capitale azionario in Facebook.

 

L’inaugurazione del progetto Bing è stata dettata dall’aspirazione di intervenire sul mercato della ricerca web, dove Google stava raggiungendo posizioni quasi monopolistiche. In questa fase Facebook è in grado di opporre una concorrenza più efficace di quanto non possa fare Microsoft. Già alla fine di marzo erano corse voci sull’intenzione da parte di Zuckerberg di avviare il progetto di un motore di ricerca. Per questo scopo avrebbe assunto Lars Rasmussen, che in precedenza aveva collaborato con Google.

La forza del social network consiste nella possibilità di elaborare una formula di rankizzazione delle risposte alternativa a quella di Google, che stima l’interesse di una pagina calcolando la quantità di link che puntano ad essa dagli altri siti in Rete. Facebook può stimare l’importanza di un contenuto per il pubblico partendo dalle dichiarazioni esplicite che le persone rilasciano attraverso i loro Like, e intercettando questo genere di informazioni da una base di 800 milioni di utenti registrati. Per di più il social network può anche sapere in anticipo con quale grado di competenza i soggetti stanno esprimendo la loro preferenza, dal momento che conosce la loro forza di influenza sugli altri utenti, e l’intensità dei loro interessi attraverso il grafo sociale delle conversazioni sulla piattaforma di Facebook.


L’inclusione della tecnologia di Bing nella società di Zuckerberg costituirebbe quindi una minaccia reale nei confronti della forza di Google; potrebbe aspirare a erodere quote del mercato dell’advertising nei dispositivi di ricerca, che attualmente forniscono a Mountain View oltre il 90% del fatturato. Secondo comScore nel mese di marzo Google ha accolto il 66,4% delle query totali formulate dal pubblico americano sui motori di ricerca; a Bing è toccata una quota del 15,3%. Facebook si preparerebbe in questo modo ad una reazione molto aggressiva all’attacco portato tramite Google+ al mercato dei social media. Questa mossa potrebbe anche condurre ad una trasformazione della popolarità delle due società presso il pubblico web. Secondo un’indagine dell’ABC/Washington Post pubblicata lo scorso 5 aprile, Google sarebbe la società più affidabile per gli intervistati, che hanno espresso giudizi favorevoli per l’82% e negativi solo per il 9%. Al contrario Facebook sarebbe apprezzata dal 58% degli intervistati e disprezzata da ben il 28%. Nonostante la ferocia della competizione e le ambiguità degli ultimi mesi, agli occhi del web è ancora Google il vero protagonista della massima “Don’t be evil”.

Google e gli altri
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