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Paesaggi dello Stivale di Gianmaria Sforza

Sul tetto un'architettura che scotta. A Milano solo per pochi mesi.

Blog post del 14/12/2011

Sul tetto di un edificio privato ottocentesco a Milano, tra il Duomo e la Galleria, il 19 dicembre apre un ristorante "stellato " esclusivo da diciotto posti. Si chiama The Cube ma più che un cubo sembra un insetto meccanico, di quelli che, nei film di science fiction, a un certo punto ti si rivoltano contro. Eccolo lì algido e appollaiato sullo spigolo, appena sospeso, un corpo estraneo al contesto, tecnologico e parassita, arrivato da chissà dove. 

A dire il vero proprio qui potrebbe stare la sua intelligenza, paradossalmente, quella di ribadire la bellezza intoccabile di certi luoghi, dove certe intrusioni, anche solo temporanee, rompono l'incanto.

The Cube nasce da un'idea di Park associati e di Electrolux: "dopo anni di abusi edilizi e poi di legali recuperi di sottotetti che tanto hanno modificato lo skyline cittadino spesso in maniera non condivisibile, finalmente la coscienza della cittadinanza lombarda ha avuto un moto di interesse etico", dicono Filippo Pagliani e Michele Rossi, i titolari dello studio. 

Non è proprio come dice Michele De Lucchi, "una piccola architettura, un abitacolo, un nido forse, in alto, in cima a una rupe, a un monumento, a un edificio pubblico, non importa dove, ma in un posto bellissimo e con un bellissimo e inedito panorama."

Tutto si può dire, ma forse si dovrebbe ragionare del concetto di lusso radicato in certi ambienti, soprattutto legati al commercio, al marketing, al branding, al design. 

Se fosse stato un bar panoramico aperto al pubblico, a prezzi accessibili, per godere di un panorama unico (e in fondo pubblico), invece che un ristorante per pochi, sarebbe stata una pubblicità migliore? Oppure una comunicazione meno sfacciata. Questo forse è il punto: in architettura l'opportunità ha il suo peso... D'altra parte a Milano ATM si è inventata, per far buona comunicazione, o chissà un buon servizio ai turisti stranieri, l'ATMosfera, una cena in tram in giro per la città (non proprio a buon prezzo). Quando ci è passato davanti l'altra notte alla fermata pensavamo fosse uno scherzo.

Prenotate invece la vostra notte londinese qui, nell'installazione sul tetto della Queen Elizabeth Hall, al Southbank Centre di Londra, opera dell'architetto David Kohn, in collaborazione con l'artista Fiona Bannerm, vincitori del concorso A Room for London. L'iniziativa è promossa da Living Architecture e Artangel, per nulla sponsor commerciali come in questo caso a Milano, ma agenzie specializzate nel promuovere l'arte e l'architettura contemporanee. L'installazione farà parte del festival London 2012.

 

COMMENTI /

Ritratto di Nadiakoma
Mer, 14/12/2011 - 22:40
Nadiakoma
Mi sembra bello e che crei una atmosfera straniante nella piazza. Forse a questo vi riferivate quando parlavate di un oggetto che rompe la bellezza (anche ormai musualizzata) di certi luoghi. E questo mi sembra anche nello spirito di un happening. Arrivo, stravolgo l'ordine (estetico) precostituito e me ne vado. Approvo il commento finale: ok il ristorante carissimo (e io dico comprensibilmente), ma organizzare delle mini colazioni/merende/aperitivi a prezzi calmierati non aprirebbe The Cube MOLTO di piú alla città. Non ne renderebbe veramente indimenticabile la sua breve presenza a migliaia di persone? Electrolux non sarebbe MOLTO meglio anche per il vostro ritorno di immagine?
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Ritratto di Gianmaria Sforza
Gio, 15/12/2011 - 15:36
polisforza
<p>Ecco, vede? Lei &egrave; abbastanza d&#39;accordo con noi.</p>
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Ritratto di rob the bob
Ven, 16/12/2011 - 01:01
rob the bob
la trasgressione furbetta che fa vendere bene un prodotto sembra già una cosa così vecchia, così pateticamente vecchia, che vorrei fingere di non averla vista... che nessuno la commenti, e soprattutto che non la commenti come fatto di architettura... "l'oggetto straniante nel contesto monumentale"... , suvvia.. fa sorridere, nè più nè meno di un parere di una sovrintendenza..
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