CISPA, la nuova legge contro la Rete

Francesco Formisano

Neanche termina una battaglia che già ne inizia una nuova. La lotta per una Rete libera, senza vincoli e con il massimo della trasparenza, sembra non avere affatto fine. Quando per fini commerciali, quando per limitare anche solo una delle libertà digitali, c’è chi non si stanca mai di pensare ogni giorno un tentativo nuovo per imporre un bavaglio ad Internet. Nel mese di gennaio fu prorompente la protesta contro SOPA e PIPA, seguiti subito dopo dalla grande mobilitazione contro ACTA. Anche in Italia, tra Agcom, Fava e annessi, i tentativi di regolamentare le potenzialità di Internet sono stati molteplici; fino adesso però, nessuno ha avuto successo. E questo lo si deve alla grande capacità degli utenti di fare rete, di mobilitarsi, alla notevole velocità quale corrono le comunicazioni al giorno d’oggi; in definitiva, grazie alla libertà d’informazione sul web, che sensibilizza sempre più persone e riesce a mettere in guardia dai potenziali pericoli.

L’ultimo tentativo di bavaglio, si chiama CISPA, acronimo di Cyber Intelligence Sharing and Protection Act, un disegno di legge in discussione al Congresso Americano (manco a dirlo). Tale normativa, come riportato su Agorà digitale, permetterebbe agli

“ISP di incanalare comunicazioni private e le relative informazioni al governo senza protezioni della privacy e controlli adeguati. Il disegno di legge non specifica quali ISP agenzie potrebbero rivelare i dati dei clienti, ma la struttura e gli incentivi nel disegno di legge sollevare una possibilità molto reale che la National Security Agency o il DOD Cybercommand sarebbe la principale beneficiaria.”

Per riempire la spazzatura di una nuova normativa inutile, è possibile esprimere la propria contrarietà firmando la petizione su Avaaz (http://www.avaaz.org/it/stop_cispa/?vl) e far circolare quanto più possibile questa notizia, in modo da sancire -ancora una volta- la prevalenza della libertà d'informazione contro i giochi di potere.

Comments

vrizas's picture
Inviato da: vrizas
9 April 2012 - 14:16

fermiamoli di nuovo!!

angelsciang's picture
Inviato da: angelsciang
8 April 2012 - 08:18

E' la SIAE da eliminare e tutto quello che per delega ministeriale sta facendo come i gabellieri di un tempo. E' una società privata quindi una impresa economica diventata di di diritto pubblico ma senza alcun controllo da parte dello Stato vale dire la Corte dei Conti Si legga 27-Giu-2007 Assumma in Commissione Cultura della Camera La SIAE, Ente pubblico economico " Si è svolta in Commissione Cultura della Camera l’audizione del Presidente della Società Italiana Autori Editori, avvocato Giorgio Assumma, nell’ambito dell’esame di un progetto di legge che disciplina la natura giuridica dell’Ente. Il Presidente Assumma ha chiarito che la SIAE è un Ente pubblico a base associativa, così come previsto dalla legge n.633/41 e dal decreto legislativo n.419/99. Gli enti pubblici si dividono però in due categorie: quelli “amministrativi”, finanziati dallo Stato e che agiscono solo attraverso norme di diritto pubblico, e quelli “economici”, che pur svolgendo funzioni pubbliche, agiscono con criteri di impresa industriale e sono regolati da norme di diritto privato. La SIAE è un Ente pubblico “economico”, così come affermato dalla giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione con decine di sentenze fin dagli Anni Cinquanta. Ma questa definizione ancora non è presente in una norma di legge. Ciò ha creato nel tempo, anche ultimamente, delle errate applicazioni normative in base alle quali si è preteso di riferire alla SIAE delle norme di finanza pubblica, restrittive di spesa pubblica, proprie degli enti amministrativi. Nei bilanci della SIAE però non circola nemmeno un centesimo di denaro pubblico, tutta l’attività dell’Ente viene svolta con metodologie di impresa industriale, applicando criteri di contabilità civilistica. E’ necessario quindi che anche in una disposizione di legge, come quella all’esame della Commissione Cultura della Camera, sia affermato che la SIAE è un Ente pubblico economico. Ciò consentirà un’azione più snella e sicura della SIAE, che attualmente è in concorrenza con le altre Società d’autori estere, che non risentono delle complicazioni burocratiche che la SIAE in Italia ancora subisce. L’iniziativa normativa attualmente in esame è molto importante ed è condivisa da tutte le parti politiche, ciò fa ben sperare per una rapida approvazione.".

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