Il Portaforse

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di Ostinata Poesia

Il vento del movimento 5 stelle, quel "sogno" che ha smosso l'"atrofia dei sensi"

Blog post del 10/03/2013
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C'è un clima di confusione generale, forse è colpa del "nuovo". Per quanto si possano biasimare per toni e contenuti le urla di Grillo, per quanto il carattere schivo di Casaleggio possa destare sospetti e svegliare il complottista celato in ciascuno di noi, non si può non ammettere che l'ingresso di comuni cittadini eletti con una votazione online all'interno dei palazzi del potere sia un dato oggettivamente diverso, "nuovo", appunto. Riderete: "ahahah, e quelle le chiami votazioni online? Con un numero così esiguo di votanti? E chi le ha controllate, poi?" Certo, come darvi torto. Non vi pare che sia però stato fatto un piccolo passo avanti nel metodo, forse anche nell'intento, rispetto al passato? Un passato stantìo, che sapeva di scontati e ineluttabili presente e futuro. Obietterete: "ma se sono stati eletti (anche) dei soggetti ignoranti, ridicoli..." Forse. Anche se è naturale sperare, anzi, esigere, che i nostri amministratori siano sempre i migliori sulla piazza, è comprensibile che all'interno di un gruppo eterogeneo di persone selezionate in via "sperimentale" possano esserci quelle più convincenti e quelle più "imbarazzanti".

Come fatto notare da Gaetano Vilnò, ex m5s epurato o presunto tale, quella dei grillini non è stata la votazione ideale per un movimento democratico e dal basso, perché c'erano dei vincoli, cosa che poco si presta all'idea stessa di movimento. C'è da migliorare-lo dicono anche loro. Giulia Sarti in un hangout pubblico tra gli allora candidati 5 stelle che si confrontavano su temi vari (tra cui quello dei "portaborse", i "collaboratori" balzati ieri alle cronache), ammetteva:"c'è da migliorarsi, avrebbero dovuto esaminarci con maggiore severità, abbiamo commesso degli errori..". Intanto, pur nella imperfezione di uno schizzo, qualcosa è cambiato e, forse, non si tornerà più indietro.

C'è il rischio, però, che tra un eccesso di critica e un attacco, si finisca per non distinguere un'inchiesta seria da un titolo acchiappaclick, di catalogare l'informe e nuovo in schemi vecchi e poco calzanti e di non cogliere e valorizzare quanto di buono c'è anche nello tsunami Grillo. Come il bene, infatti, il male assoluto esiste solo nelle religioni e negli stadi...

il camper in crowdfunding di un movimento politico. Mai visto prima qualcosa del genere?

Un camper per un progetto "politico" su un sito di finanziamento in crowdfunding. Mai visto qualcosa del genere?

Se negli anni passati avessimo osservato gli eletti degli altri "partiti con la stessa attenzione e curiosità corale con cui setacciamo il mondo dei 5 stelle, sarebbe un Paese migliore oggi, l'Italia? Perché avremmo potuto praticare questo atteggiamento anche prima, ma pareva mancasse un movente comune. Il nostro Paese sembrava rassegnato all'ipotesi-data da tanti per assioma o luogo-comune-che in parlamento fossero seduti corrotti e assenteisti, ma non sembrava dare alcun cenno di sforzo per muovere le cose in altra direzione se non per sublimare la rabbia nel condividere l'ennesima vignetta di cui ridere e bearsi più che indignarsi, oppure organizzare l'ennesima petizione o manifestazione, rimaste, purtroppo, inascoltate nella maggior parte dei casi.

Il risultato elettorale recente pare averci svegliato di colpo. Potete storcere il naso, ma non dubitare possa anche essere merito degli eccessi di chi tra una battuta e-ahimé-un insulto di troppo, metaforicamente e non solo ha scaldato le piazze, stracciandole dello stato di torpore nel quale si erano ripiegate. Scriveva Jim Morrison: "I sogni sono a un tempo frutto e clamore contro un'atrofia dei sensi. Sognare non è la soluzione". Forse è stato questo il merito di Grillo, quello di aver "emozionato" e fatto sognare che esiste un'altra strada. Ma non è lui il sogno, non è la cura, non è il malanno. Non esiste vittoria o sconfitta di una comunità che non interessi il costume, i modi, gli atti e gli intenti e gli impegni di ciascuno dei suoi componenti. Un giorno, nella migliore delle ipotesi i Grillini riusciranno ad emanciparsi dai loro Guru, il movimento fallirà, e una nuova consapevolezza nel frattempo sarà riuscita a muoversi tra la gente, tutta.

E non che sia nemmeno tanto originale il pensiero dei grillini. La democrazia partecipata, l'ambiente, la condivisione in senso lato,-sono idee che girano e rigirano da tempo. C'è chi dice, Vilnò, che Grillo abbia copiato il programma del Partito Pirata. Non solo, rispondo io... È la metafora stessa di rete che è vecchia quanto l'uomo, è quella che garantisce il funzionamento biologico di ciascuno di noi e dell'habitat che ci accoglie. Chiedete alle cellule dei nostri tessuti se sanno far a meno della collaborazione costante delle altre, ragionata e intesa nel bene comune.

Diceva ancora Vilnò che se non ci fosse stato il fenomeno 5 stelle altri movimenti si sarebbero naturalmente organizzati. Probabile, ma il dato di fatto è che a trascinare e smuovere gli animi e le menti fin'ora sia riuscito per lo più un personaggio sopra le righe, il comico di Genova. Diciamocelo, in questo Paese i timidi fanno spesso fatica a farsi sentire. Non è "colpa" di Grillo se ha vinto, è colpa nostra che abbiamo bisogno di clamore per metterci all'ascolto. 

Mi perdoni se magari lo cito a sproposito. Scriveva Bruno Pellegrini, pioniere europeo della tv user generated, in un post a commento di una sua intervista Sole 24 ore nella quale metteva a confronto il fenomeno 5 stelle con  "Martin Lutero", nel lontano 2005: "Non è santificando Grillo che si potrà influenzare il futuro, anzi. Dovrà essere invece la moltitudine, ancora in cerca di organizzazione, a diventare un nuovo soggetto biopolitico.... Fa ridere ma è così.
Direte che volete tutt'altro che santificarlo, il "demagogo" di Genova. Giusto, forse oggi sarebbe meglio usare il verbo mitizzare, perché la stampa prima che i cittadini pare lo stia mitizzando, lui, il burlone, il comico, il raccontaballe, l'urlatore, il furbastro. La narrazione del suo personaggio, inoltre, procede anche per immagini. Raro trovarne foto in cui abbia espressioni pacate, come se il suo fosse uno stato alterato costante. Quanto alla moltitudine come nuovo soggetto biopolitico, beh, mi pare anche quest'idea sia già nell'aria.
O mi sbaglio? 

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COMMENTI /

Ritratto di Maurizio Sanseverino
Dom, 10/03/2013 - 10:45
Maurizio Sanseverino
L'energia, la rabbia canalizzata nello studio delle problematiche e delle possibili soluzioni " creative ", La forma, così atipica per gli standard della politica, che ci caratterizza come movimento, provengono non dal nulla ma dalle radici stesse di ogni movimento di ribellione del passato. Lo abbiamo reso non-violento, contestativo e propositivo al contempo. Ogni movimento di questo tipo nasce dall'idea che l'unico progresso rispettabile ( che risolverebbe alla radice la questione sociale ) non arriva gradualmente, ma deve rappresentare una cesura repentina e insanabile con il corso degenerato delle cose. Non è necessario concedere nessun credito all'illusione della necessaria gradualità del progresso. Infatti, alle sue spalle si cela il colpevole rallentamento operato da una classe dominante di inibitori dell'evoluzione. Una classe che, nel complesso, è fermamente decisa a lasciare le esigenze del popolo in attesa, fino al giorno del " giudizio universale ". Questi tecnocrati della politica, dicono " progresso " e pensano " perpetuazione dello status quo ". Solamente le anime spente hanno a che fare con il principio del progresso graduale. Chi eticamente è ancora vivo ascolta le voci che testimoniano, QUI E ORA, l'intollerabilità della situazione. Il giovane Marx a suo tempo, formulò con parole indelebili l'imperativo categorico di ogni possibile rivoluzione : " è un dovere assoluto di ogni attivista rovesciare tutte le situazioni nelle quali l'uomo è un essere umiliato, asservito, abbandonato, disprezzato ". La rabbia dei cittadini subliminata in metodi di civiltà ( A S. Giovanni si è bevuta acqua pubblica e si è lasciata la piazza perfettamente pulita ) e non violenza, viene espressa e rappresentata dalla maschera urlante di Grillo, che chiede per noi tutto e subito. Il primato della politica del passato resterà in vigore fino a quando, nel rapporto tra verticale e orizzontale, domina quest'ultima dimensione. Ciò che alla società umana manca non sono le persone pronte a contribuire ( noi lo dimostriamo autofinanziandoci e lavorando gratis ) ai progressi " in pianura ". Ciò di cui il mondo ha bisogno è di individui lungimiranti nei quali si ridesti il senso per la verticale, la volontà di rendere realizzabili i progressi classificati come utopie, che si diano una " mission ", evadendo per sempre dall' alcatraz dell'orizzonte " destra-centro-sinistra ". Il rivoluzionario si fa legare all'albero maestro, come Ulisse, con un contegno impassibile, attraversa le ragioni ambivalenti, nelle quali le voci liberali e socialdemocratiche insidiano il viaggiatore. Quanto migliore è la sua conoscenza di ciò cui rinuncia, tanto più freddamente potra dedicarsi alla sua missione. Chi opta per la rivoluzione gentile del M5S, in quanto forma nuova di appartenenza, deve ammettere per prima cosa che egli stesso rappresenta ancora, l'uomo del passato, impregnato dalle ingiustizie ereditarie dell'intera storia umana. Scegliere un'esistenza dentro la rivoluzione gentile del M5S esclude a priori, il tacere e l'adagiarsi nelle comodità delle deleghe in bianco. ( Maurizio S. )
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Ritratto di Ostinata Poesia
Dom, 10/03/2013 - 13:54
il portaforse
grazie per questo contributo
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Ritratto di Anonimodario ligori
Dom, 10/03/2013 - 16:04
Anonimodario ligori
le novità del mov5st sono due: le persone e il luogo. Semmai è un tornare alle origini dei partiti. Si dovevano decidere i candidati, si è eseguita una votazione tra i tesserati del movimento, in modo che it tesserati di una regione decidesse la composizione delle liste della loro regione. i votabili sono stati selezionati tra i militanti già impegnatisi in una campagna elettorale. ora se non sono rincoglionito questa è la definizione di partito politico, e non mi dispiace. dov'è la novità? non lo hanno fatto in sezioni ma online. È una novità tecnologica, può essere buona o cattiva secondo l'uso. L'altra novità è che sono person e che non si occupavano di politica. Ma nel metodo hanno fatto quello che si fa in ogni partito.
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Ritratto di Ostinata Poesia
Dom, 10/03/2013 - 17:36
il portaforse
l'uso dell'online ha consentito loro di raccogliere idee e proposte sul forum, di mettersi in piazza, disponibili a rispondere alle domande, con gli hangout, ma, soprattutto, la rete stessa è metafora del sistema di funzionamento dell'uomo e del Pianeta. Tentare di riproporlo in ambito politico mi pare più che sennato, però, come dicevo, come ammettono alcuni fra loro, c'è da cambiare questo è un prototipo, con le sue inevitabili pecche. Concordo che i vincoli messi alle candidature ne abbiano fatto un partito, ma ci sono anche gli altri aspetti cui accennavo su da considerare, non ultima l'apertura al pubblico della selezione dei collaboratori. Penso che sia la prima volta che succede,
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