Il risultato è casuale

Blog di

di Marcello D’Arco

Germania - Portogallo : 1 - 0

Blog post del 10/06/2012

 

Partita bloccata fino al goal dell' uno a zero. Il calcio europeo sembra ormai italianizzatosi completamente, offrendo ottime prestazioni in termini di posizionamento in campo; peccato che il calcio sia anche altro.

Il Portogallo esce dal campo con l'atroce dubbio di non aver fatto tutto il possibile. Schierato con un 4-3-3 dal baricentro molto basso, riesce nell'intento di non dare mai la profondità ai tedeschi, ma durante il primo tempo non riesce a ripartire con efficacia . Infatti, fatta eccezione per qualche accellerazione di Fábio Coentrão, e per la traversa-riga colpita da Pepe sugli sviluppi di un calcio d'angolo, il Portogallo non riesce ad accompagnare l'azione che si spegne sul nascere. Ronaldo, lasciato solo, permette ( come spesso gli accade in nazionale )al suo marcatore diretto, Jerome Boateng, di fare un'ottima figura. Nani deve vedersela con uno dei migliori terzini del mondo, ed Helder Postiga passa tutto il tempo a rincorre, e qualche volta ad abbattere, i tedeschi a centrocampo, risultando praticamente assente in fase d'attacco. Da un certo punto di vista la tattica di Bento funziona: la Germania infatti non riesce ad avanzare centralmente; non trovando spazio dietro i difensori avversari, e sulle fascie, preoccupata dalla velocità degli esterni lusitani, offre poche e preoccupate sovrapposizioni. Solo in un paio di occasioni i tedeschi riescono ad attuare qualche ingegnoso cambio di campo. Thomas Müller, il più attivo nel primo tempo, trova intelligentemente Podolski sulla sinistra, ma il polacco germanico, nonostante sia nato per indossare la casacca bianca e nera ( 43 goal in 98 gare in nazionale ) oggi non è in serata. E intanto Gomez vaga spaesato.

Il Portogallo forse sperava di trovare una Germania titubante in difesa, come quella semi-disastrosa vista nelle amichevoli pre-torneo ( 5 goals subiti dalla Svizzera ), per poterla colpire grazie ai tagli all'interno di Ronaldo e Nani. Peccato che invece Badstuber e Mats Hummels abbiano offerto un'ottima prova. Quest'ultimo era considerato decisamente un osservato speciale. Il giallo-nero non aveva ancora dato prova delle sue qualità in nazionale, e iniziava a montare un certo scetticismo in patria circa la sua solidità senza il compagno di reparto Neven Subotić. Mats, invece, non solo è riuscito a recuperare\ribattere la bellezza di 16 palloni, ma con il passare dei minuti è riuscito ad imporre, anche se solo in parte, il suo stile da regista difensivo. E' stato infatti il giocatore che ha effettuato più passaggi durante la partita, ed ha dato un importante contributo nella gestione dell pallone considerando le difficoltà della coppia di mediani tedesci formata da Bastian Schweinsteiger e Sami Khedira, I due non sono proprio dei palleggiatori e Ozil, al contrario di quanto fa Toni Kroos nel Bayern, non ha tra le sue meravigliose caratteristiche, la capacità di abbassarsi per ricevere il pallone, rigiocandolo vicino o difendendolo in modo da allentare la pressione avversaria sui centrocampisti. Mesut è un fantastico numero 10 moderno, capace di coprire e trovare varchi in ogni zona d'attacco, ma deve agire in verticale rivolto verso la porta, non ha la struttura del regista, neanche di quello avanzato.

Va detto che tutto ciò non è ovviamente bastato per vedere quel bel gioco in velocità che la Germania ha offerto nel 2010. Anche l'occasione del goal è infatti nata da un cross prevedibile di Khedira, reso eccitante dalla deviazione di un giocatore portoghese, e alla fine il risultato non è stato francamente del tutto meritato. Da dove devono nascere, quindi, i rimpianti portoghesi ? Dal fatto che se nel primo tempo l'atteggiamento conservativo era giustificato dalle eventuali difficoltà dell'esordio, dal calibro dell'avversario e dall'assenza in rosa di veri ispiratori di gioco a centrocampo o in avanti, nel secondo tempo si è trasformato assumendo un velo di vigliaccheria. Nei primi 10 minuti, infatti, i lusitani sembravano tenere meglio il campo. Pepe e Alves sono stati attenti e concentrati per tutta la partita, così come i tre centrocampisti progressivamente riuscivano a controllare sempre meglio gli avversari, facendo intravedere (ma proprio intravedere) qualche buona triangolazione di prima che avrebbe potuto funzionare come presupposto per la creazione della superiorità numerica. Il condizionale è rimasto disatteso, infatti nel momento in cui bisognava insistere inserendo un attacante vero e fresco, Bento ha invece temporeggiato, non ha avuto fiducia nei suoi ed è stato sostanzialmente punito. La prova controfattuale è che dopo il goal, con l'inserimento di due attaccanti ( Pereira e Varela ) e passando ad un ormai disperato 4-2-4, il Portogallo ha avuto sicuramente più occasioni dei tedeschi, ma purtroppo nel calcio esiste il cronometro e l'arbitro che ad un certo punto fischia la fine.

Il vero problema della Germania è che rispetto al 2010 ha perso, gioco forza, l'effetto sopresa; ma attenzione perhcè si tratta della squadra che ( Spagna a parte ) detiene la maggior quantità di talento in panchina. I ragazzi terribili Reus, Götze e Kroos sono giocatori che devono trovare il loro spazio in quest' Europeo, pena una possibile morte per previdibilità.

Il Portogallo non deve di certo abbattersi, ha ottime qualità, una squadra grintosa e una bella linea difensiva che gli permette di iniziare l'azione da dientro e provare a sorprendere gli avversari. Deve però dimostrare più coraggio, non c'è bisogno di centravanti di razza per segnare, ma di una fase offensiva  costruita con pensieri e passaggi che vadano leggermente oltre il lancio lungo in direzione Ronaldo, il quale, senza Di Maria ma soprattutto senza Ozil, fa molta più fatica a trovare la porta . In Europa la Corea del Nord  (l'unica squadra contro la quale il Portogallo ha segnato durante gli ultimi mondiali) non gioca, e rischiare di uscire dall'Europeo senza segnare sarebbe una fine indegna per gli eredi della pantera nera.

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