Blog di

di Guido Zichichi

Chi è l'americano condannato a morte in Iran

Blog post del 10/01/2012
Parole chiave: 

  

Perché Amir Mirzaei Hekmati è stato condannato a morte? Gli opinionisti italiani concordano nel ritenere che si tratti di una mossa del regime iraniano per avere maggiore peso negoziale nella partita sulle sanzioni, ma è davvero così? Alcuni giornalisti di Associated Press sono rimasti stupiti dalla mancanza di convinzione con cui la Casa Bianca ha rigettato le accuse di collaborazione con la Cia mosse al giovane americano, il primo ad essere condannato a morte nella Repubblica Islamica, e hanno deciso di indagare per vederci chiaro.

LA CONDANNA

La giustizia iraniana ha accusato Hekmati di aver ricevuto un addestramento speciale dai servizi segreti americani e di aver lavorato nelle basi militari statunitensi in Iraq ed in Afghanistan prima di arrivare in Iran per quella che l'Iran ritiene essere una missione di spionaggio. Secondo le radio iraniane Hekmati sarebbe al soldo della Cia e avrebbe tentato di aiutare gli Stati Uniti nell'incriminare l'Iran per sostegno al terrorismo internazionale.

LA REAZIONE AMERICANA

Il Dipartimento di Stato americano ha denunciato quelle che sarebbero "pure invenzioni", mentre il portavoce dela Casa Bianca Tommy Vietor ha aggiunto che il tutto sarebbe totalmente falso: "Il regime ha alle spalle una storia di false accuse di spionaggio, di torture per estorcere confessioni, di incarcerazioni di innocenti americani per motivi politici". 

AMERICANI IN VIAGGIO IN IRAN

Ma come e perché gli americani viaggiano in Iran, dopo questi precendenti poco confortanti? Dopo tutto sono passati solo pochi mesi da quando, dopo due anni di isolamento, sono stati liberati i due giovani statunitensi tenuti nelle carceri iraniane con accuse di spionaggio. 
Tralasciando i pochi che si avventurano in quelle terre per turismo, la maggior parte degli americani che visitano l'Iran ogni anno hanno la doppia cittadinanza, iraniana e americana. Si tratta di immigrati di prima e seconda generazione che tornano al proprio paese per trovare i parenti e sistemare affari in sospeso. Stiamo parlando probabilmente di poche migliaia di individui all'anno, ma i numeri non possono essere conosciuti: per evitare problemi all'ingresso, infatti, è pratica comune non entrare in Iran con un volo diretto dagli Stati Uniti, ma da paesi terzi, utilizzando il passaporto iraniano. Le autorità iraniane, oltretutto, non considerano la seconda cittadinanza se già in possesso di quella iraniana. Per questo motivo rifiutano di consentire l'incontro tra il condannato Hekmati e  i diplomatici esteri. 

CHI E' HEKMATI

Amir Mirzaei Hekmati, nato in Arizona, ha studiato in Michigan. E' oggi un ragazzo di 28 anni che ha lavorato a lungo nell'esercito degli Stati Uniti, soprattutto come traduttore sul campo. I suoi genitori sono iraniani immigrati e suo padre, Ali, è professore in un liceo a Flint, in Michigan. Hekmati ha lavorato dal 2001 al 2005 nel Corpo dei Marines. In questo periodo sarebbe stato in Iraq.
Il padre Ali ha dichiarato che suo figlio era in Iran per trovare sua nonna. Amir ha dichiarato di aver lavorato anche per un'altra agenzia militare, la Defense Advanced Research Projects Agency, ma non solo. Anche per Kuma Games, descritta come "una compagnia di giochi per computer finanziata dalla Cia per creare film e videogiochi con lo scopo di cambiare l'atteggiamento mentale in Medio Oriente distribuendoli gratuitamente alle popolazioni. L'obiettivo principale di queste produzioni era convincere che la guerra in Iraq fosse la cosa giusta."
Il sito di Kuma Games sembra fedele a questa descrizione: scrivono di essere specializzati nel creare videogiochi che si sviluppano come la trama di un film, specialmente se la trama è di guerra.

SUL TAVOLO NEGOZIALE

Hekmati purtroppo ha contribuito al precipitare degli eventi quando a metà dicembre, ad alcuni mesi dall'arresto avvenuto in agosto, ha rilasciato un'intervista televisiva in cui confermava i suoi rapporti con la Cia. Diversamente da altre situazioni, Hekmati non mostrava segni di sofferenza tali da far pensare a costrizione o tortura, sebbene questo non sia ovviamente una prova della spontaneità dell'intervista. Tuttavia ad osservare la storia nella sua completezza, è meno difficile pensare ad una mossa politica estemporanea. Ma è senza dubbio vero che Hekmati fa la sua comparsa al tavolo delle negoziazioni tra l'Iran e gli Stati Uniti. Vedremo se servirà a rallentare l'imposizione del nuovo round di sanzioni.

Parole chiave: 
RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Precari della scuola, l’Italia condannata dalla Corte di giustizia Ue

La sentenza della Corte europea viene dopo i ricorsi del sindacato che richiamavano le norme europee contro l’abuso dei contratti a termine nel pubblico impiego

Ferguson, nuovi scontri nella notte. Obama: "Stop alle violenze"

Lo scorso agosto il poliziotto Darren Wilson ha ucciso il 18enne afroamericano Michael Brown

Iva, Tasi e bollo auto. Ecco tutte le altre tasse più evase dagli italiani

Oltre 130 miliardi di euro sottratti ogni anno all’Erario

Altro che Gates: il più ricco della storia è lui

Si chiamava Mansa Musa. Regalava tanto oro che, passando per l’Egitto, fece crescere l’inflazione
SHARE

L’atlante dei Paesi felici e di quelli infelici

La sperequazione della ricchezza è un male, ma quella della felicità forse è anche peggio
SHARE

Contro il declino dell’umanità boicottate “Chick chick”

La nuova canzone è un passo in avanti verso il baratro. Nel nostro piccolo, cerchiamo di impedirlo
SHARE

Jessica Minh Anh: sfilate strane per combattere la noia

In cima alla Torre Eiffel o nel Grand Canyon: la modella cerca nuovi spazi per la creatività
SHARE
Quitaly Compra la raccolta dei reportage di Quit su Amazon e Ibs.it

PRESI DAL WEB

Perché non fare il bersaglio umano per una ditta di paintball inglese?

Una proposta poco allettante in realtà, ma la paga è buona: 40mila sterline pro rata

L’amore ai tempi della guerra in Ucraina

Le persone si innamorano con la pace e con la guerra: un universo privato di affetti per sfuggire alle follie e alle ingerenze della geopolitica

Cosa succede nel mio villaggio, terrorizzato da Boko Haram

Attacchi quotidiani, uccisioni tremende e spaventose. Se l’obiettivo era disseminare la paura, ci sono riusciti benissimo