Dialetto (per Bossi)

Tobia Zevi

Intervenendo all’inaugurazione a Bergamo della Scuola superiore della Magistratura, Umberto Bossi ha dichiarato testualmente: «Io mi sento più sicuro se vado a farmi giudicare da un magistrato che capisce il mio dialetto». L’aspetto più preoccupante è forse che questa frase, pronunciata da un ministro, sia passata sostanzialmente inosservata, travolta dalle polemiche politiche.
Questo concetto è radicalmente sbagliato per vari motivi. Sul piano politico, perché tende a marcare la divisione geografica del paese; sul piano culturale, perché sostiene che le specificità locali vadano contrapposte e non integrate; sul piano economico, perché i paesi che crescono riescono a inserire non solo i cittadini di altre regioni, ma persino immigrati da altri paesi (non oso immaginare come si sentirebbe Bossi con un magistrato nato, che so?, in Senegal…); sul piano linguistico, perché non ha senso parlare di dialetti di ambiti territoriali ampi (la Padania): le parlate italiane variano da paese a paese, da contrada a contrada, e il dialetto non va sterilmente contrapposto alla lingua nazionale.
C’è una frase bellissima che mi è venuta in mente leggendo questa dichiarazione: «L’uomo che trova dolce la sua patria non è che un tenero principiante; colui per il quale ogni terra è come la propria è già un uomo forte; ma solo è perfetto colui che si sente straniero in ogni luogo» (Ugo da San Vittore).
 

(tratto in parte da Moked.it)

Comments

Tobia Zevi's picture
Inviato da: Tobia Zevi
22 June 2011 - 19:49

Grazie Beppe per il tuo commento!

Beppe Roncari's picture
Inviato da: Beppe Roncari
22 June 2011 - 17:33

In seconda media (era il 1990) ci venne dato un tema sulla Lega (allora ancora "Lombarda"). Già all'epoca scrissi che mi pareva assurdo che in un mondo sempre più integrato, all'indomani della Caduta del Muro di Berlino (1989) si cercassero di alzare nuove barriere e nuove divisioni.

Il mondo - per quel ragazzino di 12 anni - doveva andare verso l'integrazione, verso gli Stati Uniti d'Europa. E non verso l'assurda secessione della "Padania". Allora il confine della Lega si estendeva solo fino al Po' e le regioni dell' "Etruria" come la Toscana erano escluse con atteggiamento schifiltoso... dagli STESSI medesimi leader che ha la Lega oggi.

Apro il sito della Lega Nord e leggo: "Lega Nord per l'indipendenza della Padania" con una foto di Bossi a fine anni '80... ma stiamo scherzando? Ma quante volte bisogna sentire ripetere questa frase assurda e in contrasto con la Costituzione Repubblicana che dice che l'Italia è UNA E INDIVISIBILE?

Certo, nella realtà ai leader interessa la poltrona e non gliene frega niente di questi vuoti proclami: secessione, federalismo, indipendenza, ministeri al nord, Padania...

Ma le parole sono importanti. E l'itabolario anche.

Grazie a chi tiene alto il valore della lingua (e dei dialetti) come Tobia Zevi.

Post new comment

The content of this field is kept private and will not be shown publicly.
By submitting this form, you accept the Mollom privacy policy.