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23 March 2012
Occupy Wall Street (secondo Al Jazeera) e il ritorno della primavera americana
Paolo Massa
Il 17 settembre 2011 iniziava a New York l'occupazione pacifica di Zuccotti Park, a due passi dal centro della finanza mondiale. Sono trascorsi appena sei mesi dalla nascita del movimento Occupy Wall Street che, sulla scia delle proteste in Tunisia e in Egitto, in Spagna e in Grecia, ha influenzato il dibattito politico negli Stati Uniti di Barack Obama, in attesa delle elezioni presidenziali del prossimo novembre.

Al Jazeera ha dedicato in questi giorni un documentario ai manifestanti di Zuccotti Park, delineandone - attraverso interviste e immagini dai luoghi dell'occupazione - la genesi e l'evoluzione durante gli ultimi mesi che hanno visto il movimento in affanno dopo lo sgombero del parco da parte della polizia newyorkese.
Ma con il ritorno della primavera americana, i ragazzi e le ragazze di Zuccotti Park si stanno preparando a far sentire ancora più forte la loro voce in occasione, il prossimo maggio a Chicago, del summit del G8 e della NATO. Me l'ha confermato in un'intervista anche Kalle Lasn, fondatore della rivista canadese Adbusters, che lo scorso luglio ha lanciato su Twitter l'idea di occupare Wall Street:
Ora che la prima fase della contestazione si è conclusa, sono convinto che in un secondo momento il movimento comincerà a sviluppare un programma di cambiamento politico e sociale. Avremo centinaia di gruppi in tutto il mondo pronti a farsi sentire attraverso flash mob e occupazioni a sorpresa, come per esempio nelle banche. Penso che d’ora in avanti, specialmente il prossimo maggio a Chicago durante il summit del G8 e della NATO, e anche attraverso la richiesta della Robin Hood Tax e della Tobin Tax sulle transazioni finanziarie, assisteremo a una fase della protesta molto più articolata.

Comments
Verrà smentito ben presto, caro Giovanniello. A partire dal prossimo maggio a Chicago.
Occupy Wall Street, per fortuna se ne sente parlare sempre meno.
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