L'Aquila Blog. Opinioni a confronto sui fatti che contano

Blog di

di Maria Cattini

Una chiara lezione di politica economica

Blog post del 15/06/2012

La lettera circolare inviata da David Axelrod in data 15 giugno 2012 è una chiara e semplice lezione di politica economica, avente a soggetto la possibile crescita della classe media. La riporto traducendo integralmente dal testo, poiché ritengo che sia materia di grandissima attualità che offre ampio spazio a discussioni.

Siamo in un momento cruciale per gli americani della classe media e tutti quelli a cui interessa devono sentire il discorso che il Presidente ha fatto oggi a Cleveland.

In questa elezione siamo di fronte ad una scelta fra due visioni profondamente diverse della crescita dell’economia. Il sentiero lungo cui vogliono condurci Mitt Romney ed i suoi alleati repubblicani è esattamente quello che ci ha portato alla crisi del 2008. Dobbiamo respingere quelle politiche e condividere la visione del Presidente riguardo alla crescita dell’economia non dall’alto in basso , ma a partire dalla classe media in poi.

La scelta non potrebbe essere più chiara riguardo agli argomenti più rilevanti per gli americani:

Istruzione Migliore: Abbiamo bisogno di buoni insegnanti, di aiutare più studenti ad andare all'università ed a prepararsi per un lavoro, non ammassare ragazzi nelle classi e tagliare le borse di studio.

Più Energia Pulita: Abbiamo bisogno di investire in promettenti forme di energia per creare un mercato per l’innovazione e buoni posti di lavoro per il futuro, non tornare a contare sul petrolio straniero.

Guidare con l’Innovazione: Abbiamo bisogno di investire sui nostri migliori scienziati, ricercatori ed imprenditori per innovare qui, non cedere idee nuove a paesi come la Cina e l’India.

Infrastrutture che creano lavoro: Abbiamo bisogno di strade, ponti, porti, tecnologia a banda larga che attragga imprese e che crei qui posti di lavoro, non di progetti giocattolo e ponti verso il nulla.

Una giusta e semplice riforma della tassazione: Abbiamo bisogno di compensare imprese che creano lavoro qui invece di compensare quelle all'estero, e dobbiamo chiedere ai più ricchi di pagare una giusta parte, non di sacrificare investimenti fondamentali per la classe media

Questa crisi economica non è incominciata nel 2008. Da più di un decennio prima, sapevamo che le cose non andavano per il verso giusto. Vedevamo che tutti i costi, dalla salute all' istruzione, crescevano più dei salari. Buone paghe e posti di lavoro per la classe media sempre più difficili da trovare, mentre sempre più imprese trasferivano la produzione all'estero.

La soluzione dell’altro partito è la stessa, allora ed oggi: massicci tagli fiscali a beneficio principalmente dei ricchi, abolizione di regolamenti riguardanti i comportamenti rischiosi di finanza e le banche, e tagli ai servizi da cui dipende la classe media. Dieci anni fa Bill Clinton lasciò un surplus record. Ma l’ultima amministrazione ha condotto due guerre, ha fatto due grossi tagli fiscali, ha prodotto un programma di riduzione di Medicare, ed ha consegnato al Presidente Obama un deficit di un trilione di dollari ed una crisi economia devastante.

E’ incredibile che Romney ed i suoi alleati vogliano tornare alle stesse politiche disastrose: tagli di tasse per i ricchi da mandare in rovina il bilancio, e libertà a Wall Street di scrivere le sue regole. Abbiamo sperimentato la formula fallimentare di Romney per dieci anni. Ha giovato a pochi, ha fatto esplodere il deficit, ha disastrato l’economia, ed ha devastato la classe media. Non ha fatto crescere l’economia, né creato buoni posti di lavoro, né abbassato il debito. E non funzionerà neppure questa volta: economisti indipendenti confermano che il progetto di Romney non taglierebbe il deficit,e neppure creerebbe lavoro, invece rallenterebbe la crescita ci respingerebbe in recessione.

Oggi il Presidente ha proposto una visione diversa, per cui ciascuno di noi, prescindendo da chi sei, da dove vieni, e da quanto grande sia il tuo conto corrente, si adoperi per ricostruire le fondamenta del nostro paese e dell’economia. Invece di altri 250.000 dollari di tagli per i milionari, Obama crede che dovremmo abbassare il debito ed investire in cose che riteniamo necessarie per far crescere l’economia e rinforzare la classe media. Significa rinnovare le infrastrutture obsolete, investire nell’istruzione, abbassare il debito e, sì, chiedere agli americani più ricchi di pagare un po’ di più.

Traduzione della lettera di David Axelrod di Emanuela Medoro. 

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