Blog di

di Federico Ammazzalorso

Come le aziende ci spiano grazie ai like su Facebook

Blog post del 2/06/2012

Nello scorso post ho scritto di come il "mi piace" di Facebook ha cambiato il nostro modo di interagire con i contenuti della rete, di come esso stia sempre più appiattendo la nostra capacità di pensiero ed elaborazione. Oggi voglio parlare di come il "like", oltre a sedare lentamente la nostra capacità di giudizio, sia anche concretamente un mezzo di controllo delle aziende e della rete nei nostri confronti.

Prima di tutto sappiate questo: ogni volta che visitate una pagina di Facebook diventate ospiti di un cookie, che diventano due nel caso in cui siete registrati su Fb. Grazie a questi cookie viene attivata la tracciabilità, ad esempio se cliccate su "mi piace" la vostra attività viene registrata con data, ora ed un codice identificativo assegnato al computer. Tutti i dati ricavati dalle vostre navigazioni rimangono attivi per un mese e mezzo. Questa enorme banca dati fa gola a tutte le agenzie di marketing. Quando qualcuno dice la puttanata, perdonate il francesismo, che Facebook diverrà a pagamento dice un assurdo. Dovrebbero anche farci pagare quando noi veniamo costantentemente osservati? Quando noi forniamo dati su dati ad aziende? Già soltanto il fatto che sulla colonna a destra della home di Facebook appaiono banner a seconda delle vostre preferenze, dovrebbe farvi pensare.

La rete si regge su di un grande compromesso tra utenza e siti che offrono servizi. Loro ci danno le informazioni che cerchiamo, le selezionano nel mare infinito del web e ci danno quelle di cui necessitiamo, noi in cambio gli diamo infiniti dati sensibili. Se ci chiedono anche di pagare ce lo mettono in quel posto due volte di fila. 

Facebook è un mezzo così importante per ogni sito che sono loro a cercarti, ognuno crea una pagina all'interno del social media. L'utente medio difficilmente naviga fuori da Fb, che sta diventando più un internet browser che un semplice social network.

Recentemente è arrivato Pinterest, ennesimo social media in cui però si condividono immagini e non contenuti. Tramite di esso ognuno costruisce un proprio immaginario. Le immagini possono essere caricate dagli utenti, prese da altri utenti oppure caricate dai siti che visitiamo. Quest'ultima possibilità è la più interessante, tramite di essa le aziende possono osservare come noi ci muoviamo nella rete intera, al contrario di Facebook in cui sono i siti ad entrare nel social in Pinterest succede il contrario. E' l'utente che porta contenuti dalla rete al social. 

Quando chiudono siti di filesharing, rendono illegali software per passarsi file peer-to-peer non dovremmo abbassare così velocemente la testa, dire che si hanno ragione è illegale fare certe cose. Prima di farlo dovremmo guardarci alle spalle e vedere chi già ci in..., vabè avete colto l'ultimo francesismo.

COMMENTI /

Ritratto di Federico Ammazzalorso
Sab, 02/06/2012 - 14:21
Fammazzalorso
<p>Caro Dayed la pubblicit&agrave; personalizzata &egrave; solo un esempio, il primo passo verso un totale controllo. Sta di fatto che loro controllano ogni tuo movimento, il geotagging &egrave; una delle cose pi&ugrave; assurde secondo me. Adesso usano questo mezzo in maniera innocua per farti la pubblicit&agrave; personalizzata, domani non si sa.</p> <p>Comunque sia nel mio post insisto maggiormente sul fatto che quando ci chiedono di pagare per certi servizi, o solamente lo ipotizzano, dobbiamo incazzarci, perch&eacute; tutti i dati che gli forniamo tramite i nostri &quot;mi piace&quot; sono per loro oro colato. Non mi pare che quando entri su facebook ti dicano esplicitamente a cosa vai incontro, certo in molti lo sanno perch&egrave; sono persone informate, ma la maggioranza non n&egrave; &egrave; a conoscenza.</p> <p>Ognuno ha la propria concezione di privacy e di etica della rete. Io personalmente la vedo come ho scritto nell&#39;articolo. Questo controllo potrebbe attuarsi in tanti modi positivi, ma hai davvero troppa fiducia nelle multinazionali per credere che sar&agrave; cos&igrave;.</p> <p>Saluti</p>
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Ritratto di Federico Ammazzalorso
Sab, 02/06/2012 - 15:09
Fammazzalorso
Leonò leggiti questo articolo in merito ai risultati di ricerca di Google http://www.ilpost.it/massimomantellini/2012/05/15/google-mi-rende-stupido/ Scusa anonimo, credo tu sia lo stesso di prima, ma dire "anche google lo fa" cosa aggiunge? Sono partito dal mi piace di facebook per collegarmi al post precedente. Potrai anche bloccare qualche ads, ma una navigazione senza un continuo controllo dei propri movimenti è impossibile, dovremmo rinunciare all'utilizzo della rete. Te non vedi il problema, io si, sono due differenti punti di vista.
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Ritratto di Federico Ammazzalorso
Sab, 02/06/2012 - 19:30
Fammazzalorso
<p>Al momento &egrave; semplice pubblicit&agrave; mirata. Ti ricordo che grazie ai cookie vengono prese le persone accusate di pirateria. Il controllo tramite i cookie si attiva anche con Google, non &egrave; un fatto isolato ai Social Network.</p>
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Ritratto di Federico Ammazzalorso
Sab, 02/06/2012 - 20:27
Fammazzalorso
Cara Chiara preciso innanzitutto che il titolo del post era un altro e volevo fare un parallelo con il grande fratello di Orwell dicendo come siamo controllati. Non volevo fare inutile allarmismo. L'intento è far capire che se la rete ci fornisce così tanti servizi gratis noi li ripaghiamo con i dati che forniamo, quindi così gratis non sono. Essendo un blog/rubrica io mi limito a dire la mia, esporre il mio punto di vista. Non ho assolutamente le competenze per suggerire soluzioni. Sicuramente facebook, google ed altri dovrebbero avvisare gli utenti che vengono tracciati, mi pare che coloro che lo sanno ne vengono a conoscenza tramite blog. Come quando entriamo in un negozio veniamo avvisati che siamo inquadrati da videocamere a circuito chiuso così deve succedere sulla rete. Comunque forse mi sono espresso male ma non vado completamente contro la tracciabilità, vado contro il fatto che se viene ipotizzato che certi servizi vengono messi a pagamento è ingiusto, perché già paghiamo con i dati che forniamo e che per le aziende di web marketing sono oro colato.
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Ritratto di Federico Ammazzalorso
Lun, 04/06/2012 - 00:56
Fammazzalorso
<p>&quot;Al limite vorrei essere pagato per fornire tale informazioni sulla mia vita, visto che loro ci guadagnano ;-)&quot;</p> <p>Cito dall&#39;articolo &quot;Quando qualcuno dice la puttanata, perdonate il francesismo, che Facebook diverr&agrave; a pagamento dice un assurdo. Dovrebbero anche farci pagare quando noi veniamo costantentemente osservati? Quando noi forniamo dati su dati ad aziende?&quot;</p> <p>Il titolo dell&#39;articolo Daniele era un altro, &egrave; stato cambiato da Linkiesta, non sono stato io a scriverlo, non volevo intendere che le aziende ci &quot;spiano&quot;. Volevo solo dire che i mi piace sono tracciabili, e grazie ai dati che noi forniamo tali servizi si reggono, dato che sono oro colato per le agenzie di marketing.</p> <p>Alla prossima!<br /> &nbsp;</p>
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Ritratto di Federico Ammazzalorso
Lun, 04/06/2012 - 00:47
Fammazzalorso
Scusa dayed ma io concludo l'articolo scrivendo ciò "Quando chiudono siti di filesharing, rendono illegali software per passarsi file peer-to-peer non dovremmo abbassare così velocemente la testa, dire che si hanno ragione è illegale fare certe cose. Prima di farlo dovremmo guardarci alle spalle e vedere chi già ci in..." Credo d'averlo detto più volte che non sono completamente contro la tracciabilità, volevo ricordare agli utenti meno attenti che se credono che i servizi offerti sono gratuiti si sbagliano perché li paghiamo con i dati che diamo. Il titolo dell'articolo non è opera mia, è stato cambiato da Linkiesta, non volevo dire che le aziende ci spiano, volevo semplicemente dire che con un mi piace si viene tracciati. Per quanto riguarda l'economia di mercato non sono così fiducioso come te, nutro i miei dubbi, e ripeto nutro dei dubbi non faccio processi. L'economia è sostenuta dalle multinazionali, ogni tanto ci sono dei casi in cui gli utenti l'hanno vinta, ma sono casi isolati. Scusa mi dici dove facebook dice esplicitamente che i mi piace sono tracciati? Ti sei fissato con la storia delle pubblicità personalizzate ma era solo un esempio.
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