Blog di

di Federico Ammazzalorso

L'insano romanticismo di Trenitalia

Blog post del 15/06/2012

L'altro giorno stavo salendo sul treno, partivo da Pineto: il mio paese, una ridente località balneare a circa 20 km a nord di Pescara. Vicino ad una delle porte della carrozza c'era il controllore, una voce non meglio identificata gli dice
-Molto gentile!
Il controllore risponde
-Molto gentile tua sorella!
Io salgo sulla carrozza ed una volta seduto scoppio in una risata fragorosa. Non so se ci fosse un precedente tra i due, non so perché il controllore fosse irritato da rispondere in maniera così colorita. Allora ho pensato ad uno dei miti italiani: Trenitalia.

Ho pensato al loro pezzo forte: il disagio. Trenitalia magari non ti fa arrivare in orario, ma diamine come creano disagio loro non c'è n'è, perdi in partenza.
E certo che loro son proprio testardi, non ne vogliono sapere di cambiare, di migliorare. Le alte sfere delle ferrovie sono geniali, trovano sempre un modo per peggiorare il servizio, per farsi mandare affanculo da l'Italia intera.

Perché diciamolo pure a noi Italiani i Francesi non è che stiano proprio sul cazzo, non ci sono simpatici ok, ma insomma mica proviamo verso loro un viscerale odio. I tedeschi poi ci fanno ridere quando vengono a villeggiare da noi, con i loro look improbabili.

Noi Italiani siamo tutti uniti nell'odio contro Trenitalia.Tanto per dirne una, sapete cosa hanno combinato di recente i nostri? Hanno rifatto il sito di Trenitalia, ovviamente peggiorandolo. Ma la cosa più bastarda, e pure infame, è che nei risultati di ricerca scompaiono magicamente alcuni risultati, che guarda caso sono le soluzioni più economiche.

Esempio: per andare da Pineto a Pesaro si possono prendere due regionali, il primo parte alle 10 ed un quarto da Pineto, si arriva verso mezzogiorno ad Ancona, si fa cambio e si prende il secondo treno per Piacenza verso mezzogiorno e mezzo. Quella mezz'oretta per prendere un caffè, fare una pisciata e fumarsi una sigaretta. Questa soluzione non compare. 

Per farla comparire una volta arrivati sulla pagina principale di Trenitalia dovete cliccare in altro a sinistra su Home FS, vi porterà alla vecchia pagina di Trenitalia, dove certi risultati non scompaiono magicamente.

Capisco che l'alternativa a Trenitalia sia il nulla, ma perché continuano a darsi botte sulle palle da soli? Ma questi si alimentano di odio? Li rafforza?
Per capire che opinione abbiamo di Trenitalia basta andare su Facebook e cercare “Trenitalia”, i risultati sono i seguenti (in ordine di numero di iscritti alla pagina):

1.TRENITALIA!! NON TI SCUSO PER IL DISAGIO
2.“Grazie per aver scelto Trenitalia”... ma l'alternativa qual'è?
3.Odio profondo per la frase “Trenitalia si scusa per il disagio”
4.Trenitalia (finalmente al quarto posto c'è la pagina ufficiale di Trenitalia)
5.TRENITALIA FA SCHIFO!
6.Vicende di viaggi con Trenitalia che fanno più paura di un film Horror
7.Il coraggio di Trenitalia nell'aumentare i prezzi
8.Pagare cifre esose a Trenitalia per un servizio ridicolo
9.Abbassare il costo dei biglietti di Trenitalia
10.Simone Trenitalia

Non ho capito se l'ultimo faccia realmente di cognome Trenitalia, sta di fatto che nel suo profilo c'è un link ad una notizia in cui ovviamente si butta merda sulle Fs. Insomma su dieci risultati ben otto sono di odio nei confronti di Trenitalia, uno è un omonimo del servizio e comunque sia anche lui lo odia.

Su twitter oltre all'hashtag #trenitalia, in cui i tweet si dividono tra mirabolanti offerte delle Ferrovie e critiche al servizio, c'è anche #trenitaliamerda. Le principali lamentele al momento sono divise tra scazzi per i ritardi e per l'aria condizionata grazie alla quale si gela in carrozza.

Quando arriva l'estate sono due le cose: o non accendono proprio l'aria condizionata e muori di caldo, oppure l'accendono e crepi di freddo, devi portarti il felpino per il viaggio in treno.Per non parlare poi dei cessi, che sono sempre il massimo dell'igiene, roba che gli svizzeri ci invidiano.

Se penso ai viaggi fatti con Trenitalia mi viene in mento un freddo 22 Dicembre del 2005, io e Marco stavamo prendendo il treno per tornare da Bologna in patria. Con noi c'era anche Matteo, arrivato da Livorno dove frequentava l'accademia della Marina. L'intercity arrivò strapieno alla stazione di Bologna, Matteo sentenziò “qua salta la prenotazione”, io mi pare che risposi “sto cazzo, ho pagato per il posto, chi c'è al posto mio si alza e ne cerca un altro”.

Ricordo un'altra mitica discesa negli Abruzzi con Alessio, il treno si ruppe, dovemmo prendere un regionale in un posto imprecisato nelle Marche. In piedi tra una carrozza e l'altra c'era un ragazzo, in pratica se chiudevano le porte lui ci rimaneva secco, eppure lui stava lì tutto serio, convinto di aver trovato il proprio posto. Quel ragazzo era il caro Francesco, ci salutammo, baci, abbracci e via che si torna a casa, ma che bello!

Ricordo il regionale da Bologna a Torino per andare al Traffic con Alessio, ospitati proprio dal caro Francesco. Ricordo i cambi a Piacenza per andare a Milano, che quando arrivavi a Milano ti sembravano così strani quei binari che avessero una fine. Ricordo carrozze stipate nell'ultimo grande sciopero, io salivo a Bologna per fare serata prima delle vacanze di Natale. Finii per parlare con degli avvocati andati a dare un'esame per non ricordo quale abilitazione.

Trenitalia ci unisce nell'odio verso un altro, su di un treno in ritardo hai sempre un appiglio per parlare, improvvisamente tutti diventano solidali, si offrono posti liberi a donne ed anziani. I più giovani si siedono per terra. Nel viaggio con gli avvocati di prima c'era una di loro che aveva una faccia triste e scazzata, pensai “minchia che allegria!”. In quel disagio comune parlando scoprii come invece aveva un bel sorriso ed amava usarlo. 

Il disagio comune ci avvicina, i ritardi ci danno minuti in più per non restare chiusi nei nostri smartphone. Trenitalia ci regala l'incertezza, il piacere dell'avventura, ci regala storie da raccontare. Quante storie e quante vite abbiamo incrociato in quei luridi treni.

Trenitalia non ha voglia di migliorare, vuole continuare a ritardare, vuole continuare ad offrirci cessi orripilanti. Perché il piacere esotico del lerciume lo trovi anche qui, non devi mica andartene a fare l'ascetico in India. Un viaggio è sempre un'avventura, non sai quando parti e neanche quando arrivi.

Con Trenitalia non arrivi quasi mai in orario, ma d'altronde oggigiorno arrivare tardi è un lusso. Concediamoci anche un viaggio più lungo del solito, torniamo ad immergerci nella lettura di un libro in mezzo al bordello d'una carrozza strapiena, che state sicuri che la vostra fermata non la perdete. Impariamo a conversare con gli altri andando al di là delle loro apparenze. E smettetela di chiedere il wi-fi, Trenitalia vuole che voi siate presenti nel momento, che proviate a socializzare con chi avete attorno.

Trenitalia dice di creare disagio, in realtà crea il romanticismo di viaggi incerti, dovremmo ringraziarla, invece voi siete ancora lì ad imprecare contro di lei? Siete aridi allora, volete la certezza d'una partenza e di un arrivo, ma la vita è tutt'altro, puoi programmarla quanto ti pare eppure lei riuscirà sempre a stupirti.

Trenitalia talvolta ti sorprende con un treno in orario, con un biglietto economico, con una carrozza pulita e nuova, ma alla fine i nostri più bei ricordi sono in quei ritardi. 

COMMENTI /

Ritratto di Federico Ammazzalorso
Ven, 15/06/2012 - 20:07
Fammazzalorso
<p>Grazie Krodos! Si cerca di scrivere con ironia e leggerezza, altrimenti sai che noia ;)</p>
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Ritratto di Serena Cappelli
Sab, 16/06/2012 - 12:10
scappelli
Federico, bello il tuo racconto! Anche se il romantismo dei viaggi incerti io un pochetto lo odio ;)
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Ritratto di Federico Ammazzalorso
Lun, 18/06/2012 - 15:09
Fammazzalorso
<p>Ma guarda Garumpam il mio &egrave; un articolo ironico-romantico su Trenitalia, non certo un articolo di protesta contro il servizio. Il maggior problema di Trenitalia &egrave; Trenitalia, scusa ma non credo che se uno non metta i piedi sul sedile di fronte improvvisamente i treni arrivano in orario e l&#39;aria condizionata &egrave; alla giusta temperatura. Ammetti poi che se sali un treno in condizioni pietose non &egrave; che stai l&igrave; a farti tanti problemi. Si ha rispetto di qualcosa o qualcuno quando ne riceviamo in cambio. Mi fa piacere che tu abbia incontrato controllori umani, ma io e molti altri ne abbiamo incontrati di maleducati. E poi basta con sta storia degli &quot;italiani&quot;, i maleducati ci sono ovunque, ma non &egrave; che dobbiamo fare di tutt&#39;erba un fascio. In Italia pare che o si debba essere orgogliosi anche della &quot;simpatica maleducazione&quot; che ci rende cos&igrave; sanguigni, oppure dobbiamo darci botte sulle palle da soli definendoci come degli incivili, e no che cazzo.&nbsp;</p>
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Ritratto di Federico Ammazzalorso
Sab, 23/06/2012 - 23:27
Fammazzalorso
Vince ma a chi ti riferisci? Ma ti sei reso conto che il mio è un articolo ironico? Hai colto ironia? Sai cos'è?
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