di Giulia Tagliaferri *
Il 17 Maggio è la giornata internazionale contro l'Omofobia e la Transfobia. Proprio oggi inauguriamo una breve rubrica, intitolata, "I gay, questi sconosciuti", che ci accompagnerà da qui al 9 Giugno, data del Gay Pride nazionale a Bologna. Ogni giovedì, Giulia ci informerà su quelle cose piccole e ovvie che sono, in realtà, essenzialmente ignote ai più.

Il 17 Maggio dovrebbe essere il Natale dei gay ortodossi. No, non nel senso che sarebbe augurale scambiarsi gadget arcobaleno, né trovarsi in giro per la città a intonare coralmente canzoni di Raffaella Carrà.
Quel preciso giovedì del 1990 l’omosessualità fu rimossa dall’elenco delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nel 2007, l’Unione Europea ha ufficialmente stabilito questa data come Giornata Internazionale contro L’Omofobia e la Transfobia.
Perché è così importante?
Perché significa che tutte le volte che una persona afferma “gli omosessuali sono malati”, si sta sbagliando. Questa persona, a prescindere dal suo sistema di valori, dalla sua religione, dalla sua cultura, è ignorante, nel senso che ignora, ed è in torto. Ricordiamo, anche solo in questo 2012, persone in vista quali Romano La Russa, in una famosa intervista a Radio24, o Francesco Bruno in un articolo dell’ormai noto e imparzialissimo blog Pontifex.
Almeno per una volta, mettiamo le cose in chiaro. L’omosessualità è un orientamento sessuale (e non una preferenza), come lo sono l’eterosessualità e la bisessualità. Nello specifico, si tratta dell'attrazione, sul piano affettivo e sessuale, per persone dello stesso sesso.
L'orientamento sessuale di ognuno di noi è distinto e indipendente dal proprio sesso e dalla propria identità di genere. Per sesso s'intendono quelle caratteristiche biologiche e anatomiche determinate dal nostro corredo cromosomico XX (femmina) o XY (maschio).
L'identità di genere è invece la percezione di sé stessi, ovvero il sentirsi maschio o femmina o di una condizione non definita. E' il sentimento di appartenenza (o non appartenenza) a un sesso. In questo contesto si inseriscono le definizioni di transessualità e transgender. Una persona transessuale è una persona che sente di appartenere al sesso opposto a quello in cui è nata.
A questo punto, non per fare una filippica al giornalisti di professione, vedo necessario sottolineare che Il termine transessuale si declina al femminile “la transessuale” per indicare persone di sesso anatomico maschile che sentono di essere femmine (MtF – Male to Female), e al maschile “il transessuale” per indicare persone di sesso anatomico femminile che sentono di essere maschi (FtM – Female to Male). Faccio notare che nell'indecisione, la formula "una persona transessuale" è sempre corretta. Per mettere i puntini sulle i, transgender è invece una persona che non si sente di appartenere in maniera così rigida né all'uno né all'altro sesso, e un travestito è una persona che abitualmente veste abiti del sesso opposto, sempre indipendentemente dal proprio orientamento o identità di genere. Una persona che invece percepisce il proprio sesso anatomico in armonia con la propria identità di genere si dice invece cisgender.
Detto questo, possiamo unire tutte queste bellissime definizioni e ripetere insieme: orientamento sessuale e identità di genere sono due cose indipendenti. Una donna transessuale (di sesso anatomico maschile, ma che si sente di essere femminile) può dunque essere attratta dagli uomini, o essere lesbica, o bisessuale, e non c'è nulla che vieti che una lesbica, o un gay, si sentano perfettamente a loro agio nei loro corpi. Gli omosessuali, che siano o meno transessuali, non sono per forza dei travestiti, e viceversa.
Quante cose nuove che abbiamo imparato! D'altronde, è solo così che l'omofobia e la transfobia si possono combattere. Il pregiudizio, la paura e l'ostilità nei confronti delle persone omosessuali e transessuali, e le azioni che da questo pregiudizio derivano, si devono contrastare attraverso l'informazione.
E il mio regalo per questo 17 Maggio è proprio questo. Della semplice informazione.
* Giulia Tagliaferri, 23 anni ancora per poco, non capisce il calcio.
Pagina Facebook: Le Cosmiconomiche

Comments
Non ho mai detto "secondo me" e "tutto il resto è sbagliato".
Comunque il mio piccolo pensiero e' questo. E non voglio dire che sia l'unico e universale, è solo il mio pensiero. Magari dite il vostro di pensiero così il post si arricchisce.
Quello che intendevo, al di là dei molteplici titoli e definizioni, è che siamo tutti Persone, biologicamente divisi in maschi e femmine, ognuno con la propria vita che gestisce come vuole senza ledere la libertà degli altri.
a massimo al commento delle15.10
Già il fatto che tu dica alla fine "non serve dire altro" è prepotenza. Non c'è nessun "secondo me" e ciò vuol dire che la tua mente un po' stretta, scusa il termine, pone il tuo commento/pensiero come qualcosa di universale: è così e tutto il resto è sbagliato.
"Siamo maschi o femmina al momento del concepimento in base ai cromosomi che riceviamo da nostra madre (x) e nostro padre (x o y). Da ciò saremo di genere femminile o maschile. Non serve dire altro."
Vorrebbe dire che non c'è spazio per qualcos'altro che non sia femmina e maschio?
Naturalmente l'Anonimo delle 15:10 è Massimo
oh! Cisgender mi mancava. Ottima sintesi, mi tornerà utile.
Però, complimenti...Scrivo due righe e Anonimo spara giudizi basati non si sa bene su cosa. Io volevo solo dare la mia opinione all'articolo e non intendo offendere nessuno.
Le persone come massimo mi fanno pena. Orrore, anche, se penso che magari sulla propria identità biologica basano una vita. Questa gente ha veramente pochissima autostima e coscienza di sé.
Io non sono ciò che la biologia fa di me, o meglio, non sono SOLO ciò che la biologia fa di me.
E meno male, aggiungerei.
biologicamente sì
Siamo maschi o femmina al momento del concepimento in base ai cromosomi che riceviamo da nostra madre (x) e nostro padre (x o y). Da ciò saremo di genere femminile o maschile. Non serve dire altro.
E che cosa vorrebbe dire la tua affermazione?
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