Glancee acquistata da Facebook: startup di imprenditori o di finanzieri?

Daniele Buzzurro

Startup, ne avevamo già parlato. Ma cambiamo fuoco e metratura.

Lo spunto ce lo da questo splendido post di TechCrunch (ripreso e con aggiunte di rapporti diretti poi dal Corriere della Sera) su Andrea Vaccari e la sua Glancee, che è appena stata acquistata dal colosso Facebook. Mi soffermo in particolare su questo trafiletto del Corsera:

Un anno e mezzo di vita, 3 founder (2 italiani e 1 canadese), nessun dipendente, niente VC-money, zero revenue.
Questa e' la terza acquisizione di Facebook per rafforzare i suoi servizi mobile, ancora piuttosto scarni.
La somma e' imprecisata, ma dopo aver acquisito Gowalla a dicembre e sganciato $1B per Instagram meno di un mese, non mi stupirei di un valore a 8 cifre. Poco importa.
Cio' che importa e' la favola della Silicon Valley si ripete. Piu' forte che mai!
La Silicon Valley e' la differenza tra l'incubo e il sogno, tra il provarci e il fare successo, tra l'indifferenza e la notorieta'. 

Premessa: complimenti veri e sinceri a Glancee, senza vergogna di dirlo. Sono riusciti in quello che è il sogno di molti startupper italiani, quello di costruire qualcosa di valido e appetibile che sia poi acquistato da una delle big spender del settore, quelle che hanno i soldi veri.

Il punto è un'altro, quindi. 

E' giunta l'ora che anche in Italia iniziamo a differenziare tra 2 tipologie di imprenditori, l'imprenditore vero e proprio e il finanziere.

Imprenditore (da Wikipedia): è colui che detiene fattori produttivi (capitali, mezzi di produzione, forza lavoro e materie prime), sotto forma di imprese, attraverso i quali, assieme agli investimenti, contribuisce a sviluppare nuovi prodotti, nuovi mercati o nuovi mezzi di produzione stimolando quindi la creazione di nuova ricchezza e valore sotto forma di beni e servizi utili alla collettività/società.

Finanziere: è colui che investe in imprese tramite capitali economici, attraverso i quali controlla o partecipa in società, che poi vende o acquista a seconda del vantaggio economico personale che riesce a trarre dall'operazione finanziaria.

La differenza tra i due è estremamente chiara. Ma cosa è quindi uno startupper digitale? E' un imprenditore? E' un finanziere?

Risposta: è un soggetto che nasce come imprenditore, e poi si trasforma in finanziere. Ma di principio, se nella sua mente il fine ultimo per cui fa qualcosa è quello di ricavare dei soldi non dai risultati della propria impresa, ma dalla cifra a cui riuscirà a venderla, è un finanziere.

Le imprese, cari amici startupper digitali che seguite il (possibile e legittimo ma non auspicabile) sogno dell'acquisizione da parte di una multinazionale estera, non sono quelle che voi fate, semplicemente perchè il fine ultimo per cui le fate è venderle al migliore acquirente.

Se al nostro paese facciano meglio gli imprenditori o i finanzieri, poi, nella condizione in cui ci troviamo, questo è davvero un'altro paio di maniche (anche se io un'idea chiara sulla questione già la ho).

Iniziamo a chiamare le cose con il loro nome, startupper aspiranti finanzieri digitali, perchè non c'è niente di male e altrimenti qui non ci capiamo più.

Comments

Daniele Buzzurro's picture
Inviato da: Daniele Buzzurro
8 May 2012 - 11:22

@m4tmut direi che hai centrato il punto, il tuo commento è l'unica risposta sensata che si può dare alle parole fuoritema di @lm

Im's picture
Inviato da: Im
7 May 2012 - 16:04

Caro Daniele, ci sono molte cose opinabili e su quelle si può discutere. Altre cose o le si sanno o le si ignorano e tu, perdonami, ma o le ignori o fai della provocazione becera. Magari per avere un'altra (ec)citazione sul corriere e qualche click. Basta un un po' di buonsenso e un qualsiasi libro di storia economica per capire che stai scrivendo da ignorante. L'imprenditore che hai in mente forse è quello con la fabbrichetta che vive di nero. Bravo quello. Il padrone. Prova a leggere qualche libro e magari scoprirai che nei paesi evoluti esistono le Public Companies, società a capitale diffuso in cui non esiste l'imprenditore ma un management competente che gestisce a prescindere dai vincoli di sangue. Giusto qualche anno fa poi hanno inventato una cosa chiamata borsa in cui gli imprenditori cedono parte della loro società (o la totalità) per far crescere la loro creatura e non farla rimanere nana. E anche per monetizzare, che non è un peccato. È la ricompensa per l'eccellenza. @m4tmut mi spiace perché glancee è proprio italiana e chi l'ha sviluppata non pensava ai soldi. Che cmq ripeto non sono un peccato. Così come la finanza non è un'entità astratta a cui riferirsi solo in termini negativi

M4tMut's picture
Inviato da: M4tMut
6 May 2012 - 17:19

Ragazzi, io penso che dietro l'articolo di Daniele (volutamente provocatorio) ci sia una riflessione molto interessante volutamente NON colto. Si parla di mentalità, di come ci si approccià ad un progetto innovativo e di come questa cosa viene vista in Italia. Ogni caso è a se e qui siamo tutti d'accordo ma che da un po' di tempo a sta parte la vision di "giovani startupper" in italia sia quella di creare un progetto solo ed esclusivamente per svoltare è assodato. Sergey&Co hanno creato Google perchè si erano rotti il ca*** di andare su yahoo, scrivere "scarpe da tennis" e ottenere "anal sex". Questa è la mentalità da prendere come esempio. Stessa storia in Italia per "Arduino". E' sbagliato fare un ragionamento a ritroso in questo campo, voglio fare i miliardi>>apro una startup>> penso all'idea. Questo è il ragionamento che spesso si fa in Italia, quello da finanziere quello di cui parla Daniele. Sostenendo a prescindere ogni tipo di attività che si autoproclama sotto l'etichetta startup non si fa altro che sminuirne il valore. I mentor si sgolano per dire che non bisogna pensare subito ai soldi, che è diverso dal dire che la monetizzazione è importante. Glancee non c'entra nulla, io non lo considero neanche un progetto italiano ed è sicuramente un gran progetto.

oudeis's picture
Inviato da: oudeis
6 May 2012 - 17:00

L'importante, nella vita, è crederci. :)

Daniele Buzzurro's picture
Inviato da: Daniele Buzzurro
6 May 2012 - 15:29

@karma207 Qui non me la devo cavare né io, né tu, né nessun'altro. Ogni persona esprime la sua opinione - tutti sappiamo che uno dei principali mali di questo paese è proprio la paura che la maggioranza ha di esprimerla in maniera forte e chiara spesso, mi fa piacere che tu in questo senso dica la tua.
Per il resto, ti ringrazio della spiegazione, potrà essere utile a chi la vede in una maniera vicina alla tua e ha frainteso come te l'articolo e il suo senso.
Qui non si parla di Glancee o di Andrea, che sono solo uno spunto per poter parlare di un modo di fare impresa che a mio parere fa male all'impresa stessa.
Io non la vedo in maniera estremamente ottimistica come fa Andrea Oletti sul Corriere citandomi, e secondo me la serialità a livello imprenditoriale del creatore di una Startup è tutta da dimostrare e rappresentare - sinceramente quando vedo imprenditori seriali, è quasi tutta gente che non ha spesso lasciato la sua prima creatura se non per cause di forza maggiore.

@oudeis Ti ringrazio, so che sei un mio fedele lettore e la cosa mi fa piacere, me lo dimostri sempre citando quasi a memoria quello che scrivo, thanks again!

karma207's picture
Inviato da: karma207
6 May 2012 - 11:05

Daniele secondo me non te la cavi dicendo che ognuno è libero di pensarla a suo modo. Un modo chiaro, e condivisibile, con cui vedere la vicenda c'è, e te lo spiego con le tue stesse citazioni:
"Imprenditore (da Wikipedia): è colui che detiene FATTORI PRODUTTIVI (capitali, mezzi di produzione, forza lavoro e materie prime), sotto forma di imprese, attraverso i quali, assieme agli investimenti, contribuisce a sviluppare nuovi PRODOTTI, nuovi mercati o nuovi mezzi di produzione stimolando quindi la creazione di nuova ricchezza e valore sotto forma di beni e SERVIZI utili alla collettività/società."
E' evidente che la definizione è un po' datata, e si riferisce a un'epoca pre-digitale (visto che parla di mezzi di produzione e materie prime) ma si può comunque adattare facilmente anche per Glancee.
Andrea Vaccari è un imprenditore perché detiene Fattori Produttivi (il know-how e la forza lavoro, visto che si sono sviluppati loro l'applicazione), ha evidentemente creato un nuovo Prodotto (l'app) e ha offerto un Servizio che, all'interno dell'ecosistema Facebook, ha di certo una propria utilità. E credo contribuirà a creare ricchezza all'interno della società che l'ha assorbito. Forse Glancee prima dell'acquisizione era un prodotto che faticava a esprimere il suo potenziale (io l'ho scaricata e non l'ho usata) ma ora ne vedo meglio i punti di forza. Nella rete non è raro vedere casi di questo tipo, in cui il valore di un'idea è difficile da intuire prima di inserirla in un sistema più ampio: ecco perché faccio i complimenti a Glancee, per aver visto lungo.

oudeis's picture
Inviato da: oudeis
6 May 2012 - 04:41

Niente, Buzzurro non decolla. Plana, piuttosto.
Tutto è opinabile fin che resta nella sfera individuale; se lo si vuole trasferire ad altri è indispensabile una dimostrazione che abbia una valenza scientifica.
Magari un altro bell'articolo sulle Web Icons o qualche altra, faticosissima, traduzione dall'inglese sarebbero più aderenti al "pensiero" di Mad Web.
Oh, altrimenti, c'è sempre il Grande Cinema 3..magari una paginetta sull'andamento Club Censiment3, con un'analisi sul metodo e nel merito della strategia di comunicazione adottata?

Luca Bellone's picture
Inviato da: Luca Bellone
6 May 2012 - 03:08

Da cestinare, tipico esempio di pessimo giornalismo degno dell'ignoranza più becera. Certa gente dovrebbe lavarsi la bocca con l'ammoniaca prima di catalogare le persone o sparare sentenze e opinioni di livello così nettamente infimo. Pensiero personale, ovviamente, ma sicuramente condiviso da chi studia e vive queste problematiche giornalmente. Sicuramente non condiviso da chi si limita a guardare dalla finestra, probabilmente con un po' di invidia.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
5 May 2012 - 20:55

Caro Daniele, porti avanti una tesi del tutto sganciata dalla realtà.

-- Una startup è una azienda nata per scalare.
-- Per scalare ha bisogno di investimenti.
-- Per raccogliere fondi deve avere una strategia di exit.

Senza la strategia di exit non prendi i fondi e non scali.
L'exit può essere la vendita dell'azienda oppure una quotazione in borsa. In ogni caso l'imprenditore, a differenza del finanziere, lavora durissimo per costruire il suo prodotto e farlo crescere. Solo se il prodotto vale qualcuno vorrà comprare.
Ma soprattutto l'imprenditore è completamente concentrato su un solo prodotto, la sua azienda.
Il finanziere al contrario investe in molte aziende e non lavora attivamente in nessuna di queste, limitandosi al massimo a rivestire ruoli di advisor o ad avere una sedia nel CdA.
Insomma, scusami, ha questo post contiene molte sciocchezze.

Daniele Buzzurro's picture
Inviato da: Daniele Buzzurro
6 May 2012 - 00:20

Francesco,

tranquillo, non ti scusare. Come ti spiegavo anche su Facebook questo è il mio pensiero, e non esistono pensieri che sono la verità assoluta al mondo.

Ognuno è libero di pensarla e vederla a modo proprio, tu non sei da meno.

 

 

 

 

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