Blog di

di Peppino Caldarola

Giuliani si sbaglia, la violenza è una sola ed è sempre un crimine

Blog post del 17/10/2011
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Enzo Mastrobuoni, (video-intervista di Sky Tg24) cinquantanni, una vita nel Pci e oggi dirigente del partito di Vendola, ha perso un dito nel cercare di allontanare una bomba carta lanciata contro i manifestanti pacifici da alcuni giovani delinquenti che poi hanno sconvolto la manifestazione degli Indignatos. Non è stato l’unico a reagire alla violenza dei nuovi terroristi. I filmati fanno sentire nitidamente le urla di condanna dei manifestanti, molti di loro hanno fisicamente affrontato le pattuglie armate, altri hanno dato le foto scattate sulle scene di violenza alle forze di polizia. La storia di Enzo non può essere sottovalutata nel coro di giuste condanne delle degenerazioni della manifestazione. C’è stato in piazza chi ha resistito alla violenza e l’ha attivamente combattuta. D’altra parte il racconto di Enzo rivela anche l’intenzione criminale degli aggressori che lanciavano le bombe carta non solo contro i loro demenziali obiettivi ma anche contro i manifestanti inermi che dissentivano dalle loro prodezze. È stato un rifiuto “senza se e senza ma” della violenza che potrà consentire ai movimenti di protesta di tornare in piazza con la testa alta.

Violenze al corteo di sabato a Roma
È proprio la presenza di manifestanti-eroi come Enzo che rende indigeribile l’articolo che sull’ “Unità” di oggi ha scritto Giuliano Giuliani, papà di Carlo. Fin dapprincipio l’autore avanza il sospetto, che ricorre con noiosa abitudinarietà in questi frangenti, della presenza in piazza di forze di polizie infiltrate nel movimento per farlo degenerare. Scrive Giuliani che sua figlia sarebbe stata spinta con un educato “signora si faccia da parte” da un giovanotto tutto vestito di nero pronto a guidare gli assalti. Questo episodio, se vero, dimostrerebbe che alla testa della protesta violenta non ci sarebbero stati ruspanti ragazzi dei centri sociali ma beneducati funzionari della questura. L’episodio fragile e probabilmente inconsistente permette a Giuliani due considerazioni. La prima dedicata alla condanna degli assalti alle banche, alle auto e ai negozi del tutto condivisibile. La seconda invece all’apologia della resistenza attiva di fronte alle cariche violente delle forze dell’ordine. Insomma ci sarebbe una violenza ingiustificabile e una violenza permessa e legittima.

Giuliani sostiene che questa seconda specie di violenza sarebbe stata quella che ha impersonato suo figlio Carlo e che l’ha condotto alla morte. È un ragionamento che contiene due elementi inaccettabili. Il primo è che esista una violenza buona rappresentata da quei manifestanti che si oppongono militarmente alla polizia. Sembra di capire che chi si accinge a partecipare a un corteo debba prendere in considerazione l’idea di essere attaccato proditoriamente dalle forze di polizia e che debba recarsi all’adunata pronto a reagire con legittima violenza. E’ un ragionamento demenziale che cerca di inculcare nei giovani una cultura della violenza legittima che può spingerli al disastro. Invece di educarli alla non violenza li si spinge a prenderla in considerazione come cultura variabile di ogni movimento da esercitare a certe condizioni. Siamo su una brutta strada!

In secondo luogo Giuliano Giuliani, nel suo comprensibile dolore di padre, non può tuttavia dimenticare che tutti abbiamo visto le immagini in cui il figlio aggrediva i carabinieri tentando di lanciare contro di loro un estintore. Non era una giusta reazione, come teorizza Giuliani senior, ma un attivo e premeditato gesto di violenza. Se il carabiniere Placanica è stato responsabile di una reazione omicida ingiustificabile, il giovane Carlo non era in quel momento un manifestante esemplare in quanto il suo gesto assomigliava a i gesti che abbiamo visto sabato mandare a monte una grande e civile manifestazione.

Piuttosto che celebrare Carlo Giuliani, la sinistra dovrebbe quindi prendere esempio dal sacrificio di Enzo, che ha rischiato la vita pur di proteggere i suoi compagni da potenziali assassini. La sinistra che ci piace è quella non violenta che difende gli spazi democratici, non quella che giustifica forme di violenza attribuendo ad esse giustificazioni e alibi inaccettabili.

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COMMENTI /

Ritratto di Jacopo Tondelli
Lun, 17/10/2011 - 17:15
jtondelli
Caro Emanuele, Caldarola non ha bisogno di difensori di ufficio. Tuttavia, una più attenta lettura del post le avrebbe evitato di chiedere cosa c’entra il paragone: avrebbe almeno visto, dopo tutto, che a fare il “paragone”, proprio in questi giorni, è stato Giuliano Giuliani, padre di Carlo.
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Ritratto di Luca Pautasso
Lun, 17/10/2011 - 19:24
Lpautasso
Gentile Caldarola, ho ripreso in una recente riflessione sul mio blog le importanti considerazioni contenute in questo suo intervento http://www.linkiesta.it/blogs/fortezza-bastiani/quel-complottismo-giustificazionista-che-va-caccia-di-fantasmi
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