Blog di

di Marco Fattorini

Wimbledon, Nadal fuori al 2° turno. Ed è subito colpa del tetto

Blog post del 29/06/2012

Povero tetto. Se non c'è, è assurdo che non l'abbiano previsto, perché la pioggia non può interrompere finali di cartello come quelle recentissime di Roma e Parigi. Se invece viene montato, allora è tecnologico e bellissimo, ma poi spezza il gioco e avvantaggia l'avversario.

Nel giro di poche ore il tetto apribile del campo centrale di Wimbledon è diventato primo imputato e capro espiatorio della sconfitta di Rafael Nadal, uscito al secondo turno per mano di un sorprendente Lukas Rosol, numero 100 del mondo, classico vincitore "a sua insaputa" fino a qualche minuto prima del match. Sui campi londinesi il maiorchino non perdeva alla seconda partita dal 2005 e oggi deve fare i bagagli lasciando sull'erba la seconda posizione nel ranking mondiale, con le quotazioni di Federer (favorito) e Djokovic che salgono vertiginosamente.

I fatti. Rosol esordisce contro il favore dei pronostici (vittoria quotata a 31), perde il primo set, ma poi infila un doppio 6-4 e passa in vantaggio, prima di perdere il quarto. A quel punto il giudice arbitro fa chiudere il tetto per ovviare all'oscurità e terminare il match con la luce dei riflettori. La pratica porta via trenta minuti abbondanti: Nadal sbuffa, Rosol riordina le idee. Il match riprende: manca un set, quello decisivo. lo spagnolo è freddo, debole alla risposta, confuso negli attacchi. Il ceco attacca come un forsennato (22 ace totali) e vince accompagnato dagli applausi scroscianti del pubblico.

"La decisione di chiudere il tetto - spiegherà Nadal - non è stata la migliore per me. Ci hanno messo 35-40 minuti, non sapevo che ci volesse tanto tempo". Rafa la prende con filosofia ("è solo un match di tennis, non una tragedia") e con signorilità si ferma a firmare autografi a bordo campo. Il tutto mentre l'avversario prova a definire l'entità dell'impresa: "è come se una squadra della Repubblica Ceca battesse il Real Madrid". Lui, tennista che negli ultimi cinque anni non era mai riuscito a superare le qualificazioni in quel di Wimbledon.

Ma i nadaliani ortodossi non ci stanno. Uscire al secondo turno è uno smacco troppo grande, perdipiù davanti ad un emerito sconosciuto. Si lamentano sul web, imprecano contro il tetto e maledicono l'oscurità della notte, sbarrano gli occhi davanti ai siti di As e Marca che stravolgono le proprie homepage col fisico statuario di Balotelli accanto alla faccia contrita di Nadal. Persino la stampa italiana registra qualche mal di pancia. Nella sua corrispondenza da Londra, l'inviato della Stampa Stefano Semeraro scrive di una "sessione notturna e mascherata, vinta dopo 40 minuti di stop dal picchiatore Rosol, più a suo agio indoor". Sotto i riflettori, conclude, "resta l'ombra di un match storico, ma un po' falsato". Nella conta delle percentuali e delle responsabilità è bene ricordarci che, comunque, anche Rafa è umano. Fortissimo, ma mortale. Nonostante i sette Roland Garros vinti, a prescindere dai tetti dispettosi.

RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Un documento di propaganda dell’Isis in italiano

Si intitola “Lo Stato Islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare' e firmato” ed è un documento di 64 pagine con traduzioni dai materiali in inglese

Smemoranda

I negativi di maicol&mirco

Maicol&Maicol

Perché l’igiene corporale è diventata un dogma

Merito di pubblicità ossessive e della nuova urbanizzazione. Ora ci si lava sempre, forse troppo
SHARE

Le città divise: dove vanno turisti e residenti

Monumenti e piazze sono luoghi per chi visita. Chi vive in città, va altrove. La mappa lo dimostra
SHARE

La strada che affonda nel mare

In Francia un’isoletta è raggiungibile solo con la bassa marea. E hanno messo dei pali di sicurezza
SHARE

Cinque parole che in origine significavano tutt’altro

Da "casino" a "siringa", il senso era del tutto diverso, ma la storia ha deciso che cambiasse tutto
SHARE

PRESI DAL WEB

Come nasce un capolavoro: il backstage del video di Razzi

Immagini rubate mostrano Antonio Razzi, sul lungomare di Pescara, mentre canta e balla per il suo videoclip "Famme cantà"

La politica non basta più, e Antonio Razzi diventa cantante, con "Famme cantà"

Il brano è una sorta di auto-presa in giro del discusso e discutibile politico, che riprende sue frasi diventate tormentoni e le mette in musica