Addio dittature, lo shale gas sposta gli equilibri del mondo verso le democrazie

Jacopo Barigazzi

Quello che sta accadendo con lo shale gas rischia di essere una vero punto a capo. È di qualche giorno fa l'ultimo rapporto dell''Agenzia internazionale per l'energia (Iea) dove si legge che «grazie alla rivoluzione dello shale gas, nel giro di cinque anni gli Stati Uniti potrebbero strappare alla Russia il primato della produzione di metano». Roba da saltare sulla sedia. E si capisce allora perché l'ex direttore di Newsweek, l'indiano Fareed Zakaria, chiami questo tipo di gas, estratto dalle rocce col metodo del fracking, «il cambio di gioco nella geopolitica dell'energia» in un'analisi che vi consiglio. Sottolinea Zakaria che «finora il gas è stato fornito da un manipolo di regimi - Russia, Iran, Venezuela - molti dei quali feroci e privi di legittimità, che campano su quell'instabiità globale che aiuta i loro fatturati visto che instabilità significa prezzi più alti per gas e petrolio». 

E qui viene il bello: «nei prossimi 20 anni molta dell'energia potrebbe venire da Paesi democratici come gli Usa, il Canada, l'Australia, la Francia e Israele. Il che sarebbe buono per il mondo libero e cattivo per gli Stati canaglia [...]. La Cina ha grandi riserve di shale e, anche se non è democratica, è un paese che necessità di stabilità, non di instabilità». 

Il problema, ammette, è che c'è una «significativa lobby che si oppone allo shale e al modo in cui è prodotto». In Italia ad esempio sia gli ambientalisti che l'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente (Enea) storcono il naso. Infatti l'Enea, riprendendo le conclusioni della stessa Iea, parte dal presupposto che la tecnica del fracking utilizzata per estrarre lo shale gas abbia principalmente due problemi: causa microsismi e comporta lo sprigionamento incontrollato in atmosfera di gas metano, in aperto contrasto con ogni tentativo di ridurre i cambiamenti climatici e il surriscaldamento della Terra. Morale: per la green economy si aspettano tempi duri e, ammoniscono i critici, il periodo d’oro del gas, se non sarà finalizzato agli obiettivi della de-carbonizzazione, protrarrà nel tempo la dipendenza dell’umanità dai combustibili fossili invece che svincolarla. 

L'argomento può allora essere davvero di quelli che possono davvero cambiare gli equilibri. Gli Usa, che nel solo 2011 hanno incrementato l'output del combustibile di una quantità pari alla metà delle forniture annuali del Qatar, secondo la Iea resteranno un importatore ma solo per quantitativi irrisori (10 miliardi di mc mentre nel solo 2011 ne ha prodotti per 653 miliardi di mc). E l'Europa? Come scrive Zakaria qualcosa si muove fra Polonia e Francia ma potrebbe esserme dannegiata. Scrive infatti ancora la Iea che sul lungo «l'industria europea deve confrontarsi con prezzi del gas 3-4 volte superiori rispetto agli Usa, che diventano ora un nuovo concorrente in settori come la petrolchimica e la produzione di fertilizzanti». Aggiungendo che in Europa le prospettive di sviluppo dello shale gas sono «sconfortanti» principalmente proprio per l'opposizione alle tecniche di fracking.

Il boom dello shale, tanto per intenderci, è lo stesso che ha permesso all'Argentina la mossa populista di nazionalizzare il petrolio. Secondo la Iea infatti Buenos Aires ha le terze riserve al mondo di shale e quindi la Kirchner crede che gli investitori continueranno a non mancare alla sua porta, anche se regolarmente maltrattati. Insomma rischia davvero di cambiare tutto. E che l'Europa, già logorata dal debito, si ritrovi ad essere ancora meno competitiva sui prezzi energetici. Un tema fondamentale per noi italiani visti i nostri costi di approvvigionamento. Che riapre anche la domanda sulla validità della politica estera italiana negli anni di Berlusconi, così incentrata sulla Russia, e sul suo di gas, da averle fatto da reggi bastone in molte partite. 

: Cina / Fareed Zakaria / fracking / iea / iran / italia / Russia / shale gas / USA / venezuela

Comments

wikipolis's picture
Inviato da: wikipolis
12 June 2012 - 16:56

In effetti sarebbe stato più delicato scrivere alla tua mail per farti notare la cosa. D'altra parte non ti conosco personalmente e quindi era comunque "a stretch". Glad you appreciated. Apprezzo il tuo lavoro!

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
12 June 2012 - 11:00

@jacopo
sarebbe meglio lasciare il commento e in una nota specificare il cambiamento avvenuto nel testo originale.

fabriziosibilla's picture
Inviato da: fabriziosibilla
11 June 2012 - 22:44

Lo Shale Gas é una porcata perché non solo necessita parecchia acqua, ma anche parecchi chemicals non molto carini da disperdere nell´ambiente (http://en.wikipedia.org/wiki/Fracturing_fluid).
Diciamo che lo shale gas piace perché é un pó come il cotone: fa felice la lobby degli industriali e la lobby dei chimici, perché per estrarre shale gas é come coltivare cotone: é legato alla lobby della chimica che gli fornisce X kg di chemical per tonnellata di prodotto ;).
Tra l´altro la questione del LCA (http://it.wikipedia.org/wiki/Life_Cycle_Assessment) dello shale gas é ancora molto controversa (http://science.memebase.com/2011/12/23/funny-science-news-experiments-me...).

Per risolvere il problema del cambio energetico ci sono molte alternative allo shale gas (fotovoltaico, eolico, maree) da poter sviluppare in loco. Se si riuscirá a dotarsi localmente di piccole unitá diversificate x produzione di energia (http://inhabitat.com/sonnenschiff-solar-city-produces-4x-the-energy-it-n...) allora si diminuirá enormemente il consumo di gas e la dipendenza da amichetti non troppo raccomandandabili

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
11 June 2012 - 22:15

This is just too damn funny: è sparito il commento (già postato) sull' #HumbleBrag Pure, unadulterated #ComedicGold

Jacopo Barigazzi's picture
Inviato da: Jacopo Barigazzi
11 June 2012 - 23:13

Gentile Anonimo, è sparito perché avendo preso della critica e modificato il post, l'inciso sul mio conflitto d'interesse con Zakaria correva in effetti il rischio di suonare #HumbleBrag, il commento finiva col riferirsi a un punto che non c'era più e per questo l'ho cancellato. Colgo l'occasione per ringraziare di avermi fatto notare il rischio. In genere in questi casi avviso via mail del recepito cambiamento, e che per questo cancello il commento, ma in questo caso non era stato lasciato nessun indirizzo a cui scrivere.   

Cristiano's picture
Inviato da: Cristiano
11 June 2012 - 21:50

@Paolo

"In Canada forse di acqua ne hanno a sufiicienza na da altre parti non saprei."

sono la persona meno esperta del mondo, ma se devo seguire il tuo ragionamento,
devo dire che non e' molto efficace, considerata la ... non-ricchezza di acqua (chiamiamola cosi') di Israele.

http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/History/scarcity.html

detto questo, il dibattito sara' lungo decenni come per il nucleare, ci saranno mille motivi che mi smentiranno e dovro' stare zitto.

Ma intanto (messo cosi') lo spreco di acqua sembra debole.

paolo's picture
Inviato da: paolo
11 June 2012 - 18:28

Da quel poco che ne so mi risulta che per estrarre la shale gas si fa larghissimo uso (non riciclabile) di acqua che è una risorsa scarsa e preziosa. Tutto questo entusiasmo per questa nuova fonte di energia non mi trova partecipe. In Canada forse di acqua ne hanno a sufiicienza na da altre parti non saprei.

Daniela Patrucco's picture
Inviato da: Daniela Patrucco
11 June 2012 - 17:52

Anche in Australia ambientalisti e agricoltori storcono il naso sul fracking: di fracking e shale gas su linkiesta ho scritto scritto qui
http://www.linkiesta.it/blogs/voglio-cambiare-aria/l-eta-dell-oro-del-ga...
http://www.linkiesta.it/blogs/voglio-cambiare-aria/energia-geotermica-fr...

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