1 March 2012
“Condanna la violenza dei No-Tav ?” Vendola “ci penserà...”
Jacopo Barigazzi
Chissà cosa penserebbe Gandhi della non violenza di Nichi Vendola. O chissà cosa ne penserebbe Henry David Thoreau, che la predicò prima di lui. O chissà cosa ne penserebbe Gene Sharp, massimo teorico moderno della disobbedienza civile. Chissà cosa penserebbero a leggere questo passaggio dell'intervista di oggi sul Messaggero al presidente della Puglia:
Presidente Vendola, lei con chi sta: con i no-tav o con i carabinieri?
«Sto con le ragioni del dissenso, ogni volta che viene espresso in forme civili, pacifiche, democratiche. La non violenza è la mia precondizione per schierarmi».
Perchè, in nome di questa non violenza, non fa un appello ai no-tav per dire: basta con il teppismo?
«Ci penserò. Nel nostro Dna c'è il diritto all'esercizio del conflitto ma contemporaneamente anche l'umanizzazione del conflitto. Non dobbiamo dimenticare che, per un intero popolo di quei territori, la violenza è rappresentata dal grande buco della Tav, dal suo impatto ambientale e dal suo costo economico».
Quel «ci penserò» mette i brividi. Quando venne in Piazza Affari a Milano a incontrare il mondo della finanza, in quel momento all'apice dello scontro su Parmalat coi francesi di Lactalis, e, con estremo candore, ammise a Linkiesta che lui, che vorrebbe un ruolo nella politica nazionale, della più importante partita industrial-finanziaria del Paese di quei giorni, non ne sapeva niente, era quasi tenero, se non ci fosse stato da mettersi a piangere. Ma che ora non ne sappia nulla manco di non violenza, o quanto meno, che non sappia abbastanza da mandare un messaggio chiaro a quelle frange estremiste che stanno alzando il tono dello scontro, bè, questa è una novità.

Comments
secondo me 'ci penserò su' è un ottimo commento per un tema su cui ben poco sappiamo, ingabbiati come siamo tra giornalismo 'embeddded', numeri sparati a casaccio, propaganda perbenista, infiltrazioni varie, mafie e connivenze. se poi viene da chi ha sempre una verità immacolata da proporre, mi sembra ancora meglio: non sempre le nostre convinzioni/azioni resistono a qualsiasi attacco ....
certamente un simile attacco a vendola (e alla noTAV, dando per certo che siano le 'frange estremiste' ad alzare il livello dello scontro, su quali basi, poi, chissà...) è strumentale, e, come tale, un pò deludente.
a me i brividi vengono per ben altro, in questa storia, e aspetto ancora la vostra inkiesta....
Non sono un No Tav, ne tanto meno un violento, ma i fatti di questi giorni e l'atteggiamento del governo mi hanno fatto cambiare idea. Vorrei tanto una riflessione al riguardo della violenza dei governi, che pur sapendo di costruire un'opera costosa e inutile per il paese continuano imperterriti; chi non è d'accordo viene criminalizzato. Questa è la vera violenza e arroganza del potere, il non ascoltare chi abita e vive in Valsusa. Grave e violento è anche il comportamento di certi settori della stampa veri lacchè di chi detiene il potere.
Tra un governo di tecnocrati rappresentanti della finanza speculativa (banche e lobby), mai eletto dal popolo e la gente della valle che protesta la scelta è quella di stare con la gente.
ma violenza di chi?Da parte delle ff oo che entrano in un bar sfasciandolo e minacciando la gente dentro forse si intende dire, la violenza dei manganelli che ieri sono piovuti su gente anziana straiata sull'autostrada?
Quella violenza lì non la vede nessuno o fa comodo parlare di "violenza" tirandola per i capelli così si evita di discutere della questione SI/Notav?
Vendola che ha fondato il comitato Sitav Napoli Bari che ne pensa di 64 miliardi da spendere per la mafia della to-ly quando ci sono 20 anni di austerità come annunciato da Monti? Questo non mette i brividi?
Mi scusi, ma lei che ha letto Thoreau e Gandhi, ma la non-violenza è una "pratica" o è una "teoria" che va "predicata"? Analizzando solo questi due termini da lei riportati si intuisce cosa manca nella sua lettura di quel che accade in Val di Susa.
Perché, se non sbaglio, Gandhi fu arrestato innumerevoli volte per turbamento dell'ordine pubblico, seduto lì tra la gente e "praticando" la non violenza.
Finisce per fare la figura di chi dopo aver letto un paio di libri sull'amore, critica coppie a destra e a manca su come non sanno amarsi.
Che qualche pecorella si lasci prendere la mano e istighi odio è una cosa, ma non guardare alle altre migliaia di persone che praticano la democrazia è miopia. Ma forse da dietro al monitor di un pc, sia per me che per lei, la miopia fa brutti scherzi e diventa difficile immaginarsi cosa siano vent'anni di contro-informazione e riunioni e mobilitazioni... insomma la Non-violenza.
Un'ultima cosa, capisco che come testata on-line è difficile avere cronisti e raccontare le sensazioni di un luogo e di un evento, ma quello che sta venendo fuori da questa testata in alcuni articoli è davvero junk journalism. E sù, fatevelo un workshop di non-violenza in Val di Susa, tra un po' scadono le prenotazioni per le summer-school.
Oggi ho letto Paolo Griseri, ovvero La Repubblica. Griseri e' "inviato", onde sperabilmente li'. Scrive da li' non diverso da quello che si legge qui. Licenziamo Griseri, o ci rassegniamo all'idea che si puo' esserci e fare diretta anche online?
Scusate, parlate di parzialità, di arrampicamento sugli specchi... Forse non avete letto bene (o forse, qualsiasi testo non sia inequivocabilmente e monoliticamente aderente alla vostra idea, è parziale... Ma soprassediamo)
Mi pare il punto del post fosse un altro, e avesse più a che fare la coerenza delle proprie idee, sul coraggio di difendere una posizione che si ritiene giusta.
Riassumiamo: Vendola dice che "la non violenza è la mia precondizione per schierarmi". Chiaro, limpido, o no? Vuol dire no alla violenza, prima di tutto.
Subito dopo, all'invito a condividere questa sua posizione sulla non violenza (ribadisco: sua. Lo ha detto lui, è tra virgolette) con altri, che evidentemente nelle intenzioni dell'intervistatore sono no tav violenti, Vendola fa una cosa curiosa. Non si arrabbia con l'intervistatore, non dice che quella non è violenza, non difende quei comportamenti. Vendola non ha il dono della sintesi ma sa come usare le parole, perciò se avesse voluto difendere qualcuno lo avrebbe fatto in modo chiaro. Ma non lo ha fatto, ha detto "ci penserò", che non è difesa di ciò che si considera giusto, è ammissione di ciò che si sa essere sbagliato.
Eppure, quella frase è incoerenza rispetto a quanto detto un attimo prima ("precondizione", ricordate? Un concetto fortissimo, che non ammette deroghe perché viene prima di ulteriori considerazioni), è calcolo politico becero, è cerchiobottismo, è (temo) paura di perdere consensi. E lo dico con sincero dispiacere, perché io Nichi lo stimo, l'ho votato (e ben più di una volta), ho riposto in lui tante speranze, proiettato su di lui le aspirazioni di un panorama politico più civile e coerente, dove le posizioni si prendono perché ci si crede, e se ci si crede le si difende. Ed è proprio per questo che, sì, sono d'accordo con il post: quella frase mette i brividi.
Viene da ridere, per non piangere, pensando all'aria fritta che il parolaio Vendola riesce ancora a vendere. Quali concetti e idee ha espresso col suo brillante eloquio?
Fa rabbrividire l'enorme parzialità di questo pezzo
Non è obbligatorio commentare se non si ha niente da dire... Fa più rabbrividire che uno esprima la propria opinione (questo articolo) o che il leader di un partito di medie dimensioni non voglia/sappia distinguere fra protesta e violenza?
Il parolaio Vendola ha la tendenza a perdersi dietro le sue parole.
Dice che un intero popolo è violentato dal grande buco della TAV, dimentica che governo, parlamento, regione, provincia e la maggioranze dei comuni della zona si sono schierati a favore, e quelle istituzioni, in democrazia, rappresentano i cittadini.
Pensare che un movimento formato da frange estreme e assolutamente minoritarie abbiano diritto ad opporsi all'opera, con iniziative quanto meno poco rispettose degli altri cittadini, significa aver smarrito il senso stesso della democrazia.
ti arrampichi sugli specchi la scelta non violenta di vendola è chiara a tutti. meno che a te, quelli della valle di susa non sono teppisti. è gente che cerca di difendere il suo territorio. vergognati.
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