Jules, Jim e Catherine ormai sono cosa vecchia.
Théo, Isabelle e lo studente americano Matthew, protagonisti del più recente The Dreamers, pure.
Il ménage à trois dell'era 2.0 è, allo stesso tempo, più semplice e più complicato.
Più complicato perché più tecnologico, diciamo più concettuale; più semplice perché, alla fine, il terzo non-incomodo è uno che non fa storie. Volendo, lo si può addirittura spegnere e questo particolare lo rende preferibile – una, due, mille volte – all'amante in carne e ossa.
Siamo stanchi di dedicargli le nostre attenzioni? Basta pigiare off e siamo liberi, tanto lui non si offende. Già, perché l'iPhone è così, è un bonaccione, non se la prende, non mette il muso, e – soprattutto – non ha bisogno di fiori e cioccolatini per ritrovare il sorriso.
Così ce lo portiamo a cena, a colazione, a letto, in spiaggia e coccoliamo – più o meno furtivamente a seconda dell'occasione – un po' lui e un po' l'umano che ci accompagna.
La versatilità del nostro, poi, non è da sottovalutare. E questi tre piccoli episodi – ebbene sì, io sono una che si fa in scioltezza i fatti degli altri – lo confermano.

Ménage à trois prima dell'outing
Colazione in un albergo di campagna. Lui e lei, teneri fidanzatini di Peynet, si scambiano sorrisi ed effusioni, con somma invidia della giovane donna del tavolo accanto che, mentre si ingozza di formaggio bianco e composta di mele, dice al suo compagno “Ecco vedi loro come si vogliono bene?”. Ma ogni volta che la fidanzatina si alza per andare a prendere qualcosa al buffet, la mano di lui molla in fretta e furia il croissant e corre amorevole ad accarezzare l'iPhone. E via, un sospiro di piacere, ancora clandestino, prima che lei torni.

Ménage à trois esteso: aggiungi un posto a tavola che c'è un amico in più
Cena in ristorantino di Biarritz. Tre ragazzi modello surfisti prendono posto nel tavolo accanto a quello di una giovane donna che, pur impegnata con anatra e vino, non manca di dire al suo compagno “Però, sono carini questi tre”. Solo che, a ben guardare, non sono tre, ma quattro: il posto del morto è occupato da lui, l'iPhone del Surfista Number One, protagonista indiscusso della serata. Tra un boccone e una toccatina al gingillo, un boccone e una toccatina al gingillo, i tre arrivano faticosamente al dessert. E quando la natura chiama, Surfista Number One risponde. Ovviamente si porta anche l'iPhone, forse per farsi tenere la borsetta.

Ménage à trois con serial killer
Cena in un ristorante basco praticamente vuoto. Una coppia sui cinquantacinque si accomoda e fa la sua ordinazione, mentre una giovane donna poco lontana mangia di gusto il suo piatto e dice al suo compagno “Tranquillo, dopo cerco sul vocabolario cosa stiamo mangiando, così capiamo cosa è”. La coppia si occupa per un attimo della cagnolina che li accompagna e poi sistema a tavola il terzo invitato, l'elegante e mai fuori posto iPhone. E lì scatta la tragedia, nel senso vero e proprio del termine: una sobria trasmissione su un serial killer di – credo – suore fa premurosamente da sottofondo fino al caffè.
Paura, eh? 

the dreamers

Non aprite quelle porte
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