Blog di

di Serena Cappelli

Una quattordicenne americana dichiara guerra alle foto ritoccate

Blog post del 17/05/2012

Julia Bluhm – 14 anni, dal Maine – ha deciso di fare la guerra alle foto ritoccate. Stanca di vedere modelle scolpite a colpi di Photoshop sulla sua rivista preferita, ha inviato una petizione agli uffici newyorkesi di Seventeen, chiedendo che, almeno una volta al mese, vengano pubblicate foto di ragazze normali, come lei e come tutte le altre (vulnerabili) adolescenti.
L'azione di Julia sta avendo un fortissimo impatto mediatico, la petizione ha già raggiunto le settantamila firme e la ragazza spera che la sua proposta venga adottata non solo da Seventeen, ma anche da altre riviste del settore.

Me lo auguro anche io. E, per non cadere nella retorica, ripropongo solo le foto di un cartellone che si vedeva un po' di tempo fa nella metropolitana milanese.

È la pubblicità di una palestra che invita le donne a “pretendere di più”. Questo di più, secondo il manifesto, è un culetto sodo, la confezioncina perfetta a cui tutte dovremmo ambire.
La scritta in pennarello, aggiunta da una mano sconosciuta, recita così: “Sì, pretendiamo di più! Di riprenderci il nostro corpo femminile, maschile, ma non commerciale! Che la creatività dei pubblicitari abbandoni questa banalità. Che nessuno si lamenti se imbratto col pennarello qualcosa che imbratta la nostra dignità”.

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