Smentite o no, a Sergio Marchionne la nostra leadership non piace e quale peso abbia nella politica italiana, un deficit di fiducia così grande non è dato sapere, perché in Italia tutto si disperde, Fiat compresa, ma altrove no. In Argentina il marchio Fiat ha una tale influenza che il suo parere può essere determinante non solo a livello industriale ma anche per capire chi possa essere il “suo candidato” ideale e quale occasione migliore del terzo grande appuntamento: le elezioni del governatore della provincia di Cordoba. Cordoba non è una provincia qualsiasi, ma il secondo distretto elettorale e produttivo del paese, ma soprattutto il primo nel settore della soia e delle automobili e la sua capitale è sostanzialmente la “Torino del Sudamerica”. Per capire quando abbia realmente chiuso Termini Imerese nei pensieri della Fiat da molto tempo, bisogna risalire al giugno 2008 quando una grande festa annunciava la ripresa della produzione nel grande stabilimento di Ferreyra, dopo che tre anni prima la Fiat aveva pianificato l’addio con 4800 operai a casa. Da allora un crescendo di investimenti: Magneti Marelli, Iveco, Fiat Auto che ha investito ad inizio anno 150 milioni di euro nel “Progetto 326” che ha portato alla produzione di 700 auto giornaliere e la New Holland che inizierà nei prossimi mesi la produzione di macchine agricole con 100 milioni di euro impegnati, in tutto 1000 nuovi posti di lavoro, non solo operai, anche designer e progettisti. Se fra i candidati ci fosse Cristiano Rattazzi, oggi presidente di Fiat Argentina, argentino puro, ma figlio di Susanna Agnelli e compagno di scuola di Montezemolo e Mario Draghi, vincerebbe a mani basse. Tuttavia fra i candidati c’è Manuel De La Sota che rappresenta il peronismo unito e non è un candidato “vicino” alla presidente Cristina ma entrambi sanno bene che per vincere hanno bisogno l’uno dell’altro: De La Sota, dell’appoggio di operai e sindacati vicini ai Kirchner e Cristina di un candidato moderato che “acchiappi” i colossi dell’auto. Già, perché non c’è solo Fiat: la Wolkswagen investirà nel distretto 155 milioni di dollari, Renault lancerà nel 2012 la Clio II low cost. Dallo Stato piovono finanziamenti, ecco perché De La Sota resta favorito al 35% con dieci punti sull’avversario socialista Luis Juez più vicino alle lobbies agricole della soia, sebbene il futuro dell’auto passi anche per l’agricoltura, e sul candidato radicale Oscar Aguad, appoggiato da Macri ex capo Sevel (leggasi Fiat), di dodici punti.    

Nuovo Mondo
Parole chiave: 
RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Messico, terremoto vicino ad Acapulco di magnitudo 7.5

L’epicentro vicino ad Acapulco a una profondità di 52 chilometri, nello stato di Guerrera. Scosse avvertite anche a Città del Messico

Danno da 2 milioni a Sicilia e-servizi. Indagati Ingroia e Crocetta

La procura della Corte dei Conti contesta un danno erariale di oltre 2 milioni relativo alle assunzioni nella partecipata

Mps: via libera all’aumento capitale fino a 5 miliardi

La banca ha convocato l’assemblea straordinaria per il 20-21-22 maggio

Viaggio nei siti Internet del passato

Interfaccia di una bruttezza imbarazzante, goffi e poco funzionale. Ma era la rete di 18 anni fa
SHARE

Chi dipinge sui muri di New York le pubblicità

Un video riprende le acrobazie di chi colora e dipinge i muri della Grande Mela
SHARE

Dove andare in vacanza a maggio

Quattro proposte raggiungibili senza problemi, per chi vuole sfuggire dalla pazza folla
SHARE

Il mondo immaginario delle gocce d’acqua

Un’animazione in stop-motion racconta la vita in due dimensioni di un uomo fatto di gocce d’acqua
SHARE

5x1000

PRESI DAL WEB

Il Papa in soffitta: cosa vuol dire per Benedetto XVI osservare Francesco

È strano che ci siano due papi, ed è strano che vivano così vicino, ma soprattutto: è strano che siano proprio queste due persone

L’esodo al nord: cosa deve fare la Turchia con i rifugiati siriani

Al sesto posto per numero di rifugiati dalla Siria, la Turchia non ha mai aperto i confini, a differenza dei vicini arabi

Lavoro: l’algoritmo per capire quanto a lungo sarai disoccupato

Il criterio fondamentale per questo calcolo non si basa sulle capacità ma sul momento in cui si perde il lavoro