Blog di

di Angelo M. D’Addesio

The Fiat Candidate

Blog post del 5/08/2011
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Smentite o no, a Sergio Marchionne la nostra leadership non piace e quale peso abbia nella politica italiana, un deficit di fiducia così grande non è dato sapere, perché in Italia tutto si disperde, Fiat compresa, ma altrove no. In Argentina il marchio Fiat ha una tale influenza che il suo parere può essere determinante non solo a livello industriale ma anche per capire chi possa essere il “suo candidato” ideale e quale occasione migliore del terzo grande appuntamento: le elezioni del governatore della provincia di Cordoba. Cordoba non è una provincia qualsiasi, ma il secondo distretto elettorale e produttivo del paese, ma soprattutto il primo nel settore della soia e delle automobili e la sua capitale è sostanzialmente la “Torino del Sudamerica”. Per capire quando abbia realmente chiuso Termini Imerese nei pensieri della Fiat da molto tempo, bisogna risalire al giugno 2008 quando una grande festa annunciava la ripresa della produzione nel grande stabilimento di Ferreyra, dopo che tre anni prima la Fiat aveva pianificato l’addio con 4800 operai a casa. Da allora un crescendo di investimenti: Magneti Marelli, Iveco, Fiat Auto che ha investito ad inizio anno 150 milioni di euro nel “Progetto 326” che ha portato alla produzione di 700 auto giornaliere e la New Holland che inizierà nei prossimi mesi la produzione di macchine agricole con 100 milioni di euro impegnati, in tutto 1000 nuovi posti di lavoro, non solo operai, anche designer e progettisti. Se fra i candidati ci fosse Cristiano Rattazzi, oggi presidente di Fiat Argentina, argentino puro, ma figlio di Susanna Agnelli e compagno di scuola di Montezemolo e Mario Draghi, vincerebbe a mani basse. Tuttavia fra i candidati c’è Manuel De La Sota che rappresenta il peronismo unito e non è un candidato “vicino” alla presidente Cristina ma entrambi sanno bene che per vincere hanno bisogno l’uno dell’altro: De La Sota, dell’appoggio di operai e sindacati vicini ai Kirchner e Cristina di un candidato moderato che “acchiappi” i colossi dell’auto. Già, perché non c’è solo Fiat: la Wolkswagen investirà nel distretto 155 milioni di dollari, Renault lancerà nel 2012 la Clio II low cost. Dallo Stato piovono finanziamenti, ecco perché De La Sota resta favorito al 35% con dieci punti sull’avversario socialista Luis Juez più vicino alle lobbies agricole della soia, sebbene il futuro dell’auto passi anche per l’agricoltura, e sul candidato radicale Oscar Aguad, appoggiato da Macri ex capo Sevel (leggasi Fiat), di dodici punti.    

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