Su Grillo Camisani ha fatto un’operazione di furbizia mediatica

Daniele Chieffi

Dunque, Marco Camisani Calzolari ha pubblicato un paper nel quale sostiene che oltre il 54% dei followers di Beppe Grillo sono account fake. La cosa ha avuto l’inevitabile visibilità e viralità nel Web e, visti i tempi e le “luci accese” sul movimento 5 Stelle, è finita con bella evidenza anche sulla stampa tradizionale, addirittura, in qualche caso, nelle pagine della politica. Una bella esposizione che però lascia un po’ perplessi. La questione sembra molto ben allineata con un’altra uscita dello stesso Camisani Calzolari, nella quale sosteneva di aver acquistato 50.000 followers e, neanche troppo indirettamente, accusava un po’ tutto il mondo del marketing online di doping, ovvero di drogare le pagine e gli account con migliaia e migliaia di falsi profili, dietro cui, nella migliore delle ipotesi, c’erano società basate in luoghi remoti del pianeta. Ovviamente si è scatenato un pandemonio e la levata di scudi indignata dello IAB e di quanti col Web fanno o provano a fare business.

Prima di andare avanti mettiamo subito un punto fisso: Camisani Calzolari ha detto una cosa vera. La compravendita di profili, i fake, i bot, le azioni di “pulizia” della reputazione online attraverso tecniche non esattamente ortodosse, esistono e sono un’attività lucrosa e diffusa. Chiunque viva a contatto con il Web e più ancora chi abbia a che fare con grandi aziende lo sa fin troppo bene. Ma è proprio questo suo “aver ragione” che lascia un po’ perplessi. Sembra infatti, un po’ la scoperta dell’acqua calda ma con una particolarità, è un’operazione di finissima furbizia mediatica. La provocazione, in comunicazione, si sa paga e bene, in termini di visibilità. Insomma sembra proprio che il buon Camisani Calzolari abbia scoperto un “filone” e lo stia ben cavalcando.

Basta infatti andare un po’ nel dettaglio del suo paper, come fa con posato ma spietato rigore scientifico Michele Caivano aka Fortunecat.it per capire che quello studio non sta in piedi in termini scientifici ma funziona benissimo da miccia per accendere la dinamite. E il Web un po’ ci è cascato. Commenti, fiumi di byte, post (compreso questo) e tanta visibilità per il “provocatore” (il suo klout ringrazierà).

Caso isolato? No, basta ricordare il mitico tweet di Red Ronnie sul terremoto dell’Emilia e i Maya. Un esempio di geniale sfruttamento dell’onda del momento che ha portato il giornalista a finire su tutti i media possibili e immaginabili e la Rete ad avvitarsi su analisi e controdeduzioni. Il risultato finale è stata una bella iniezione di personal branding per il rosso giornalista musicale, così come rischia di esserlo il “filone” dei fake sul Web per Camisani Calzolari.
Insomma un vecchio trucco da comunicatori nel quale, però, i media, tutti quelli che fanno informazione, me compreso, finiamo per continuare a cadere. Che teste dure che siamo!

Comments

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
25 July 2012 - 17:40

(ANSA) - LONDRA, 25 LUG - "Abbiamo visionato uno per uno i
presunti falsi del campione riferito all'account di Beppe Grillo
e il margine di errore è basso, intorno all'1%. Quindi
l'analisi c'é". A parlare è Francesco Sacco, professore
presso l'università Bocconi, dipartimento Management e
Tecnologia.
"Mi piacerebbe - dice all'ANSA - che il web fosse uno spazio
civile dove si dibatte e non attacca a livello personale. Detto
questo, non esiste la metodologia perfetta. Pensiamo a Blade
Runner: trovare i replicanti era un'arte". L'importante dunque
é l'approccio e Sacco ha insistito perché questa volta i dati
'crudi' della ricerca sugli account dei politici fossero
pubblicati in toto così che ognuno potesse svolgere una contro
verifica. "Facciamo una scommessa: in quanti si prenderanno la
briga?". E la polemica che si è scatenata. "I risultati
possono non piacere. Ma ripeto, l'analisi c'é. E io non sono
uno schierato". (ANSA).

Michele Caivano's picture
Inviato da: Michele Caivano
25 July 2012 - 12:39

Soprassediamo sulla tecnica becera di storpiare i cognomi altrui.
Dico al nostro Anonimo, che lo stesso metodo da me proposto è stato applicato negli USA all'account di Mitt Romney
http://www.lettera43.it/politica/romney-il-baro-di-twitter_4367558950.htm

Daniele Chieffi's picture
Inviato da: Daniele Chieffi
23 July 2012 - 11:32

Sono d'accordo con Fabrizio Napoli. Anonimo, perché non sta in piedi il post di Caivano?

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
22 July 2012 - 20:01

Ma l'articoletto di Caimano è acqua fresca, non sta in piedi

Fabrizio Napoli's picture
Inviato da: Fabrizio Napoli
22 July 2012 - 15:45

Concordo. Le ipotesi di Calzolari sono verosimili. Ma il metodo della ricerca è talmente debole scientificamente che finisce per inficiare purtroppo la credibilità della stessa ricerca. Ho chiesto via Twitter più volte a Calzolari di dirmi quale fosse la sua preparazione universitaria nella ricerca sociale ma non mi ha risposto. Gli ho pure scritto una lettera aperta http://www.fabrizionapoli.it/societa/marco-camisani-calzolari-non-sono-u... rimasta ancora senza risposta. Non si riesce neanche a capire se e in che cosa sia laureato questo Teaching Professor...

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
21 July 2012 - 21:15

se parliamo di grandi numeri grillo è partito da 400000 fw (prima non è dato sapere i picchi vero?) è lapalissiano che una crescita di 25000 fw ogni mese viene visto come non picco su una base di 200000 e oltre, quindi l'analisi è a dir poco faziosa.
poi mi spiega chi su twitter fa un profilo segue grillo e poi abbandona twitter ? Secondo lei l'Italia è composta di migliaia di persone idiote che pur di seguire beppe grillo si fanno un account per non usarlo , logica la cosa sopratutto per voi che pensate che noi poveri italiani siamo una manica di dementi influenzabili da un pinco pallino qualunque che dice che uno è bugiardo dolo perchè sono loro ad affermarlo.
chi siete i depositari della verità assoluta?
io non sono informatico ma so usare molto ma molto bene internet e i suoi programmi e non beatevi della vostra intelligenza sul fatto di scriptare , io che non ho studiato informatica scripto e programmo da 20 anni quindi lasciate perdere e evitate di essere arroganti con la vostra pseudo intelligenza.
io mi firmo perchè non ho paura di Beppe Grillo

Ribolla Claudio

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