Sono giorni strani in cortile. Luglio sta per uscire dalla storia dell’anno e si porta con se tante cose. Ci sono state molte più partenze del previsto e altri ancora si sposteranno. Nei discorsi di giugno nessuno poteva ipotizzarlo, si lamentavano tutti. In ogni caso va bene, per chi è partito o deve farlo, per chi rimarrà. Avremo tutti una visuale diversa dal solito e questo non può che farci bene: serve distaccarsi per avere il piacere di rincontrarsi. Sono giorni in cui si fa più caso alle preghiere di alcune donne anziane che da sempre si ritrovano nel tardo pomeriggio. Accanto a una radio, sintonizzata su un canale cattolico, recitano il rosario. Quando le noto, ascolto con piacere, hanno nella preghiera un ritmo perfetto e dopo aver rimesso in tasca la corona, si fermano a parlare. Le guardo e penso, che siano libri di storia, di cui conosco a stento solo la prefazione. Intanto, c’è pure chi è rientrato da una breve vacanza, un gruppo di ragazzi partiti a metà luglio. Non hanno una regola nel loro ritrovarsi, li vedo sempre insieme in orari diversi. Guardano delle foto, sorridono e ricordano i nomi di nuovi amici e amiche. Qualcuno tra di loro, raccontando, parla di un sentimento appassionato sfiorato solamente: c’è stato poco tempo sia per capire bene, sia per pensarci troppo. Sono giorni strani in cortile.

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