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di Marco Giovanniello

Draghi e la discesa dello spread faranno risparmiare 800 euro all'anno a ogni Italiano

Blog post del 2/03/2012
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Il BTP a 10 anni ha segnato per la prima volta dopo agosto un rendimento inferiore al 5%. Dai massimi del 7,5% è sceso ora al 4,9% "under the influence of the ECB and the new technocratic government of Mario Monti", come recita il Financial Times.

E' una buona notizia per le nostre tasche, perché rappresenta un enorme taglio di spesa pubblica futura che ci arriva "gratis", senza sacrifici, tagli di servizi o delle pensioni, aumenti di tasse.  

Il nostro debito pubblico ammonta grosso modo a 1.900 miliardi di euro e ogni punto percentuale di discesa dei tassi medi vuol dire, per il Tesoro, 19 miliardi di euro di interessi in meno da pagare ogni anno, una cifra elevatissima che ci deve far capire che la gestione del bilancio pubblico, per un Paese così indebitato come è l' Italia, è innanzitutto la gestione della spesa per interessi. Solo facendo di tutto per contenerla potremo evitare di massacrare l' economia con ulteriori manovre fiscali restrittive, a loro volta generatrici di recessione e ulteriore deficit e potremo avere qualche chance di diminuire nel tempo il debito pubblico, sola cosa che nel lungo periodo può a sua volta farci risparmiare interessi e metterci fuori pericolo.

Solo fugando con fatti le preoccupazioni dei mercati finanziari, già terrorizzati dall' irresolutezza di Berlusconi e Tremonti, si è potuto convincerli che siamo meno rischiosi e che possono accontentarsi di tassi ridotti, evitandoci l' orrenda spirale greca di tassi impazziti, deficit, tagli e recessione a non finire. La ritirata del BTP a 10 anni sotto il 5%, certo incalzato da Draghi, è il segnale netto e speriamo permanente che l' azione di Mario&Mario sta pagando euro sonanti.

I BTP a 10 anni sono, soprattutto in questo momento, una forma piuttosto costosa di finanziamento per il Tesoro, che può risparmiare parecchio se invece opta per scadenze più brevi. Tuttavia BTP che scadranno nel 2022 levano l' incubo di dover rifinanziare, in una situazione di mercati incertissima, masse enormi di debiti in scadenza, tranquillizzano i detentori dei nostri titoli e li inducono ad accettare tassi più bassi, in una specie di circolo ora virtuoso, ma che era viziosissimo quando funzionava in direzione opposta nel secondo semestre del 2011.

Quello del BTP a 10 anni è un tasso più alto di quello che mediamente paga il Tesoro, ma rappresenta bene il costo dell' indebitarsi in modo diciamo così "tranquillo", proprio come il mutuo a tasso fisso. Molta tranquillità ci viene data dal basso tasso d' interesse che per alcuni anni ancora verrà pagato sui BTP saggiamente emessi quando le condizioni erano ben più favorevoli, ma prima o poi scadranno e andranno rinnovati. Al 7,5% il rinnovo sarebbe un incubo, al 4,9% un po' meno.

Il conto della serva è che 2,6% di discesa del tasso, per 1.900 miliardi di debito, vuol dire a regime 49,4 miliardi di risparmio all' anno, quindi 800 euro per ogni  abitante del Bel Paese. Questo è l' ammontare di un ulteriore aumento delle tasse che potremo evitare.

Non è un regalo della Provvidenza, è in buona parte il frutto della manovra monetaria espansiva di Mario Draghi alla BCE, che però non sarebbe nemmeno stata immaginabile senza la dura manovra fiscale restrittiva da 30 miliardi del Governo Monti. La Bundesbank borbotta, prima avrebbe posto il veto, spalleggiata da Frau Merkel e dal Bundestag.

Invece ora le banche hanno preso i soldi a buon prezzo della BCE e hanno acquistato i BTP, abbassandone i tassi di rendimento e dando al Tesoro la possibilità di offrire, nelle prossime aste, titoli molto meno onerosi. Sorry per le aziende che reclamano crediti, ma per ora va bene anche così e per le banche è una specie di compensazione per la mazzata autunnale, amplificata dalla valutazione mark-to-market dei BTP, che ha imbalsamato buona parte del loro capitale e obbligato gli azionisti a svenarsi.

I sacrifici del Salva Italia ci rendono più  del doppio di quello che ci costano e soprattutto tengono lontano lo spettro di una crisi alla greca.

Il parto della montagna delle cosiddette liberalizzazioni ha mostrato che il  Governo Monti già non riesce più a mordere, non andremo in taxi risparmiando, ma almeno nel periodo della luna di miele o della paura dello spread ha messo fieno in cascina. Ora però il gioco cambia e con la crescita e con la spending review bisogna abbandonare la facile via di qualche misura populistica, raffazzonata e infine annacquata, si deve fare sul serio, se non vogliamo che la crisi duri un decennio.

 

 

 

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COMMENTI /

Ritratto di guerrierodipace
Ven, 02/03/2012 - 09:45
guerrierodipace
gli italiani risparmieranno in teoria 800€, ma le banche mooooooolto di più senza dare nulla in cambio. Per un regalo cosi le banche dovevano come minimo cedere quote azionarie agli stati....invece ogni cittadino regalerà 1600€ alle banche ma si esalterà il guadagno di 800€....La solita vecchia storia con la mano ds ti regalo qualcosa e con la sn ti sfilo il portafogli.
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Ritratto di Alessandro Guerani
Ven, 02/03/2012 - 11:51
Alessandro Guerani
Complimenti, un articolo di sano buon senso e realismo e senza paraocchi ideologici. E' una cosa rara da trovare ed una boccata di aria fresca. Sarebbe interessante avere i dati di quanti decennali sono stato rinnovati, cioè se il Governo ritiene che i tassi debbano ancora scendere (e quindi ha limitato l'offerta di decennali sostituendoli con scadenze più brevi) oppure teme una situazione opposta nei prossimi anni e quindi ha "approfittato" della manovra della BCE per indebitarsi a tassi che ritiene non ottenibili in futuro.
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Ritratto di BarTender
Ven, 02/03/2012 - 12:48
BarTender
Peccato che quegli 800 euro se li mangeranno l'inflazione e l'aumento delle bollette.
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Ritratto di antrace
Ven, 02/03/2012 - 18:40
antrace
L'elemento da ridurre è la spesa, in particolare quella orginata dai politici nazionali e locali che spesso oltre a non essere efficienti sono anche pesantemente corrotti. La zavorra di questo paese è proprio la sua classe dirigente.Fino a quando riusciremo a pagare tutte le tasse che ci chiedono? Per mantenere i suddetti,che se la spassano con i nostri soldi.
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Ritratto di stancarone angelo
Ven, 02/03/2012 - 20:00
stancarone angelo
Speriamo che si diffonda il più possibile la consapevolezza di quanto lo "spread" che sale o che scende influisce direttamente sulla quotidiana qualità della nostra vita, presente e soprattutto futura.
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