29 February 2012
Sullo scoglio delle liberalizzazioni affonda la credibilità del Governo Monti
Marco Giovanniello
E' un guaio che di questi tempi al cinema ci sia la signora Thatcher nell' algida interpretazione di Meryl Streep. "Sink" e il General Belgrano affonda, col suo invisibile carico di giovani marinai argentini. Determinazione ferrea che urta il nostro istintivo buonismo e fa capire come quella esperienza sia culturalmente agli antipodi della nostra, nel bene e nel male. Intendo quella britannica, perché l' Argentina sarà agli antipodi geografici, ma come cultura economica l' eterno peronismo è certo più vicino a noi del thatcherismo.
Il sobrio liberalizzatore Monti, succeduto a Palazzo Chigi al liberista Berlusconi, non avrà nessun film da Oscar come la liberalizzatrice Thatcher, certo non per queste nostre liberalizzazioni, che sono diventate peggio che una commedia all' italiana, accozzaglia risibile di misure perlopiù inutili o addirittura nocive. Se il nostro futuro dipende da loro, facciamo subito le valigie.
Quel che è chiaro è che il Governo Monti, dopo cento giorni, è altrettanto impotente dei precedenti. Nulla può scalfire il potere dei taxisti. Il numero delle farmacie aumenta, di poco o di tanto, ma si fatica a capire a che cosa servano altre farmacie, servirebbero prezzi dei farmaci più convenienti, che non possono venire da una struttura distributiva appesantita.
Agghiacciante l' idea dei conti correnti bancari gratis ai pensionati e per numerosi motivi. Molti pensionati sono poveri, ma molti altri no. Immaginate uno dei tanti lavoratori autonomi che hanno evaso le tasse tutta la vita e quindi ha una pensione bassa, ma ha un discreto patrimonio, accumulato ai danni del fisco. Avrà la banca gratis. Assurdo.
Come in tutto il mondo anche in Italia la ricchezza è concentrata nelle mani degli anziani, non in quella dei giovani, che possono solo sognare di avere 1.500 euro al mese. Si favorisce chi ha meno bisogno ed è ovvio che le banche si rifaranno sugli altri clienti, compresi quelli che vorrebbero annoiarsi col posto fisso che invece non trovano.
Lo Stato è proprietario delle Poste e, se avesse voluto regalare un servizio bancario, meglio avrebbe fatto a pagarlo di persona dando un c/c postale ai bisognosi, scelti peraltro con miglior criterio, invece che "fare il frocio col culo degli altri" e più precisamente delle banche, a cui viene imposta una corvée di cui fatico a capire la necessità. Perché allora non il telefonino gratis o il pane e magari i circenses, allo stadio o su SKY?
Queste sedicenti liberalizzazioni non liberalizzano quasi niente, non servono quasi a niente, scalfiscono l' insieme di storture che zavorrano la nostra economia, aggiungendone altre arbitrariamente, senza senso.
Immagino che certe perle siano state pensate e proposte da alti papaveri ministeriali, sempre gli stessi che le partorivano per i passati Governi e che sono più contrari al mercato di Stalin. Se vogliamo che l' Italia cambi bisogna sostituirli tutti con gente completamente diversa.
Andiamo presto alle elezioni, non cambierà nulla, ma almeno eviteremo di illuderci ancora. Queste pseudoliberalizzazioni sono state soltanto fumo populistico inconcludente. Passato lo spread, gabbato lo santo. Se vi piacciono le liberalizzazioni andate a vederle con Meryl Streep al cinema.

Comments
Ahimè! Come non essere d'accordo?
a giudizio dello scrivente è nato il mestiere di povero,l'art.4 della costituzione è virtuale e sono in vita tanti pinocchi
Le confesso un peccato mortale: quando mangio pesante mi capita di sognare un bivacco di manipoli in quell' aula sorda e grigia e quando mi sveglio mi fustigo per fare penitenza.
Vale ancora per noi il detto di di Churchill "Democracy is the worst form of government except all those other forms that have been tried from time to time" ? Almeno mi sforzo di credere che valga ancora, ma in questi giorni lo sforzo è massimo.
Tutto sommato liberalizzare i taxi non avrebbe cambiato molto le nostre prospettive economiche e l' eliminazione delle pensioni di anzianità è ben più rilevante, ma che siano i tassisti o i noTAV, qui qualunque gruppo bene organizzato, determinato e con una consistente peluria sullo stomaco tiene il Paese in ostaggio per tutto il tempo che vuole.
La democrazia è un' altra cosa e lo stesso Governo Monti è colpevole di cercare, più che law and order, il consenso del populismo più ottuso, dai conti bancari gratis per i pensionati alla supertassa e l' ignominia per le auto di lusso, particolarmente stupida nel Paese che le produce e le vende in tutto il mondo ed è l' unico, insieme alla Germania, ad avere tutto l' interesse che esistano.
Sì ma mi permetta di dissentire dal titolo e dalla conclusione. La classe politica è quella che ha fino a qualche mese fa portato l'Italia sull'orlo del baratro. Non vedo come possa dopo Monti riprendere un trend diverso da quello che seguiva in precedenza. Trend che Monti, anche se solo limitatamente, ha invertito.
Se il parlamento è come è l'anello debole della democrazia in questo momento - in buona parte asservito a interessi particolari, anche i più penosamente circoscritti - tanto più limita l'azione di un governo che, senza bisogno di santificazioni, avrebbe intenzioni di certo migliori.
Dunque avrei gradito, e completamente approvato, un titolo che in qualche modo recitasse "il parlamento affonda un governo che vuole le liberalizzazioni". Una frase la cui eco antidemocratica, direi pre-fascista, disegna d'altronde alla perfezione il perimetro del guaio italiano.
Sono d' accordo con lei, non è colpa di Monti, ma è finita la luna di miele in cui questo Governo ha potuto governare nonostante questo Parlamento. Passato lo spread, gabbato lo santo.
Non sarei così duro col governo, sebbene il fallimento sia evidente. In occasione delle liberalizzazioni il parlamento si è dimostrato ancora una volta - e sempre paradossalmente - l'anello debole della democrazia.
D'altronde è tutto da spiegare il motivo per cui, dopo 20 anni in cui si è andati a macchine avanti tutta verso il peggio, oggi ci si sorprenda dell'incapacità di un governo tecnico e provvisorio di piegare talmente radicate storture.
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