La vita e nient’altro

David Bidussa

L’editore francese Grasset ha pubblicato il mese scorso le conversazioni di John Gerassi con Jean-Paul Sartre tra il 1970 e il 1974 (Entretienes avec Sartre, Grasset). L'effetto è quello di un mondo rilevatore be miserevole, al tempo stesso, in cui en emergono i lati oscuri e luminosi della vita del filosofo la cui dimensione pubblica ha segnato gran parte del secondo dopoguerra: gli anni della Francia di Vichy; il suo disinteresse rispetto al nazismo durante la sua permanenza in Germania tra il 1933 e il 1935 e l’indifferenza rispetto all’ antifascismo; gli amori, gli odi; le passioni politiche e le idiosincrasie per il mondo intellettuale francese con cui si misura nel corso del secondo dopoguerra: da Camus a Raymond Aron. Un quadro dove è fortissimo il pettegolezzo, l’arroganza e anche la supponenza, ma dove soprattutto emerge la dimensione del tramonto. Forse l’unica vera condizione che a un lettore di oggi rende sopportabile tutto il resto. A vicenda finita, sia chiaro.

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