Era una giornata soleggiata. Dopo giorni e giorni di piogga il sole decise di uscire allo scoperto e di degnare gli abitanti della terra con la sua presenza. Chi festeggiava con una passeggiata in città, chi leggendo un libro seduto su una panchina sotto un albero e chi, in tantissimi, andando a farsi una corsetta dopo una intensa giornata di lavoro. 

Erano giorni forti: gli scandali ed il sospetto poco per volta si stavano introducendo in tutte le fessure del mondo politico, religioso e sportivo. La sensazione era che qualcosa si stesse muovendo, in quale direzione però non si riusciva a comprendere. 

In città intanto era arrivato il circo. Per le vie del paese girava e rigirava il camioncino con il megafono che diffondeva l'annuncio con gli orari degli spettacoli. "Accorrete gente accorrete. Venite a vedere il pagliaccio, la scimmia e l'ippopotamo" - ma non c'erano solo quegli animali, erano molti di più che vivevano in una gabbia, ammaestrati e costretti in numeri imparati dopo chissà quali barbarie. 

Lo spettacolo pomeridiano era appena terminato. I nonni con i nipoti uscivano in ordine sparso diretti verso casa e pronti alla cena. Il bambino entusiasta dello spettacolo che aveva visto raccontava agli anziani che lo avevano accompagnato quello che già avevano visto insieme a lui. Gianni correva incurante di tutto questo cercando di schivare i passanti e riempiendosi i polmoni anche di odore di sterco. 

Vicino al recinto dell'ippopotamo si erano fermate quattro ragazze, anche loro erano andate in quello stesso posto per correre. Gianni le guardava, a naso stimava un'età inclusa tra i 15 e i 18 anni. Una teneva in mano un cellulare e lo puntava contro le altre intente a farsi fotografare con alle spalle il grosso mammifero africano. Scattata la fotografia mentre le amiche si allontanavano dal recinto dell'ippopotamo, una rimasta indietro le richiamava dicendo: "Sfigate sfigate sentite come fa la tigre!!" - e mentre diceva questo puntava un leone... 

E' per questo che raramente mi stupisco. Anche questa è Italia. 

COMMENTI /

Ritratto di Anonimo
Mar, 29/05/2012 - 07:42
Non capisco lo stupore. Nell'ordinario delle nostre città non s'incontrano né tigri, né leoni, né polli e galline, per altro. Questi giovani vivono immersi in un'atmosfera di "connessione continua" dove la permanente esposizione a stimoli attenua la portata di ogni stimolo e bisogna urlare perché ti guardino appena e ti dicano con aria stupita: " ... che vuoi ..." senza neanche punto interrogativo, che non si usa più. La "geografia geografica" (saper di monti e valli e fiumi e laghi edi temperature medie e di popolazioni e territori) sono decenni che in Italia è stata ritenuta disciplina sovversiva e pericolosa ed abolita, di diritto e di fatto, dal sistema d'istruzione. Questo i miei ragazzi di 15/16 anni ... i genitori (30/40 anni) sono assai peggio. Brava, perché ha azzeccato il genere dei felini. Ciao r
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