Blog di

di Fabio Molinari

Ritorno all'economia di montagna

Blog post del 20/02/2012

C’è una montagna che si spopola o che resta meta di sciatori sempre meno numerosi. C’è poi una montagna che non si arrende e che torna a creare lavoro e ricchezza partendo dalla sua più antica economia, la gestione del bosco e delle sue ricchezze.

A Saint Marcel, paese a dieci chilometri da Aosta, c’era una miniera a 1800 metri d'altezza, che sta rinascendo per diventare un polo d'attrazione turistica come traguardo di un percorso che si snoda attraverso la montagna. L’idea è di una giunta coraggiosa capeggiata da un giovane sindaco, Roberto Cretier, e dai consiglieri (di maggioranza e minoranza insieme) che potevano scegliere se abbandonare quei 14 km di strada che conducono alla cima o trasformare il tutto in un percorso per trekking tra i più scenografici d’Europa, con la possibilità di visitare un gioiello al fondo del cammino.

La strada scelta è stata la seconda, con l’adesione entusiasta di una azienda locale, La Valdotaine, produttrice di distillati e dell'ottimo crudo di Saint Marcel, che ha in programma di inaugurare "prosciutterie di quota", ambientate in antichi locali ristrutturati, dove questo prodotto non solo verrà stagionato ma si potrà anche gustare. Intanto è nata un'associazione spontanea con l'idea di creare un paese albergo, riaprire i borghi in disuso e le case vuote, per renderle strutture accessibili ai turisti che qui troveranno accoglienza e consigli.

Il sogno è mantenere la montagna viva, curare le strade, i boschi e rilanciare l'economia locale, dagli antichi e maestosi meli all'artigianato dello slittino (che qui vanta in epoche passate campioni mondiali). Il tutto incluso in un unico progetto. La previsione? Da un minimo di quattro o cinque posti di lavoro a non si sa. Nel frattempo i lavori sono iniziati, la strada è sgombra dalla neve e la prima prosciutteria sarà inaugurata a giugno di quest'anno mentre in cantina stanno prendendo la spuma le prime bottiglie di sidro a chilometro zero metodo classico. E il sogno di una montagna che non molla prende forma.  

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