Il Pendolo di Goldman
C’è sicuramente una congiura contro di noi, italiani brava gente. Dei cattivissimi esseri chiamati speculatori si sono incontrati in qualche stanza non virtuale e hanno deciso di mandare in bancarotta lo stato italiano.

Anzi, da bravi strozzini sono andati avanti a prestare soldi allo stato italiano per decenni, per poi toglierglieli nel momento più inopportuno, a meno di ottenere un tasso di interesse di oltre il 7 percento. A mo’ di funesta ciliegina sulla torta, questi speculatori riescono adesso a piazzare un loro emissario che si chiama Mario Monti come presidente del consiglio, perché svenda immobili, partecipazioni azionarie e aziende municipalizzate alle perfide multinazionali straniere.
Nei momenti di caos e incertezza è rassicurante pensare a un bel complotto globale che spieghi in una volta sola quello che è successo, succede e succederà. Nel Pendolo di Foucault di Umberto Eco i redattori di una piccola casa editrice all’incirca per gioco inventano la trama di un onnicomprensivo complotto esoterico che mette insieme cavalieri templari, rosa-crociani, massoni e tanti altri. Dopo averlo inventato spargono in giro segnali, che ahimè vengono seriamente creduti da chi non aspettava altro che “un segno”.
Ed ecco il pendolo di Goldman (Sachs). Non pochi esponenti del governo dimissionario e della sua maggioranza lanciano ora messaggi a proposito di una congiura delle grandi banche internazionali contro i solidi BTP nostrani. E in una lieta riedizione delle convergenze parallele, dal lato dell’opposizione si ascoltano argomentazioni molto simili.
Ma mettetevi nei panni di un povero (o ricco) investitore che gestisce i propri risparmi o quelli altrui. Non chiedereste un tasso di interesse più elevato ad un debitore che corre un rischio maggiore di non restituirvi il prestito? In condizioni ancora più difficili, non smettereste del tutto di prestargli i soldi? Potreste essere anche degli speculatori al ribasso che vendono adesso a 90 i titoli di stato italiani per ricomprarli tra 10 giorni ad 80. Tra l’altro potreste anche sbagliarvi, se dopo una seria manovra finanziaria di rientro il rischio sui titoli di stato si rivelasse molto più basso. E allora la trama del complotto cambierebbe direzione e dovrebbe indurvi a comprare titoli italiani a man bassa.
Ma forse dietro a tutta questa speculazione ci sono veramente i cinesi con il loro surplus commerciale, i loro fondi sovrani, e i loro ineffabili detti. Ad esempio questo: “È molto difficile vedere un gatto nero in una stanza buia. Specialmente se il gatto nero non c’è.”
Commenti
Tutto il mondo sta espldendo.......ecc.E' molto difficile, per un comune mortale, capire le dinamiche del declino in un'Italia che non è poi così cambiata dal dopoguerra. Forse adesso tutti i nodi vengono al pettine?
Le baby pensioni che paghiamo alle donne sono state un'abile mossa per evitare di occuparsi seriamente dei problemi connessi alla vecchiaia. Non li si è risolti, anzi! Sono servite più che altro a favorire il lavoro nero.
La Sanità per tutti (dall'unghia incarnita al trapianto) sulla carta è un'ottima cosa ma risente della terribile evasione fiscale per la quale gli evasori usufruiscono di un trapianto pagato con la fiscalità generale, cioè delle tasse pagate dagli onesti.
Ogni terremoto od alluvione è un'occasione di arricchimento per ladri di stato di tutte le risme.
Una pessima gestione del denaro pubblico sempre a beneficio di una classe politica rapace ed incopetente.
La scuola contina a fare schifo e, ne sono sicura, non è una mera questione di soldi. I soldi ora sono pochi ma quando c'erano non servivano certo a ridurre la mortalità scolastica ma a fare fuochi d'artificio, chiamati progetti, spesso invece del programma sempre disprezzato. La libertà d'insegnamento viene concepita come "faccio quello che mi pare e come mi pare" e non come "raggiungere un risultato con il metodo che si ritiene più opportuno in una determinata situazione".
Anche il chirurgo più bravo del mondo deve seguire un protocollo concordato.
Nella scuola si è liberi di fare o di non fare poichè nessuno controlla.
La ricerca, l'unico campo nel quale eccelliamo, non viene finanziata ed il risultato è una fuga di cervelli che stiamo pagando cara.
Sono tutte cose per le quali serve un cambiamento di rotta che non può essere immediato. Per il momento i giovani che hanno studiato se ne vanno all'estero (anche a fare i gelatai) e a noi rimangono due milioni di NEET, sen'arte nè parte che non hanno studiato, non sanno fare niente e non vogliono o non trovano occasioni per imparare un mestiere.
Non credo che negli altri paesi non ci siano problemi ma, rispetto all'Italia, ci sono comportamenti più civili:
le tasse sono molto più basse ma le pagano tutti. O almeno così si dice alla televisione.
la realtà non è così distante...so che non piace, ma le vere lobby esistono, ed è assolutamente normale. Doveroso rispetto a Monti, ma ricordiamo che è un gesuita, bocconiano, e già questo basterebbe, che la Goldman Sachs e' l'unica sopravissuta delle grandi merchant bank alla crisi e abbia suoi uomini nei nodi centrali dell'economia (Draghi alla BCE), non solo leggende ma fatti. Infatti organicamente dopo Spagna, Grecia, Italia sta per toccare alla Francia.
Ora voglio vedere....quando Monti ci farà strippare, l'euro diverrà stabile, ma il nostro debito pubblico rimarra' alto........come ha praticamente detto anche la Reichlin: ma tutti questi sacrifici, che ci vengono richiesti-ordinati (attaverso anche attacchi finanziari....ndr) che obiettivo hanno? rimettere in sesto le banche ridare loro liquidità e consentire loro di ricominciare ad emettere titolo tossici e derivati vari? Allora no grazie, meglio chiudere qui. Salvare l'euro con grandi sacrifici per salvare la Germania? Aiutare le banche tedesche e i loro affari da jene sugli stati debitori? Monti ha questo compito.
Per la politica - quella vera e non i dipietroscilipotiberlusconibersani - un buon moomento per fermarsi e ricostruire se stessa. ......se rimarrà qualcosa!
Questo è un'articolo che poteva ancora avere una sua dignità nel 2007. Sono passati quasi cinque anni però. Consiglio Currency Wars, di James G. Rickards. Qui, l'intervista con Eric King http://kingworldnews.com/kingworldnews/Broadcast/Entries/2011/11/12_Jim_...
La guerra valutaria di cui parla Rickards è evidentemente quella tra paesi in surplus e paesi in deficit.
La zona Euro permette alla Germania di esportare a prezzi competitiva grazie al fatto che nella "media" Euro entrano anche economia più deboli. L'ultima e più violenta lettura di questo problema viene da Ambrose Evans-Pritchard (role model per tanti giornalisti finanziari) http://blogs.telegraph.co.uk/finance/ambroseevans-pritchard/100013198/am...
Ecco, da uno che è stato educato in Germania perchè il padre antropologo voleva attrezzarlo per poter essere un ponte tra l'Europa Continentale e la Gran Bretagna, scrivere che Cina e USA devono "crush Germany into submission è piuttosto forte e dovrebbe farci capire che esiste una guerra in atto e che quella dell'Italia è la battaglia forse decisiva. Se davvero la Germania non vuole il quantitative easing che lasci la zona Euro e si prepari a vivere con un DMark sopravvalutato che metterà a rischio i suoi equilibri sociali.
Per chi considera esagerata l'espressione guerra Rickards ricorda che nel 2009, al Pentagono, si è tenuto il primo Wargame nel quale i contendenti non avevano a disposizione strumenti bellici convenzionali (Obama, nella sua ipocrisia li chiamerebbe, kinetic) ma solo bonds, stocks, cds, riserve valutarie etc.
Il fatto che l'Italia abbia un'enormità di (ben noti) problemi e che la sua classe politica sia disfunzionale, non toglie che i rimedi che le sono stato proposti sono peggiori del male. (immeritati quelli per le banche e controproducenti quelli per lo Stato). Sono tanto ovviamente controproducenti da rendere ovvio il fatto che non si tratta di un errore. E su questo c'è un consenso trasversale che va da Marcello De Cecco e Mario Seminerio fino a Giuliano Ferrara (che ha motivi meno tecnici e più self-serving, admittedly). Non c'è nessuna congiura, chi vuole vedere gli interessi in campo invece di discettare di gatti neri li può vedere facilmente. Se gli occhiali pollyannaish non lo impediscono, that is.
L'Italia è solo il vaso di coccio. Peraltro, perfino Romano Prodi non può più nascondere il più marchiano degli eterni conflitti di interesse nei mercati finanziari, quello tra agenzie di rating e grandi fondi americani. http://www.linkiesta.it/prodi-padoa-schioppa. Certo, a settanta e rotti anni si possono finalmente dire (alcune) verità. Quando c'è tutta la vita davanti e ci si aspetta un posto a tavola (http://www.linkiesta.it/goldman-e-sachs-suocero-e-genero-cambiarono-il-m...) e quando non si vuole sprecare il proprio talento ma metterlo a frutto (http://www.linkiesta.it/parabola-dei-talenti ), allora ci sono tutti gli incentivi per mistificare.
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L'autore
La mia ricerca si trova a metà tra economia e scienze politiche: mi occupo soprattutto del ruolo politico dei mass media, e del ruolo economico delle istituzioni politiche.
Sono alunno del Collegio Ghislieri di Pavia, dove ho studiato economia e diritto. Ho preso un dottorato in finanza pubblica all’Università di Pavia e un PhD in economia alla LSE. Per qualche annetto sono stato al dipartimento di Political Science del MIT e al centro ECARES dell’Université Libre de Bruxelles. Adesso sono ricercatore (non confermato) in economia politica all’università di Pavia.
Scrivo correntemente per lavoce.info e per Linkiesta.
Twitter: @ricpuglisi
