«Questo rumore che rompe il silenzio, questo silenzio così duro da masticare», canta Francesco De Gregori nella canzone La storia siamo noi. Francamente non ho afferrato se il silenzio sulla faccenda del disastro ambientale causato dall’Ilva di Taranto, di certo non da ieri l’altro, sia stato davvero un boccone amaro da mandare giù.

Capisco gli operai con figli da sfamare che hanno preferito non pensare, andare a lavorare lo stesso, non battersi per la loro salute così come oggi stanno facendo per il posto di lavoro. Contesto invece l’ultra decennale silenzio tombale dei responsabili, non solo delle 8 persone per cui sono stati disposti gli arresti domiciliari – Emilio Riva, Nicola Riva, Luigi Capogrosso, Salvatore De Felice, Salvatore D’Alò, Marco Andelmi, Ivan Di Maggio, Angelo Cavalli- ma anche dei personaggi politici locali e nazionali che sapevano e invece di amministrare con responsabilità la res publica hanno fatto finta di nulla. La questione Ilva è vecchia come il cucco, ora, invece, sono tutti lì a dire la loro.

Nell’ordinanza del Gip Patrizia Todisco si legge "chi gestiva e gestisce l'Ilva ha continuato in tale attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto, calpestando le più elementari regole di sicurezza". E ancora "L'imponente dispersione di sostanze nocive nell'ambiente, ha cagionato e continua a cagionare non solo un grave pericolo per la salute (pubblica)", ma anche "addirittura un gravissimo danno che si è concretizzato in eventi di malattia e di morte”. Parole inquietanti che fanno venire brividi di paura perché rimandano all’idea di morte lenta e piena di sofferenza.

Ormai Taranto è avvelenata non resta che bonificare salvaguardando lo stabilimento, è chiaro che non si può affossare il polo siderurgico e tutto l’indotto. I soldi messi sul tavolo non sono sufficienti? Li trovano, super banale ma non vedo alternative. Interessanti sono i rapporti tra i Riva e l’ex Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che nell’estate del 2008 si batteva non per ridurre l’impatto ambientale ma per far annullare un preoccupante monitoraggio sull’elevante percentuali di inquinanti effettuato dall’Arpa Puglia. «Le campagne di rilevazione effettuate non possono essere ritenute valide ai fini dell’individuazione di specifiche criticità ambientali …. ».
Ora per favore non facciano finta di cadere dal pero.Questo video- denuncia del tarantino Vittorio Vespucci è di quattro anni fa.


 

P.S. Per il secondo polo siderurgico del Paese, ovvero quello toscano, abbandonato al mercato e che rischia di mandare a casa 5000 persone cosa ha intenzione di fare il Governo?

W l'Italia

COMMENTI /

Ritratto di Fabrizio Sibilla
Ven, 27/07/2012 - 13:21
fabriziosibilla
Non ho tempo di seguire la vicenda, per capire dal punto di vista tecnico dove sta il problema. In ogni caso ,se uno prende i gas di una acciaieria li può trasformare in etanolo via fermentazione con batteri GM. http://www.lanzatech.co.nz/content/who-we-are Li conosco personalmente, il processo funziona perfettamente, hanno già installato diversi impnanti in cina. con lo stesso impianto si purufican i fumi e si trasformano il etanolo, o butanolo o in altre molecole che si posson vendere e si recupera il costo dell impianto e dopo pochi anni si fanno pure guadagni
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Ritratto di Anna Simone
Dom, 29/07/2012 - 19:35
Asimone
Ciao Fabrizio, grazie per la segnalazione. Il problema è variegato... non sono solo i fumi ma anche gli idrocarburi nel mare. Insomma le bonifiche vanno fatte e andranno per le lunghe. Clini parla di 4 anni circa. Ad ogni modo non si può pensare a una sospensione di qualche mese perchè quando un altoforno viene spento si danneggia quindi non sarebbe economicamente conveniente riprendere con un impianto non al top. Sono fidiciosa, a mio avviso bonificheranno tutta la zona. A presto Anna
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