BLOG
9 June 2012
La Spagna è fallita ma se vince Euro 2012 darà 7 milioni di euro ai suoi giocatori
Alessandro Oliva
In Spagna la recessione galoppa, ma la questione non sembra importare alla Federcalcio ibercia. Che ha fissato, in caso di vittoria a Euro 2012, il premio individuale per ogni giocatore della nazionale a 300mila euro. Tanti quanti ne ha promessi la Germania ai propri fussballer. La Francia, in caso di trionfo finale, darà 320mila a Nasri e compagni,anche se il record spetta all'Ucraina: 565mila euro a testa. La Federazione di Kiev l'ha sparata grossa, francamente: difficile che Shevchenko si laurei campione d'Europa con la propria nazionale.
Il problema relativo alla Spagna riguarda la tassazione dei premi in caso di vittoria. Agli Europei del 2008, giocati in Austria e Svizzera, le 'Furie Rosse' vinsero il torneo senza versare un euro al fisco di Madrid, che restò a bocca asciutta in virtù di un accordo stipulato tra Vienna e il Generalisimo Franco nel 1966: Casillas e soci pagarono il 20% di tasse in Austria (la finale si giocò al Prater di Vienna) e zero in patria.
Una bella fregatura per le boccheggianti casse spagnole, che nel 2010, dopo la vittoria del Mondiale in Sudafrica, si ripresero il maltolto. I giocatori infatti, dopo aver sollevato la coppa, tentarono di pagare la tassa sul premio nel Paese che aveva organizzato il torneo. In fondo, ai neo campioni del mondo conveniva: il Sudafrica applicava il 21% sui 600mila euro di premio, contro il 43% della Spagna. La polemica montò e la nazionale stavoltà cedette, pagando le tasse a casa propria.
Ora la questione si ripresenta. La Polonia (dove le Furie Rosse giocano la prima parte di Euro 2012) ha un accordo con la Spagna per evitare la doppia tassazione. E a Madrid la percentuale del prelievo fiscale è salita al 52%...
: andriy shevchenko / crisi economica / Euro 2012 / Francisco Franco / samir nasri / spagna / tassazione premi

Comments
il calcio in spagna, come in altri paesi, é la lavanderia del "dinero negro", riciclo spudorato e legalizzato, benedetto dallo stato, ... poderoso caballero, don dinero...!
@Alessandro: purtroppo Platini non mi sembra poi così diverso dall'ineffabile Blatter. Anche la UEFA è un covo di interessi economici e clientelari che invece di 'riformare' il calcio continentale lo sta portando ad una deriva inquietante.
@bb: condivido sull'Olimpiade, dissento totalmente invece sull'uscita di Monti sulla sospensione del calcio per due/anni. Mi è sembrata una sparata volta più ad allentare le tensioni intorno alla sua figura che una frase debitamente ponderata. Il calcio avrà certamente molti lati oscuri ed insopportabili, ma non mi sembra una proposta sensata dire: «sospendiamo tutto». Specialmente da parte di una persona stimata ed incensata per la sua saggezza ed intelligenza.
sono proprio dei mentecatti! Come troppi uomini del resto, ma in tutto il mondo. Meno pallone e più palle! Solo due cose ho condiviso di Monti: la rinuncia alla candidatura delle prossime Olimpiadi e la proposta di sospendere il calcio per tre anni.
sono proprio dei mentecatti! Come troppi uomini del resto, ma in tutto il mondo. Meno pallone e più palle! Solo due cose ho condiviso con Monti: la rinuncia alla candidatura delle prossime Olimpiadi e la proposta di sospendere il calcio per tre anni.
Giusto fare luce su questo aspetto di per sé già vergognoso, ma il grande scandalo del calcio spagnolo è l'esposizione dei club di prima e segunda divisiòn con le banche, che hanno prestato a destra ed a manca per anni creando il famoso buco di 5 miliardi euro. Al cui cospetto i "pochi" (si fa per dire) milioni della tassazione sui premi vittoria sono come un granello di sabbia rispetto al deserto. La soluzione che si prospetta è la solita mossa della disperazione: con l'aiuto imprescindibile della U.E., servono infatti almeno 40 miliardi di euro, si socializzeranno (i liberisti indefessi preferiscono la parola 'nazionalizzare') le perdite degli istituti di credito ed i pochi rami attivi rimarranno appannaggio di privati. Il caso Alitalia è stato in questo senso paradigmatico, con la differenza che i soldi erano tutti italiani e non in parte europei. Tornando più prosaicamente al calcio, la Liga spagnola- Real e Barcellona in testa- dovrà guardare in faccia la realtà e porre fine al lungo periodo delle vacche grasse, di galacticos e craque. In Italia, forse, lo stiamo lentamente realizzando dopo aver conosciuto un periodo simile, fatto di cifre folli per i trasferimenti e per diversi interventi pubblici per salvare alcune società. In un periodo di recessione, che ormai è vera e propria depressione, non è possibile continuare a vivere nell'illusione che il calcio possa essere un'isola felice ed intoccabile.
Ciao Federico, grazie per la precisione del tuo commento. Tutto quello che dici è verissimo, inclusa la considerazione finale. E la Uefa non sta facendo nulla per migliorare le cose: primaimpone il fair play finanziario ai club, poi regala rimborsdi faraonici alle squadre che danno i propri giocatori alle nazionali di Euro 2012...
Post new comment