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“A te, Provenzali”. Era uno dei refrain che mi accompagnava nelle lunghe ore di macchina dalla Sicilia alla Romagna, quando le vacanze finivano e si doveva tronare a casa. Il rientro era sempre fissato tra fine agosto e la prima metà di settembre, di domenica, durante la prima o la seconda giornata del campionato di calcio. La schedina era lì, attaccata all’autoradio. Le voci raccontavano dai vari campi quello che succedeva e ci pensava lui a smistarle, snocciolando la lista degli inviati a inizio di primo e secondo tempo, come un mantra. Lui era Alfredo Provenzali.
Se n’è andato stanotte, proprio nel giorno del suo compleanno. Storica voce della Rai, da genovese aveva cominciato la carriera allo stadio Marassi, dove aveva incontrato il vate Nicolò Carosio, inviato per la stessa partita. Tifoso della Sampdoria, aveva sempre lavorato con distacco e senza lasciar trasparire la propria fede, così come aveva fatto un altro grande della Rai come Paolo Valenti, tifoso della Fiorentina. Dal 1966 al 1992 lavorò da inviato per la trasmissione radio più ascoltata d’Italia, ‘Tutto il calcio minuto per minuto’. Nel ’92 prese il posto di Massimo De Luca come conduttore. Toccò così a Provenzali e alla sua voce modulata in crescendo il compito di accompagnare i radioascoltatori nella giornata di campionato, presentando temi e cifre delle partite domenicali e gestendo i vari collegamenti negli stadi della serie A.
L’ultima volta che ho ascoltato Provenzali è stato attraverso la mirabile imitazione che ne faceva Gianfranco Butinar: ti tocca, se sei una voce famosa. Non so se l’imitazione fosse di suo gradimento, ma mi piace pensare di sì, perché garbata e non volgare, proprio come lui.
Grazie per avermi tenuto compagnia. A te, Provenzali.
: alfredo provenzali / calcio / gianfranco butinar / Rai / serie a / tutto il calcio minuto per minuto

Comments
paolo valenti, non valeri
Oh, almeno qualcuno che mi legge c'è và
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