«Che cosa vuoi fare da grande?». «Il calciatore», rispondevo. Qualche anno dopo, e con un destro non proprio “al fulmicotone”, avrei risposto l’archeologo. A 11 anni, quella che si dice “una folgorazione sulla via di Damasco”, mi convinse per qualche mese che avrei voluto fare il prete. Allora non sapevo che, dopo una laurea triennale in storia e una specialistica in antropologia, a Damasco ci sarei finito davvero. A studiare l’arabo e a conoscere quello scorcio di Medio oriente. Di ritorno in Italia eccomi al master in giornalismo della Walter Tobagi. Che mi ha fatto capire l’importanza di raccontare il mondo arabo attraverso piccole e grandi storie. Con la penna, con la voce e con le immagini.