Non solo Lusi, arrestato Brentan e anche in Veneto il Pd ha il suo caso Penati
Prima del tesoriere della Margherita Luigi Lusi, c'erano state le indagini su Filippo Penati, ex capo della segreteria politica di Pierluigi Bersani, sui casi Serravalle e l’area Falck di Sesto San Giovanni. Prima del caso Penati c’era stato l’arresto di Franco Pronzato, responsabile del settore Trasporti del Partito Democratico ed ex componente del consiglio di amministrazione di Enac. Ora, ultimo in ordine di tempo, è arrivata ieri la richiesta di custodia cautelare per Lino Brentan, amministratore delegato della società autostrade Venezia e Padova, ex tessera del Pci e ex assessore ai Lavori Pubblici per dieci anni a Venezia in quota Ds. I reati sono sempre gli stessi. Corruzione. Mazzette. Illegale gestione degli appalti. E al centro c’è il mondo vicino al centrosinistra, tra vecchi «comunisti» e la Quercia, con i rapporti tra le cooperative rosse e gli investimenti nei lavori pubblici.
Il caso Lusi ha in parte offuscato il caso Brentan. Ma in Veneto, una deputato piddino che segue da tempo i movimenti dell’ormai ex amministratore delegato della Venezia Padova, spiega: «È un arresto che rischia di espandersi a macchia d'olio. Stiamo parlando di un caso Penati perchè Brentan era il punto di raccordo tra l’assessore regionale Renato Chisso del Pdl e appunto il mondo delle cooperative rosse». Del resto, Brentan era considerato il «re delle autostrade» tra le province di Venezia e Padova. È accusato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, aggravato proprio in ragione della stipula di contratti vincolati per l’ente di appartenenza. In sostanza, secondo la guardia di Finanza che ha svolto le indagini, l’ex assessore superava le normali procedure d’appalto affidando i lavori alle aziende che pagavano le tangenti. Si parla di stecche da 60 mila, ma anche di 20 mila e 10 mila. A denunciarlo il solito imprenditore, come furono Giuseppe Pasini e Piero Di Caterina a Sesto per Penati. Se si percorre la Padania da ovest a est è ormai un fiorire di indagini che riguardano sempre gli stessi colori politici. E i protagonisti hanno sempre a che fare con i lavori pubblici e con gli appalti. Semplice casualità?
L'autore
Alessandro Da Rold, classe 1980, milanese e tifoso del Milan, scrive il suo primo pezzo a 17 anni su Lombardia Calcio. E' la cronaca di una partita tra due squadre giovanili meneghine, Schuster e Macallesi. Dopo quella volta ha percorso un sacco di chilometri, consumando tasti e tastiere. Si è laureato in legge e ha collaborato con tanti, forse troppi, giornali e agenzie di stampa. Poi ha incontrato Il Riformista. E' passato da Lettera43.it e alla fine è approdato a Linkiesta. Non può fare a meno di New York, del Cinema e dei cori da stadio. alessandro.darold@linkiesta.it
