Opinione di Arduino Paniccia

Facciamo poca demagogia, gli F35 ci servono e rischiamo di perderli

Il Comune di Milano dichiara guerra all'acquisto degli F35. Ripubblichiamo l'analisi di Arduino Pani

L’F-35 Joint Strike Fighter il 7 luglio 2006, giorno della presentazione

Qualche giorno fa, ad un cronista televisivo che raccoglieva I commenti dei cittadini nella Roma travolta dalla neve, una signora intervistata ha sentenziato «Perché non hanno subito chiamato i soldati? Tanto stanno lì a fare niente tutto l’anno!». Alcuni giorni prima una professoressa in una scuola media inferiore sempre di Roma ha suggerito alla scolaresca che «dietro la tragedia della Concordia ci sono sicuramente i militari». In un contesto paese che partorisce scempiaggini di tale magnitudine è evidente che parlare di una spesa di circa 15 miliardi di euro per acquistare 131 aerei da combattimento è un suicidio in termini di consenso e costituisce un invito a nozze per i soliti noti per i quali, da sempre, per risolvere i problemi del Paese occorre “tagliare le spese militari”.

Questa è una posizione condivisa da molti italiani in buona fede, anche se si tratta in realtà di un banale luogo comune, niente più di un irrealistico slogan ideologico privo di valenze pratiche. Infatti, se mantenere l’apparato militare italiano costasse non lo 0,9 del bilancio dello stato (il budget difesa più basso d’Europa e della Nato) ma lo 0,009, comunque troveremmo in Parlamento e ai microfoni dei talk show qualcuno che ci spiega che la soluzione delle nostre grane sta nel ridurre le spese militari. Premesso questo, va osservato che la vicenda del Joint Strike Fighter F35 resta una gatta da pelare per il nuovo ministro della Difesa Di Paola. Non solo per i preconcetti ideologici e culturali accennati, ma anche perché esistono obiettivi problemi tecnici oltre che di finanziamento.

Proviamo a riassumerne i termini a grandi linee: l’Italia si trova nella necessità di mandare in pensione la vetusta flotta aerea della sua Aeronautica e della sua Marina Militare, costituita dai vecchissimi Tornado, dai mediocri Amx e dai sorpassatissimi Harrier. Focalizzato il proprio interesse su un progetto della Lockheed Martin, Grumann e Bae Systems battezzato F35, l’Italia ha deciso di partecipare alla sua realizzazione investendo fino ad oggi assieme ad altri sette paesi (Inghilterra, Paesi Bassi, Canada, Turchia, Australia, Norvegia e Danimarca) circa 5 miliardi di dollari, mentre gli Usa mettono gli altri 35 dei 40 necessari a portare a termine la gestazione dell’aereo. Nel frattempo si sono presentati altri acquirenti (solo pochi giorni fa il Giappone).

Tuttavia l’iter del progetto va a rilento: il primo prototipo ha volato nel 2006 ma la mole di problemi riscontrati è tale che i tempi stanno diventando lunghissimi, i costi lievitano (81% in più per esemplare) e le perplessità dei partecipanti all’impresa e dei potenziali compratori aumentano. Esistono tre versioni di questo velivolo stealth multiruolo di quinta generazione in grado di effettuare missioni di interdizione in profondità, di soppressione dei sistemi di difesa aerea nemica, di guerra elettronica, di supporto aereo ravvicinato, di bombardamento tattico e di raccolta di intelligence. Una prima variante è a decollo e atterraggio convenzionale (F35A), una è a decollo corto e atterraggio verticale (F35B) e la terza è per l’uso sulle portaerei (F35C). All’Italia interessano solo le versioni A e B, la prima per l’Aeronautica (inizialmente richiesti 110 velivoli) e la seconda per la Marina (21 aerei da imbarcare sulla Cavour).

Senza addentrarci troppo nel dettaglio delle problematiche fino ad oggi emerse, basti accennare che molti addetti ai lavori hanno sollevato diverse critiche, secondo le quali l’F-35 non può competere con aerei di pari categoria come il russo Su-35 perché non è in grado di manovrare con sufficiente velocità ed è troppo pesante, sovraccarico com’è di funzioni legate alla sua configurazione multiruolo. Fonti informate spiegano che sussistono gravi problemi di vibrazione, di scarsa capacità di elaborazione dati e di visione notturna e di adeguato sviluppo del software. Data la situazione già ci sono state le prime defezioni, la più dannosa quella della Us Navy, che ha declinato il proprio interesse nell’F35B, lasciando solo ai Marines e alla nostra Marina l’insostenibile onere di portare avanti questa versione, proprio quella che ha presentato maggiori criticità. Se anche i Marines dovessero chiamarsi fuori, l’F35B verrebbe cancellato, il che renderebbe impossibile per la nostra Marina rimpiazzare i suoi obsoleti Harrier AV8B, ormai vecchi e più che usurati dalle recenti e numerosissime missioni in Libia.

Il ministro Di Paola sta cercando di salvare il salvabile riducendo la domanda a “soli” 90 aerei in totale e sottolineando che la partecipazione dell’Italia a questo progetto si traduce in un investimento che «darà occupazione a 1.500 persone e che, in prospettiva, sono previsti 10mila posti di lavoro, con oltre 40 imprese che contribuiscono alla crescita economica, tecnologica e industriale del Paese». Peccato questo non sia un argomento in grado di intaccare la quasi genetica repulsione del paese per tutto ciò che è militare, se fosse così facile basterebbe impostare un paio di navi da guerra per allontanare i cassaintegrati della Fincantieri dalla disoccupazione. Ma così non è, ai militanti dalla bandierina iridata dell’occupazione degli italiani interessa pressoché nulla e la verità è che il Ministro Di Paola si trova a fronteggiare un problema che va aldilà dei riflessi pavloviani degli anti-militaristi o della crisi economica contingente, finendo per costringere il paese ad interrogarsi su quale debba essere il ruolo delle nostre Forze Armate e se abbia un senso averle. Ovvero quale debba essere il “modello di Difesa” che si intende mantenere. Il Consiglio dei Ministri ha appena approvato il progetto di ristrutturazione presentato da Di Paola che impone tagli senza precedenti, resi possibili solo dalla competenza del più “tecnico” dei ministri tecnici, un professionista che ha indossato l’uniforme della Marina e a 15 anni entrando in Collegio Navale e se l’è levata ieri, dopo quasi cinquanta anni di lavoro continuativo nello stesso “business”, il che fa di lui l’unico tecnico di Governo con una esperienza di mezzo secolo nella stessa attività. Paradossalmente e non sorprendentemente proprio un ex-militare imporrà i sacrifici maggiori agli uomini con le stellette. Infatti Di Paola sa esattamente dove tagliare, meglio e più draconianamente di ogni suo predecessore.

Occorre premettere che oggi in Italia più del 70% del budget difesa serve alle spese d’esercizio e a pagare stipendi, uno squilibrio inaccettabile, considerato che la media europea è del 51% per le spese fisse ed del 49% per investimenti e rinnovo delle tecnologie. Per avvicinarci a quelle proporzioni il “nuovo modello di Difesa” prevede una riduzione drastica del personale di circa 40mila degli attuali 183mila militari e civili appartenenti alle nostre Forze Armate e investimenti in nuove tecnologie che garantiscano l’operatività dei pochi selezionati che rimarranno a servire il paese in uniforme. L’F35 rientra appunto in questo piano, ma il suo costo verrà spalmato in diversi anni (i primi F35 saranno schierati in Italia nel 2018) e soprattutto esso rappresenta una spesa indispensabile a rimpiazzare aerei che ormai cadono in pezzi. Soprattutto serve a mantenere la posizione dell’Italia nel contesto di organizzazioni multinazionali all’interno delle quali i nostri militari giocano il ruolo cruciale di supplenti allo scarso peso economico, industriale e politico della nazione. Se oggi possiamo credibilmente sedere al tavolo dei grandi (Onu, Nato, Ue, etc.), è anche grazie alla credibilità della nostra macchina militare ed al sacrificio dei nostri soldati, che ovunque nel mondo hanno “messo una pezza” alla mediocrità delle nostre risorse politiche e produttive.

Se intendiamo continuare a sfruttare questa risorsa, l’acquisto di tecnologie adeguate come l’F35 è indispensabile. A meno che non si decida di privarci tout court della nostra macchina militare. In fondo anche il Costarica vive benissimo senza Forze Armate, forse anche l’Italia potrebbe vivere altrettanto bene. Ammesso che in futuro si accetti di avere nello scacchiere internazionale lo stesso peso del Costarica. Ma se le nostre ambizioni sono diverse, allora occorre riconoscere che le nostre Forze Armate sono funzionali a consentire all’Italia di dire la sua negli scenari geo-politici odierni e futuri. Oggi la difesa dei confini e degli interessi nazionali non si fa solo lungo le nostre coste e sull’Arco Alpino, data la natura della minaccia terroristica o delle armi di distruzione di massa, ma necessita di una capacità di schieramento e di gestione delle operazioni all’estero, di solito in teatri remoti.

Per fare questo occorre una forza armata che disponga di una capacità di proiezione realistica, non già di legioni di Alpini che trascinano cannoni su per i dirupi delle nostre montagne. Piuttosto occorrono buoni aerei, buone navi, buoni sistemi d’arma, buoni soldati e una efficiente logistica che consenta di portare il tutto laddove la tutela dell’interesse nazionale lo richieda. Sostenere che in Italia si spenda troppo per la Difesa è una verità parziale, nel senso che avere a libro paga più generali ed ammiragli delle forze armate americane è certamente una incongruenza alla quale il Ministro deve mettere mano velocemente, ma affermare che l’F35 sia inutile è altrettanto fuorviante: se il paese intende avere una forza armata capace di proiettarsi all’estero (unico scenario plausibile) l’F35 è indispensabile. Oppure riscriviamo la Costituzione e sciogliamo Esercito, Marina e Aeronautica. Potremo finalmente vivere felici come in Costarica e guardare al telegiornale altre nazioni che decidono del nostro destino nel chiuso di stanze nelle quali non avremo accesso. 

(Arduino Paniccia è docente di Studi Strategici all’Università di Trieste).
Con la collaborazione di Andrea Castelli 

Comments

Traghetto's picture
Inviato da: Traghetto
12 July 2012 - 16:29

Ho letto dei sacrifici richiesti agli italiani per ridurre il debito pubblico e sono perplesso per la scelta del governo di ridurre il numero dei posti letto negli ospedali pur salvando il progetto di acquisto dei cacciabombardieri F35. Si tratta di un progetto molto costoso che ci impegnerà per molti anni. Alla fine avremo in linea degli aerei estremamente evoluti (delle Ferrari del cielo per capirci) e costosi. Ma se non ho nemmeno i soldi per curami perché dovrei comprare una Ferrari. Perché mi serve! Ma a che mi serve un bombardiere invisibili supertecnologico? chi dobbiamo bombardare? Anche sul fronte del ritorno tecnologico che dovrebbe avere il nostro paese dalla partecipazione a un progetto così evoluto, che potrebbe motivare l'investimento, invito ad una semplice riflessione. Su questi aerei non potremo fare direttamente la manutenzione perché il tipo di tecnologia adottata è segreta e gli USA non vogliono che ci mettiamo a curiosare per capire come funzionano i “nostri” aerei. E allora che ritorno avremmo? Ci faranno produrre i carrelli (ruote comprese) per darci il contentino. Spero veramente che qualcuno faccia qualcosa per cambiare le cose perché così non si può andare avanti.

Ginocav's picture
Inviato da: Ginocav
12 May 2012 - 14:03

Le forze armate sono FONDAMENTALI per lo stato.
Senza di esse la sovranità non può esserci.
Questo le persone che hanno buon senso lo comprendono, quello che no comprendono è come si possa spendere miliardi per concorrere a questa giostra della difesa dei confini e di guerre in esotici posti quando una buona politica potrebbe, anche se non sostituirsi del tutto, creare una rete di interessi, di scambi culturali, di collaborazione tra economie, accordi diplomatici che servono appunto anche a limitare le spese militari.
Capisco le guerre per interessi economici, ma per la gente queste cose paiono essere distanti dalla propria vita sociale.
ED HANNO RAGIONE! Perchè la politica potrebbe trovare molte alternative se fosse più forte di questi interessi!!!!!!
Però ha ragione anche l'autore dell'articolo, la questione non è essere favorevoli o meno all'acquisto di alcuni aerei ma migliorare gli investimenti per gli obbiettivi preposti ed affiancarci una politica pronta e capace di intervenire per esser POTENZIALMENTE competitiva.

iugs's picture
Inviato da: iugs
12 May 2012 - 13:44

se il paese intende avere una forza armata capace di proiettarsi all’estero,
nella confusione chiudi gli occhi e spara.
le stesse persone che sventolano la conquista dei diritti umani vogliono uccidere e bombardare
per rimanere nel G8.

nonnoFranco's picture
Inviato da: nonnoFranco
12 May 2012 - 09:07

La spesa militare mondiale ammonta a 3,3 milioni di dollari al minuto. Ossia 198 milioni ogni ora, 4,7 miliardi ogni giorno. Il che equivale a 1.738 miliardi di dollari in un anno. Sono i dati relativi al 2011, pubblicati ieri dal Sipri, l'autorevole istituto internazionale con sede a Stoccolma.
A fare da locomotiva della spesa militare sono ancora gli Stati uniti, con 711 miliardi, equivalenti al 41% del totale mondiale.
L'annunciato taglio di 45 miliardi annui nel prossimo decennio è tutto da vedere. I risparmi dovrebbero essere effettuati riducendo le forze terrestri e restringendo i benefit (compresa l'assistenza medica) dei veterani. Obiettivo del Pentagono è rendere le forze Usa più agili, più flessibili e pronte ad essere dispiegate ancora più rapidamente. La riduzione delle forze terrestri si inquadra nella nuova strategia, testata con la guerra di Libia: usare la schiacciante superiorità aerea e navale Usa e far assumere il peso maggiore agli alleati.
Ma non per questo le guerre costano meno: i fondi necessari, come è avvenuto per quella contro la Libia, vengono autorizzati dal Congresso di volta in volta, aggiungendoli al bilancio del Pentagono. E a questo si aggiungono anche altre voci di carattere militare, tra cui circa 125 miliardi annui per i militari a riposo e 50 per il Dipartimento della sicurezza della patria, portando la spesa Usa a circa la metà di quella mondiale.
Nelle stime del Sipri, la Cina resta al secondo posto rispetto al 2010, con una spesa stimata in 143 miliardi di dollari, equivalenti all'8% di quella mondiale. Ma il suo ritmo di crescita (170% in termini reali nel 2002-2011) è maggiore di quello della spesa statunitense (59% nello stesso periodo). Tale accelerazione è dovuta fondamentalmente al fatto che gli Usa stanno attuando una politica di «contenimento» della Cina, spostando sempre più il centro focale della loro strategia nella regione Asia/Pacifico.
In rapido aumento anche la spesa della Russia, che passa, con 72 miliardi di dollari nel 2011, dal quinto al terzo posto tra i paesi con le maggiori spese militari.
Seguono Gran Bretagna, Francia, Giappone, Arabia Saudita, India, Germania, Brasile e Italia. La spesa militare italiana viene stimata dal Sipri, per il 2011, in 34,5 miliardi di dollari, equivalenti a circa 26 miliardi di euro annui. L'equivalente di una grossa Finanziaria.
Nella ripartizione regionale, Nord America, Europa e Giappone totalizzano circa il 70% della spesa militare mondiale: è quindi la triade, che finora ha costituito il «centro» dell'economia mondiale, a investire le maggiori risorse in campo militare.
Dalle crisi economiche si esce con la GUERRA. MALA TEMPORA CURRUNT...SED PEIORA PARANTUR. nonnoFranco

Marco-Lucca's picture
Inviato da: Marco-Lucca
11 May 2012 - 12:52

cioè, fatemi capire. Per non ammettere di aver buttato 1,5miliardi di EUR in una portaerei inutile ne dobbiamo spendere altri 15 per comprare altrettanti inutili aerei?

Luca A.'s picture
Inviato da: Luca A.
12 July 2012 - 12:49

esatto...questa e' l'italia, spendere 15 miliardi in un aereo inutile e inefficiente in confronto al prezzo d'acquisto....questa e' l'italia, una pulce che si crede leone....

Eze's picture
Inviato da: Eze
11 May 2012 - 07:06

"Aprire una scuola è chiudere una prigione" V. Hugo. La stessa logica vale per le armi, gli stessi soldi investiti in educazione e innovazione 'intelligente' che crei beneficio per le persone e la biosfera darebbero sicurezza e prosperità. Strano che nel XXI secolo ci sia ancora bisogno di dirlo.

lupoalberto's picture
Inviato da: lupoalberto
10 May 2012 - 23:55

ho tentato di capire le motivazioni ma mi pare che il giornalista sia un pò confuso su tutto e creda di vivere in un Paese che stà crescendo e non in un Paese sull'orlo del baratro !!! ma stiamo scherzando veramente ???

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
10 May 2012 - 23:35

Eisenhower, alla fine degli anni '40 fu un convinto sostenitore della corsa agli armamenti. Egli tuttavia espose il problema del cosiddetto complesso militare-industriale, ovvero dal pericolo rappresentato dagli interessi commerciali dell'industria bellica, che per sopravvivere aveva sempre bisogno di qualche guerra. Nel suo discorso Chance for Peace (16 aprile 1953) disse:

« Ogni ordigno prodotto, ogni nave da guerra varata, ogni missile lanciato significa, infine, un furto ai danni di coloro che sono affamati e non sono nutriti, di coloro che sono nudi ed hanno freddo. Questo mondo in armi non sta solo spendendo denaro. Sta spendendo il sudore dei suoi operai, il genio dei suoi scienziati, le speranze dei suoi giovani. [...] Questo non è un modo di vivere che abbia un qualsiasi senso. Dietro le nubi di guerra c'è l'umanità appesa ad una croce di ferro. »

Alla fine del suo mandato, il 17 gennaio 1961, nel discorso d'addio (Farewell Address) alla Nazione, Eisenhower ripeté tale monito:

« Nei councils of government, dobbiamo stare in guardia contro l'acquisizione di ingiustificata influenza, voluta o non richiesta, del complesso militare-industriale. Il potenziale per la disastrosa ascesa di potere male assegnato esiste e persisterà.
Noi non dobbiamo mai lasciare che il peso di questa combinazione metta in pericolo le nostre libertà o i nostri processi democratici. Non dovremmo prendere niente per concesso. Solo una popolazione in allerta e bene informata può costringere ad una corretta interazione la gigantesca macchina industriale e militare della difesa con i nostri metodi ed obiettivi di pace, in maniera tale che sicurezza e libertà possano prosperare insieme »

Dal discorso The Chance for Peace, rivolto alla American Society of Newspaper Editors (16 aprile 1953): http://www.edchange.org/multicultural/speeches/ike_chance_for_peace.html
Video del discorso: http://www.youtube.com/watch?v=qdrGKwkmxAU
Last Farewell Address: Military-industrial complex speech: http://en.wikisource.org/wiki/Military-industrial_complex_speech
"Eisenhower's Farewell Address to the Nation": http://mcadams.posc.mu.edu/ike.htm

sdrig's picture
Inviato da: sdrig
10 May 2012 - 22:06

Che brutto articolo, che tristezza... "Se oggi possiamo credibilmente sedere al tavolo dei grandi...". "una forza armata che disponga di una capacità di proiezione realistica". Ma scherziamo? E perchè non spezzare le reni alla Grecia per completare il tutto (che tanto ormai, poareta...). Primo premio nel palmares degli orrori de "Linkiesta".

Danilo1's picture
Inviato da: Danilo1
10 May 2012 - 21:50

Ma la vergogna mai? Con la gente che si vede alzare tasse di ogni genere addosso Gli F35 "ci servono e rischiamo di perderli?" Ma stiamo delirando? Io boh, sono b-a-s-i-t-o. E non me ne frega NIENTE se anche risparmiassimo un milione di euro sarebbe un milione destinabile a qualcosa di più serio!

Kan63's picture
Inviato da: Kan63
10 May 2012 - 21:17

Non può scappare a nessuno di questo sito che quest'articolo è stato commentato 45 volte!!!! (per ora...)

Sandro kensan's picture
Inviato da: Sandro kensan
10 May 2012 - 21:17

La gente non arriva a fine mese e voi spendete miliardi in aerei? Prima gli italiani e poi gli interessi esteri.

Piero Budinich's picture
Inviato da: Piero Budinich
10 May 2012 - 20:16

La funzione degli F 35 è evidente a chiunque abbia preso coscienza del fatto che il nostro impegno militare all'estero (p. es. 1 milione al giorno per stare inutilmente in Afghanistan da 11 anni) ci serve per alimentare l'apparato militare industriale americano, senza il quale non saremmo nessuno. In effetti neanche così sembra che contiamo molto. L'articolo di Paniccia è una vergogna per Linkiesta.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
16 April 2012 - 12:50

bisogna fare atenzione , per le decisioni che si prendono di tagliare i fondi delle forze armate , per il semplice motivo , mentre noi italiani e il resto d'europa taglia , la cina la russia , l'iran e tutti gli stati detti canaglia si stanno armando fino ai denti . Questo ci deve far molto rifletere su questa questione . l'italia ripuda la guerra , ma gli altri no .

gekko's picture
Inviato da: gekko
10 May 2012 - 20:12

è verò.. chissà come finiremo.. ci stiamo affidando ad economie barbare, come quella cinese, dove gia coi loro lavoratori non rispettano i diritti umani.. figuriamoci quando avranno consapevolezza di essere vere potenze.. tutti vogliamo la pace ma a volte bisogna lottare per essa... purtroppo in ogni guerra c'è sempre qualcuno che inizia.. e bisogna adeguarsi..

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
3 April 2012 - 19:35

Sui motivi per cui gli Stati Uniti decisero di "offrire" a noi e ad altri la "possibilità" di partecipare (beninteso pagando) al programma F-35, e sui motivi per cui i politici, i militari e gli industriali italiani (e di altri paesi) decidero di accettare questa "offerta", cadendo così in pieno nella trappola americana, ci sarebbe molto da dire. Si tratta però di acqua passata, che ha ben poca influenza sulle decisioni da prendere oggi.

Una nota circa l' articolo (pur valido e ben fatto): l' US Navy non ha mai pensato, neppure lontanamente, a dotarsi dell' F-35B. E' sempre stato esclusivamente un programma dei Marines. Anzi, è sempre stato chiaro che gli F-35B dei Marines non metteranno MAI le ruote sui ponti delle portaerei, come del rersto non ce le hanno mai messe gli Harrier.

Goldmatthew's picture
Inviato da: Goldmatthew
26 February 2012 - 12:45

Ma perchè bisogna fare la guerra? In questo articolo così lungo di un grande esperto non trovo risposta alla mia domanda.

homomensura's picture
Inviato da: homomensura
10 May 2012 - 22:37

"Si vis pacem, para bellum"

gekko's picture
Inviato da: gekko
10 May 2012 - 20:15

se io ti aggredisco cosa fai... ti difendi o ti lasci sottomettere?? da che esistono potere, politica e ricchezza la guerra ci sarà sempre.. purtroppo anche per la libertà.. io spero e prego ogni giorno per la pace.. che l'orrore delle guerre è pagato sempre dagli innocenti..

nico568's picture
Inviato da: nico568
23 February 2012 - 20:36

Ottimo articolo, finalmente qualcuno che dice le cose come stanno!

Unica preoccupazione: e' chiaro che investire nell'esercito ci serve, ma questo non vuol dire
per forza F-35!
non solo la US Navy l'ha scartato ma anche l'esercito australiano lo ha
etichettato come "double substandard doesn't run, doesn't climb, doesn't turn"... quindi e' un po un ferraccio...

Possibile che non ci siano altre alternative? in una recente simulazione di guerra tra Su35 e F35, i piloti del jet russo commentando la schiacciante vittoria hanno detto "it was like shooting on baby seals"...(e' stato come sparare sulle baby foche)...

idea's picture
Inviato da: idea
23 February 2012 - 17:11

Facciamo che questi arei vengono pagati da tutti gli "esperti" in strategia internazionale.
ce ne sono tanti in Italia e sono pure ben pagati rinuncino ai propri soldi e finanziano le spese militari.
Come un atto volontario.
Io sono stufo di mantenere con le mie tasse militari di carriera e f35.
Lo ero gia dieci anni fa quando abbiamo fatto guerre ingiustiuficabili lo sono a maggiore ragione oggi, quando l'economia militare e finanziaria ha creato la più grande crisi economica dl '29.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
23 February 2012 - 14:11

Secondo me dovremmo fare un ulteriore sforzo e investire massicciamente in sistemi di propulsione anti-gravita', velocita' luce, curvatura spazio-tempo, levitazione magnetica, motori quantistici.

cassandra's picture
Inviato da: cassandra
23 February 2012 - 11:39

La conoscenza della storia e dei suoi ricorsi ci deve far riflettere. Il bacino mediterraneo torna ad essere un crocevia d'interessi e di frizioni, una faglia in movimento, e l'Italia , volente o nolente, deve giocare un ruolo essenziale alla stabilità degli interessi europei ed africani. Ciò dev'essere visto non come un peso ma come un dovere civile ed una grande opportunità per la Nazione, rimettendo in moto la nostra economia e rinforzando il NOSTRO ruolo politico internazionale. Grandi cambiamenti si profilano all'orizzonte ed il popolo italiano ritiene oramai irrinunciabile la discesa in campo di una nuova generazione di amministratori e di politici, responsabili, preparati e dedicati al bene esclusivo del paese. In questo scenario la difesa gioca un ruolo tutt'altro che marginale e per la prima volta un ministro (uomo che ha servito per un'intera vita la nazione, rappresentandola al meglio nei consessi internazionali) ha rotto il tabù della ristrutturazione delle FF.AA. riorganizzandole e rimodulandole, tagliando vecchi privilegi e privilegiando i meriti "reali". Le FF.AA. oggi contano 190.000 uomini (scenderanno rapidamente a 150.000 con un trend spinto ad ulteriori riduzioni) a fronte dei 9 milioni dei pubblici dipendenti le cui amministrazioni non hanno ancora adottato reali trasformazioni strutturali e chissà se e quando lo faranno vista la necessità di "sostenere" il consenso politico regalando stipendi non sempre motivati per rendimento...e presenza. Tornando alle scelte della Difesa và chiarito, per buona pace di tutti, che nei primi anni 90 la sostituta del Garibaldi avrebbe, ottimalmente, beneficiato di tutte le esperienze maturate dagli europei (UK, Francia, Spagna ed Italia) ma i politici di allora, preoccupati del consenso degli antimilitaristi e dei detrattori del nucleare (le portaerei a doppio ponte, con catapulta non sono economicamente sostenibili con propulsioni convenzionali non nucleari) imposero le dimensioni e le caratteristiche della Cavour rinunciando allo sviluppo delle European Carriers. Il resto è storia recente ed i tecnici ben conoscono le esigenze operative che in molti scenari solo le portaerei possono assolvere ( le forze speciali, il C/SAR e le medevac non possono raggiungere le aree d'operazioni..... decollando in elicottero da Trapani.....sic...) . Se fossimo stati lungimiranti e meno timorosi oggi disporremmo di strumenti in grado di assicurarci capacità operative per i prossimi tre decenni senza dover dipendere da interessi altrui. Per anni abbiamo ostacolato le imprese italiane che operano nel settore della difesa e degli armamenti creando dipendenze tecnologiche e finanziarie. L'F35 è lo strumento che assicurerà la capacità aerea delle maggiori nazioni occidentali per i prossimi cinquant'anni e piaccia o meno la sua acquisizione rappresenta l'unica scelta tecnicamente accettabile. Paragonati con gli sprechi della P.A., i costi della malapolitica , il taglieggiamento della criminalità e l'evasione fiscale, i costi del progetto sono un investimento sostenibile e motivato.........il resto è tutta falsa demagogia.

Giacomo's picture
Inviato da: Giacomo
23 February 2012 - 10:15

Non e' questione di demagogia ma di priorita'.Che i soldi li mettano i partiti ed i politici visto che fra gli aerei ed il parlamento hanno piu' senso i primi.

Alessandro Marzo Magno's picture
Inviato da: Alessandro Marzo ...
23 February 2012 - 10:00

Anch'io mi sono posto la domanda perché gli F35 anziché gli Eurofighter. L'ho girata a Gregory Alegi, uno dei maggiori esperti italiani di aeronautica (www.dedalonews.it).
Incollo qua sotto la sua risposta.

1. Perché fanno due mestieri completamente diversi: Eurofighter aria-aria (sinonimi: caccia, difesa aerea), F-35 aria-suolo (appoggio, cacciabombardiere, attacco)

2. Perché appartengono a due generazioni tecnologiche diverse: altrimenti bisognerebbe chiedersi perché abbiamo voluto l'Eurofighter quando avevamo già l'F-104 o il CR.42 (che è la stessa cosa, in fondo). La rivoluzione non è solo sull'aereo ("piattaforma") ma soprattutto sui sistemi etc. Nota che la bassa osservabilità/furtivività ("stealth") non può essere applicata retroattivamente: se l'aereo non nasce stealth, non lo sarà mai.

3. Perché l'F-35 sarà il nuovo standard e non averlo significherà non essere in grado di partecipare a operazioni insieme agli altri come si è fatto negli ultimi 20 anni (dal Golfo in poi). Questo significa decidere di autoescludersi dagli impegni che comporta il voler far parte di un club G8 o equivalente.
3B. Perché dal punto sopra discendono costi unitari e di esercizio assai inferiori rispetto all'Eurofighter (nota: chiediti perché negli ultimi due anni questo abbia perso le gare in Brasile, Giappone, India e Svizzera ...)

Francesco's picture
Inviato da: Francesco
23 February 2012 - 01:30

Il peggiore articolo letto finora su questo giornale, per motivi già spiegati da molti commentatori.
Mi limito a sorridere quando leggo questi sedicenti esperti di studi strategici esporre con così commovente convinzione la tesi che sia imprescindibile l'investimento a lungo termine (40 anni) in forze di "proiezione in scenari internazionali", scenari che verranno man mano occupati da chi non solo ne è, geograficamente, un più naturale attore, ma soprattutto ha i soldi e le forze per farlo. Cina, India, Russia, anyone?
Putin ieri ha annunciato un piano di ammodernamento delle forze armate russe per 600 miliardi di euro in 10 anni, che pagheremo noi con la bolletta del gaZ. Interessante notare che non ha mai parlato di "proiezione" della Russia da nessuna parte, ma di difesa del territorio della Federazione e della sovranità nazionale.
Attività per la quale all'Italia erano più che sufficienti gli Eurofighter, come pare lo siano anche per la Germania - che credo di poter affermare abbia un peso leggermente più grande del Costarica.
La storia del secolo scorso ha dimostrato che è il potere economico a sostenere quello militare, e non viceversa; certo, da uno che scrive libri dal titolo "Vincere nel XXI Secolo con Edward Luttwak" non ci si possono aspettare analisi molto puntuali, ma almeno le basi ci vorrebbero.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
22 February 2012 - 21:17

Negkli anni '50 gli Usa costruirono l'avveniristico caccia F104, talmente avveniristico che se ne disfecero in toto velocemente, piazzandolo agli alleati della Nato , che in seguito lo soprannominarono La Bara Volante perché aveva la spiacevole tendenza a stallare e a precipitare come un sasso uccidendo il pilota.
Vogliano ripetere la storia ?

paciscor's picture
Inviato da: paciscor
23 February 2012 - 00:17

Non è proprio così: l'F104 era sicuramente un aereo estremamente difficile, ma una buona parte degli incidenti, specie all'atto della sua introduzione, fu dovuto a scarso rigore addestrativo e dal fatto che molte aviazioni, come quella tedesca, saltarono una generazione passando da aerei come il de Havilland Comet o dall'f86 Sabre all'F104. L'Italia è stata la nazione che ha operato più a lungo con l'F104 e tutto considerato, è forse quella che ha avuto la minore quota di incidenti con questa macchina. Per certi versi e certi profili di missione sarebbe ancora oggi competitiva: aveva dei tempi di partenza su allarme inferiori a quelli attuali dell'Eurofighter e, da nuova, era in grado di arrampicarsi a quote elevatissime in pochissimo tempo ed è(ra) in grado di raggiungere velocità cha ancora oggi non sono alla portata di molte macchine di ultima generazione. Certo lo scotto da pagare era di pilotare una specie di freccetta, che aveva bisogno di sistemi complicatissimi di soffiaggio sulle ali per garantire la portanza necessaria a ridurre le velocità di decollo e atterraggio a livellli più o meno accettabili, ma se le cellule non fossero diventate irrimediabilmente vecchie, sarebbe una piattaforma che potrebbe ancora oggi dire la sua.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
23 February 2012 - 02:44

Ringrazio per le precisazioni ma devo far notare che:
Anche l'italia passò dall'F86 Sabre all' F104
Gli Usa preferirono vendere il loro aereo agli alleati anzichè utilizzarlo in proprio (quale il motivo?)
Il soprannome Bara Volante era stato affibbiato dai piloti tedeschi a causa dei tanti incidenti mortali perchè - per quello che lessi a suo tempo su riviste specializzate - la Luftwaffe aveva aggiunto dell'armamento supplementare sotto le ali, il che rendeva ancora più instabile l'aereo.
Saluti

Davide75's picture
Inviato da: Davide75
23 February 2012 - 13:34

Non è esatto. Gli USA hanno usato l'F-104 con l'Air National Guard fino agli anni '70...

ministro's picture
Inviato da: ministro
22 February 2012 - 20:43

"riflessi pavloviani degli anti-militaristi"... bruttissima scelta di parole Dott. Paniccia.

17k's picture
Inviato da: 17k
26 February 2012 - 12:23

concordo... una frase proprio stonata in un articolo che - lessicalmente - mi è sembrato piuttosto costipato.

riguardo spesa per f35 si o no, secondo me non è questo il problema.
se si aggiustano tutti gli squilibiri della nostra affollatissima classe dirigente (effettivamente da noi funziona come quella foto in cui c'è un operaio a sistemare una ringhiera e 15 persone attorno a guardarlo e a dirgli cosa deve fare...) e si sistema una volte per tutte l'evasione fiscale i soldi ci usciranno fuori dalle orecchie.

a volte - come imprenditore - mi viene da pensare a come noi italiani sappiamo essere intelligenti in tutti i sensi: inventando la maniera per stare a galla sia con onestà che con disonestà.
pensando a tutte le fabbriche e ai loro "contabili del nero" (perchè questo non si dice mai, ma sapete che tante aziende hanno due contabili? e che quello del nero lavora molto di più?) il sommerso potrebbe attestarsi anche attorno al 60% del pil!

certo, con un pil doppio... l'italia potrebbe rimettere in ordine cultura, turismo, istruzione, sanità, ricerca, infrastrutture, industria... e perchè no anche la difesa.
però non mi si vengano a dire scemenze tipo "scenario di espansione" perchè cosa avete in mente?! conquistare il medio oriente?!
siete vecchi come il monopoli, pensate ad un mondo veramente globale invece, che le guerre per i soldoni sono la cosa più penosa che ci sia.

dovrebbero insegnare a scuola, già da bambini, che la guerra fa schifo peggio dello stupro e della pedofilia. questo è un valore che è andato perduto con i tanti film d'azione che ci hanno lavato il cervello, propinati guarda un pò in 50 anni di america.
forse nel nostro cinema di primo '900 c'erano di questi argomenti? no.
quand'è che l'eroe militare è diventato "figo"? quando servivano giustificazioni alla guerra.

se mio nonno fosse ancora vivo, vi farei ascoltare il rimorso per quel che ha dovuto fare per sopravvivere nella seconda guerra mondiale, a 16 anni.
voi pensate all'aereo di bella linea nel cielo, alla sua meraviglia tecnologica.
a me invece viene da pensare ogni volta che lì sotto c'erano mio nonno e mia nonna, che hanno perso tutto, che si sono cagati addosso dalla paura per 5 anni di fila.

giorgio rezzonico's picture
Inviato da: giorgio rezzonico
22 February 2012 - 20:23

discutibile il concetto secondo cui le nazioni contano prima di tutto in base al loro peso militare. in ogni modo se il costo del personale è di gran lunga la voce principale del bilancio,il nostro non può evidentemente essere un grande esercito,
a parte ciò,tornando all'argomento F-35,chiedo all'esperto : se questo velivolo è stato scartato dalla US NAVY ( che di aerei imbarcati si intende certamente più dei nostri ammiragli ) come può andare bene per la marina italiana ?

adriano fratus's picture
Inviato da: adriano fratus
22 February 2012 - 19:41

chiedete ai cittadini se servono e se sono disposti a pagarli . ( potreste indicare qual'è la vostra percentuale in merito !!!! ) .

Balthazar's picture
Inviato da: Balthazar
22 February 2012 - 19:38

Si vogliono piantare in italia le fabbriche dei caccia? benvenga! non si aspetta altro. Saranno certamente un boost alla nostra economia ed un colpo non indifferente alla disoccupazione. ma comprarli? per fare che? obiettivamente al di là di essere pacifisti/guerrafondai/antimilitaristi o che vi pare, cosa se ne deve fare l'italia di jet ultimo modello (a parte che l'articolo stesso recita essere non proprio il top e recanti problematiche strutturali). Missioni all'estero? Dato che le missioni all'estero pare che le facciamo per qualcun altro e non per noi, non vedo perchè oltre a fare questi "favori" dobbiamo pure indebitarci ancora in un momento come questo dove il tirare la cinghia dovrebbe essere all'ordine del giorno, specie per dei modelli che già costano (cito l'articolo stesso) l'81% in più ognuno di quello che avrebbero dovuto essere. Siamo realisti su... Certo anche che a voler fare dei tagli al militare io prima passerei per le maserati blindate regalate ai generali...

Daudi's picture
Inviato da: Daudi
22 February 2012 - 19:21

Sarò pavloviano, ma c'è comunque qualche punto che non mi convince.

1. Lo stesso autore dell'articolo mette (onestamente) in luce i dubbi sull'efficacia dell'F35 e sulla stessa possibilità di portare avanti il progetto. in sintesi: l'F35 ci serve, quindi rischiamo - abbastanza - di sprecare -abbastanza - denaro inseguendo una speranza di riuscita? Tesi problematica da sostenere, questa, eppure sembra emergere dall'articolo...

2. Il nostro peso internazionale - provoco - è realmente maggiore di quello del Costarica? Il potere di oggi è potere economico, non militare. Ci dà più credibilità e autorevolezza un ex prof. di Economia al governo, che un'intera flotta di portaerei. Questi sono fatti: eravamo ben dentro il progetto F35, e Sarkò sghignazzava. Abbiamo ridotto l'impegno, e non lo fa più. Forse il fattore decisivo - mi viene il dubbio - è stato un altro.

3. Si cita sempre il numero di posti di lavoro creerebbe il progetto e quanti (forse, ancora una volta) l'indotto: ma si omette di chiedersi a) posti di lavoro PER QUANTO TEMPO? b) se investite altrove, quelle risorse quanti posti e quanto welfare creerebbero? (ad es: quante maestre d'asilo ci pagheremmo?)

4. L'impegno internazionale (anche di soluzione dei conflitti) si regge - non utopisticamente, ma realisticamente - su due pilastri: a) militare b) di cooperazione. Tralasciando la discussione su quale sia più efficace, perché si accetta come un fatto compiuto l'azzeramento dei fondi alla cooperazione (per cui esiste un ministero, che dovrebbe pesare quanto la Difesa, in teoria) e ci si indigna solo quando salta un progetto militare. De Paola (grande servitore dello Stato nel senso migliore del termine) merita meno rispetto di Riccardi?

5. Ed ultimo. Non mi è chiaro CONTRO CHI andrebbero utilizzati questi mezzi. Chi ne ha di migliori non può attaccarci (o perché nostro alleato o perché nessuno causerebbe una crisi attaccando la sola Italia, che non riveste interesse strategico). La minaccia del terrorismo e delle armi di distruzione di massa (quando e dove esistono) si sconfigge con azioni mirate (vedi Abbottabad) non con i bombardamenti (infatti nessuno pensa davvero - seriamente - di bombardare i siti nucleari iraniani: o sarebbe già stato fatto, da anni). Chi potrebbe rappresentare una minaccia per il suo o altri popoli (come il fu Colonnello Gheddafi) ha mezzi di gran lunga peggiori persino degli scalcinati aerei italiani. Guerre di offesa non possiamo farne (art. 11 Cost., spsso citato a sproposito, ma questo almeno lo dice). Ripeto: contro chi usiamo gli F35. O aspettiamo solo che diventino obsoleti per poter varare un altro progetto?

steo_to's picture
Inviato da: steo_to
22 February 2012 - 19:17

concordo con l'autore soprattutto su 2 punti : gli F35 ci servono per creare impieghi (diventeremmo produttori per tutta Europa e otterremmo un buon ritorno tecnologico) e le nostre forze militari (con più generali che soldati) necessitano di essere ammodernate e rese efficienti il più velocemente possibile.
E questo non perché sono un guerrafondaio, anzi, ma solo perché un minimo di realismo e buon senso non guasta. Inoltre, aborro gli sprechi.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
22 February 2012 - 19:06

Quello che riferisce lo studioso è parzialmente vero, ma il problema nasce da lontano. La questione nasce dal fatto che si è voluto dotare l'Italia di una "mini" portaerei (la Cavour), con ponte ridotto, rispetto a quelle realizzate da GB, Francia e USA, che non consente il decollo ad aerei tradizionali a decollo orizzontale. Quindi possono decollare dalla Cavour solo aerei Vstol - decollo verticale (harrier britannici, o i frog russi) che sono giudicati, in via unanime, assolutamente inferiori come prestazioni rispetto agli aerei a decollo orizzontale (li abbattono con la facilità della caccia ai piccioni). La recente guerra in Libia l'Italia ha potuto far decollare, in modo efficiente, i suoi Tornado dalla sua portaerei naturale "la Sicilia", se invece si dovesse fare una missione a più lunga distanza (es. Egitto, Siria, Iran per menzionare scenari realistici) servirebbero aerei più moderni a decollo verticale come i 20 F35 per la marina altrimenti la Cavour potrebbe portare solo elicotteri (speso 1,390 mld di euro per una portaelicotteri !!!), ma resta di capire perché prendiamo 80 F35 (più costosi e meno affidabili) per l'aeronautica invece che acquistare l'Eurofighter del consorzio europeo (cui partecipa anche Finmeccanica)? 

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
22 February 2012 - 19:05

Articolo molto ben scritto, oculato e informativo.

Si è sentito fin troppo spesso che si possano avere chissà quali risparmi tagliando i dieci euro di spesa militare che abbiamo, e troppo spesso si è confuso, purtroppo addirittura in buona fede, la spesa complessiva di un programma che durerà anni con la spesa annua. La demagogia antimilitarista è molto forte in Italia, soprattutto perché tutti vogliono il piatto caldo pronto e l'idea stessa di combattere per qualcosa è inconcepibile.

Rimane però un dubbio: cosa hanno perso i costaricani e gli islandesi a non avere un esercito? Qual è il peso internazionale attuale dell'Italia, dopo aver investito una dozzina di miliardi l'anno (cioè, niente) nelle forze armate?

Io mi risponderei così: ad oggi i rischi geopolitici sono bassi ma non si sa mai, e il XXI secolo vedrà un'elevata conflittualità in molte regioni fondamentali per la stabilità internazionale come l'Estremo Oriente, senza contare l'importanza della stabilità in Medio Oriente per la sicurezza energetica, dunque un esercito capace di scendere a fianco degli alleati è un investimento per avere degli alleati semmai serviranno, ed è (se si prendono scelte oculate) anche un contributo alla stabilità internazionale (la sicurezza è un bene pubblico e tutti dovrebbero contribuire anche senza benefici privati evidenti).

Se mi chiedessero perché serve un esercito risponderei così. Però non vedo le stanze dei bottoni dove l'Italia sta e rischierebbe di non stare, né i costi in cui l'Italia incorrerebbe se si islandizzasse o costarichezzasse. Rischierebbe di rimanere sola se ci fosse un problema, e sceglierebbe di non contribuire nulla ad un bene fondamentale come la sicurezza, ma le stanze dei bottoni dove sono? L'Italia non conta niente anche oggi (forse però conterebbe se investisse quanto la media NATO).

PM

paciscor's picture
Inviato da: paciscor
22 February 2012 - 19:03

http://defense-update.com/20120105_turkish_f35.html In quest altro articolo più recente, nonostante la Turchia si sia decisa a proseguire, le perplessità sull'accesso ai codici software rimangono e mi sembra chiaro che compreranno pochi esemplari come stop-gap-solution in attesa del TFX e magari per copiare qualche soluzione interessante da implementare sul caccia di loro concezione. Insomma hanno un progetto, noi invece?

Angelo's picture
Inviato da: Angelo
22 February 2012 - 18:59

Ma smettiamola con queste ipocrisie "una forza armata capace di proiettarsi all'estero" unico scenario possibile. Ma dove sta scritto che l'Italia deve avere forze armate all'estero, anzi la Costituzione dice ben altro. Riduciamo le spese militari e stiamo a casa nostra e investiamo in sanità e scuola.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
22 February 2012 - 21:42

certo,noi abbiamo il Ministero della Difesa,mica della Guerra ! e se andiamo all'estero,vedi Iraq,partecipiamo ad azioni di guerra.Perciò,nel rispetto della Costituzione,gli F35 li lasciamo alla Lockheed,che,mi par di ricordare,in passato ci ha già fatto pagare aerei militari più o meno il doppio di quello che valevano.

l'autonomo's picture
Inviato da: l'autonomo
22 February 2012 - 22:03

Concordo in toto!!!!Basta fare i servi della nato!!!!

paciscor's picture
Inviato da: paciscor
22 February 2012 - 18:50

Inoltre: SE la natura della minaccia è il terrorismo, allora è forse meglio investire in intelligence e in personale che sappia usare una calibro 22 silenziata in qualche vicolo oscuro di qualche città mediorientale, o ci accodiamo alla strategia americana di radere al suolo un Paese per (non) catturare o uccidere un (UNO, 1) terrorista?
Per le armi di distruzione di massa, scusate la polemica, basterebbe non fornirle a patner inaffidabili che potrebbero poi usarle contro di noi, o semplicemente basterebbe smetterla di inventarsele per giustificare ogni e qualsiasi porcata ci aggradi di andare a fare in giro per il mondo: in ogni caso non vedo come un F35 possa, poniamo, intercettare un missile a lunga gittata iraniano lanciato contro l'Italia, pòsto che gli Iraniani abbiano la capacità e la volontà di fare qualcosa del genere. Nè comprendo come possa un F35 intercettare un attentatore suicida imbottito di esplosivo e magari polvere di uranio o agenti chimici patogeni che va a farsi saltare in una metropolitana...
No, decisamente dell'F35 non se ne sente la necessità... A meno di non ipotizzare l'esistenza di una correlazione statistica tra il rifiuto dell'acquisto e la realizzazione di attentati come quelli ipotizzati sopra. In tal caso l'F35 sarebbe sicuramente necessario, ma si tratterebbe di mera estorsione.

alekasteddu's picture
Inviato da: alekasteddu
22 February 2012 - 18:47

Lei fa studi strategici, d'accordo
Mi può fare un esempio di quando o come il peso " della macchina militare italiana" ha influito sugli scenari geopolitici?
Nei balcani la nato ci ha usato da portaaerei ( riempiendo l'adriatico di bossoli di A10 pieni di uranio impoverito), la nostra aviazione ha fatto la sua parte, piccola. Nelle due guerre del golfo abbiamo seguito come cuccioli mamma USAF ( in proporzione alle forze impiegate siamo quelli ci abbiamo rimesso di più...2 tornado su 9 nella prima...e lasciamo perdere Nassirya )....in Afganistan ? ? abbiamo portato gli elicotteri per difenderci dal tiro al piccione lungo le strade...senza gran risultato....
In libano prendiamo il sole e qualche razzo ogni tanto e per lo più stiamo a guardare....Libia??? noi cosa abbiamo deciso? abbiamo partecipato senza partecipare...insomma ridicolo!!!

Io direi di fare BASTA con le guerre per gli interessi altrui, tanto a noi ci toccano sempre le briciole se va bene.....NON E LA FORZA O LA CAPACITA' MILITARE CHE FA LA POLITICA.....e questo dovrebbe spiegarlo oltre oceno a quelli che di guerre se ne intendono!!!!

Parvus's picture
Inviato da: Parvus
22 February 2012 - 18:46

Domandine per il sig Arduino Paniccia:
è compatibile con l'art. 11 della nostra Costituzione la "proiezione esterna" delle nostre forze armate con l'uso di cacciabombardieri?

E ce n'è un'altra:
perché questa domanda non se la fa mai nessuno?

Ce ne sarebbero altre, del tipo: cosa c'entrano i cacciabombardieri con la minaccia terrroristica ?
(domanda niente affatto da no-global: se la fecero negli usa nell'ottobre 2011 diversi esperti militari, parlando di "pre-11/9 priorities" proprio a proposito della bizzarra idea di costruire questi oggettini così economici con la scusa del terrorismo)

m.b.'s picture
Inviato da: m.b.
22 February 2012 - 18:40

Ma quale guerra??? Siamo dei poveracci senza più una lira, con politici mediocri e ladri. Altro che aerei.....

paciscor's picture
Inviato da: paciscor
22 February 2012 - 18:33

Va detto che stiamo in un prgetto dove spendiamo dei soldi per avere un aeroplano le cui chiavi rimangono in mano al venditore http://www.todayszaman.com/newsDetail_getNewsById.action?newsId=239067 La Turchia questo lo ha capito e si sta chiedendo se sia il caso di spendere tanti quattrini per avere in casa una macchina di cui non ha accesso pieno e completo e che può essere messa a terra o attivata a piacimento da remoto da chi detiene i codici sorgente che non si vogliono condividere.
A meno di non ipotizzare davvero una guerra contro gli USA o Israele non vedo all'orizzonte una forza aerea potenzialmente nemica in grado di competere con gli Eurofighter, o anche i Tornado, e per sganciare bombe laureate in Afghanistan bastano gli AMX o, se proprio vogliamo rimodernarci, gli MB 349 in versione combat: molto meno costosi da acquistare e da tenere in esercizio.
Il problema degli Harrier molto probabilmente rimarrà comunque perchè ben difficilmente un aereo problematico come l'F35B arriverà alla fase operativa, specie ora che la Navvy si è ritirata: forse varrebbe la pena impostare un programma di ammodernamento come si fece con l'F104 ASA per prolungarne la vita operativa. Se proprio sentiamo l'impellente necessità di sostituire i Tornado c'è sempre la possibilità di acquistare gli Eurofighters in versione da attacco al suolo, o fare contento Sarkò e comprargli il Rafàle: sicuramente si può impostare il contratto in modo da fare avere succulente commesse alla nostra industria. Le alternative all'F35 ci sono e i nostri aerei cadranno a pezzi ben prima che ci dotiamo di un aereo che probabilmente è un drone che porta a bordo un inconsapevole pilota: ripetiamo nuovamente dall'articolo linkato: "The Pentagon refuses to share the source code used in the software designed for the aircraft as well as the codes that might be used externally to activate the planes.". Ancora: The codes that might be used externally to activate the planes ...di nuovo: might be used externally to activate the planes ...externally...activate the planes... In altre parole, dopo che gli abbiamo dato QUINDICIMILIARDI (se va bene), se vogliono ci spengono la faorza aerea, se vogliono la attivano... Almeno gli ausiliarii dell'Impero Romano non avevano gli scudi e il gladio controllati da remoto!

Guido Zichichi's picture
Inviato da: Guido Zichichi
22 February 2012 - 18:30

L'idea che ho, è che l'Italia con gli stessi soldi potrebbe "dire la sua" con maggiore efficacia, in altri modi. Ad esempio finanziando progetti di costruzione, di educazione, di cura. Perché non finanziare un esercito di medici e di insegnanti, invece che uno stormo di aerei?

nemo's picture
Inviato da: nemo
22 February 2012 - 18:29

Tutto vero e condivisibile. Però. Il peccato originale - a parte i pruriti pacifisti di natura purtroppo utopica - sta nell'aver impostato alla carlona capitoli di spesa così importanti per il nostro Paese. La Cavour, ad esempio. Una portaerei 'tascabile' comunque costata 1,5 miliardi di euro. Ovvero una soluzione a metà. Raddoppiando la spesa si poteva probabilmente dotare la Marina di una nave paragonabile alla classe francese clemenceau e così optare per aerei che decollano con il collaudato sistema a catapulta. Certo, prevedere il disastro del programma F35 - anche la Royal Navy ha abbandonato la versione B e sta adattando le nuove portaerei con le catapulte - forse non era possibile. Però l'Italia è anche partner del programma Eurofighter, tutto costruito con tecnologia europea. Gli esperti lo ritengono un ottimo jet anche se non stealth. Forse, visto il pasticcio degli americani, si può ridurre la commessa di F35A a favore dei Typhoon e restare giocoforza sul carrozzone del F35B. Se il programma viene abolito, infatti, la Cavour verrà declassata a portaelicotteri. E di fatto si sarà sprecato 1,5 miliardi di euro. Su questi temi credo sia opportuno discutere.

Gloutchov's picture
Inviato da: Gloutchov
22 February 2012 - 18:29

L'F35 è indispensabile? Ma scherziamo? Se ha tutti questi problemi, se i principali committenti (US NAVY per prima) ci rinunciano, siamo proprio sicuri che sia il velivolo giusto da acquistare?
Non dico che si debba mantenere il parco macchine attuale. Piuttosto metto in dubbio l'ostinazione a volere l'F35, che specie nella sua variante B, sembra diventare ogni giorno più costoso e problematico. Non ci sono alternative possibili? Ovviamente la NATO si infurierebbe se guardassimo al Su35. Ma perché non gettare lo sguardo su velivoli europei, come il Rafale, o lo stesso EFA, nelle loro varianti VSTOL?

Probabilmente è indispensabile aggiornare il parco macchine. Ma non è obbligatorio buttare denaro in un pozzo come quello dell'F35B, che mi pare molto profondo!

Davide75's picture
Inviato da: Davide75
23 February 2012 - 12:48

Semplicemente perchè non esistono varianti VSTOL del Rafale e dell'EFA. Del primo esiste una versione imbarcata per portaerei con catapulte, del secondo un'idea di una versione navale per portaerei sempre con catapulte. La Cavour non ha catapulte, ergo non si può guardare a nient'altro che all'F-35.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
23 February 2012 - 14:22

@davide75 F35 del quale peraltro la versione B, che interessa qui, probabilmente non verrà mai portata a termine (almeno in tempo utile per sostiuire gli AV8B)

Davide75's picture
Inviato da: Davide75
24 February 2012 - 20:00

Questa è una supposizione tua e non suffragata dai fatti, che anzi dicono il contrario. La versione B dell'F-35 era stata messa "sotto osservazione" per due anni dal Segretario alla Difesa Robert Gates nel gennaio 2011; il suo successore, Leon Panetta nel gennaio 2012 ha affermato che il programma (della versione B) è in linea con l’avanzamento delle altre due varianti (la A e la C), parlando di "impressionanti progressi".

juan carlos's picture
Inviato da: juan carlos
22 February 2012 - 18:27

Ovviamente il signore in questione è un addetto ai lavori... e quindi si preoccupa del suo lavoro e di quello di poche centinaia di persone che ancora stanno attaccate alle mammelle ormai dissanguate da corruzione e sperperi di Finmeccanica e Fincantieri,
provate ad immaginare quanto posti di lavoro si potrebbero creare in altri campi (nuove tecnologie, ambiente, cultura) con 15 MILIARDI di Euro (solo il costo degli F35)... immaginatevi con l'intero bilancio della difesa dei prossimi anni..... Ci sarebbe lavoro anche per il Signor Arduino Paniccia.... senz'altro!!!!

loggia's picture
Inviato da: loggia
22 February 2012 - 18:25

Oddio come faremmo senza gli F35! Facciamo una petizione alziamo di qualche punto l'IVA ma compriamo questi necesarissimi uccelli da guerra.

Michele92's picture
Inviato da: Michele92
22 February 2012 - 18:20

Ma a cosa serve l'esercito? A cosa servono le guerre in cui è attualmente impegnata l'Italia? In quelle guerre quanti bombardamenti vengono effettuati dai caccia italiani?

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