Se ne sono andati
Andrea Jacchia
Parlavano di giustizia, ne vivevano. La lotta contro la condanna a morte del fratello ha reso Martin
Carlo Peroni
(24 novembre 1929 – 13 dicembre 2011)
Di Senigallia, aveva 82 anni, un nome d’arte (Perogatt), e per almeno mezzo secolo ha spaziato fra fumetti, cartoni animati, giornali «demenziali», sketch televisivi e pubblicitari che venivano ripetuti come slogan esistenziali.
Il più celebre, del 1963, inventato in solido con altri due bravissimi artigiani del mestiere – Nino e Toni Pagot – piazzava nel pieno di una pubblicità e di un programma popolarissimo (Carosello), il termine “ingiustizia”. Mica male negli anni del boom economico, e dei consumi un po’ più alla portata di tutti. Quella parola veniva pronunciata mestamente dalla vocina di un pulcino nero, con gli occhi azzurri e il becco giallo (colori non visibili nella tv di allora): si lamentava, la creatura, di non essere amata per il suo colore, e per la sua piccolezza, intesa come infanzia.
Concludeva, senza sperare, con un: «È un’ingiustizia, però…». Il suo nome – Calimero – era quello di un santo, ma lì ispirava solo compassione da emarginato, e bisogno di rima (con «pulcino nero»).
Il riscatto arrivava con una rivelazione successiva, decantata da una voce femminile fuori campo, più materna che sensuale: «No, Calimero, sei solo sporco…». Il pulcino veniva lavato in un batter d’occhio e, diventato bianco e pazzo di gioia, gridava al massimo del falsetto: «Ava, come lava!».
Ava era il detersivo salvifico: sarebbe diventato un urlo interiore per milioni di consumatori e di donne di casa che potevano finalmente permettersi la lavatrice. Ma era anche il nome di Ava Gardner, una delle bellissime di Hollywood (occhi verdi, da gattona, e, anche lei nera, unica, niente a che fare con il canonico “platinato”) che poco tempo prima, in Italia, era stata ripetutamente fotografata insieme al brunissimo, e bravissimo, e molto amato Walter Chiari.
Il pulcino e il suo lamento avevano subito passato i confini, come sigla doc dell’immaginazione italiana, e nei giorni scorsi – in memoria di Carlo Peroni – sono stati citati almeno in francese e in inglese, come si fa con i documenti ufficiali dell’Unione europea. Ma qui, di Peroni, si possono ricordare altri passaggi: gli inizi, come restauratore di quadri e affreschi, e poi la collaborazione con la Rai, e un’infinità di collaborazioni a giornalini (si chiamavano così, senza spregiare nulla), come Topolino, Pecos Bill, Cucciolo, Tiramolla, e Tilt, la pioniera delle riviste “demenziali” italiane (creata con Alfredo Castelli).
Peroni è stato anche un artigiano di Cinecittà, negli anni Cinquanta: effetti speciali, in particolare. Un’arte, anche questa, molto italiana. Il pulcino che sarebbe nato poco tempo dopo aveva tutte le premesse per diventare un attore sicuro di sé. Con Ava come partner che lo lavava.
Uno spot Rai di Calimero

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