Lettura

Anna Maria Cancellieri, vi presentiamo il primo presidente donna della Repubblica italiana

Il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri tra i candidati per la corsa al Quirinale. Dopo due

Il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri

L’applauso più sentito parte quando il ministro sfida gli autori della strage. «Per troppo tempo abbiamo assistito all’indecoroso esibizionismo dei carnefici che ha prevaricato i diritti delle vittime». Stavolta non ci sono proteste, né fischi. Dopo due anni di assenza il governo è tornato alla cerimonia del 2 agosto a Bologna. È la titolare del Viminale Anna Maria Cancellieri a rompere il tabù. «Assicuro il mio impegno perché vengano dati tutti i contributi alla verità e alla trasparenza - spiega l’esponente dell’esecutivo - Non ci si può accontentare della verità giudiziaria».

Almeno dieci anni di contestazioni rivolte ai ministri di ogni governo. Stavolta no. La città accoglie Anna Maria Cancellieri con tanti applausi. Merito anche del legame tra i bolognesi e il ministro, che fino a qualche mese prima di entrare nella squadra di Mario Monti ha guidato il comune da commissario straordinario. Eppure c’è dall’altro. In Emilia la titolare degli Interni riceve un riconoscimento speciale. Alla sua breve esperienza nell’esecutivo e, forse, al suo futuro istituzionale. È una voce, certo. Ma non isolata. Qualcosa di più che un’ipotesi: Anna Maria Cancellieri al Quirinale. Per il ministro che ha riportato il governo alla commemorazione della strage di Bologna, in primavera potrebbero aprirsi le porte del Colle.

«Un po’ perché a questo governo andrà pur dato qualche riconoscimento» spiega il deputato berlusconiano Giuliano Cazzola, che da bolognese ha conosciuto la Cancellieri proprio durante la breve parentesi emiliana. «Un po’ perché ci sono buone probabilità che il successore di Giorgio Napolitano sia una donna (l’idea è dello stesso Napolitano, ndr)». E chi meglio del ministro degli Interni? Frettolosamente inserita da qualche commentatore in quota Udc, oggi la titolare del Viminale è uno degli esponenti di governo più apprezzati in Parlamento. Gradita tanto al centrodestra quanto al centrosinistra. Ma soprattutto al presidente della Repubblica, che la considera uno dei migliori tecnici dell’esecutivo.

Seria e determinata nelle occasioni ufficiali, chi la conosce racconta una donna molto alla mano. Simpatica e sorridente, la battuta sempre pronta. Per il momento lei preferisce respingere con educazione ogni ipotesi. «Se riesco a finire di fare il ministro dell’Interno sono molto contenta - ha spiegato una decina di giorni fa durante una visita ufficiale in Sicilia - E mi accontento pure». Intanto le voci girano, le indiscrezioni si infittiscono.

Anna Maria Cancellieri inizia la carriera direttiva presso il ministero dell’Interno nei primi anni Settanta. Diventando prefetto nel 1993. Anche per questo nei nove mesi al governo i paragoni con Margaret Thatcher si sprecano. Più per convenzione giornalistica che altro. Il primo ministro inglese è la “Lady di ferro”. Mentre da noi i prefetti, chissà perché, da Cesare Mori in poi sono tutti “prefetti di ferro”. Molto più calzante, semmai, il parallelo con la cancelliera tedesca Angela Merkel. A cui la unisce una curiosa somiglianza.

Immancabile collana di perle. Voce impostata, nasale. Particolarissima. In una bella descrizione sul Giornale, qualche mese fa Giancarlo Perna l’ha definita «profonda come il quieto ronfare di un orso». Ironizzando maliziosamente sul ministro: «Bisogna aiutarsi col movimento delle labbra per capire ciò che dice». Il miglior biglietto da visita sono i commenti di chi ha collaborato con lei. Su e giù per l’Italia. Dai primi passi a Milano alle prefetture di Vicenza, Bergamo, Brescia, Catania e Genova. Per finire a Bologna e Parma, le due città emiliane che ha guidato, da commissario straordinario, prima di essere chiamata al governo da Mario Monti.

Tra i primi a lavorare al suo fianco c’è Achille Serra. Oggi senatore dell’Udc, in passato prefetto di Roma. «Siamo amici da quarant’anni - racconta - Dai tempi di Milano. E parlando di lei non posso che descrivere un funzionario straordinario. Da ministro dell’Interno è sempre presente. Ma a differenza di altri non appare quasi mai. Non ama farsi pubblicità». Un salto di quasi quarant’anni e si arriva a Parma. L’ultimo incarico prima di arrivare al governo: una città amministrata per poco più di un mese nell’autunno dello scorso anno, in seguito al crack della giunta Vignali. I commenti sono simili. «Vuole sapere la nostra impressione? - racconta un funzionario del Comune - Il ministro è una persona capace ed esperta. Autorevole, certo. Ma molto affabile». Raccontano che nella città ducale ogni mattina il commissario dedicasse un’attenzione quasi maniacale alla rassegna stampa. «Da un’attenta lettura dei giornali - spiega un dirigente - riusciva a fare una radiografia completa alla città». Le conseguenze sono quasi paradossali. «Qui a Parma tanta gente ci dice che non la riconosce più. Dopo averla vista all’opera si aspettavano un ministro molto più attivo. Chissà, forse al Viminale è stata frenata dalla politica».

Un ministro che ha girato l’Italia. Ma, almeno idealmente, è rimasta sempre vicino alla sua città. Roma. La parlata di Anna Maria Cancellieri tradisce leggermente i suoi natali. Abbastanza, comunque, da giustificare un’irriverente macchietta realizzata dalla trasmissione satirica “The show must go off”, condotta lo scorso inverno da Serena Dandini su la7. Un esilarante personaggio al confine tra rugantino e la sora Lella. Da parte sua Anna Maria Cancellieri non fa mistero della sua romanità. Nella conferenza stampa di presentazione al Viminale chiarì subito la sua fede calcistica. «Tifo per la Roma e per Francesco Totti». Un’affermazione inattesa, che le ha fatto guadagnare, qualche giorno più tardi, un altrettanto inatteso regalo. La maglia numero dieci del capitano giallorosso. Ma anche qualche commento poco simpatico da parte del predecessore Roberto Maroni. Quando il Viminale decise di rivedere il progetto della tessera del tifoso, introdotto proprio da Maroni, il segretario del Carroccio si sfogò sulla sua pagina facebook: «Hanno vinto le tifoserie violente e le società come la Roma, di cui è tifosissima la ministra Anna Maria Cancellieri, che mai avevano accettato le regole». Neanche fosse una colpa tifare per i giallorossi.

Ma nel cuore del ministro non c’è solo la Capitale. Le sue radici sono in Libia. Il padre, ingegnere, viene da Tripoli. Dove prima di lui aveva vissuto anche il nonno. La svolta per la famiglia Cancellieri arriva con Gheddafi. Nel 1969 il colonnello conquista il potere, l’anno successivo gli italiani sono costretti a lasciare il Paese. Qualche tempo fa, in una conversazione con l’Associazione italiani rimpatriati dalla Libia, Anna Maria Cancellieri raccontava così l’incontro con il padre all’aeroporto di Fiumicino: «Un uomo distrutto, improvvisamente invecchiato, quasi malato di dolore e incredulità per aver perso ogni suo avere». Della Libia rimane il ricordo delle vacanze estive. «Le estenuanti nuotate in quel mare bellissimo, le gite a Leptis Magna e Sabratha», come riporta un recente articolo pubblicato da Italiani d’Africa.

Poi c’è Milano, dove Anna Maria Cancellieri ha iniziato il suo lavoro. La città d’adozione. E Bologna, dove Roberto Maroni la invia come commissario straordinario per guidare il capoluogo dopo le dimissioni di Flavio Delbono. Con la città emiliana si crea un legame forte. Un amore corrisposto. L’esperienza del ministro viene apprezzata quasi da tutti. Da Gianfranco Fini e da Romano Prodi. Tanto che alla fine del mandato l’Udc le chiede di candidarsi a sindaco. Lei rifiuta, con educazione. Ma quando nel novembre 2011 sale al Viminale, qualcuno propone di riconoscerle la cittadinanza onoraria. In Consiglio comunale esplode la polemica. I partiti più critici verso il governo Monti si oppongono, ne fanno una battaglia personale. Alla fine, per evitare problemi, è la stessa Cancellieri a rifiutare il riconoscimento. A Giuliano Cazzola, che ne aveva preso pubblicamente le difese, la titolare degli Interni manda una lettera di ringraziamenti. «Una bella lettera - ricorda oggi il deputato - Recentemente avevo anche deciso di incorniciarla, ma non riesco più a trovarla».

E poi la Sicilia. Il marito di Anna Maria Cancellieri è originario di Catania. Il farmacista Nuccio Peluso, conosciuto in Libia durante le vacanze estive. Anche lui figlio di una coppia di italiani rimpatriati. Nel 2007 è lei il prefetto della città etnea quando durante gli scontri che seguono il derby Catania-Palermo muore l’agente di polizia Filippo Raciti. Uno dei momenti più difficili della sua carriera. Dolori, ma anche gioie. A Catania il ministro può dedicarsi attivamente a una delle sue più grandi passioni. La musica lirica. Nel 2009 viene nominata commissario al Teatro Massimo Bellini. Una vicenda macchiata da un’indagine della procura per abuso d’ufficio. Si ipotizzano spese troppo alte per alcune consulenze. Alla fine le accuse si risolvono in un nulla di fatto. L’amore per l’Opera accompagna ancora il ministro. A Bologna la Cancellieri si adopera per il Teatro Comunale, a Parma per il Teatro Regio. Ecco perché tra i cinque ministri presenti a Verona lo scorso giugno - accorsi alla prima dell’Arena per il Don Giovanni di Mozart - l’unica presenza che non stupisce è proprio quella della titolare del Viminale.

Tanti successi e riconoscimenti. Eppure l’esperienza al governo del ministro Cancellieri ha rischiato di rimanere nella memoria degli italiani per una gaffe. Una dichiarazione forse male interpretata, che per alcuni giorni scatena feroci polemiche. Il 6 febbraio, durante un’intervista, la titolare del Viminale critica i giovani: «Noi italiani, spiega, siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà». Mario Monti è da poco reduce dalla maldestra uscita sulla “monotonia” del posto fisso. Lei si scusa subito per «una frase infelice che è suonata come una mancanza di rispetto». Ma sono inevitabili gli strascichi che finiscono per coinvolgere anche il figlio Piergiorgio, un passato in Unicredit, ora direttore generale di Fondiaria Sai.

Nella corsa al Quirinale di certo non le fa difetto il profilo istituzionale. Quasi patriottico. A qualcuno è rimasto impresso il suo intervento alla trasmissione “Che Tempo che fa”, lo scorso inverno. Qualche giorno prima, in una manifestazione della Lega Nord a Milano, la Digos aveva deciso di rimuovere una bandiera italiana, per evitare disordini. Intervistata da Fabio Fazio, Anna Maria Cancellieri si lascia andare a un’accorata difesa del Tricolore. «Sicuramente, per la bandiera è meglio rischiare. Difenderla con il proprio corpo. Ma mai toglierla, mai ammainarla. La bandiera va sempre tenuta alta. Sulla bandiera si combatte». Quasi uno spot per il Quirinale. 

: Bologna / cancellieri / interni / Monti / quirinale / viminale

Comments

Anna's picture
Inviato da: Anna
19 April 2013 - 14:58

Ideale la ministra Cancellieri anche per noi sordi... E' molto sincera e sicura che dà garanzia all'Italia, che si è persa in questi ultimi anni....
Cari grillini, fate un po' di carità ... votate Cancellieri.. così finiamo tutto e ricominciamo nel modo migliore con la nostra Patria... altrimenti che senso ha continuare con le vostre buffonate e Beppe Grillo ritorni a fare il comico e il VIP

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
15 April 2013 - 07:41

sarei contento se al quirinale ci andasse la cancellieri e' forte e potente e piu' elegante della merkel sa ascoltare quel che dice la gente e i collleghi di lavoro e non la manda a dire percio' mi piace come donna e come italiano sarei orgoglioso che guidasse l'italia una donna come la cancellieri tanti auguri anna maria e spero di vederla sul colle

anto82's picture
Inviato da: anto82
5 August 2012 - 20:13

@ claudio
Sono italiana, non italiota. Stammi bene

anto82's picture
Inviato da: anto82
4 August 2012 - 18:40

Applausi, si.... Ma cosa ha fatto finora? Nessun provvedimento necessariamente impopolare, nessuna riforma da poter essere fischiata o applaudita, appunto. Per la serie, meno fai meno ti esponi

anto82's picture
Inviato da: anto82
5 August 2012 - 00:08

ho solo espresso un'opinione come tante, per cui non mi pare il caso di partire con intemerate sul da chi o da cosa ci si merita di essere governati. Conosco molto bene la realtà di Bologna e non mi pare durante il suo mandato abbia dovuto affrontare barricate politiche o grosse contestazioni per ordine pubblico o provvedimenti sociali, che sono poi quelli che generano uova e fischi di piazza, nè che i conflitti di una città possano essere paragonati a ciò che serve al risanamento nazionale. In realtà è una persona che stimo molto, al punto che se si fosse candidata l'avrei votata come sindaco, ma sicuramente in questo governo è una di quelle che finora ha dovuto esporsi meno in termini di lavoro sporco, e questo era ciò che intendevo dire, visto che nel post originale si alludeva all'unico ministro che riceve solo applausi. In quanto al coraggio, è chiaro che non le manca, ma Bologna per lei non era l'arena, è una città dove sa di essere di casa, il rischio di fischi nei suoi confronti era minimo

claudio's picture
Inviato da: claudio
5 August 2012 - 16:29

E io ne ho espressa un'altra. La realtà di Bologna la conosco molto bene anche io, per quanto riguarda l'ordine pubblico ti cito una situazione su tutte: l'omicidio Raciti. che a occhio e croce mi sembra una bella grana. Per quanto riguarda il lavoro sporco all'interno del Governo stiamo facendo esattamente lo stesso ragionamento: attualmente abbiamo diversi scioperi, la val di Susa e altre parecchie situazioni che generano preoocupazione ma vengono affrontate con serietà dailogo e fermezza allo stesso tempo. Che è molto più difficile da fare in modo continuativo. Pensa al governo Tambroni ( ci sono secondo me molte affinità con quel periodo tra l'altro). Detto questo sul fatto di essere di casa a Bologna siamo d'accordo ma sul rischio minimo di fischi proprio no! Pensa solo a tutte le polemiche sulla cittadinanza onoraria. Quindi ripeto, sei l'emblema dell'italiota che deve criticare a priori, che ha sempre il "si però". Ma si però cosa? c'è solo da fare un applauso enorme a questo governo e alla Cancellieri in primis

claudio's picture
Inviato da: claudio
4 August 2012 - 22:13

@anto82

A parte che se ti vai a leggere la sua storia il Ministro di scelte impopolari ne ha fatte eccome durante la sua carriera. Non ultimo durante la sua "reggenza" a Bologna. Detto ciò non è che uno debba per forza fare gesti eclatanti per essere apprezzato. C'è anche chi dice che è più difficile confermarsi ad ottimi livelli, l'exploit può capitare a tutti.

Infine, e non è assolutamente cosa da poco, la scelta di andare a parlare sul palco della strage di Bologna dopo 2 anni di assenza del Governo mi sembra una scelta assolutamente coraggiosa. E che è indicativa delle "palle quadre" di questa Signora.

Ma come al solito in Italia c'è sempre qualcuno pronto a criticare a priori. Continuo a pensare sempre di più che vi meritiate i berlusconi, i fini, i di pietro, i grillo, i gasparri e i bersani.

Ma potevamo vincere la guerra? era IMPOSSIBILE!!!!!

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
4 August 2012 - 16:18

consideriamo anche le cene con ligresti (salvatore) e le vacanze con ligresti (antonino, fratello dell’ingegnere di paternò). Paternò connection uber alles.

nonlabevo's picture
Inviato da: nonlabevo
28 April 2013 - 19:37

Ecco. Ma cos'è questo? Il sito 'Cancellieri santa subito?' Il rapporto con Ligresti c'è eccome, ha ragione l'Anonimo sulla Paternò connection. E il maritonzolo farmacista condannato per truffa ai danni dello stato per le fustelle taroccate (un affare gestito dalla mafia)? Aprite gli occhi, idioti!

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
4 August 2012 - 17:48

Paterno connections mica tanto....considerando che il figlio Piergiorgio Peluso ha praticamente fatto fuori Ligresti dalla Fonsai non credo che il Ministro sia in ottimi rapporti con Salvatore Ligresti. E se ci mettiamo che poi Salvatore Ligresti ed il fratello non sono in buoni rapporti neanche loro direi che l'anonimo delle 16.18 non ne ha presa una

claudio's picture
Inviato da: claudio
4 August 2012 - 15:30

La numero 1!

ippazia's picture
Inviato da: ippazia
4 August 2012 - 14:49

non mi dispiacerebbe, anzi, mi farebbe davvero piacere una donna al Quirinale, finalmente! E la ministra Cancellieri, a tutt'oggi, sembra la persona più equilibrata e competente. Ma non paragoniamola ad Angela Merkel, non lo merita. Se possibile è ancora meno attraente, ma sicuramente più simpatica!

Post new comment

The content of this field is kept private and will not be shown publicly.
By submitting this form, you accept the Mollom privacy policy.