“Così ci siamo ribellati al concorso truccato”
Davide
Un concorso truccato, un lavoro importante. E una Commissione che non solo non segue le regole, ma l
Questa è la mia testimonianza di ciò che ho visto e pensato lo scorso 12 giugno in occasione della prova, poi annullata, per Procuratore dello Stato. La rabbia che ho provato è enorme. Altrove, questa rabbia si potrà tradurre in esposti, o denunce. A me non viene altro che questa lettera personale (ma, d'altra parte, che fare?) Spero perdoniate la lunghezza e il tono a volte presuntuoso. Lunga è lunga, presuntuosa non vuole proprio esserlo.
Premessa:
In Italia chi fa causa allo Stato – scuola, università, ospedale, carabinieri, polizia, commissari di governo, prefettura, ministeri, enti nazionali etc – va davanti a un giudice – civile, penale, amministrativo, tributario – e cerca di ottenere tutto ciò che, sul piano del diritto sostanziale, avrebbe diritto di avere. Il privato è rappresentato da un avvocato assunto secondo i propri desideri e le proprie possibilità: il giovane avvocato, il grande studio, etc. Lo Stato è rappresentato dall'Avvocatura dello Stato, la quale svolge appunto la funzione di rappresentanza dello Stato in giudizio e di consulenza per le singole amministrazioni.
Vi sono due figure che rappresentano lo Stato, entrambe inserite nell'Avvocatura: il Procuratore dello Stato e l'Avvocato dello Stato. La distinzione è meramente interna, gerarchica e di carriera. Per divenire Procuratore è sufficiente la laurea in giurisprudenza, per divenire Avvocato dello Stato o si è procuratori, avvocati, magistrati, professori universitari o dipendenti pubblici. In tutti e due i casi, vi è un concorso (anche se per una di quelle solite leggi italiane, dopo 8 anni da Procuratore si diventa automaticamente Avvocato dello Stato, pure se non si è superato l'esame da Avvocato dello Stato).
Così come è necessario che un magistrato riceva uno stipendio elevato (sì da ridurne la possibilità di corruzione e altro), così il singolo avvocato dello Stato riceve uno stipendio molto alto: che io sappia (ma posso sbagliare) si tratta di uno degli incarichi pubblici più pagati. Per dirvi, appena entrato in servizio, il Procuratore dello Stato riceve lo stipendio di un magistrato cui può aggiungere le propine (una parte dei soldi ottenuti nel singolo giudizio in caso di vittoria.
Nessun avvocato di Napoli a trent'anni vede quella cifra.
Questo spiega perché il concorso per divenire Procuratore dello Stato sia uno dei più ambiti.
Prestigio, soldi, possibilità di incidere sulla realtà, confronto quotidiano con la Pubblica Amministrazione. Il lavoro non è ambito solo perché ben pagato: a Napoli – dove paradossalmente lo Stato è molto presente (non esiste ditta che non abbia incentivi statali, non esiste famiglia che non abbia un dipendente pubblico, non esiste buca in strada che non abbia dato luogo ad un contenzioso per incidente etc) – l'Avvocato dello Stato ha la concreta possibilità di capire la realtà, di vederla, di toccarla quotidianamente. Anche per questo è bello.
Come il concorso in magistratura, anche il concorso per Procuratore dello Stato è finanziato con i soldi ricavati da parte del versamento che ogni cittadino è tenuto a pagare allorché avvia un giudizio. Lo scorso 12 giugno a Roma si è tenuto il concorso per 3 posti da Procuratore. Lo Stato, cioè, ha indetto un pubblico concorso per individuare tre persone cui affidare la propria rappresentanza in giudizio. L'unico requisito per partecipare a questa prova è avere meno di 35 anni e avere una laurea in giurisprudenza.
Vi sono state 3600 domande per 3 posti. Si sono presentati poco meno di 1000 candidati (per la precisione 980). Tra questi anche io.
Il concorso
Il concorso, evidentemente molto ambito e importante, prevede una prova scritta e una prova orale. La prova scritta prevede tre temi nelle tre materie più importanti per un avvocato: civile e proc civ; penale e proc. pen; amministrativo e proc. amm. Quest'anno onde evitare alla Commissione la correzione di tutti i temi dei candidati, si è pensato di fare una prova pre-selettiva. Chi avesse superato la prima prova (un tema in una delle tre materie), avrebbe avuto il diritto di svolgere le altre due prove scritte e, eventualmente, l'orale.
Il concorso è stato fissato per il 12 giugno. Il giorno prima tutti i candidati hanno dovuto portare i propri codici presso la sede del concorso - un albergo a Roma - onde consentirne la verifica e l'approvazione. Nel concorso a Procuratore dello Stato è ammessa la consultazione della semplice norma e non del commento della dottrina (scritto professori) o della giurisprudenza (fatto da giudici). Il candidato - tutti i candidati - può consultare unicamente il dato normativo e non altro.
Io ho portato tre codici di un mio amico che di recente aveva fatto il concorso in magistratura. Un codice, generalmente, costa più di 50 euro. La spesa è importante e rilevante.
Il giorno successivo la consegna dei codici alle ore 8,30 i candidati hanno varcato i cancelli e, dopo un ridicolo controllo (ha il cellulare? cosa c'è nella borsa?) da parte di un esiguo numero di sorveglianti, hanno preso posto in una delle quattro sale predisposte. Ognuno dei candidati ha un suo banco, con sopra i suoi codici e i fogli: alcuni di questi avevano il timbro vivo e la firma della commissione, altri erano una ridicola fotocopia. Sul banco non vi erano le buste.
Come saprete, nei concorsi pubblici (anche di dottorato, notoriamente concorsi molto chiacchierati in Italia) la regola aurea prevede che chi corregge non sia in grado di risalire all’autore del testo che sta leggendo. Per fare ciò, si consegna al candidato una grande busta dove mettere il proprio elaborato e, insieme, una piccola busta dove mettere il proprio numero identificativo. La commissione apre la busta, legge la prova. Poi apre la bustina, legge il numero, dà il voto della prova al numero e solo alla fine si procede all'identificazione del numero con il candidato.
Al concorso per Procuratore dello Stato non è sembrato doveroso fornire queste buste.
Dopo che i candidati hanno preso posto, ore 10, la Commissione ha ritenuto di dover fare l'appello dei... 980 candidati. Si badi che prima di entrare nelle varie sale dove vi erano i banchi, ognuno di noi ha dovuto esibire carta d'identità: non vi era, quindi, una sola ragione per procedere all'appello che è durato 90 minuti ed è stato una vera e propria buffonata. Vi era un solo guardiano che girava per la sala in attesa di sentire “presente” da parte del singolo candidato. In altre parole, chiunque poteva dire presente, non vi è una sola prova che sia stato proprio io, Davide a dire che Davide era presente.
Dopo l'appello, la Commissione – avvocati dello Stato e un giudice – sorteggia la materia. Come detto, vi sono tre materie, quindi tre buste. Aperta la busta si comunica ai candidati la materia. Regola di buonsenso vuole che si aprano anche le altre buste, così da dimostrare che ogni busta contiene una materia. Così non è stato: la Commissione ha ritenuto di potersi discostare nuovamente dal regolamento e di dare lettura unicamente della materia contenuta nella busta sorteggiata.
Letta la materia, la commissione si ritira – a suo dire per 30 minuti – per scrivere... le tracce della materia sorteggiata. In quel momento, la Commissione invita a togliere cellulari, ad andare in bagno e altro. Quindi: conosciuta la materia ogni candidato aveva il tempo di chiamare, andare in bagno, parlare con chiunque . Questo nel concorso più ambito d'Italia e finanziato con soldi pubblici.
La commissione rientra dopo le 13. Oltre 90 minuti dopo. Il clima è nervoso.
Per me, questo di cui vi parlo è il primo concorso per un lavoro. Sinora ho fatto un concorso a 18 anni, e poi due di dottorato. Tutti più seri. Attorno a me ci sono: dottori in giurisprudenza, avvocati, uditori giudiziari, magistrati.
Una volta rientrata la Commissione, chi ha più esperienza manifesta le proprie perplessità: si tratta di una ventina di persone che pretendono di avere le buste prima di scrivere. 90 minuti per scrivere una traccia è un tempo irragionevole e si diffonde la preoccupazione che la Commissione abbia potuto fare anche qualcosa di più: vi è chi teme che i commissari abbiano scritto qualche tema per poi inserirlo in certe buste... A me sembra una follia ma una trentina di persone sono molto preoccupate.
Il presidente della Commissione (Salvatore Messineo, avvocato dello Stato di Roma, molto importante) risponde in modo arrogante: «Se il concorso non vi pare regolare, andate da un giudice». E si mette a ridere.
In quel momento un mio conoscente mi invita ad andare a capire cosa stesse succedendo. Io sono nella seconda sala, mentre la commissione è nella prima. Lì regna la confusione: 20-30 ragazzi si trovano sotto la Commissione a chiedere l'apertura delle altre due buste contenenti le materie non sorteggiate e a chiedere le buste per gli elaborati. La risposta è sempre identica: risate e risate. «Se non vi piace questo concorso, andatevene da un giudice». (In Italia la giustizia non è concessa al singolo privato: i procedimenti, carissimi, sono lunghissimi. Il presidente della Commissione sapeva bene che nessuno sarebbe andato davanti a nessun giudice).
Il caso, però, ha voluto dare una mano a chi domandava un concorso pulito, ossia regolare: mentre una trentina di persone protestava e veniva derisa, una ragazza si accorge che sul tavolo della candidata F. si trovava in bella vista un codice civile commentato con tanto di timbro della Commissione che il giorno prima avrebbe dovuto verificare i codici. Qui è cominciato il delirio.
Ogni candidato ha speso almeno 150 euro di codici, ha speso almeno 150 euro di albergo e chissà quanto di trasporto; ha dovuto chiedere soldi ai propri genitori; ha chiesto a se stesso sacrifici e dedizione per lo studio del concorso; ha pochissime ore di sonno alle spalle ed un livello di concentrazione prossimo allo zero(sono le 14!). Ogni candidato è lì per trovare un lavoro, un lavoro da ottenere in virtù dei propri studi.
All'improvviso ogni candidato si è scoperto raggirato: due ragazze avevano due codici timbrati dalla Commissione addetta al controllo dei codici che non potevano essere là**. Questi codici commentati contengono spiegazioni, decisioni, precedenti. Ovvio: non contengono la soluzione, ma il concorso non è inficiato solo se qualcuno conosce la soluzione. È inficiato ogniqualvolta non vi è uguaglianza in partenza. I 100 metri io li corro anche, contro Bolt, ma a condizione di partire dallo stesso punto. Non ho il diritto ad arrivare primo, ma avrò pure il diritto di partire insieme!
Che io sia un fesso mi è chiaro e me lo dico tutti i giorni, ma essere trattato come un cretino non lo accetto.
Quando ci siamo resi conto che due ragazze avevano due codici commentati timbrati dalla Commissione, la rabbia è arrivata a livelli folli.
Io, personalmente sono impazzito. Ho urlato di tutto contro il presidente della Commissione, convinto la polizia penitenziaria delle nostre ragioni (non hanno mosso un dito contro i candidati), offerto al Presidente della Commissione il mio perdono in cambio delle sue scuse, bloccato chi diceva cose non vere e la buttava in politica, evitato scontri tra i candidati. Evidentemente devo aver fatto qualcosa di eccessivo, perché un poliziotto mi ha chiesto di «allontanarmi dal casino».
In questo delirio, infatti, la Commissione ha ben pensato di chiamare la polizia in tenuta antisommossa. Alle 15 lo scenario era il seguente:
commissione accerchiata da dipendenti, accerchiati da polizia in tenuta antisommossa. I poliziotti e i dipendenti supplicavano il presidente: «annulla, annulla il concorso così non si può fare».
L’Avvocatura esiste da 150 anni e mai un concorso era stato annullato. Il concorso si annulla per irregolarità, per disordini o per tardività: la prova non può finire il giorno successivo, per cui le otto ore previste per l’elaborazione del tema impongono di iniziare prima delle 16. Il Presidente della Commissione – Messineo avvocato che punta(va) a divenire il supremo Avvocato Generale dello Stato – decide di leggere la traccia. La legge male, ma le persone comprendono che o si resiste o ancora una volta il concorso si sarebbe consumato nella piena irregolarità: no buste, codici commentati, polizia, etc.
Tenete presente che a fare il concorso non vi ero solamente io – con le mie presunte idee, sensibilità etc. – vi erano persone più esagitate o meno esagitate, vi erano ragazzi più giovani e magistrati affermati, avvocati e neolaureati. La situazione era delirante, ma cresceva la rassegnazione: una volta dettata la traccia il concorso è partito. Avevamo visto arroganza e imbrogli, ma il tempo era partito!
Qui, qualcuno ha fatto una cosa spettacolare: abbiamo smesso, tutti, di fischiare, muovere banchi, urlare e insultare.
E abbiamo cantato l'inno.
Chiaramente, che fosse l'inno italiano, non c’entra nulla. La cosa importante è che a fronte di tanta arroganza impunita e manifesta, di imbrogli che si ripetono, di tanto merito senza carriera e di tanta carriera senza merito, i candidati abbiano opposto l'inno: la voglia di sentirsi parte di una comunità, di unità, di avere un paese normale è diventato l'arma con cui chi si è affidato allo studio per trovare un lavoro ha cercato di bloccare l'ennesimo concorso farsa.
E infatti, anche se il Presidente della Commissione avesse dettato la traccia, grazie all'inno cantato a squarciagola da 500 persone la dettatura era priva di senso: nessuno ha sentito ciò che il Presidente ha detto. Allora, ha dato ordine di distribuire fotocopie della traccia, ma ne ha date solo 300, per cui si è finiti per fare il concorso tutti insieme: dinnanzi a questo fallimento, anche lui ha dovuto annullare la prova.
Io, in quell’occasione, sapevo che avrei potuto perdere il controllo: sono stato più volte sull'orlo di fare cose di cui mi sarei vergognato: ho pensato seriamente di sputargli in faccia, di saltare addosso a chi aveva introdotto i codici commentati.
L'inno mi ha ripagato di tutto lo schifo. Io sono uno che l’inno lo canta solo per le partite della Nazionale, solo ogni quattro anni insieme ai calciatori. Per quanto possa difendere l'unità del paese, spesso provo i brividi al pensiero che la parola "italiano" possa essere aggettivo della mia persona. Come dicono in tanti, non mi sento italiano.
L'altro giorno, però, l'inno è stato qualcosa di diverso: quel canto è stato la manifestazione che davvero «chi difende tutti difende se stesso». Qualcosa sta cambiando. Se chi l'altro giorno cantava l'inno avrà un giorno un ruolo nella classe dirigente, il futuro - che noi non abbiamo - di questo paese sarà roseo.
Concludo questa lunga lettera con tre pensieri:
Il primo. Sarà la crisi, ma le persone, soprattutto direi i giovani, sono stanchi e nervosi. Stanchi di concorsi truccati e irregolari. Stanchi di dover dire ai propri parenti che si deve ancora studiare, aspettare, pagare. Stanchi di vedersi lontano da tutto, di non riuscire a vedere un percorso o futuro. Non è stanchezza il termine giusto, lo so. C'è rabbia, una rabbia che chi studia, generalmente, non conosce.
Qualcosa è cambiato. Messineo e gli altri, arroganti, che tutti noi conosciamo e vediamo (in dipartimento come in Tribunale) chissà, forse prima o poi pagheranno, ma qui e ora qualcosa è cambiato. Si dice in giro che lo spread ha dimostrato che Berlusconi è un lusso che l'Italia non si poteva permettere; forse è il medesimo spread a trasformare il solito concorso irregolare in un lusso che non ci si può permettere. Forse, sentendo l’inno, mi è sembrato che qualcosa sia cambiato: la domanda di legalità non viene più (solo) da modelli calati dall’alto, ma parte dal nostro quotidiano, dalla realtà che tutti noi viviamo. Chi ha studiato non ha più spazio per indifferenza, rassegnazione o altro. La legalità è diventata un diritto (una pretesa) e non è più soltanto un valore.
Il secondo. Non fermarsi. Affidatevi a chi volete, ma non fermiamoci. Non molliamo. Studiamo di più e meglio, sempre. Non è il sapere il traguardo di chi studia, ma il fare qualcosa.
E, infine, il terzo. Tempo fa una persona che stimo mi ha detto: ma perché da noi – praticanti avvocati costretti ad attendere la lotteria prima di guadagnare, dottorandi succubi di logiche mafiose, lavoratori non pagati etc – non c'è un Bouazizi?»... Io ho una mia risposta, ma la domanda è attuale. Almeno credo.
*Si tenga presente che il codice commentato era (guarda caso) proprio della materia sorteggiata, ed era di una figlia di un Avvocato di Stato, vale a dire di un collega della commissione. La ragazza non è stata espulsa.

Comments
una domanda sorge moltooo spontanea...perchè a quello schifo, e dopo che tante testimonianze "scritte" hanno svelato il evro motivo per cui è stato annullato il concorso...nessuna procura si è mossa per indagare sulle responsabilità e corruzione che stanno insabbiando tutti i concorsi pubblici? la mia domanda è...se il sistema è questo, e se magistrati e procuratori rappresentano "la legge" discesa dall'oblio della teoria sulla terra, e se ambire a questi ruoli è sintomo di una forte sensibilità contro il crimine in generale e contro le irregolarità del vivere civile, allora... la legge è un'arma in mano a chi lotta per farla applicare...o disarma proprio colui che per primo dovrebbe battersi per essa? perchè ANCORA UNA VOLTA questo sterile oblìo ? è l'ennesimo tentativo di farvi affogare ideali e certezze che potrebbero salvare la vita delle istituzioni italiane! il marcio è dentro casa, non fuori dalle mura domestiche dello Stato, e se prima si andava incontro anche alla morte pur di portare avanti questi ideali, oggi...a questi ideali non si dà nemmeno più ossigeno per restare in vita.
potete aggiungere al concorso per avvocato dello stato e a quello bandito dall'agenzia delle entrate i seguenti: concorso per 5 posti di dirigente amministrativo al ministero affari esteri, concorso per dirigenti dell'area promozione culturale del ministero affari esteri, concorso diplomatico 2012, concorso per num. 11 funzionari dell'area promozione culturale, i concorsi nei comuni, il concorso per dirigenti scolastici. in generale, il problema della trasparenza nei concorsi pubblici, che non si ferma certo alle regole ormai stranote e spesso disattese relative alle modalità di gestione delle prove scritte, è il fatto che il valore della prova orale viene di fatto vanificato, riducendola a una mera ratifica di una selezione che in realtà si fa allo scritto...con la scusa dell'insindacabilità nel merito dell'operato della commissione...questo governo di tecnici che vuole tanto insegnarci come si sta al mondo, dicendoci che non dobbiamo essere " choosy"...perchè non si sente in dovere di verificare come vengono composte le commissioni di concorso ( alla faccia della forma...), come vengono selezionate le nuove leve della dirigenza...di quanta discrezionalità di fatto dispongono le commissioni esaminatrici, e se essa non sia eccessiva...se le famose soglie di ammissione non siano di fatto eluse per consentire di stabilire a monte chi deve e chi non deve passare. io non voglio andarmene dall'italia. voglio che questo paese, anche con il mio contributo, cambi e diventi meno simile a una repubblica delle banane
salve a tutti, sono una praticante-avvocato nonché neo-laureata. la mia aspirazione più grande è vincere il concorso per uditore giudiziario, ma solo al pensiero dello schifo che impregna i concorsi pubblici la tentazione di arrendersi prima di combattere è grande,Tuttavia cerco nei miei ideali la forza e la caparbietà giusti per continuare a crederci e continuare a studiare in vista del concorso.Cantare l'inno d'Italia è stato, a mio dire, un urlo di rivedicazione della propria nazionalità, l'appartenenza ad un Paese che ha sofferto tanto per riscattare la propria dignità di nazione, e che nel canto del proprio inno ritrova, ogni volta, e sempre con maggior intensità, l'anima di un popolo assetato di giustizia e di legalità, rivivendo ad ogni ritornello il sangue sacrificato dei nostri padri, di guerra e di giustizia. il senso concreto e morale di legalità è ninfa che manca finanche nelle membra delle istituzioni, delle care istituzioni, corruzione inaccettabile e dilagante che tinge di mafia il ritratto tanto sudato e ancora sanguinante della tanto ambita "democrazia".Intelligenti pauca.
Bellissimo il canto dell'inno in segno di richiesta di legalità, ho sostenuto due volte il concorso di magistratura e la prima volta nel 2010 è successa una cosa molto simile e sono stati trovati codici commentati, siamo stufi di gente incompetente in posti di potere se ne devono tutti andare, se le persone si rendessero conto che la forza vera è nelle nostre mani cacceremmo questi immorali corrotti e incapaci soggetti
mi sono sentito orgoglioso di essere italiano.
grazie
Grazie, davvero
Spero che quanto han fatto questi ragazzi candidati al concorso di avvocatura sia da ESEMPIO e dia CORAGGIO a molti altri candidati nei prossimi concorsi pubblici: dai concorsi per i piccoli Comuni, ai concorsi per l'ULSS, a quelli per l'Università....e chi più ne ha, più ne metta!!!
Se tutti iniziassero ad ostacolare/ostruire questa modus operandi, forse prima o poi qualcosa cambierebbe!! L'INDIFFERENZA e la MANCANZA DI INDIGNAZIONE ALIMENTA QUESTA PRASSI VIZIOSA!! Se non riusciamo a capire questo, se non reagiamo anche nel nostro piccolo, non cambierà mai nulla!!!
Vi siete mai chiesti cosa faccia il figlio di Giorgio Napolitano? Evvvviva la meritocrazia!!!
http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/07/vi-siete-mai-chiesti-cosa-...
@Davide, bell'articolo. Anch'io ho degli amici che hanno provato a sostenere il concorso; condivido anche con te lo scoramento ed il senso di impotenza che mi pervadono ogni volta in cui sento certe notizie...consolati pensando che le nostre aspettative di vita sono (statisticamente) maggiori delle loro, e che forse qualcuno di noi farà in tempo a cambiare qualche cosa.
@Donatella, vorrei solo dire che forse prima di urlare all'ingiustizia del sistema bisognerebbe farsi un accurato esame di coscienza e chiedersi se il problema sia veramente da cercare altrove. Non te la prendere, ma sono proprio testimonianze come le tue che tolgono credibilità alle legittime accuse di chi ha veramente fatto i conti con un sistema corrotto. Nel caso dell'esame per l'abilitazione alla professione forense (che non è un concorso!) direi che la questione è del tutto diversa. Innanzi tutto la procedura mi pare sia stata rispettata, e poi, secondo la personale esperienza, ti posso dire che tutti coloro che all'università erano notoriamente riconosciuti come "bravi" non hanno mai ripetuto l'esame più di 2 o 3 volte. Certo, ci sono criteri di aleatorietà nello scritto ma all'orale non mi è mai capitato di vedere grosse iniquità (c'è solo il rischio di trovare un pessimo commissario, ma la commissione è composta da 5 elementi e ciò non basterebbe comunque per essere bocciati). Scusami, io non ti conosco, ma posso chiederti perché mai hai dovuto spendere soldi in alberghi? Che io sappia l'esame per l'abilitazione dovrebbe essere sostenuto nel distretto di corte d'appello dove si è svolta la pratica, quindi non vedo la necessità di arricchire gli albergatori. Poi, scusa ancora, ma se i tuoi scritti contenevano tutti gli errori di grammatica e sintassi che contiene il tuo commento, forse il motivo delle tue bocciature non è da ricercare nella corruzione del sistema...
Nulla da dire, solo fare i complimenti.
Anche io ogni volta che leggo di queste ingiustizie mi viene da dire "vivo in un paese di merda" (e forse è vero), ma leggendo anche di chi canta l'Inno d'Italia in una situazione simile mi da la sprinta per andare avanti, nello studio, nella vita.
Grazie, mi hai dato la speranza di andare avanti ancora un po.
Ormai siamo nauseati e dobbiamo reagire , non regalare soldi, io 7 volte l'esame di abilitazione, tra alberghi interessi tra loro una volta a bologna due volte a rimini perche' devono guadagnare, interessi con i manuali un anno avevo pari pari la traccia perche' casualmente avevo preso i mini della mondadori, caso vuole che quell'anno l'accordo era con la mondadori , ma non passato,,,,ogni foglio lo devi consegnare con marc da bollo ,,assurdo la tua laurea registrata la devi bollare,,,,e prenoti 4 mesi prima l'albergo, e ti devi portare mangiare e medicine per 4 giorni e non bere perche in bagno non si va,,,,,uno schifo...mi piace la grande osservazione non e' lo studio ma la voglia di fare e sn 12 anni in questo sistema scandaloso che ti trovi a fre tantissimi lavoretti, false promesse e tipologie contrattuale,,,che la rabbia aumenta sempre di piu'......schifoso sistema italiano, dove non vogliono far crescere la cultura, dobbiamo rimanere ignoranti, classico motto non devono crescere ne morire e se qualcuno ci riesce ti obbligano a farlo dopo una certa eta' classico poi requisito di ammissibilita' noi giovani dobbiamo ribellarci per il no al voto..astensione altrimenti anche le schede bianche raccimolano, in germania ogni studente fa pratica e si inserisce nel mondo del lavoro,solo in italia il piu grande scandalo....per prendere una abilitazione cm avvocato devi fare 3 giorni di concorso,,,,sn troppi bravi a fare soldi,,,,,noi giovani noi laureati noi che ci siamo fatti un mazzo non dobbiamo andare a fare concorsi, non dobbiamo fare numero e no dobbiamo stare a questi giochetti tipici in tutta italia
Tempo fa una persona che stimo mi ha detto: ma perché da noi – praticanti avvocati costretti ad attendere la lotteria prima di guadagnare, dottorandi succubi di logiche mafiose, lavoratori non pagati etc – non c'è un Bouazizi?"
Be', visto che ci tieni tanto, potresti cominciare col dare il buon esempio dandoti fuoco al prossimo concorso! Vedrai che altri ti seguiranno e comincerà una bella rivoluzione!
Paese Ridicolo...
Concorsi Ridicoli...
Rappresentati dello stato Ridicoli...
Tutti sono Ridicoli e ci stanno Ridicolizzando anche noi
poveri cittadini,studenti,lavoratori....
Siamo costantemente Insultati dallo Stato e da
chi lo dovrebbe Rappresentare,trattati come nullità
che non hanno nessuna funzione , nessuna dignità,
nessuno scopo...
In Italia se non conosci qlc ... non SEI NESSUNO
Tempo fa una persona che stimo mi ha detto: ma perché da noi – praticanti avvocati costretti ad attendere la lotteria prima di guadagnare, dottorandi succubi di logiche mafiose, lavoratori non pagati etc – non c'è un Bouazizi?»
Be', per cominciare, visto che ci tieni tanto, potresti dare il buon esempio e darti fuoco durante il prossimo concorso! Vedrai che qualcuno ti seguirà e comincerà un bella rivoluzione!
È per non vivere queste situazioni che sono emigrato.
A volte mi sento un vigliacco ma poi pensandoci bene, queste cose avvengono da sempre in italia e sempre continueranno ad avvenire. È nel dna degli italioti rassegnamoci. tornero per la pensione quando mi importera solo di dare da mangiare ai piccioni
È per non vivere queste situazioni che sono emigrato.
A volte mi sento un vigliacco ma poi pensandoci bene, queste cose avvengono da sempre in italia e sempre continueranno ad avvenire. È nel dna degli italioti rassegnamoci. tornero per la pensione quando mi importera solo di dare da mangiare ai piccioni
È per non vivere queste situazioni che sono emigrato.
A volte mi sento un vigliacco ma poi pensandoci bene, queste cose avvengono da sempre in italia e sempre continueranno ad avvenire. È nel dna degli italioti rassegnamoci. tornero per la pensione quando mi importera solo di dare da mangiare ai piccioni
Non so se siano vere le percentuali che riporti e poco mi importa.Nessuno si chiede mai quale sia la percentuale dei figli di Notai che partecipa al concorso e quanti concorsi abbia sostenuto prima di vincerlo?Nessuno riesce a capire un figlio di Notaio ha maggiori possibilità di superare il concorso?E ciò non dipende dalla ereditarietà del sigillo, ma unicamente dal fatto che si tratta di un concorso odiosamente elitario.Studiare per tanti anni, frequentare scuole, potersi permettere di non lavorare anche per dieci anni per dedicarsi unicamente allo studio e alla pratica, avere un maestro a propria disposizione e una nutrita biblioteca dalla quale attingere....ecc.Se vuoi parlare di questo odioso privilegio mi trovi d'accordo, ma smettiamola con questi preconcetti!
Complimenti a tutti quelli che si sono ribellati, anche se temo che nessuno pagherà per quello che è accaduto (come è successo per il concorso notarile annullato)
Tutte queste nefandezze mi fanno vomitare... Mi ritengo fortunato di aver scelto Ingegneria che è più spendibile all'estero e spero con l'Erasmus di trovare agganci per andarmene da questo paese che ci bistratta così... E c'è chi ha il coraggio di dire che siamo dei codardi!
Troverei disonorevole lavorare per lo stato italiano. Questo stato non ha onore, e nemmeno futuro. Perché legare il proprio destino e il proprio nome a tanto degrado?
quasi tutti i concorsi sono una buffonata!!!! io anni fa ho fatto lo stesso concorso per lo stesso posto di lavoro nello stesso ente a distanza di 8 mesi...fatalita' il tema "estratto" aveva lo stesso titolo e MAI, ripeto MAI, ho saputo l'esito di tale prova!!!
W l'italia (minuscola non per caso !!)
quasi tutti i concorsi sono una buffonata!!!! io anni fa ho fatto lo stesso concorso per lo stesso posto di lavoro nello stesso ente a distanza di 8 mesi...fatalita' il tema "estratto" aveva lo stesso titolo e MAI, ripeto MAI, ho saputo l'esito di tale prova!!!
W l'italia (minuscola non per caso !!)
Caro Davide,
condivido pienamente quanto hai detto soprattutto perchè ho vissuto più volte sulla mia pelle esperienze di questo genere.Per ben due volte ho partecipato a due concorsi in GDF,entrambe le volte sono risultato il primo degli idonei non vincitori,sono passati ovviamente solo gli interni già marescialli;identica esperienza ad un concorso da funzionario al Consiglio di Stato,alle preselettive primo,alle prove scritte 19,20, si passava con 21,fra i primi in graduatoria il figlio del capo del personale de Consiglio di Stato,che probabilmente avrà pure partecipato alla nomina della commissione.
Ultima esperienza Agenzia delle Entrate,avvocatura ci ho rinunciato.
Nella sede dove ho svolto io il concorso sembrava essere tutto regolare eccetto l'ingresso in aula di cellulari ,tablet ,codici e testi giuridici,io non avevo nulla solo documento e penna.
Dopo il riconoscimento ci hanno detto che avremmo dovuto aspettare il via da Roma,il concorso sarebbe dovuto iniziare in contemporanea in tutta Italia poichè domande e risposte erano identiche per tutte le sedi concorsuali.Una candidata alle mie spalle,per giunta già dipendente dell'AE Lombardia,dalle 13 alle 13,15 continuava a parlottare con qualcuno di Ancona di argomenti pertinenti alla prova.Quando sono tornato a casa ho sentito che a Catania un gruppo di facinorosi aveva impedito il regolare svolgimento del concorso all'AE.Navigando sul web ho visto un video nel quale alcuni ragazzi di Catania avevano ricevuto domande e risposte da sedi nelle quali la prova si era svolta prima ad es.Palermo e Ancona ed avevano ben fatto a riprendere tutto.
Ho capito soltanto allora il motivo per cui LA FACINOROSA ALLE MIE SPALLE GIA' DIPENDENTE DELLE ENTRATE PARLAVA COL SUO COLLEGA DI ANCONA.
A Palermo e ad Ancona la prova è iniziata e terminata prima che cominciasse in tutte le altre sedi,i candidati pertanto avrebbero potuto comunicare con chiunque anche e soprattutto con i candidati dislocati altrove,infatti l'uso dei cellulari nelle altre sedi concorsuli è stato inibito soltanto all'inizio della prova. Già questo dovrebbe essere causa di annullamento del CONCORSO,ma l'Amministrazione non si è ancora pronunciata,anzi, ha attribuito la colpa delle sue nefandezze ad un gruppetto di Facinorosi,forse quegli stessi facinorosi presenti anche al concorso da procuratore dello Stato.
Ebbene si,ribellarsi ad uno stato di illegittimità nel nostro paese comporta l'appellativo di facinoroso,ribellarsi ad una condizione di illegalità radicata equivale ad essere facinorosi.Siamo tornati a quel periodo in cui i figli dei notai diventavano notai,i figli dei magistrati diventavano magistrati.....ribellarsi a ciò significa essere facinorosi.Soltanto per curiosità quei funzionari che hanno permesso che il concorso iniziasse prima pagheranno in qualche modo?iI soldi spesi per partecipare ad un concorso truffa chi deve restituirceli?L'Avv generale dello Stato perchè sceglie nella composizione della commissione sempre gli stessi soggetti(es.Chiara Aiello)?Il presidente del Consiglio Prof. Mario Monti nonchè ministro dell'Economia e delle Finanze cosa aspetta a riferire in Parlamento su questi due concorsi visto che dipendono uno dalla Presidenza del Consiglio(avvocatura),l'altro dal Ministero dell'Economia e delle Finanze(AE)?Non sarà che anche lui sceglie i suoi collaboratori in base al nome,vedi Martone per esempio?
L'annullamento della prova mi fa tornare in mente il concorso notarile del novembre 2009... anche quello annullato... io ero presente...
Resistere...Resistere... Resistere...
E' ridicolo che per tre posti permettano a 1000 candidati di sostenere una prova.
Vi immagino come un gruppo di francesi (anche se a me le nazionalitá non interessano e guardo piuttosto alle idee e alle azioni, ma puó essere utile definirli francesi per contestualizzare l´evento) in un periodo di grossa crisi, pochi secoli fa, fecero un giuramento nella sala della Pallacorda, anche loro si erano giustamente arrabbiati per l´ingiustizie che vedevano attorno. Giurarono per ottenere i loro diritti, é arrivata l´ora di far rispettare quegli stessi diritti. Liberté, Egalité e Fraternité.
finalmente
Chapeau!
Come può funzionare il nostro sistema legale se le alte sfere sono così "etiche"?
Le rivoluzioni vengono fatte da giovani con la pancia vuota, forse siamo sulla buona strada.
Vedi, l'importanza di questa lettera sta nel fatto che la notizia del concorso è stata data dai giornali e dalle televisioni in modo parziale e superficiale (appositamente), è sembrato che un gruppetto di rompiscatole avevano bloccato urlando e dimenandosi... ecc. Insomma una cosuccia da poco... la maggior parte delle persone compresa io non sa di che cosa si trattava cioè che cosa fa un avvocato dello stato e qui sta il punto, lasciando nel vago, le notizie si leggono con distrazione " si va be'... un altro concorso truccato" invece proprio da episodi così si può cominciare a cambiare questo nostro disastrato paese. Un tempo le persone protagoniste dell'episodio i "rappresentanti" li chiamavamo Boiardi dello stato. Soltanto come avete fatto voi e cioè dall'interno ci si può far valere, senza eroismi, ma solo perché come stavano procedendo "non si fa e basta!" (cazzo!). Pubblicare nome e cognome dei protagonisti è un primo passo perché sembrerà strano ma la gogna ha una sua efficacia... senza eroismi o patriottismi ma un "bravo! Ben fatto" te lo meriti.
A proposito di Messineo googolando
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/19/messineo-e-le-telefonate-con-...
Però attenzione, questo del concorso è l'Avvocato dello Stato Salvatore Messineo, quello dell'articolo postato, riferito al caso Mancino, é Francesco Messineo, magistrato e procuratore capo della procura del tribunale di Palermo (noto per le sue indagini antimafia a caltanissetta prima di essere trasferito a capo della procura palermitana).
Non so se siano parenti (anche l'Avvocato dello Stato pare che sia siciliano... non ci sarebbe da stupirsi dato l'andazzo!) ma sono due persone diverse e svolgono funzioni completamente differenti (uno rappresenta lo Stato come accusa,nei processi penali, l'altro come difesa, nei processi amministrativi, sostanzialmente)
Lettera al direttore della redazione giornalistica: risultati esami forensi presso la Corte d’Appello; ennesimo concorso truccato.
Sig. direttore,
Antonio Giangrande, l’alfiere contro i concorsi truccati, che per gli ipocriti è un mitomane sfigato, presenta il conto. Anzi il rendiconto di un'Italia da schifo dove tutti si ergono a benpensanti e poi sono i primi a fottere la legge ed i loro conterranei.
Un giudizio sull’operato di un certo giornalismo lo debbo proprio dare, tenuto conto che è noto il mio giudizio su un sistema di potere che tutela se stesso, indifferente ai cambiamenti sociali ed insofferente nei confronti di chi si ribella. Da anni sui miei siti web fornisco le prove su come si trucca un concorso pubblico, nella fattispecie quello di avvocato, e su come si paga dazio nel dimostrarlo. Nel tempo la tecnica truffaldina, di un concorso basato su regole di un millennio fa, si è affinata trovando sponda istituzionale. Insomma dove prima era possibile contestare ora non lo è più. L’essere omertosi sulla cooptazione abilitativa di una professione od incarico, mafiosamente conforme al sistema, significa essere complici e quindi poco credibili agli occhi dei lettori e telespettatori, che, come dalla politica, si allontana sempre più da un certo modo di fare informazione.
Il fatto che io non trovi solidarietà e sostegno in chi dovrebbe raccontare i fatti, mi lascia indifferente, ma non silente sul malaffare che si perpetra intorno a me ed è taciuto da chi dovrebbe raccontarlo.
Premiale è il fatto che i miei scritti sono letti in tutto il mondo, così come i miei video, in centinaia di migliaia di volte al dì, a differenza di chi e censorio. Per questo è ignorato dal cittadino che ormai, in video o in testi, non trova nei suoi servizi giornalistici la verità, se non quella prona al potere.
Dopo 15 anni, dal 1998 ancora una volta bocciato all’esame di avvocato ed ancora una volta a voler trovare sponda per denunciare una persecuzione. Non perché voglia solo denunciare l’esame truccato per l’abilitazione in avvocatura, di cui sono vittima, ma perché lo stesso esame sia uguale a quello della magistratura, del notariato, dell’insegnamento accademico e di tanti grandi e piccoli concorsi nazionali o locali. Tutti concorsi taroccati, così raccontati dalla cronaca divenuta storia. Per ultimo si è parlato del concorso dell’Agenzia delle Entrate e del concorso dell’Avvocatura dello Stato. A quest’ultimi candidati è andata anche peggio rispetto a me: violenza delle Forze dell’Ordine sui candidati che denunciavano l’imbroglio. Non che sia utile trovare una sponda che denunci quanto io sostengo con prove, tanto i miei rumors fanno boato a sè, ma si appalesa il fatto che vi è una certa disaffezione per quelle categorie che giornalmente ci offrono con la cronaca il peggio di sé: censura ed omertà.
Per qualcuno forse è meglio che a me non sia permesso di diventare avvocato a cause delle mie denunce presentate a chi, magistrato, oltre che omissivo ad intervenire, è attivo nel procrastinare i concorsi truccati in qualità di commissari.
Sia chiaro a tutti: essere uno dei 10mila magistrati, uno dei 200mila avvocati, uno dei mille parlamentari, uno dei tanti professori o giornalisti, non mi interessa più, per quello che è il loro valore reale, ma continuerò a partecipare al concorso forense per dimostrare dall’interno quanto sia insano. Chi mi vuol male, per ritorsione alle mie lotte, non mi fa diventare avvocato, ma vorrebbe portarmi all’insana esasperazione di Giovanni Vantaggiato.
Invece, questi mi hanno fatto diventare l’Antonio Giangrande: fiero di essere diverso! Antonio Giangrande che con le sue deflagrazioni di verità, rompe l’omertà mafiosa.
Direttore, l’appoggio per una denuncia pubblica non lo chiedo per me, che non ne ho bisogno, ma una certa corrente di pensiero bisogna pur attivarla, affinché l’esasperazione della gente non vi travolga, come sedicenti operatori dell’informazione, così come già avvenuto in altri campi. E voi dell’informazione se non ve ne siete accorti, i ragazzi di Brindisi sono stati lì a ricordarvelo. Si è visto la mafia dove non c’è e non la si indica dove è chiaro che si annida.
Dr Antonio Giangrande
Presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie e di Tele Web Italia
www.controtuttelemafie.it e www.telewebitalia.eu
099.9708396 – 328.9163996
risultati ultimo concorso notarile di giugno 2012: su 189 ammessi all'orale, 60 sono figli di notai (pochi altri sono fratelli di notai), percentuale superiore al 30%. Addirittura ci sono 2 coppie di fratelli figli di notai tutti e 4 ammessi contemporaneamente (che splendida coincidenza!). L'indagine è superficiale e sbrigativa, perchè non tiene conto di chi è figlio di politici/magistrati/alti dirigenti pubblici, in questo caso la percentuale sale vertiginosamente. Tutto ciò dopo gli (ultimi) scandali dei recenti concorsi. Saranno tutti così bravi questi figli di notai? A pensar male si fa peccato, ma.... L'italia è una repubblica basata sulla presa per il culo.
Non so se siano vere le percentuali che riporti e poco mi importa.Nessuno si chiede mai quale sia la percentuale dei figli di Notai che partecipa al concorso e quanti concorsi abbia sostenuto prima di vincerlo?Nessuno riesce a capire un figlio di Notaio ha maggiori possibilità di superare il concorso?E ciò non dipende dalla ereditarietà del sigillo, ma unicamente dal fatto che si tratta di un concorso odiosamente elitario.Studiare per tanti anni, frequentare scuole, potersi permettere di non lavorare anche per dieci anni per dedicarsi unicamente allo studio e alla pratica, avere un maestro a propria disposizione e una nutrita biblioteca dalla quale attingere....ecc.Se vuoi parlare di questo odioso privilegio mi trovi d'accordo, ma smettiamola con questi preconcetti!
Complimenti a tutti quelli che si sono ribellati, anche se temo che nessuno pagherà per quello che è accaduto (come è successo per il concorso notarile annullato)
QUANDO LO STATO PRATICA L'EUTANASIA DELL'ETICA E DEI VALORI
Caro Partecipante,
la tua lettera non è affatto lunga ma si legge tutta di un fiato. La tua è la testimonianza di un omicidio brutale perpetrato da uno Stato che si batte contro la "buona morte" dell'uomo e al contempo soffoca con libero arbitrio e intervento l'etica e i valori dello stesso uomo, valori dei quali lo Stato dovrebbe essere il principale portatore e rappresentante. Evidentemente per lo Stato non c'è nessuna giustificazione etica affinché questi valori esistano. La loro esistenza è troppo gravosa e con l'arroganza, il potere e la prepotenza vanno uccisi. Le parole dell'esecutore esecutore materiale di questo assassinio, il Presidente della Commissione Salvatore Messineo, non potevano essere più esplicite: «Se il concorso non vi pare regolare, andate da un giudice». Un Avvocato dello Stato che pronuncia siffatte parole è uomo immorale nell'animo e nel cuore che abusa del suo potere. E' un serial killer che nelle sue vesti presiederà altri Concorsi, agendo liberamente con le stesse modalità e favoritismi. E nessuno, come ben sappiamo, pur avendo il suo nome, cognome e fotografia vorrà mai fermarlo. Tutto questo è paradossale perché l'eutanasia dell'etica e dei valori urta contro l'imperativo "non uccidere". E invece ci troviamo di fronte ad un rappresentante dello Stato che gioca con la morte di queste fondamentali virtù, massacrandole impunemente di fronte a 980 testimoni. Il suo non è nemmeno un atteggiamento pietoso per alleviare le sofferenze di questi valori che già naufragano nel nostro Paese, il suo è un omicidio criminale legalizzato e autorizzato dallo Stato come "morte benefica". Per tutto ciò non ci sarà sanzione giuridica e non sarà comminata nessuna pena né per il Presidente Salvatore Messineo né per la Commissione perché della filosofia dei valori lo Stato, vero mandante di questo delitto, se ne frega altamente e ne da prova tutti i giorni con i Concorsi truccati, con i finanziamenti ai Partiti, ai giornali, con il soffocamento della libertà di stampa, con gli ingiustificati privilegi riservati ai parlamentari, con i quattro milioni di euro spesi tra Camera e Senato per agendine in pelle, con le baronie universitarie, con le concessioni di poltrone pubbliche a cani e porci, con i suoi ambigui Organi di vigilanza finanziaria, con alcuni dei suoi più alti Ministri e con altri infiniti crimini che decretano la fine della vita dell'etica e dei valori. Non ti potrà consolare caro Partecipante ma visto tutto lo schifo in cui viviamo il vero e unico vincitore del concorso sei tu che preso da una profonda angoscia - come il soggetto dell'Urlo di Munch - hai urlato a squarciagola contro tutta questa pazzia che ci circonda. Non disperarti perché il pazzo non sei tu ma solo loro. Tu hai avuto un grandissimo e invidiabile coraggio. Complimenti.
Ricordo quando partecipai ad un concorso per ufficiali a L'Aquila .. Vi erano le prime 4 file composte da un centinaio di ragazzi rispettivamente in maglia gialla e arancio circondati da un fido in uniforme.. avevo 20 anni. Dopo quel giorno ho capito il sistema Italia, abbandonando quelle convinzioni basate sull'impegno, la meritocrazia e l'ambizione personale. Per la cronaca iniziai a studiare 12 mesi prima. Fu la prima grande delusione della mia vita; un passo importante in grado di farti aprire gli occhi.
Leggendo queste testimonianze è veramente agghiacciante constatare quanto i resoconti di chi ha vissuto la situazione dal vivo siano del tutto diversi e discostanti dalle narrazioni ufficiali dell'accaduto uscite sui maggiori giornali (corriere, messaggero, repubblica), che hanno dato voce quasi esclusivamente a spiegazioni dei vertici dell'Avvocatura di Stato, i quali puntavano esclusivamente a insabbiare la problematica e le responsabilità della Commissione per quanto accaduto, scaricando la colpa su "pochi facinorosi" quando, anche solo leggendo i blog online e sentendo le testimonianze dirette, si trovano decine di racconti che confermano le irregolarità riscontrate.
In particolare, poi, rimango basito e amareggiato non solo per le diffuse illegittimità (ne abbiamo prova anche negli esami d'avvocato ordinari, specialmente in alcune sedi ben note!) che, specie in concorsi così prestigiosi, non dovrebbero essere permessi in un paese che possa definirsi civile, ma anche per l'inaccettabile arroganza dimostrata da chi sa di avere il potere in mano e pretende di fare ciò che preferisce, modificando o plasmando le regole previste, senza curarsi di riscontrare con precisione e inflessibilità le irregolarità che gli vengono segnalate ma buttandola in caciara o addirittura irridendo chi vuole legittime spiegazioni su episodi incomprensibili, risultando così di fatto complice - quantomeno -delle irregolarità stesse. La cosa più assurda è che chi deve tutelare ed essere promotore e garante della trasparenza di queste prove concorsuali, si comporta invece in modo contrario, opaco e senz'altro molto approssimativo e non professionale per persone che dovrebbero essere invece dotate di particolare capacità e senno, essendo poste ai vertici delle amministrazioni statali e pagate con soldi pubblici per tutelare la legalità! Non possono che sorgere legittimi dubbi.
Per intanto dovremmo solo ringraziare chi si oppone a situazioni di questo genere, molto più diffuse e gravi di quanto si pensi, e chi, come i ragazzi di questo concorso, ha avuto il coraggio e la prontezza, anche esponendosi in prima persona, di cercare di rendere più giusto e equo, nel proprio piccolo, il paese in cui viviamo. Grazie anche per aver divulgato questa esperienza, è importante che si sappia come vanno le cose!
Da brividi.....
Sono orgoglioso di tutti Voi: avete dato un segnale a tutto il Paese ed un insegnamento morale a tutti coloro che vivono il nostro disagio ed ancora si arrendono davanti a questi comportamenti di impunita arroganza (continuando solamente a lamentarsi in privato...).
Impariamo tutti a non girare la testa e, perseverando, cambieremo il nostro Paese e questa classe dirigente che non ci rappresenta.
La legalità non è solo un principio fondamentale, ma il presupposto da cui ripartire per ricostruire l'Italia e dare la certezza che siano davvero i migliori a guidare la società Civile.
Giovane Avvocato
Grazie. E grazie Linkiesta, per avergli dato pubblica voce.
grazie Davide!
Sto piangendo come una bambina...di rabbia mista a gioia. Noi giovani possiamo cambiare il nostro Paese, io ci credo e come te ogni volta mi oppongo alla illegalità, alla corruzione, all'ipocrisia di questo Paese tanto malato... noi dobbiamo ricominciare ad essere un popolo, unendo le nostre forze, soprattutto il nostro coraggio e il desiderio di onestà e meritocrazia. Fin dalle scuole superiori assisto ad atti illegali, ancor più quando frequentavo l'università, oggi che sono un'insegnante non è cambiato nulla ...ma prevale in me la voglia di "pulito" e mi sento felice quando penso che da qualche parte esistano persone capaci di opporsi al male che sta riducendo in fin di vita la nostra società.
I "privilegiati" giocano sulla nostra stanchezza, sulla nostra rassegnazione, ma sono fiduciosa, perché ognuno nel nostro piccolo può ribellarsi e chiedere giustizia...chi lo fa non perde mai, ha gia vinto ! :) Grazie ....
Qualche giorno fa, leggendo la notizia sulla stampa, avevo scritto anche a Napolitano ( come riportato qui http://www.prossimaitalia.it/news/2873/il-rispetto-delle-istituzioni-in-... ), per segnalare il fatto e chiedere spiegazioni. Non sapevo del comportamento di Messineo, ma soltanto delle dichiarazioni ( pessime ) dell'Avv. Chiaramazza, Avvocato Generale di Stato.
Completa solidarietà.
i codici "per concorsi" costano di più del semplice codicino tascabile o del codice simone.
già un semplice de nova (solo leggi) costa 30 euro. se poi andiamo sui "commentati" come un garofoli arriviamo anche a 90 euro di codice.
Mi hai fatto commuovere. persone come te mi danno ancora speranza. E' stata la prima volta che "l'inno" mi ha dato emozione, grazie.
Quoto il commento. Ammirazione totale.
L'avvocato Messineo dovrebbe andare in carcere, con l'ergastolo, è un rappresentante dello Stato e in quanto tale deve pagare in modo assai maggiore...
Complimenti e solidarietà piena a chi ha scritto questo testo. Se qui, in questo testo, ci sono reati ne sono responsabile anche io come se l'avessi scritto personalmente.
Domanda.
L'Avvocato dello Stato signor Messineo ha cantato l'inno nazionale sull'attenti o ha sbraitato contro qualcuno?
L'Avvocato dello Stato signor Messineo non dovrebbe dimettersi ... prima di essere messo sotto inchiesta, previa sospensione dalle funzioni e dallo stipendio?
Il ministro della Giustizia, da cui dipende l'Avvocato dello Stato signor Messineo, che senso della legalità ha?
ciao
r
Lettera agghiacciante e commovente, rovinata da quel "non mi sento italiano" che mi fa cadere le braccia. Tutto il merito che Lei ha accumulato in anni di studio, e tutto il coraggio che ha dimostrato nella lotta per una causa giusta che ci salva tutti, non valgono quella sua affermazione. Perciò la ringrazio, ma le, per quella, non merita di essere classe dirigente.
Saluti
Chiara Degli Esposti
E già, come se essere italiani fosse un attributo di merito. Quale, di grazia? Io preferisco essere semplicemente una brava persona.
Eh già, perchè di arricchire il buon nome del proprio popolo sticazzi vero?
Quando si parla di Italiani, io preferisco parlare di gente di cui dovrei fidarmi e con cui dovrei condividere gli stessi obiettivi, non di un pinco pallino qualunque che con me non ha nulla a che fare.
bel resoconto, giusto un appunto: 50euro per un codice?? ma dove?? ho fatto giurisprudenza e di codici ne ho acquistati, se ne trovano sui 15 euro, con 50 euro fai tutta la scorta, non te ne occorrono certo 150! (a meno che non si acquistino quelli commentati, che sono molto più cari)
se però, dopo tutto questo, qualcuno non va in galera, allora forse è meglio che emigriate in un paese civile e impariate inni nuovi.
In bocca al lupo
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