Concorso equo in università? “Io l’ho vinto al Tar”
Ilaria Negri è una ricercatrice in entomologia. Due anni fa ha partecipato a un concorso per un posto fisso in cui troppi dati non tornavano. Dopo aver visto il posto assegnato a una collega che aveva firmato molte delle sue opere col presidente di commissione, è voluta andarci a fondo. Nel video Ilaria Negri racconta la sua storia, purtroppo non isolata, in un paese che piange spesso la fuga di cervelli e poi, quelli che ha, li tratta spesso così. Due anni dopo, è stato indetto un nuovo concorso: ma il lieto fine è troppo tardivo, per essere davvero lieto.
Immaginate di partecipare a un concorso, e di sapere che, tra i vostri concorrenti, ce n’è una che collabora da anni col presidente di commissione. Che anzi, con lui, ha scritto molti articoli e libri. Immaginate poi che quel concorso lo vinca proprio quella candidata. Immaginate, allora, di volerci andare a fondo: e di scoprire che i vostri requisiti non erano inferiori a quelli di chi ha vinto.
Anzi, confrontando quanto chiede il bando con quanto siete in grado di produrre voi e gli altri candidati, immaginate di accorgervi che eravate anche più titolati. Immaginate quindi di fare un “accesso agli atti’, cioè di chiedere alla commissione di farvi vedere i documenti che spiegano il suo giudizio. E di scoprire alcune difformità tra il giudizio reso pubblico e quello invece “secretato”. Soprattutto, immaginate di avere il dubbio che i criteri adottati non siano conformi alle regole dichiarate. Insomma, immaginate a questo punto di sentirvi vittime di un sopruso, operato da un’Università Statale, e di ricorrere allo stato, cioè alla magistratura, per vederlo sanato.
Adesso smettete di immaginare, e ascoltato il racconto di Ilaria Negri, per vedere come è andata a chi, una vicenda del genere, non ha dovuto immaginarla, ma la può proprio raccontare.
Il Tribunale amministrativo - lo stesso tribunale - ha dovuto dare ragione due volte, non una, a Ilaria Negri, perchè l’università convocasse un nuovo concorso. Nel mezzo, sono stati spese migliaia di euro (pubblici, cioè nostri) in inefficienze e difese, oltre ai doverosi rimborsi a chi aveva attivato il ricorso per vincerlo. Auguri, e chi vinca il migliore, per il prossimo concorso. Anzi, che vinca sempre il migliore, in tutti i concorsi. E possibilmente, la vittoria dei migliori dovrebbe diventare la regola: senza che tra il primo concorso e quello “definitivo” debbano passare due anni, due processi, e molti soldi spesi.
Gli atti del concorso universitario (si veda Settore Agr/11 - Entomologia generale e applicata)
La prima sentenza del Tar La seconda sentenza del Tar
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Commenti
DUBBIO: scusate, ho un pò di confusione e vorrei porvi una domanda: il decreto attuativo relativo al funzionamento degli rtd di tipo nuovo contratti A e B dell'art. 24 esiste? è uscito? mi riferisco a come deve essere composta la commissione (se ci sono sorteggi o nomine ecc...), se ci sono dei criteri, ad es. devi avere non meno di 10 pubblicazioni (questo è un esempio ovviamente), se c'è una discussione dei titoli come negli ultimi concorsi a tempo indeterminato.
Anche se oggi è il 20 marzo ed il post risale al 5, spero possiate rispondermi?
grazie.
effettivamente marcantonio scusa la brutalità ma la tua frase finale "le chiacchiere stanno a zero, come si diceva dalle mie parti" definisce tutte le altre; poi si può discutere anche delle differenze sullo sistema universitario americano e quello italiano, in tutte le implicazioni che queste cose portano; si può anceh discutere su cosa significa essere precari in Italia e negli USA (cosa molto diversa).
Ma domandare direttamente tu sei per il rispetto della legge o no?
Al di là di questo mi sembra che tu conosca non benissimo la regolamentazione e la situazione italiana chi viene assunto su un concorso da ricercatore a tempo indeterminato non ha alcun obbligo a lavorare su alcun progetto e i soldi in questione non provengono da un progetto, e se assume una pianta di ficus ne' lui ne' la pianta avranno svantaggi reale. Sorry, non forse queste sono solo chiacchiere o forse sto solo cercando visibilità
Comprendo la situazione di Ilaria anche io come lei mi trovo nella stessa situazione. A differenza di lei sono ancora in attesa di giudizio nonostante sia palese la irregolarità del concorso dove la vincitrice ha presentato alla procedura tutti lavori in collaborazione con un membro della commissione e tutti i titoli con il suo professore.
Speriamo bene
lavoro negli USA da anni in biotechnology, tutto il mondo accademico che mi circonda e' "precario" e nessuno si lamenta per il fatto di esserlo. E' NORMALE. E quindi grazie a dio non ci sono "associazioni di precari" a caccia di visibilita' politica e/o mediatica. Nessuno ottiene posizioni grazie a tribunali o roba simile. Non ci sono neppure "giornalisti" che scrivono banalita' come quelle scritte qui sopra. E non ci sono concorsi. Il capo di una struttura ingaggia chi accidenti gli pare e piace, dopo aver valutato per bene. Se mette in squadra una mezzasega sono affari suoi, non avra' fatto un buon affare. Cerchera' di non ripetere lo sbaglio, stara' piu' attento la prossima volta.
In Italia c'e' ancora la farsa del concorso, ma di fatto il responsabile del concorso lo controlla e assume chi vuole. Ed e' assolutamente giusto che sia cosi'. E' assolutamente giusto e sacrosanto che per lavorare sul un suo progetto, per il quale magari trova anche i soldi, possa scegliere chi vuole. L'importante e' che poi il suo prodotto sia valutato adeguatamente. Sara' suo interesse mettersi in squadra la persona piu' valida.
Le chiacchiere stanno a zero, come si diceva dalle mie parti.
Scusate, ma la storia di questo doppio ricorso non corrisponde al titolo dell'articolo. La ricorrente non ha affatto vinto il concorso al Tar. E' riuscita solo a far annullare gli atti, ma non ha vinto il concorso. Alla ricorrente va ovviamente tutta la mia stima e simpatia, ma il suo è un atto generoso, quanto inutile. L'esito infatti non è la sua assunzione, ma il suo diritto di partecipare ad un nuovo concorso. Certo, si è levata una bella soddisfazione nei confronti dell'arroganza baronale e del servilismo dei portaborse. Di fatto, però, per ora non ha vinto un bel niente, ha solo speso soldi.
In vita mia ho fatto più di cinquanta concorsi e molti erano annullabili attraverso un ricorso al Tar. Mi sono rivolto al Tar solo quando sono stato sicuro che facendo decadere la "vincitrice" sarei subentrato io. Questo è accaduto a Brescia, dove poi mi sono trasferito (pur essendo romano). Inutile dire che anche nel mio caso la "vincitrice" è ancora al suo posto. Mentre io sono oggetto di discriminazioni di ogni tipo.
Concludo ringraziando la collega di Tar per il suo coraggio e sarò contento di condividere con chiunque sia interesato la mia esperienza.
Giulio Palermo
Vedo che il mio messaggio appare come "anonimo" anche se, in realtà l'ho firmato. Lo riposto qui sotto
Anche io sono entrato all'università con un doppio ricorso al Tar (nel 2000). E a proposito di campane, forse a qualcuno può interessare il trattamento che da allora ricevo presso la mia università (Brescia), cui ho risposto con altri ricorsi vinti.
Giulio Palermo
Anche io sono entrato all'università con un doppio ricorso al Tar (nel 2000). E a proposito di campane, forse a qualcuno può interessare il trattamento che da allora ricevo presso la mia università (Brescia), cui ho risposto con altri ricorsi vinti.
Volevo chiedere ad Ilaria come mai il suo legale ha depositato domanda di rinvio a gennaio 2012 dal momento che la data dell'udienza pubblica era fissata per il 14 febbraio 2012 , come si evince dal sito di giustizia amministrativa al link relativo al secondo ricorso.
http://www.giustizia-amministrativa.it/WEBY2K/DettaglioRicorso.asp?val=2...
l'anonimo delle 11:32 si è probabilmente dimenticato di fornire il nome, tanto più perché chiede di essere contattato.
come APRI siamo interessatissimi a sentire anche "l'altra campana", soprattutto per vedere in che modo riesce a giustificare il fatto che l'illegittima vincitrice del concorso continua a percepire uno stipendio pubblico dietro la firma del Rettore nonostante un tribunale di stato abbia annullato gli atti che l'hanno messa a sedere su quella poltrona.
che dice "l'altra campana" in proposito?
Matteo Rossi - APRI
i concorsi esistono solo in italia... in qualunque altro paese dove funziona la ricerca scientifica non si fa nessun concorso, i candidati vengono intervistati in giorni diversi nell'arco di settimane o mesi e alla fine viene scelto quello che piu' piace, quello che si presume possa fare meglio. E' una scommessa ed un investimento per l'universita' che lo ingaggia, e se ne assume tutta la responsabilita'. E non deve rendere conto a nessuno, ne' a chi e' stato escluso ne' tantomeno a magistrati e tribunali. E senza bisogno di impact factor o H factor (indici bibliometrici tanto rozzi quanto fuorvianti, che servono solo a chi non sa valutare nel merito e non sa assumersi la responsabilita' di una scelta), vengono valutati i 4 - 5 migliori lavori (leggendoli nel dettaglio e capendo bene il contributo del candidato) e si fa fare un seminario al candidato. E si sceglie. Punto. Altro che concorsi de' mi nonna...
mi auguro che quanto prima la procedura dei concorsi per gli ingaggi dei ricercatori/docenti venga abolita del tutto, di pari passo con la maggiore autonomia delle universita' e l'allineamento con le prassi internazionali
Molto chiara e appunto per questo molto tragica l'esposizione da parte di Ilaria del "fattaccio". L'Università italiana dovrebbe finalmente prendere posizione contro le illegalità consentite finora ai baroni. Io sono giovane e venire a conoscenza di queste realtà non mi spinge senz'altro ad affrontare un lavoro universitario (anche perchè avrei vergogna di lavorare in un ambiente che affossa la meritocrazia).
Credo che l'anonimo docente farebbe bene a svelarsi, se non altro per onestà.
E poi, leggendo le sentenze del Tar, non mi pare che ci sia tanto da replicare.
Esiste un programmino, chiamato "H publish or perish" che se interrogato da come risultato tutte le pubblicazioni di un autore, e i suoi indici tra cui H index e IF.
Non è sempre accurato, ma da un'idea del valore scientfico di una persona. A volte, bisogna controllare che non ci siano omonimie che falsano i risultati. A pagamento, ISI offre lo stesso servizio, più accurato. Quasi tutte le università italiane sono iscritte, perchè l'iscrizione è fornita insieme alla maggior parte delle riviste.
La protagonista di questo servizio ha H index 8 (diciamo adeguato per un ricercatore nel ramo scienze naturali, che dovrebbe crescere fino ad almeno 13-15 nei primi 3-4 anni di ricerca, per essere comparabile agli standard internazionali)
La vincitrice ha H index 2 (adeguato per un assegnista di ricerca al primo anno nello stesso ramo con ancora poca esperienza ma buone prospettive, che dovrebbe crescere fino ad almeno 5-6 prima di poter aspirare a una research position)
Facendo male il proprio lavoro di commissari si danneggia il paese, perchè si tolgono risorse agli studenti universitari, prospettive di ricerca avanzata e si costringono i buoni elementi ad andare dove sono apprezzati, ovvero all'estero.
L'università è un "organo dello stato"?
Complimenti a Ilaria ed alla sua determinazione ed al suo coraggio.
Non vedo uno stato da riformare, ma una università che non funziona.
Certo Ilaria se dovesse vincere il concorso si troverebbe a lavorare in un ambiente che ad oggi le è dichiaratamente ostile.
Forse l'anonimo docente potrebbe dire qualcosa in più.
Potrebbe essere opportuno sentire anche l'altra campana......alcune affermazioni sono corrette, altre meno. Sono un docente dell'Università di Milano, se desidera può contattarmi.
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