Italia 1973-2011, una repubblica fondata sul condono
A cura di Carlo Manzo e Paolo Stefanini
«Tremonti se ne farà una ragione. Servono soldi e il condono si farà», ha detto Berlusconi poco prima di andare “sotto” alla Camera. Il suo ministro delle Finanze ha cambiato più volte idea in materia, in passato. Iniziò definendo i condoni «una forma di prelievo fuori legge che in Sudamerica si fa dopo il golpe» e ha finito per vararne due. Quello della sanatoria (fiscale, edilizia, valutaria…) è un rimedio caro a tutti in Italia, anche se quasi tutti hanno più volte detto «Mai più!» (stavolta anche la Lega si dice contraria). Il primo condono risale al 1973, poi non ne sono più mancati, ma molti hanno deluso le ottimistiche aspettative della vigilia. Fai un viaggio in tutti i condoni con la nostra infografica.

Comments
Anche nel percorso delineato mi sembra che compaia più volta un paragone tra l'atteso e i risultati ottenuti....forse urgeva il solito rendiconto a parole a fine infografica, quella ventina di righe che aiuta meglio a comprendere e che arricchisce l'articolo di corsi storici e dettagli; però le infografiche sono un unicum sugli attuali giornali online italiani; superati solo, dai graphic novel...Complimenti a Linkiesta!
@vast
Hai ragione. Purtroppo sempre più spesso su Linkiesta nelle infografiche e ancor più negli articoli le parole (fumose) prevalgono sui numeri e il data journalism, cosa che io cercavo qui da quando l'ho scoperta nel marzo scorso!
stavolta l'infografica la trovo un po' poco efficace.
Mi sarebbe piaciuto di più un confronto (a barre, magari) fra attese e risultati in termini di introito, e magari confrontando questi anche con la stima del mancato gettito dovuto ad evasione, o il deficit di bilancio. Oppure il rapporto fra edifici condonati e quelli realizzati regolarmente: insomma, quanto "pesano" i condoni sull'attività regolare. Il gioco dell'oca invece sottolinea solo la sequenza, la vera domanda è: quanto influiscono?
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