Analisi

Ma che succede se la lettera firmata da Nagel si trova?

Ammettiamo che la lettera tra Alberto Nagel e Salvatore Ligresti sia vera e sia stata davvero firmat

Il capofamiglia Salvatore Ligresti

Facciamo finta che la lettera d’intenti tra Alberto Nagel e Salvatore Ligresti ci sia. Sia nelle mani di qualcuno. E supponiamo che sia stata controfirmata da entrambi prima che la Consob si esprimesse sull’esenzione dell’Opa da parte di Unipol, la compagnia assicurativa delle Coop che ora controlla l’81% di Premafin, holding che a sua volta detiene la maggioranza delle quote di Fondiaria-Sai. Sì, sappiamo che su richiesta Consob, oggi in una nota, Mediobanca ribadisce ancora una volta «di non aver stipulato alcun accordo con la famiglia Ligresti nell’ambito del Progetto di Integrazione del Gruppo Unipol con il Gruppo Premafin». Niente accordo dunque, secondo Mediobanca.

Torniamo però alla nostra lettera, facciamo finta che esista e che sia dimostrabile che essa costituisse un “accordo”: un patto occulto non comunicato al mercato. Se così fosse, cadrebbe l’esenzione dall’Opa concessa dal regolatore a Unipol? Sì riaprirebbero insomma i giochi nel campo aperto del mercato? 

Una prima risposta si trova nei due documenti, il primo datato 24 maggio, il secondo 20 luglio, con cui la Consob motiva le condizioni alle quali esenta la compagnia guidata da Carlo Cimbri dal lanciare l’offerta sulla totalità delle azioni di Fondiaria-Sai. Nel primo la condizione è che:

«vengano revocati i benefici concessi da UGF a favore di azionisti della stessa Premafin con impegni finalizzati a tenere indenni gli stessi dai rischi di responsabilità sociale assunti in conseguenza delle cariche ricoperte nel gruppo Premafin. Inoltre, questa Commissione si riserva di ritenere non applicabile l'esenzione qualora gli attuali azionisti di riferimento di Premafin esercitino il diritto di recesso in dipendenza della fusione di Premafin in Fonsai».

Nel secondo non si parla di manleva, ma del diritto di recesso. Anche qualora venga esercitato – l’ultimo in ordine di tempo ad affermare «la più ampia riserva» in merito è stato Paolo Ligresti – non è sufficiente di per sè a obbligare Unipol a mettere sul piatto altri capitali. Tuttavia, il regolatore si tutela con la formuletta: «Ogni altro elemento che dovesse emergere sia da atti negoziali che dai comportamenti concreti dei soggetti coinvolti»:

«Con particolare riferimento alle Intese sul Recesso, la circostanza che UGF e Premafin abbiano concordato di non riconoscere il diritto di recesso agli azionisti di riferimento Premafin in sede di Fusione induce ad escludere la sussistenza di "acquisti pattuiti" o di indizi relativi ad intese in contrasto con le finalità della disciplina. Resta salvo che la Consob valuterà ogni altro eventuale elemento che dovesse emergere sia da atti negoziali che dai comportamenti concreti dei soggetti coinvolti al fine di verificare l'effettiva attuazione di tale volontà, e di intraprendere le opportune iniziative di vigilanza».

La nostra ipotetica lettera tra Nagel-Ligresti sarebbe  stata però siglato il 17 maggio, quindi prima che la Consob formalizzasse i suoi paletti sulla maxi fusione, in particolare sui «benefici concessi da UGF a favore di azionisti della stessa Premafin», leggi manleva alla famiglia siciliana, originariamente prevista nell’accordo d’integrazione siglato lo scorso 29 gennaio. Ovvero quei 45 milioni di euro reclamati dall’ingegnere di Paternò in cambio del 30% del valore di Premafin. 

A questo punto la domanda da 500 milioni di euro, cioè l’ammontare del premio di controllo riconosciuto da Unipol ai Ligresti invece che ai piccoli azionisti delle due società, è ovviamente se il papello tra Nagel e Ligresti, qualora risulti vero e firmato dai diretti interessati, è in base a quali norme l’authority potrebbe basarsi per obbligare Unipol, che oggi si è detta «non a conoscenza» del presunto accordo, a rilevare in toto Fondiaria-Sai. 

Per capirlo, alcuni docenti di diritto commerciale contattati da Linkiesta, che hanno preferito l’anonimato, sono concordi nell’affermare che il punto sta nella definizione di “informazione privilegiata”. Che professori e avvocati parlino a condizione di non essere citati è una circostanza che va spiegata – scusandoci con i lettore – col fatto che i consulenti legali in questa operazione sono i principali avvocati d’affari di Milano. I quali hanno gentilmente respinto ogni richiesta di chiarimento avanzata da Linkiesta

I commi 3 e 4 dell’art. 118 del Tuf, il Testo unico della finanza, si definisce il concetto di “informazione privilegiata”, che deve essere «specifica», che deve avere due requisiti. Il primo è di fondamentale importanza, in quanto le condizioni dell’uscita della famiglia Ligresti, e quindi degli azionisti di riferimento, incidono direttamente sul comportamento che terranno nelle sedi competenti (assemblee, cda, ecc.), nei confronti dell’operazione. Infatti:

3. Un'informazione si ritiene di carattere preciso se:
a) si riferisce ad un complesso di circostanze esistente o che si possa ragionevolmente prevedere che verrà ad esistenza o ad un evento verificatosi o che si possa ragionevolmente prevedere che si verificherà; b) è sufficientemente specifica da consentire di trarre conclusioni sul possibile effetto del complesso di circostanze o dell'evento di cui alla lettera a) sui prezzi degli strumenti finanziari.
4. Per informazione che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di strumenti finanziari si intende un'informazione che presumibilmente un investitore ragionevole utilizzerebbe come uno degli elementi su cui fondare le proprie decisioni di investimento.

L’art. 114 del Tuf, invece, al primo comma sancisce la tempestività con cui le informazioni vanno comunicate agli investitori e al mercato, che rigurardano sia gli emittenti quotati che «i soggetti che li controllano». Premafin alla data del 17 maggio era ancora formalmente sotto controllo dei trust e delle società immobiliari riconducibili alla famiglia, in quanto la dichiarazione di fallimento delle holding immobiliari Imco e Sinergia (al 20% di Premafin) è arrivata il 14 giugno

1. Fermi gli obblighi di pubblicità previsti da specifiche disposizioni di legge, gli emittenti quotati e i soggetti che li controllano comunicano al pubblico, senza indugio, le informazioni privilegiate di cui all'articolo 181 che riguardano direttamente detti emittenti e le società controllate. La CONSOB stabilisce con regolamento le modalità e i termini di comunicazione delle informazioni, ferma restando la necessità di pubblicazione tramite mezzi di informazione su giornali quotidiani nazionali, detta disposizioni per coordinare le funzioni attribuite alla società di gestione del mercato con le proprie e può individuare compiti da affidarle per il corretto svolgimento delle funzioni previste dall'articolo 64, comma 1, lettera b) (2).

La legge, però, consente agli amministratori una certa discrezionalità nel divulgare dati price sensitive, come spiega il comma 3 dell’art. 114 del Tuf:

3. I soggetti indicati nel comma 1 possono, sotto la propria responsabilità, ritardare la comunicazione al pubblico delle informazioni privilegiate, nelle ipotesi e alle condizioni stabilite dalla CONSOB con regolamento, sempre che ciò non possa indurre in errore il pubblico su fatti e circostanze essenziali e che gli stessi soggetti siano in grado di garantirne la riservatezza. La CONSOB, con regolamento, può stabilire che l'emittente informi senza indugio la stessa autorità della decisione di ritardare la divulgazione al pubblico di informazioni privilegiate e può individuare le misure necessarie a garantire che il pubblico sia correttamente informato (3).
 

La gabola, quindi ci sarebbe. Ed è prevista anche dall’art. 66-bis del Regolamento emittenti: 

1. In applicazione dell'articolo 114, comma 3, del Testo unico i soggetti ivi indicati possono ritardare la comunicazione al pubblico delle informazioni privilegiate al fine di non pregiudicare i loro legittimi interessi.
2. Le circostanze rilevanti ai sensi del comma 1 includono quelle in cui la comunicazione al pubblico di informazioni privilegiate può compromettere la realizzazione di un’operazione da parte dell’emittente ovvero può, per ragioni inerenti alla non adeguata definizione degli eventi o delle circostanze, dare luogo a non compiute valutazioni da parte del pubblico.

Tra queste circostanze, ce n’è una che si presta particolarmente al caso in questione. Riguarda la solidità finanziaria, ed era valida nella prima fase delle trattative tra la compagnia delle Coop e quella dei Ligresti:

In particolare, nel caso in cui la solidità finanziaria dell'emittente sia minacciata da un grave e imminente pericolo, anche se non rientrante nell'ambito delle disposizioni applicabili in materia di insolvenza, la comunicazione al pubblico delle informazioni può essere rinviata per un periodo limitato di tempo, qualora essa rischi di compromettere gravemente gli interessi degli azionisti esistenti o potenziali, in quanto pregiudicherebbe la conclusione delle trattative miranti ad assicurare il risanamento finanziario a lungo termine dell'emittente;

L’esenzione dall’Opa, infatti, è stata concessa in quanto si tratta di un salvataggio, come detto a condizione che tutti gli azionisti fossero messi sullo stesso piano, a prescindere dalla loro rilevanza. Se Mediobanca, insieme creditore e coordinatore dell’aumento di capitale, si è impegnata nel riconoscere un premio agli ex azionisti di controllo, è lapalissiano che i Ligresti non sono sullo stesso piano del piccolo risparmiatore che si è fidato di loro investendo in Fondiaria-Sai. 

 

 

Comments

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
4 August 2012 - 09:40

Basta fare un esposto procura .non costa niente e i carabinieri sono obbligati ad intervenire ( loro sono persone serie).Il modulo si scarica da internet .

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
4 August 2012 - 09:33

Basta fare un esposto
alla procura .Non costa niente e intervengono i carabinieri il modulo si scarica da internet

biggestmouse's picture
Inviato da: biggestmouse
30 July 2012 - 12:12

Carlo,

Linkiesta è un dei pochi giornali che permette ai poveri risparmiatori derubati di dire la loro, per il resto tutti gli organi di stampa sono più o meno collusi con i poteri forti...

Io ho parlato di pena di morte ed è chiaramente una provocazione, ma purtroppo in un paese incivile come il nostro bisognerebbe mettere la pena di morte per questo tipo di reati, così forse questi ladri farebbero attenzione a non rubare ai poveri!!!

Possibile che tu non comprenda che meritino la pena di morte managers che guadagnano milioni di euro l'anno e poi portano avanti con spregio ed arroganza progetti che derubano i piccoli risparmiatori onesti? Tu sei forse dalla parte dei ladri??

Carlo's picture
Inviato da: Carlo
27 July 2012 - 20:09

..trovo abbastanza inquietante che si permetta la pubblicazione di post in cui, in modo coraggiosamente anonimo, si invochi la morte di una persona... la cosa non vi fa onore

luparini's picture
Inviato da: luparini
27 July 2012 - 17:08

Da che mondo è mondo,quando si sottoscrive un'accordo,una copia delo stesso viene rilasciato a tutti i firmatari. Quell'allocco del giudice dovrebbe richiedere l'accordo direttamente a Ligresti,diventato improvvisamente uccelletto canterino.In tutte le precedenti inchiesta,dove è stato condannato,si è avvalso della facoltà di non rispondere.L'accordo esiste e le dichiarazioni di Ligresti non sono altro che un ricatto a chi deve intendere come comportarsi. Il giudice allocco lo cerca altrove.

biggestmouse's picture
Inviato da: biggestmouse
27 July 2012 - 16:12

Devo evidenziare una cosa: il problema sono i risparmi che sono stati AZZERATI ai piccoli risparmiatori da questa vicenda vergognosa, rendiamocene conto!!! Perchè nessuno solleva ed evidenzia che è questo il problema?? C'è stata una rapina, dove sono i gendarmi?? Stanno indagando??

Per quel che riguarda Nagel, lui ha derubato i piccoli risparmiatori, Nagel è un ladro, ha commesso una rapina a mano armata, dovrebbe stare in galera, il carcere a vita, ma di più, io chiederei la pena di morte per tale soggetto!!!!

Ha studiato un progetto che ha azzerato i risparmi dei piccoli risparmiatori (portandolo avanti con arroganza e con il ricatto evidente), e la Consob ha fatto passare tale progetto, una vergogna colossale!!!

Il problema della vicenda sono alla fine i nostri risparmi, che sono spariti, a noi delle altre stupidaggini frega poco, rivogliamo i nostri risparmi che ci sono stati scippati!!!!
Che paghi Nagel, che confischino tutti i suoi averi, è un ladro e merita la peggiore fine!!!!

infiltrato's picture
Inviato da: infiltrato
31 July 2012 - 16:25

Il vero problema di tutta l'operazione consiste nel fato che si è azzerato il valore dell'investimento in capo ai vecchi azionisti e lo si è trasferito ai nuovi azionisti. Un piccolo esempio può essere utile x meglio comprendere la vicenda: in occasione dell'aumento di capitale del 2011 le azioni furono offerte in opzione al prezzo di €1,5 che post raggruppamento è diventato € 150. Pertanto ciò che solo un anno fa ho pagato € 150 oggi vale € 1. La situazione si aggrava x il fatto che il fondo Arepo era disponibile a sottoscrivere le azioni in un range compreso tra € 200 e 250 mentre x gli attuali azionisti il prezzo doi sottoscrizione non sarebbe stato amggiore di € 125. Ne consegue che l'operazione ideata da Arepo avrebbe sostenuto il valore del titolo ma purtroppo il management di Fonsai ha pensato bene di non considerarla minimamente tale offerta. Io proporrei 1) una class action 2) un sequestro preventivo di emolumenti e patrimonio personale di tutti i manager e consiglieri che si sono spesi x l'operazione Unipol 3) Divieto x tutti i manager e consiglieri di cui al punto precedente di rivestire qualsivoglia incarico in altra società quotata.
Proporrei altresi il commissariamento di ISVAP e CONSOB in quanto hanno dimostrato di essere solo strumenti di poteri x decidere le sorti di partite delicate in base ai desiderata dei poteri forti del momento. Ovviamente è fatta salva l'obbligatorietà dell'azione penale che mi auguro possa raggiungere gli eventuali responsabili

biggestmouse's picture
Inviato da: biggestmouse
27 July 2012 - 16:11

Devo evidenziare una cosa: il problema sono i risparmi che sono stati AZZERATI ai piccoli risparmiatori da questa vicenda vergognosa, rendiamocene conto!!! Perchè nessuno solleva ed evidenzia che è questo il problema?? C'è stata una rapina, dove sono i gendarmi?? Stanno indagando??

Per quel che riguarda Nagel, lui ha derubato i piccoli risparmiatori, Nagel è un ladro, ha commesso una rapina a mano armata, dovrebbe stare in galera, il carcere a vita, ma di più, io chiederei la pena di morte per tale soggetto!!!!

Ha studiato un progetto che ha azzerato i risparmi dei piccoli risparmiatori (portandolo avanti con arroganza e con il ricatto evidente), e la Consob ha fatto passare tale progetto, una vergogna colossale!!!

Il problema della vicenda sono alla fine i nostri risparmi, che sono spariti, a noi delle altre stupidaggini frega poco, rivogliamo i nostri risparmi che ci sono stati scippati!!!!
Che paghi Nagel, che confischino tutti i suoi averi, è un ladro e merita la peggiore fine!!!!

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
27 July 2012 - 16:10

Devo evidenziare una cosa: il problema sono i risparmi che sono stati AZZERATI ai piccoli risparmiatori da questa vicenda vergognosa, rendiamocene conto!!! Perchè nessuno solleva ed evidenzia che è questo il problema?? C'è stata una rapina, dove sono i gendarmi?? Stanno indagando??

Per quel che riguarda Nagel, lui ha derubato i piccoli risparmiatori, Nagel è un ladro, ha commesso una rapina a mano armata, dovrebbe stare in galera, il carcere a vita, ma di più, io chiederei la pena di morte per tale soggetto!!!!

Ha studiato un progetto che ha azzerato i risparmi dei piccoli risparmiatori (portandolo avanti con arroganza e con il ricatto evidente), e la Consob ha fatto passare tale progetto, una vergogna colossale!!!

Il problema della vicenda sono alla fine i nostri risparmi, che sono spariti, a noi delle altre stupidaggini frega poco, rivogliamo i nostri risparmi che ci sono stati scippati!!!!
Che paghi Nagel, che confischino tutti i suoi averi, è un ladro e merita la peggiore fine!!!!

Franco's picture
Inviato da: Franco
27 July 2012 - 14:08

Se!
1 - pare che la procura ha un foglietto a quadretti manoscritto, forse da una Ligresti con degli appunti di richieste;
2 - le richieste sono simili, in buona parte, alle condizioni previste dalla manleva;
3 - la Consob solo dopo qualche tempo, stabilisce che esenzione OPA è possibile solo se i Ligresti non siano favoriti;
Va spiegato allora, per quale motivo sottoscrivere un accordo separato se già quelle condizione sono parte dell'accordo, la Consob le riterrà inopportune successivamente?
Se l'accordo fosse stato sottoscritto i Ligresti dovrebbero averne una copia perchè non la tirano fuori e fanno valere gli impegni?
Se non è stato sottoscritto e nemmeno eseguito non capisco il problema, la registrazione di una che non si è occupata del dossier che conserva un foglietto senza firma e che per togliersi di torno la Ligresti l'assicura che è stato firmato ha valore?
Il pluri inquisito/condannato Ligresti che sostiene che ha firmato è credibile?
Tutto un se, al momento poco o per niente credibile, che si ripercuote sulle quotazioni e danneggia l'aumento di capitale, questo secondo Voi fa bene ai piccoli risparmiatori?
I pareri di stimati professionisti anonimi, sono pubblicabili! Dietro l'anonimato si possono sparare cazzate stratosferiche tanto che fà!
Così viene il dubbio, che nascondendosi dietro se e anonimi in nome della difesa dei piccoli azionisti/risparmiatori si rischia di danneggiare ulteriormente questi ultimi e, si rischia di favorire quelli di prima (Ligresti tornano in Fonsai con almeno il 20%, Sator senza soldi e senza un piano industriale non potranno far altro che vendere il vendibile per guadagnare e far fruttare l'investimento e le quotazioni crollerebberò etc., ed i piccoli risparmiatori se la .......)

vincenzo's picture
Inviato da: vincenzo
28 July 2012 - 04:34

Franco ha vissuto sulla luna per gli ultimi 12/24 mesi e non sa che cosa è accaduto sulla terra nel frattempo.
Forse non sa che i piccoli azionisti se la sono già presa nel..... grazie a Mediobanca e compagnia bella che ha azzerto i loro investimenti.
Poi da che mondo e mondo funziona che chi ha un offerta che valorizza il capitale degli azionisti ha la precedenza sugli altri che azzerano il capitale degli azionisti.
Non in Italia !
Poi il piano industriale trova il tempo che trova in quanto i piani si fanno e si disfanno con la stessa velocita della luce ai tempi odierni.
Mi sembra inoltre che i due fondi avessero dimostrato le loro consistenze patrimoniali per poter accedere alla gara di risanamento di fondiaria.
Ciò che Franco non sà ,è che si è fatto passare un operazione di salvataggio per ciò che non è in quanto l'unica che doveva essere salvata era premafin e non Fondiaria che disponeva di risorse per potersi riprendersi in piena autonomia.
Questo è stato un vero e prorpio esproprio di tipo proletario attuato dalle sinistre ,solo che è avvenuto al contrario "tolgo ai poveri per dare ai ricchi".
Mi meraviglio inoltre come tutti siano attaccati a questa lettera per poter chiedere i danni per questa operazione mangia soldi quando esistono già i presupposti per farla passare come rapina in tutti i sensi citando in giudizio anche gli organi di controllo che hanno concesso agli amici degli amici un trattamento di parte contro il mercato e del piccolo risparmio .
I presupposti esistono già per un trattamento di favoro e sono che le azioni premafin , controllante fondiaria , sono state calcolate diversamente dalle azioni fondiaria con un premio del tutto evidente per i ligresti rispetto al mercato.
Basterebbe questo per farti capire quanto sia sporca questa vicenda che non ha paragoni nella storia della finanza mondiale.
E qui ti lascio .

carlomaria's picture
Inviato da: carlomaria
27 July 2012 - 15:00

Ma che succede se la lettera firmata da Nagel Linkiesta la tira fuori? Secondo me avete in mano le prove inequivocabili che la lettera ci sia! Producendole fareste solo un servizio alla comunità. Dico bene o dico giusto? 

carlomaria's picture
Inviato da: carlomaria
27 July 2012 - 15:55

Vi spiego perché sono arrivato a questa conclusione. 

Mi sono basato su un lavoro di analisi critica e approfondita (non ovvviamente su impossibile esame grafologico) sugli articoli pubblicati sino ad ora su questa vicenda e ho appurato che vi è più di un elemento che mi porta a pensare che le prove inequivocabili di questo accordo siano in vostro possesso. Da lettore e qualora fossi anche Editore della vostra testata mi sembrerebbe più che corretto concedere alle due parti che hanno siglato questo bislacco accordo di cospargersi il capo di cenere e di confessare il tutto pubblicamente. Ma visto che la parti in questione continuano a negare lascerei perdere il fair play adottato sino ad ora e li inchioderei, per così dire, al muro. E' pleonastico dire che la figura dei due contraenti, che continuano ostinatamente a negare, toccherebbe i minimi della vita. Una sconfitta con un'ammissione pubblica sarebbe di certo la strada migliore per uscire il meno massacrati possibile da questa vicenda ma evidentemente l'ostinazione di chi ha redatto e controfirmato l'accordo sembra averla vinta sulla verità. Valore molto raro nei componenti del board di Mediobanca e nei proprietari del Gruppo Ligresti. Alla luce dei fatti non baderei più a quel senso di correttezza e stle che vi contraddistingue e andrei giù duro. Molto duro. 

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