Analisi

Soldi sul conto deposito? È come metterli sotto il materasso

I conti deposito, come afferma la Bce nell’ultimo bollettino, sono protagonisti di un boom. Cacoland

(Foto da Flickr di gynti_46)

Una botte di ferro. L’unico rischio del conto deposito, come si legge nel prospetto informativo, è quello di controparte, cioè l’eventuale fallimento della banca. Ma niente paura: fino a 100mila euro i risparmi sono garantiti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi. Premessa: essendo giornalisti finanziari e non consulenti, le righe che seguono non vanno interpretate come consigli d’investimento ma come un approfondimento non esaustivo della tematica.

Nell’ultimo anno gli istituti di credito hanno puntato moltissimo su questo prodotto – diventato popolare con la crisi americana del 2008 – con campagne pubblicitarie martellanti, sia per ottenere mezzi freschi ai fini delle regole di Basilea III che per diversificare le proprie fonti di finanziamento a breve termine, senza abusare del canale Bce. Un aspetto evidenziato anche dall’ultimo bollettino mensile di Eurotower, relativo a giugno: «Il tasso di crescita annuale dei depositi a breve termine diversi dagli overnight è salito del 2,7% nel primo trimestre del 2012, rispetto al 2,3% dell’ultimo trimestre 2011. […]. Ciò riflette il tentativo, da parte delle istituzioni finanziarie in alcuni Paesi dell’area euro, di attrarre depositi stabili offendo tassi d’interesse interessanti».

Mediolanum, Banca Ifis, Banca Sistema sono alcuni istituti che propongono rendimenti lordi che superano il 4%, in cambio di una giacenza superiore a 18 mesi e liquidazione alla scadenza (alcune offerte prevedono una cedola trimestrale, anche anticipata). Il conto deposito è più sicuro rispetto, ad esempio, ai pronti contro termine, prodotto equiparabile anche in termini di rendimento, che però non gode della tutela del Fondo interbancario in caso di default dell’emittente. È inoltre accessibile pressoché a tutti, avendo una soglia d’ingresso minima che nella maggioranza dei casi è pari a mille euro, ed è piuttosto flessibile, da tre a ventiquattro mesi.

Tuttavia, non va considerato come uno strumento d’investimento, ma di mera salvaguardia del potere d’acquisto dei propri risparmi. «Se un bar acquista il caffè a 1 euro e lo rivende a 50 cent, il suo business quanto può durare?». Un operatore del settore sintetizza così i rischi del conto deposito. Per fare bene il loro mestiere, le banche devono prestare a un tasso più alto rispetto a quello corrisposto ai clienti sui conti deposito. In caso contrario stanno lavorando in perdita, il che non è ovviamente sostenibile sul lungo periodo.

Esempio: Mediolanum, una delle banche commercialmente più aggressive sui conti vincolati, offre ai nuovi clienti un tasso del 4,25% lordo, da un lato incassando uno spread del 2,6% su un mutuo ventennale da 130mila euro a tasso variabile, e dall’altro guadagnando però sui finanziamenti alla clientela, sui quali applica un tasso del 7,6% (offerta Maxicredit). L’ultima trimestrale dell’istituto guidato da Ennio Doris ne evidenzia l’uso massiccio: «Il saldo degli impieghi alla clientela cresce a 4.669,3 milioni di euro rispetto a 4.067,3 al 31 dicembre 2011, principalmente per effetto dell’incremento delle operazioni di denaro caldo (+122 milioni di euro) […]». I depositi vincolati sono raddoppiati in un anno: dai 213 milioni di euro del 31 marzo 2011 ai 411 milioni di dodici mesi dopo.

C’è poi la questione del sottostante. Per assicurare al cliente la restituzione del capitale più gli interessi la banca solitamente investe in Ctz oppure in covered bond, cioè titoli di debito garantiti da mutui immobiliari. Non è il caso di Banca Ifis, uno degli istituti che negli ultimi anni ha puntato con più convinzione sul conto deposito, attraverso Rendimax. Dall’istituto veneziano spiegano che la remunerazione deriva dal differenziale tra gli interessi corrisposti alla clientela e le commissioni sui servizi di factoring e di finanziamento alle Pmi, che rappresentano il 90% della raccolta.

Spulciando i conti dell’ultimo trimestre, si scopre che i debiti verso la clientela sono saliti a 5 miliardi di euro (+226,1% rispetto al 31 dicembre 2011) per via del «successo della raccolta retail tramite il deposito on line, rendimax», tanto che i depositi sono saliti a quota 2 miliardi di euro (+28,9% rispetto alla fine del 2011). Il problema è che a crescere, ben del 20%, sono anche le attività deteriorate nette, pari a 333 milioni di euro a fronte di un patrimonio netto di 196 milioni. 

Un’altra realtà specializzata nei depositi vincolati è Banca Ibl. “ContosuIbl Vincolato” prevede un versamento minimo iniziale di 5mila euro e una giacenza minima di mille euro. Se si vincola per almeno un anno e fino a 24 mesi il rendimento lordo sale al 4,5%, ma al netto della ritenuta fiscale del 3,6 per cento. La garanzia ai clienti, dicono dalla banca romana, deriva dalla solidità del core business dei finanziamenti professionali e cessione del quinto. Invece, il tasso annuo effettivo di Banca Marche per una giacenza minima di 5mila euro per un periodo di due anni è del 4,49%, ma l’imposta di bollo è a carico del cliente, al contrario di quanto avviene nella maggior parte dei casi. Addirittura SIconto! di Banca Sistema offre il 5,4% lordo, alla scadenza, a chi si impegna per almeno tre anni, senza soglia d’ingresso minima né massima. 

Al netto dell’inflazione, a giugno salita al 3,3% su base annua, dei rendimenti mirabolanti promessi rimane ben poco. Oltretutto sugli interessi maturati, come detto, la tassazione è salita al 20% per effetto della manovra dello scorso agosto (legge 148/2011), il che riduce ulteriormente i margini di guadagno dell’investimento. Se, come si vocifera, la Bce taglierà ulteriormente i tassi, è probabile che l’inflazione salirà ancora. Ammesso che rimanga intorno al 3%, i nuovi clienti che vincolano 10mila euro utilizzando ad esempio Rendimax, e liquidando gli interessi alla scadenza ottengono un netto dell’1,85%, pari a 148 euro l’anno una volta pagate le tasse sugli interessi.

Esattamente il medesimo rendimento dei certificati zero coupon (Ctz) emessi lo scorso 26 giugno dal Tesoro con scadenza al 2014, che in linea teorica sono più rischiosi (non essendo coperti dal Fondo di garanzia) ma qualcosina in più rispetto ai Buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione, che dopo 18 mesi rendono circa l’1,5% netto. Più che un investimento, quindi, il conto deposito è una cassaforte per preservare il valore reale dei propri risparmi, da scegliere con un occhio di riguardo ai fondamentali della banca che lo propone. 

 

Twitter: @antoniovanuzzo

 

 

Comments

sandropascucci's picture
Inviato da: sandropascucci
31 October 2012 - 11:05

ehm.. non so come dirtelo.. non serve il discorso del caffè a 50 centesimi.. la banca non presta i soldi che raccoglie.

la banca crea dal nulla il capitale che costituisce "il mutuo".

si chiama signoraggio e riserva frazionaria

Marco-Cellini's picture
Inviato da: Marco-Cellini
16 October 2012 - 17:29

Sul conto corrente di mia zia (660 euro al mese) gli applicano 0% di interessi e valanghe di costi, perrsino il bancomat (12,54 euro). Perchè dovrei far gestire a questi signori i miei risparmi?
Il problema non è che i soldi fruttano sui conti deposito, ma concorrono a compensare l'inflazione. Oltretutto, le banche sulle quali ho conti deposito, mi hanno (tutte) restituito la differenza del 7% della variazione della tassazione dello Stato. Ho il bancomat gratis, faccio tutto on line, ho la tessera multiuso con cui verso allle 3 della domenica mattina quello che vinco alle slot (assegni e contanti) e senza code o orari. Riguardo alle Poste, non ho messo più una una lira (non euro) perchè dopo aver investito anni addietro su buoni fruttiferi, ne hanno cambiato (senza avvisare il cliente) il tasso d'interesse...così mi hanno "sottratto" alla scadenza 12 milioni di lire, senza possibilità di ricorrere in giudizio. Questo è il mio pensiero, sindacabile, ma chi aveva azioni prima del Marzo 2009 conosce il sudore freddo lungo la schiena quando ha visto i listini crollare, con il fallimento della LB e il quasi tracollo di UBS (salvata da BNS con 60 miliardi di CHF). Quindi , meglio il materasso o il braciere?
Saluti.

Mario Risso's picture
Inviato da: Mario Risso
12 July 2012 - 17:10

Alle elementari mi hanno insegnato che non si sommano le mele con le pere. Evidentemente è un concetto ostico per molte persone. Nell'articolo si prendono in considerazione un paio di esempi a caso, li si confronta con un altro paio di esempi a caso, come se esistessero solo quelle opportunità, poi si traggono le conclusioni...ma che informazione è?

Se lascio i soldi sotto il materasso, li ritrovo tali e quali, se invece li metto in un conto deposito certamente non mi arricchirò, ma a meno di essere uno speculatore ho a disposizione uno strumento che fa fruttare i miei risparmi certamente molto di più di un normale conto corrente.

Ma la perla è:

"Oltretutto sugli interessi maturati, come detto, la tassazione è salita al 20% per effetto della manovra dello scorso agosto..." infatti, come noto, passare dal 27% al 20% significa salire, cioè aumentare. (!)

Complimentoni.

emis's picture
Inviato da: emis
12 July 2012 - 09:33

Complimenti! Ma chi l'ha scritto questo articolo, un laureato in economia o uno studente di un Istituto Professionale? Bah

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
11 July 2012 - 23:30

http://www.contodeposito.org/svantaggi.html
Ecco appunto la tassazione degli interessi dal primo gennaio 2012 ė passata dal 27% al 20%
Vi stimo come quotidiano, ma non riportate fesserie vi prego.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
11 July 2012 - 23:23

Ma poi la tassazione non era del 27%? Mi pare sia calata e non aumentata.

tixexit's picture
Inviato da: tixexit
11 July 2012 - 18:44

PATRIMONIALE SECCA E DURA SU QUESTE FORME DI PARASSITISMO. Specchietti per allodole! I conti deposito sono una forma di risparmio demenziale. Le banche che li offrono perdono soldi. Lo dico con cognizione di causa. Magari sono perdite controllate e vengono considerate un costo per crescere, ma sono tecnicamente in perdita. Offrire la copertura del fondo interbancario per questi prodotti è vergognoso. Free riding puro. I denari li depositati sono tolti ad investimenti diretti in Titoli di Stato di nuova emissione. vergogna!

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
11 July 2012 - 16:41

Io non ho capito per quale motivo dovrebbe essere più conveniente il materasso, cosa giustifica l'affermazione nel titolo? Questi conti, anche fineco ne propone uno vincolato al 4.25%, servono solo a non perdere potere d'acquisto e sono sempre convenienti rispetto al salvadanaio. Nono bisogna dimenticarsi dell'inflazione.. Avere 50.000€ e lasciarli in un CC è sconveniente..

Massimofamularo's picture
Inviato da: Massimofamularo
11 July 2012 - 16:28

Ma ing direct che i conti deposito li ha inventati che fine ha fatto? E' fallita?

Dire che una cosa rende come un ctz o un buono postale trascura il dettaglio che sul conto deposito la disponibilità è immediata e l'accessibilità on line. Gli altri strumenti occorre negoziarli (pagando delle commissioni) ed esponendosi al rischio di fluttuazioni (per quanto minime considerando lo strumento).

Per fare il buono fruttifero devi fare la fila in posta (ignoro se quanto costi disinvestire prima della scadenza)

Marco  Giovanniello's picture
Inviato da: Marco Giovanniello
11 July 2012 - 16:12

È illusorio contare sul Fondo di tutela dei depositi. Il rischio più concreto che corrono le banche italiane è un default dello Stato, che le farebbe fallire tutte. A quel punto né lo Stato stesso, fallito, potrebbe intervenire, né il Fondo, che sarebbe una goccia nel mare.

grazianop's picture
Inviato da: grazianop
11 July 2012 - 15:28

Ma qual è la relazione fra titolo e articolo? Scegliere un impiego (per carità, non chiamiamolo investimento!) che almeno salvaguarda il potere d'acquisto restando, in cambio, fondamentalmente liquido, questo è come mettere i soldi nel materasso della nonna? E se invece si tengono i soldi nel conto corrente, allora non vanno guardati i fondamentali? E se si investe in obbligazioni della banca? Sig. Vannuzzo, non faccia il timido, ci consigli, ci dica come lei ha diversificato il suo portafoglio, chissà che non si diventi tutti milionari!

Sa's picture
Inviato da: Sa
11 July 2012 - 12:42

Quel "ci guadagna solo la banca" servirà a fare un bel titolo, ma me ne sfugge il senso. La banca "ci guadagna" su tutto quello che propone, non certo solo i conti deposito. Che non ci si arricchisca con i conti deposito non è proprio una grandissima scoperta, il fatto poi che le alternative presentate siano solo una che rende un po' meno di e una che rende uguale ed è più rischiosa mi sembra indebolire ancora di più il punto. Peraltro ci sarebbe di discutere anche sull'altra parte del titolo, quello riguardante la sicurezza, dato che la causa più probabile di collasso di qualche istituto bancario è rappresentata da una eventuale crisi di chi dovrebbe garantire il Fondo interbancario.

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