Caro Corriere, quel cronometro dell’antipolitica non ti fa onore
Michele Fusco
Pochi giorni fa Panebianco, in un editoriale, scriveva di quanto fosse difficile resistere all’ondat
La prima del Corriere.it
Sottrarsi all’antipolitica. Resisterle. Evitare qualsiasi deriva demagogica. Lo scriveva qualche giorno fa Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, sottolineandone opportunamente la difficoltà. È così bello, in effetti, anche così comodo lasciarsi cullare da un rancore facile facile e pure meritato per questa classe politica, che quello di Panebianco è sembrato più un appello da Alice nel Paese delle Meraviglie che un reale e fondato auspicio per il futuro. Ma tant’è, il dovere di un giornale giudizioso e liberale com’è il quotidiano di via Solferino è proprio quello di interpretare i momenti della storia, per poi rilanciare con le sue ricette equilibrate, anche se magari non sono in linea con la pancia di un Paese che ribolle, anche se più di un lettore storcerà la bocca. È la forza di un’informazione indipendente, che non cede a rigurgiti insani, che non si piega alla demagogia.
Tutto bene, tutto bello. Tutto figo. Poi oggi apri il Corriere.it, che non risulta essere (ancora) un corpo «deviato» all’interno del Corriere della Sera, e cosa trovi? Un magnifico contatore, in alto a destra, visibilissimo, che scandisce - partendo dai giorni per arrivare sino ai secondi - quanto tempo è passato dal momento in cui i presidenti di Camera e Senato si sono impegnati, con due lettere, per cambiare la legge sul finanziamento. Sotto il contatore, c’è proprio questa scritta: «Il tempo trascorso dall’impegno dei presidenti delle Camere per la riforma del finanziamento ai partiti». Per cui, ogni volta che apri la home del Corriere, ti puoi gustare il tempo dell’ignominia. Adesso, mentre lo facciamo, il contatore dice: 5 GIORNI, 17 ORE, 4 MINUTI, 3 SECONDI.
Pensate, sono già cinque giorni e passa che il Parlamento non fa una cippa. Perché è questo il dato che passa, quando riduci tutto a una semplice lotta contro l’orologio, quando fai partire il cronometro dell’antipolitica: che qualunque cosa succeda, per quanto poco tempo possa passare - e cinque giorni onestamente sono nulla – è lo strumento che userai a determinare il sentimento di chi guarda/legge dall’esterno. Un’operazione di marketing di prontissimo effetto, una vecchia tattica di sicura resa pubblicitaria. Se in quell’editoriale Panebianco intendeva mettere sull’avviso i lettori di un pericolo reale come quello dell’antipolitica, quel giorno evidentemente il direttore del Corriere della Sera doveva essere fuori sede.
Anche a noi piacerebbe far partire tanti cronometri. Ma se la buttiamo sui contatori, qui non la finiamo più. Sul web, da questo punto di vista, si parte molto sfavoriti: ogni giorno, centinaia e centinaia di lettori fanno scattare i secondi, addirittura i centesimi, perché si incazzano, urlano, strepitano, discutono, anche demagogicamente, anche in modo poco urbano. Ma questa è la Rete, bellezza. È il suo brutto, ma anche il suo bello. Ma quando un giornale che nasce di carta, liberale ed equilibrato, affida la sua parte più populistica al web sembra nascondersi dietro un filo d’erba. Dietro quel filo, il suo corpaccione si muove senza eleganza.
Caro Corriere, togli quel ridicolo contatore, quella poverissima gogna del nulla. Noi ci fidiamo della tua storia, non di questa tua (nuova) modernità.

Comments
è una splendida idea quella del contatore, brutta bestia l'invidia vero linkiestina ?
Caro Anonimo, si trattasse di una bella figa stratosferica capirei ma qui stiamo parlando di un contatore! Provare invidia per un contatore, peraltro graficamente proprio bruttino, personalmente invidia zero!
Giusto, quel contatore andrebbe tolto -- per essere sostituito da questo:: http://metilparaben.blogspot.com/2012/04/il-contatore-della-presa-per-il...
Ma non mi ero accorto che Peter e Paper fossero in due?
Se per scrivere un post ci vogliono quattro mani, quante ne servono per redigere un articolo? 32? Ecco come mai i tempi di stampa al "Corsera" sono così lunghi!
Sì sì, bei furbacchioni questi qui del Corrierone.
Per anni hanno tenuto bordone a Berlusconi i vari Panebianco, PG Battista, per non dire di Sergio Romano, invece di dire chiaramente le cose come stavano.
E anche a Bossi.
Ma mi facciano il piacere...
ci spiegate cosa significano le due bollette? Mi sembra che ci sia qualcosa di molto stonato.
Come non dimenticare che fino a pochi mesi fa reggevano il sacco a bunga bunga....e per non parlare degli editoriali terzisti che terzisti non erano perchè di fatto erano pro bunga bunga e la sua corte dei miracoli di Pigi Battista.....
Ah benone, adesso il Corriere e Panebianco sono gli alfieri dell'informazione indipendente. Ora posso dire di aver visto tutto nella vita.
Potreste mettere in homepage de LK un cronometro che segna il tempo della demagogia del corriere, fino a quando il corriere non si decida a togliere il suo: " Sono passati X giorni, X ore e X minuti dalla svolta antipolitica del corriere". Il titolo sarebbe Antipolitica e Trasparenza.
Caro Dottor Fusco,
mi dispiace ma questa volta si è completamente sbagliato. Sa cosa indica quel contatore? Il tempo che passa prima che il Direttore Ferruccio de Bortoli possa mandare un articolo in stampa ovvero 5 giorni, 16 ore, 31 minuti e 12 secondi trascorsi al telefono a parlare con gli azionisti RCS, il Governo, i Ministri, i Segretari di Partito, i politici e i Sindacati. Pensi che stress! Io ci metterei sotto anche un altro display con l'ammontare delle bollette telefoniche che deve pagare il povero Direttore del "Corsera" per richiamare tutte queste persone.
cosa c'è di antipolitico? Se poi l'ha detto panebianco siamo in una botte di ferro...
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