Da Minzolini a Mentana, in Italia si decide tutto in Procura
L’ultimo caso riguarda il direttore del Tg de La7 che si dimette dopo essere stato denunciato alla m
Enrico Mentana
Provate a spiegarlo all’estero. Provate a tradurre in inglese, in francese o in tedesco un paese in cui niente succede se non si ricorre alla magistratura. E in cui invece succede tutto non appena la magistratura viene chiamata in causa: anche se, eventualmente, la storia giudiziaria è destinata a finire in niente, con tanti saluti ai principi giuridici di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, con conseguente spesa giudiziaria (cioè pubblica) che alla fin fine si poteva evitare, con risparmio di tutti.
La vicenda di Mentana, l’ultima in ordine di tempo, è quella che avrete ormai letto tutti. Il direttore si rifiuta di leggere un comunicato sindacale di solidarietà allo sciopero dei sindacati indetto per lunedì scorso. Il Cdr - il comitato di redazione, rappresentanza sindacale interna - si lamenta e poi l’associazione della stampa Romana - d’intesa con il Cdr - lo denuncia alla magistratura per condotta antisindacale. Lui, comprensibilmente, si dimette. Il piano perfetto per arrivare al Tg1 in carrozza? Può darsi, vedremo. Ma anche se la mossa di Mentana è stata tutta tattica, la domanda resta a monte: davvero non c’è una via intermedia per criticare un direttore? Davvero prima si va dai giudici e poi si discute del merito? Tanto più che qualche evidente risultato e successo la direzione-Mentana, al Tg7 l’aveva portato.

Minzolini e il Tg1 sono il rovescio della medaglia. A nulla sono serviti i cattivi risultati del Tg1, il calo di share e di credibilità riconosciuto da milioni di italiani in questi anni. Per rimuovere l’ex direttore è servito aprire un procedimento penale, arrivare a un rinvio a giudizio per delle spese che si ritengono non autorizzate, ma che sono state comunque restituite, come Minzolini ripete dal primo giorno. Insomma, il problema è un Tg1 a picco o 60 mila euro già restituiti?
Ai due casi possiamo aggiungerne mille. Dal calcio alla politica, dall’economia e finanza all’amministrazione locale, sembra che nessun passaggio importante possa avvenire senza che ci siano di mezzo i giudici. Ovviamente, quando serve, la magistratura deve assolutamente fare il suo lavoro. Ma troppo spesso è chiamata in causa per fare, in realtà, il lavoro degli altri. Quello dei manager che dovrebbero cacciare chi fa il male dell’azienda e dei colleghi, ad esempio. Più in generale, quello dei cittadini - elettori, investitori, lavoratori... - che hanno il diritto ma anche il dovere di dire il loro dissenso, di farlo pesare, di organizzarlo e perfino di vederlo coronato in successo anche se di fronte non c’è nessun illecito giuridico.
Invece in Italia siamo arrivati a coltivare un paradosso pericoloso: l’unica giustizia possibile passa per la Giustizia, intesa come istituzione. Siamo convinti che questo non faccia bene a nessuno. Non fa bene all’istituzione giudiziaria, che dovrebbe servire solo a verificare gli illeciti e non a costruire il consenso per scelte politiche o manageriali. Ma non fa bene neanche al paese e alla società italiana che lo compone: che dovrebbe finalmente sentirsi padrone del proprio destino, e non perennemente in cerca di tutele, protezioni, autorizzazioni. O di un giudice cui ricorrere, accompagnato da uno dei 150 mila avvocati italiani per fare valere idee e ragioni che, grazie al cielo, esistono anche se nessuno ha violato alcuna legge.

Comments
sinceramente se ne ha le scatole piene di questi comunicati sindacali, peraltro quasi sempre incomprensibili, letti in pieno telegiornale o messi in prima pagina. La difesa dei diritti dei lavoratori è una cosa seria e fa fastidio che i giornalisti abbiamo il monopolio dell'informazione sui comunicati sindacali. Mai sentito leggere un comunicato della fiom o del sindacato, uno dei tanti, degli insegnanti.
E poi non mi pare che quando una categoria, più o meno importante, fa sciopero, i media si spellino le mani e dedichino un bel servizio o 4.000 battute a spiegare perchè , chessò io, i controllori delle ferrovie facciano sciopero.
I Mentana faceva un telegiornale decente , probabilmente il migliore.in circolazione (questo è un commento personale che c'entra poco ma lo faccio) .
Infine, e poi, e poi bene fa l'articolo a dire basta con sta cosa dei giudici. ma come si fa a portare na cosa del genere in giudizio? è roba da film dell'orrore.
grazie
Sarebbe un bell'articolo se non fosse che la denuncia del cdr non è mai avvenuta. si informi meglio, linkiesta.
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