Inchiesta

Deiulemar non teme i creditori e va avanti con il concordato

Deiulemar ha definitivamente assegnato l’incarico per la ristrutturazione aziendale. Se i creditori

Nave di Deiulemar

Il 18 aprile, giorno in cui il Tribunale di Torre Annunziata discuterà l’istanza di fallimento presentata da un obbligazionista di Deiulemar Compagnia di Navigazione, si avvicina e le pedine dell’affollata scacchiera torrese preparano le proprie mosse.

La novità più rilevante arriva da Deiulemar Shipping, la compagnia armatoriale formata nel 2005 dalla seconda generazione delle famiglie Della Gatta, Iuliano, Lembo (attraverso conferimento dell’allora flotta di Deiulemar Compagnia di Navigazione), che ha definitivamente assegnato l’incarico della propria ristrutturazione aziendale. Ad occuparsene sarà un pool composto dagli advisor Accuracy (per la parte industriale) e H7 (per quella finanziaria) e da tre avvocati (Pietro Tantalo per il restructuring, Corrado Verna per il banking e Alberto Rossi per lo shipping) dello studio legale Nctm (per gli aspetti giuridici), coadiuvati dall’avvocato Filippo Di Peio.

Mediobanca e Rothschild, che, come anticipato da Linkiesta, hanno valutato il dossier, si sarebbero chiamate fuori per diversi motivi: la prima a seguito di una valutazione del peso dei rapporti fra le sue partecipate bancarie e Deiulemar; la seconda in ragione della nomina ad advisor della ristrutturazione societaria di Rbd (Rizzo, Bottiglieri, De Carlini), altra primaria compagnia armatoriale di Torre del Greco, operativa nello stesso mercato di Deiulemar e concorrente di quest’ultima. Fonti vicine a questo pool riferiscono che la ristrutturazione (ritenuta non particolarmente complessa per i buoni fondamentali della società) riguarda esclusivamente la Shipping a prescindere dai rapporti con Deiulemar Compagnia di Navigazione (che sarebbero semplicemente di parentela fra i rispettivi proprietari e non giuridici) e dal destino di questa.

Cioè, se i creditori di Deiulemar Compagnia di Navigazione accetteranno il concordato proposto da questa (l’amministratore delegato Roberto Maviglia ha chiesto ai soci un ulteriore apporto di risorse e ha convocato per venerdì l’assemblea, mettendo all’ordine del giorno la discussione di tale piano, dell’autorizzazione ad aumentare il capitale sociale anche a terzi e del progetto di quotazione), sancendone quindi la sopravvivenza e la continuità, si procederà come delineato da Maviglia: i soci della Shipping (proprietaria di 16 navi) conferiranno le quote (o parte di esse) di questa società (in via di risanamento) alla Compagnia rinata come quotata in Borsa, in cambio di azioni di quest’ultima (della quale dunque diverranno soci di minoranza, accanto agli attuali obbligazionisti e creditori, che vedranno convertiti i propri titoli, e ad eventuali terzi), di opzioni (da definire) sulle azioni della Shipping e di prerogative sulla gestione operativa in ambito armatoriale.

Se invece i creditori della Compagnia – e questo sembrerebbe l’orientamento di diversi comitati di obbligazionisti – rifiutassero il concordato e si arrivasse al fallimento, Deiulemar Shipping proseguirebbe sulla sua strada, nella convinzione che l’eventuale procedura fallimentare non avrebbe elementi per attaccare la società e i suoi beni. Convinzione rafforzata dall’insuccesso, nelle ultime settimane, dei tentativi, da parte di alcuni creditori della Compagnia, di ottenere il sequestro conservativo delle navi della Shipping.

Del resto fare luce sull’architettura societaria delle due Deiulemar e su eventuali legami fra esse è impresa tutt’altro che semplice. Il socio unico della Compagnia è Deiulemar Holding Spa, società a sua volta controllata (la cessione da parte delle tre fiduciarie precedentemente proprietarie è dell’aprile 2008, ma è stata registrata solo poche settimane fa) dal socio unico Lamain S.A., società di diritto lussemburghese. Questa è stata costituita (evidentemente ad hoc per l’acquisizione di Deiulemar Holding) nel marzo 2008, con sottoscrizione di tutte le quote da parte di Taggia LXVII - Consultadoria e Servicos, Sociedade Unipessoal Lda, società di Madeira, creata nel 2005 dalla conterranea MLGT Madeira – Management&Investment, S.A., il cui responsabile è l’avvocato Manuel Freitas Pita, dello studio legale portoghese Morais, Leitão, Galvão, Teles, Soares da Silva. Pita, specializzato nella consulenza alle aziende interessate ad approfittare delle particolarità legislative e fiscali di Madeira, ci ha risposto che «MLGT non è il solo azionista di Taggia e non ha conoscenza di Deiulemar né di Lamain».

Socio unico di Deiulemar Shipping è invece la lussemburghese Poseidon International S.A., costituita nel 2005 (anno di fondazione di Deiulemar Shipping) con sottoscrizione di tutte le azioni da parte di Société Européenne de Banque S.A., il cui azionista unico è Intesa Sanpaolo Holding International S.A. (naturalmente controllata dalla nostrana Intesa Sanpaolo), il cui direttore Christophe Velle, non a caso, ha presieduto dal 2007 al novembre 2011 il cda di Poseidon, insieme a Sébastien Schaack (il rappresentante di Poseidon all’assemblea di approvazione del bilancio 2010 di Deiulemar Shipping), prima di lasciare lo scorso novembre l’incarico a Armand De Biase (amministratore anche di Enel Finance International S.A., gruppo che ritroveremo più avanti) e Sandrine Melnyk (legata, fra l’altro, alle lussemburghesi Sanpaolo Immobiliere S.A. e IMI Investments S.A.).

Supponendo che, in entrambi i casi, i veri proprietari siano velati da accordi fiduciari intercorsi con i summenzionati veicoli finanziari lussemburghesi, l’unico legame evidente (ancorché pallido) fra le due Deiulemar che si evince da tutto ciò è rappresentato dal fatto che, quando Poseidon viene costituita nel 2005, il presidente del cda è (lo rimarrà fino all’agosto 2007, prima di lasciare a Velle) il romano Ferdinando Cavalli, oggi membro del cda di Lamain, in rappresentanza della quale ha partecipato all’assemblea di approvazione del bilancio 2010 di Deiulemar Holding.

I tentativi di contattare Cavalli, manager fra l’altro della lussemburghese Cbp - Compagnie de Banque Privée, Velle e l’ufficio stampa di Intesa non hanno dato esito, così come non abbiamo ottenuto risposta da Carlo Conte, presidente del collegio sindacale di Deiulemar Holding, ma non solo. Conte infatti è un’autorità in materia contabile: sindaco effettivo di Enel Spa, ricopre o ha ricoperto cariche analoghe o amministrative in colossi come Digint (la società Finmeccanica assurta agli onori delle cronache per il caso Mokbel) e Grandi Stazioni ed è dirigente generale della Ragioneria Generale dello Stato.

Peccato, sarebbe stato interessante conoscere il parere di chi monitora i conti dello Stato e contemporaneamente quelli di una holding di controllo di una società che per anni ha emesso obbligazioni irregolari, fino ad un ammontare di circa 700 milioni di euro, e ha imbastito una contabilità parallela finora incredibilmente sfuggita a tutti, oggi oggetto di un’indagine della Procura di Torre Annunziata.
 

Comments

Simon Wiesenthal's picture
Inviato da: Simon Wiesenthal
20 April 2012 - 01:21

Nessuna azienda in crisi ha il diritto di rapinare e razziare selvaggiamente soldi da vecchi, operai e giovani per portarli all'estero ad arricchimento dei patrimoni personali dei soci.

Non ci sono altre parole per definire il loro reato:
Rapina, razzia, assassinio.

Sono degli assassini, furbi però, che ammazzano in maniera indiretta, riducendo in indigenza, in povertà, in stenti, le persone più oneste e meno tutelate in questa disgraziata Italia.

Nessun paese civile al mondo permetterebbe un tale reato.

Nei loro comunicati fanno sempre riferimento alla crisi, come un mantra, ma noi dobbiamo opporci alla loro adulterazione della realtà, che è guidata sicuramente dal malefico tangentista.

Come un mantra noi dobbiamo ripetere:
Assassini, Assassini!

Assassini perchè hanno distrutto sogni ed onesti progetti di vita!
Assassini perchè hanno ridotto in indigenza, per loro gusto e piacimento, giovani laboriosi ed onesti, giovani coppie!
Assassini perchè impediranno a tanti malati di curarsi!
Assassini per i soldi rapinati alle vecchiette ai vecchietti che ora si stanno lasciando andare nei letti disperati!

Se avessero emesso le obbligazioni per le quali erano autorizzati dalla consob che non ha controllato, che non ha fatto il suo lavoro di tutela degli onesti e tassati cittadini, a quest'ora non saremmo qui.

Al più avremmo avuto una perdita controllata e coerente con il profilo di rischio del particolare investimento, una perdita non superiore al 20 / 30 % cash.

Ricordiamo anche questo come un mantra:
La crisi non c'entra niente, sono loro che hanno nascosto e rapinato i nostri sudati risparmi.

Hnno voluto umiliarci fino all'ultimo, razziando e rapinando decine di milioni di euro finiti e nascosti nei loro forzieri, nei loro trust, di cui in un eccesso di delirio di onnipotenza, si sono pubblicamente vantati.

Come può uno stato democratico permettere ciò?
Come può la magistratura permettere che Leonardo e Filippo Lembo, Angelo e Pasquale della Gatta, siano ancora in liberà e non rinchiusi in celle fetide e sovraffolate?

Come può uno stato mandare in carcere, mettere agli arresti preventivi un ladro di appartamenti, quando questi ci hanno rapinato la nostra vita?

Non avranno sversato rifiuti tossici (sempre da dimostrare, da loro dobbiamo aspettarci di tutto), non avranno ucciso direttamente, con proprie mani (ma indirettamente stanno uccidendo senz'altro), ma hanno distrutto la miglior parte della popolazione, quella che paga le tasse e che non ruba, non truffa, non porta i soldi all'estero.

I loro vestiti sono tessuti con il nostro sangue ed impregnati del nostro sudore.
Le loro lenzuola sono fatte dei veli delle spose che hanno truffato e che non si sposeranno.
I vestiti dei loro nipoti sono impregnati del sangue dei bambini che non faranno nascere per la disperazione che stanno creando.

Eppure basterebbe poco ai nostri faraoni, basterebbe tornare con i piedi per terra e svelare tutto alla magistratura, riportando i nostri soldi indietro, dando precedenza a quelli che pagano onestamente le tasse e che non si rialzeranno più.

Assassini! Assassini!

Angelo della Gatta's picture
Inviato da: Angelo della Gatta
15 April 2012 - 02:32

Hanno pubblicamente affermato,a più riprese, che sono in diritto di proporre il concordato al 30% in azioni perchè negli anni passati la gente ha più che raddoppiato i capitali con gli interessi.
Ciò è falso, anche perchè fino al giorno prima della chiusura degli uffici e della sospensione del pagamento degli interessi hanno accettato somme di notevole consistenza, intere liquidazioni di operai.
Quel che hanno fatto non è altro che una rapina, una rapina di 600 000 000 di euro, con il consenso dei loschi personaggi che occupano ruoli importanti nelle istituzioni e negli organi di controllo.
Stanno causando la morte, non solo sociale, ma anche fisica, per stenti, di diversi anziani e tra poco giovani.
Sono degli assassini pertanto, anche se colpiscono indirettamente.
Ne va del prestigio dello stato italiano, recuperare i soldi facendoli ritornare dal mondo parallelo delle fiduciarie.
Deiulemar contribuirà significativamente ad una ulteriore perdita di credibilità dello stato Italiano, che non è capace di fare pulizia al suo interno e che permette la rapina di popolazioni intere

Max's picture
Inviato da: Max
14 April 2012 - 00:07

Alle famiglie Iuliano, Lembo, Della Gatta.

È opportuno precisare e ribattere punto punto alla vostra lettera, onde fugare, speriamo in maniera definitiva, qualsiasi altro dubbio su questa vicenda.

Nella vostra affermate di esser coinvolti in “questa brutta vicenda che riguarda l’impossibilità dell’azienda di rispettare i suoi obblighi finanziari “

È doveroso precisare che la psicosi collettiva che ha portato tutti, a ragione, a richiedere il rimborso, è stata proprio causata ad arte da voi, per fiaccare psicologicamente le persone.
Nei primi giorni, nel primo mese non è andata affatto così.

Gli obbligazionisti, con maturità di investitori e di cittadini non avevano intenzione di ritirare tutto, tale volontà fu espressa chiaramente al censimento.
Tutto è cambiato quando è stata evidente l’intenzione fraudolenta e la inesistente volontà di voler individuare soluzioni modulari e negoziate, di ristrutturazione del debito, con piani di rientro controllati e scadenzati nel tempo, che portassero in conto la completa disponibilità di tutti i capitali che negli anni sono stati distratti.

Sostanzialmente ci siamo resi conto dell’incubo che diventava realtà, quando abbiamo realizzato che:

1. non facevamo parte di gruppo ristretto di “privilegiati” che avevano acquistato obbligazioni emesse nell’ambito di un prestito obbligazionario di 33 milioni di euro, emesso da una azienda autorizzata da Consob, certificata da KPMG, che riceveva finanziamenti dall’UE nell’ambito del 7° programma quadro, che era il 4° operatore in Europa, ecc. ecc.
2. che le obbligazioni emesse a nostra insaputa erano ben 10 volte e più l’importo consentito da Consob e che eravamo molti ma molti di più di quanto potessimo immaginare
3. che i nostri soldi non erano confluiti nelle disponibilità della società e che quindi non eravamo da considerare “regolari”
4. che quindi i nostri soldi non erano serviti per finanziare la gestione caratteristica di una azienda che opera nel settore marittimo

Orbene abbiamo iniziato a fare le ipotesi più disparate:
“Saranno serviti per finanziare il traffico di stupefacenti? Saranno serviti per lavare soldi sporchi? Saranno serviti per pagare migliaia di escort? Saranno serviti per acquistare armi? Saranno serviti per pagare la camorra, la mafia e l’andrangheta?“

Alcune delle ipotesi di cui sopra le abbiamo prontamente scartate, anche se il dubbio rimane ancora e sarà la magistratura a fugarli o a confermarli (speriamo presto, la gente sta morendo per davvero),.
Una sola certezza tuttavia è rimasta:
Se non sono serviti per comprare migliaia di tonnellate di stupefacenti o comprare armi nucleari
Molto probabilmente saranno serviti per comprare bellissime case, isole intere, saranno stati investiti altrove, perché i nostri eroi Lembo, Iuliano e Della Gatta sono dei viveur supercazzuti, che la vita se la godono alla grande (con i soldi delle vecchiette, delle coppie che si devono sposare e dei malati che si devono curare si intende).

Poi si è messo il tangentaro, che con le incursioni mediatiche si divertiva a gettare il panico, mentre l’altro, il pupo mosso da chissà quale puparo, tranquillizzava i poveri disperati.
Sia ben inteso, Maviglia in questa storia, potrebbe esser forse l’unico sincero e l’unico che ci sta provando a far del bene, e ci speriamo per davvero che riesca a farvi ritornare con i piedi per terra.
Ad ogni modo era chiaro che il tutto rientrava in una strategia comunicativa ben precisa, finalizzata a gettare il panico tra le persone per poterle poi annientarne la volontà.

Nella lettera da voi inviata provate a richiamare l’attenzione sulla vostra storia imprenditoriale ai giovani.

Ai più giovani non c’è bisogno di raccontare la vostra verità e tantomeno la vostra storia imprenditoriale, sono gia pieni di disperazione e di esempi negativi, lasciamoli stare.

La vostra storia imprenditoriale alla luce di quel che sta emergendo dalle inchieste e dalle vostre stesse dichiarazioni, rese pubblicamente con superbia ed evidente intenzione di dileggio, è la brutta storia di una pessima imprenditoria, è la storia di un riuscito ed articolato esperimento di truffa perpetrata ai danni dei più deboli per più di 40 anni.

Quel che apparentemente si suppone esser stato dato ai padri mediante interessi per niente più alti di quelli di mercato, è stato ripreso con la forza e la violenza ai figli, con interessi da strozzo.

Ai più giovani va raccontato quel che è ormai noto a tutti:

Che grazie ai soldi rapinati ai loro padri, i rampolli Della Gatta, Lembo e Iuliano,hanno costituito le loro aziende, vantandosi poi persino sulla stampa di settore di aver costituito le società con “capitali propri”, sulla base di una attenta e criminale pianificazione, il cui risultato è stata una riuscita e complessa architettura societaria, a compartimenti stagni, apparentemente blindata.

Ai più giovani va raccontato di come Deiulemar oppose ai loro inermi padri uno tra i peggiori mastini, che sotto la pioggia, urlavano e si disperavano per il dolore causato dall’impotenza di non poter dare un futuro ai loro figli, un mastino arrestato per tangenti, che aveva provato ad oltraggiare i malati di tumore, spacciandolo per un esperto di risanamento aziendale.

Sarete presi ad esempio dai truffatori di tutto il mondo, visto che il vostro è destinato a diventare ahimè un caso scuola nella storia delle truffe e della criminalità.

Noi ci auguriamo che almeno la magistratura e le autorità inquirenti trovino, oltre alle forti motivazioni etiche, uno stimolo in più nello scardinare tale complesso arcipelago di società e trust., che avete costruito grazie ad esperti tangentisti e geni della finanza malvagia, che avete pagato con i nostri soldi.

In merito ai posti di lavoro penso che anche questa sia una forte mistificazione.
L’impatto occupazionale è davvero minimo in verità.
È noto a tutti che non è di gran conto se si confronta con quello delle vere aziende che sono nel napoletano.
Quelle si intende, che basano il loro successo non sui capitali chiesti per strada, a tassi di interesse ben inferiori a quelli delle banche, ma che diversamente si rivolgono in primis alle banche per finanziare le loro attività, cui poi restituiscono i capitali con interessi ben più alti del 5,8 %.

Bisogna dirlo ai giovani che quelle persone che ora lavorano con Deiulemar sarebbero sicuramente andate a lavorare altrove, da qualche altro armatore magari, visto che la quota di mercato sarebbe stata presa da qualcun altro, e vi dico che lo sarà presto.

La credibilità vostra cala ogni giorno sempre più:
Caparbi giornalisti, prestigiose testate giornalistiche nazionali ed internazionali, anche grazie a quelle locali che fanno un buon lavoro, stanno fornendo un contributo essenziale a svelare i vostri piani ed i mille inattesi retroscena e complicità.

Ai più giovani va raccontato di come fino all’ultimo Deiulemar ha accettato, o meglio sottratto, i risparmi dei padri, dei malati, dei pensionati, per pagare creditori privilegiati e continuare l’opera di distrazione ed occultamento di capitali, ben sapendo cosa sarebbe accaduto, perché tutto era stato accuratamente pianificato.

È ovvio ormai che la crisi mondiale non è che una scusa, per motivare il furto e la rapina.

I soldi versati, per vostra stessa ammissione, ed in particolare quelli degli ultimi 10 anni, non sono serviti per finanziare la attività caratteristiche dell’azienda.
Sono stati vilmente e criminalmente portati altrove, investiti e fatti fruttare, segregati in trust, che avete creato appositamente, per vostra stessa ammissione, per tutelarvi dall’aggressione dei creditori, nella stragrande maggioranza obbligazionisti.

L’espressione che adottate non solo nella lettera “mettere a disposizione”, è fuorviante e non rispondente alla realtà.:
Non potete mettere a disposizione una cosa che non è vostra, un patrimonio che avete costituito al 99% con i soldi dei torresi, distribuendo un finto benessere che alla fine non è stato altro che un continuo privarsi dei pochi risparmi così faticosamente sudati.

È noto ormai, anche nel mondo imprenditoriale, la peculiarità e l’anomalia della deiulemar, l’unica azienda italiana e nel mondo ad avere un rapporto di indebitamente altissimo con i creditori non privilegiati, piuttosto che con le banche.

Utilizzate piuttosto il verbo “restituire”, e fatelo presto perché non tarderemo ad utilizzare tutti i nostri mezzi legali e mediatici.

La vostra parola è ormai vuota e priva di valore e peso, scritta nell’acqua che rapidamente la cancella.

Numerosi appelli sono stati fatti a voi, attraverso ogni mezzo mediatico a nostra disposizione.
Non riusciamo quindi a comprendere il senso delle vostre parole quando fate appello “alla comune volontà di trovare una soluzione”:

Avete ignorato completamente e dolosamente le dichiarazioni e le manifestazioni di fiducia che la gente faceva al censimento, quando in maniera matura e composta dichiaravano di esser disposti ad accettare percorsi di rientro nel tempo, di esser disposti ad accettare la liquidazione delle obbligazioni al 2018.

Avete completamente ignorato ogni proposta di piano di rientro controllato e scadenzato nel tempo, qualsiasi cosa che potesse comportare anche minimamente la scalfitura dei patrimoni che avete sottratto a noi.
Non si comprende quindi quale sia la nostra possibile collaborazione.

Il finale della lettera è privo di senso:
Sapete benissimo che da soli, con i soli finanziamenti bancari, come fanno le altre aziende, non sapete camminare e non sareste arrivati da nessuna parte.

Noi saremmo ben felici di dipartire il nostro cammino dal vostro, e di farlo presto, ma con i nostri soldi che devono tornare dal monto parallelo dove sono stati criminosamente distratti a beneficio vostro e delle generazioni delle famiglie Della Gatta, Lembo e Iuliano.

anonimoPLUS's picture
Inviato da: anonimoPLUS
14 April 2012 - 00:05

scrivo per illustrare che a Torre del Greco si sta verificando un vero e proprio dramma sociale che sta coinvolgendo oltre 10000 famiglie. Si tratta di obbligazionisti della società armatoriale Deiulemar, operante sul territorio, e non solo, da oltre 40 anni, famosa in tutto il mondo, grazie a noi cittadini risparmiatori che abbiamo prestato il nostro denaro per un investimento a basso rischio, poichè gli interessi garantiti della società superavano di circa l’1-2% quello delle banche. Da circa 2 mesi e mezzo è emerso che le obbligazioni dichiarate al bilancio dai capi di questa società, i signori Della Gatta, Iuliano e Lembo, fossero solo di 40 milioni di euro, a fronte di quasi 700 milioni di obbligazioni emesse. Improvvisamente i soci hanno deciso di interrompere il pagamento degli interessi e non si è capito dove sono finiti i nostri risparmi dato che non hanno intenzione di rimborsarci dei nostri sacrifici. Un fatto certo e documentato è che nel corso degli anni, a partire dal 2005 si è assistito ad un graduale e progressivo svuotamento della originaria Deiulemar compagnia di navigazione (a cui abbiamo affidato ufficialmente i nostri risparmi) e la creazione di nuove società, indipendenti da quella originaria, ma gestite dagli stessi soci , tra cui la Deiulemar Tankers s.r.l (creata per scissione ramo noli nell’ottobre 2010), la Deiulemar Shipping S.p.A., creata per conferimento del ramo “flotta di proprietà” che controlla a sua volta per il 100% la società ledi Shipping dall’ottobre 2011, pochi mesi prima dello scoppio della notizia delle presunta “crisi”, in gennaio 2012. I nostri risparmi che sarebbero dovuti entrare, come indicato nell’intestazione delle cedole firmate dall’allora amministratore unico Michele Iuliano, alla “Deiulemar compagnia di navigazione” erano invece dirottati altrove, nelle nuove società indicate dsopra, ma anche in altre attività (quali acquisto di beni personali, alberghi, yachts, paradisi fiscali) non dichiarate ufficialmente dai soci su cui sta indagando. In altre parole la compagnia storica a cui abbiamo affidato i nostri risparmi è ad oggi una “scatola vuota”, svuotata appositamente in modo che i signori Della gatta, Iuliano e Lembo potessero trovarsi coperti e sicuri di poter procedere le attività armatoriali, ma liberandosi degli obbligazionisti (a cui devono praticamente tutto o quasi) dopo aver fatto scoppiare la notizia shock del presunto crack. Si capisce quindi che, seppur vera di base la crisi dei noli che ha interessato tutto il settore marittimo, essa abbia contribuito in minima misura alla situazione attuale. La crisi è stato evidentemente un pretesto adottato per raggiungere l’obiettivo di liberarsi dai debiti obbligazionari, semplicemente non sanandoli, per rendere le attività più fluide e la società più “sana” come i soci stessi hanno dichiarato in più occasioni. La città è disperata, sono i soldi di onesti lavoratori, di tutte le età e di tutti i ceti sociali e tassati salatamente. Siamo vittime di una truffa sulla quale la Procura di Torre Annunziata sta indagando ed attendiamo le sue risposte. Le accuse sono piuttosto gravi, tra cui bancarotta fraudolenta e appropriazione indebita di denaro pubblico. Al momento la società non è fallita, e i soci non intendono farlo, ma vorrebbero liquidarci con una proposta definita unanimamente anche dalla stampa locale “oscena”. Consiste nella conversione del 100% del nostro capitale in 30-40% di azioni, che non renderebbero nulla a noi ipotetici futuri azionisti, data l’attuale situazione della società nel mondo. Il fatto grave è che i soci intendono così liberarsi del debito nei nostri confronti senza restituzione di denaro, e continuando a svolgere le proprie attività armatoriali, e la lussuosa ed agiata vita di sempre. Tutto questo a Torre del Greco, sotto gli occhi di noi tutti poveri cittadini truffati. E’ importante evidenziare infatti, che i soci in questione non hanno affatto difficoltà economiche e il loro unico scopo è quello di liberarsi di noi obbligazionisti per privarsi del debito. Il loro patrimonio comprende possedimenti in tutto il mondo, quasi tutta la città è di loro proprietà, possiedono 18 grandi navi di trasporto merce, e ne gestiscono le attività di 60. Possiedono negozi di lusso in città turistiche come Capri, grattacieli a New York, e svariate società, persino sottoterra. Con questi patrimoni, grazie alla collaborazione di esperti, si è stimato che potrebbero rimborsarci abbondantemente del 100% del nostro capitale fino alla scadenza del 2018 e nonostante questo la società resterebbe in vita producendo utili. Inoltre c’è un tesoro di denaro liquido che esiste in quanto in 5 anni i soci si sono divisi utili per oltre 300 milioni di euro e deve essere trovato, sicuramente sarà all’estero in paradisi fiscali e ben custodito. Potrete approfondire il caso atteraverso servizi nazionali e localipreparati da: striscia la notizia (link in basso), metropolis web, mezz’ora di torre in rete (julie news), ove troverete diversi servizi dedicati alla vicenda, alla manifestazione di piazza del 9 marzo, alla fiaccolata del 22,la manifestazione del 29 marzo, la manifestazione davanti alla procura del 5 aprile e quella del 13 aprile davanti agli uffici. Abbiamo estremamente bisogno di GIUSTIZIA, e che il caso diventi nazionale per accendere l’attenzione su questa tragedia che ci è piombata addosso da un giorno all’altro, dato che la società ha da sempre instaurato con i cittadini torresi un rapporto di estrema fiducia, tanto che molti di noi hanno riposto tutto il patrimonio, frutto dei sacrifici di una vita. I capi della società hanno ritirato capitali fino a 2 giorni prima dall’esplosione della notizia dichiarando che andasse tutto bene e continuando a firmare regolarmente le obbligazioni di proprio pugno. Questa situazione si insinua nel contesto già difficile del Sud Italia, con i relativi problemi occupazionali per molti giovani, e le pensioni da fame di tanti poveri anziani che rischiano di non poter curare le proprie malattie. Il potere d’acquisto si è di colpo ridotto e molte attività commerciali sono costrette a chiudere.
Nei giorni scorsi, lo stesso successore dello storico «capitano» Michele Iuliano, l’ avvocato Roberto Maviglia, aveva lanciato un appello ai soci della compagnia di navigazione per un «nuovo impegno economico» dopo il primo da cento milioni di euro formalizzato a marzo. Da parte dei risparmiatori, l’unico accordo può essere sul rimborso graduale dei nostri risparmi. Questa soluzione legittima e percorribile, con un adeguato piano di rientro non coincide però con la volontà dei soci.

A fronte di quanto narrato nella presente, grazie alla rivista “linkiesta” siamo venuti a conoscenza di verità interessanti che lasciano trasparire la costruzione programmata a tavolino e le innumerevoli responsabilità di soggetti che hanno architettato ed appoggiato questo piano “malefico” che sta portando alla distruzione della nostra città. la società si è avvalsa di personaggi preparati, che potessero assicurarle la sopravvivenza in ogni caso, e senza curarsi considerare minimamente che il patrimonio deriva essenzialmente dagli obbligazionisti. Il contenuto di questo articolo è prezioso per contribuire all’identificazione di tutti i responsabili della truffa (secondo i reati su cui indaga la procura) e alla ricostruzione esatta di questo guazzabuglio in cui mai avremmo immaginato di trovarci

Stokoff's picture
Inviato da: Stokoff
13 April 2012 - 08:46

Da obbligazionista truffato vorrei porre alcune semplicissime domande alle famiglie Della Gatta, Lembo e Iuliano: I risparmi di tantissimi vostri concittadini che avevano posto in voi la massima fiducia ritenendovi il fiore all'occhiello della economia torrese, li avrete sicuramente portati ed investiti nei vari paradisi fiscali sparsi per tutto il mondo ma in attività diverse da quelle delle attività marittime.
Come mai DEVE essere la magistratura a doverli cercare?
Perchè non ci avete MAI informati sull'uso che facevate dei nostri soldi?
Perchè avete improvvisamente aumentato il tasso di interesse dal 5,80% netto al 7% netto che di fatto nessuno di noi ha mai usufruito di quest'ultima percentuale fra l'altro anche in controtendenza con l'andamento economico del nostro paese?
Perchè firmavamo i nostri assegni intestati sempre alla stessa persona, in realtà eravate in tre a farne uso, e non alla Deiulemar Compagnia di Navigazione?
Perchè solo ora volete farci diventare azionisti di una società che negli ultimi 12 anni non avete dedicato un solo euro dei nostri risparmi?

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
13 April 2012 - 03:25

di fronte a questo articolo preciso e tecnicamente corretto,mi è venuto uno sconforto incredibile!Ora capisco la loro arroganza,MI consola solo il fatto che in casi analoghi a questi,i giudici siano riusciti a risolvere i rompicapi finanziari e societari messi in essere da altri truffatori, mandando in galera i responsabili,e soddisfacendo parzialmente i creditori.Grazie per gli articoli che state dedicando al problema che coinvolge l'intera comunità torrese.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
12 April 2012 - 16:50

Ad aggiornamento dell'articolo riporto in calce la mail appena ricevuta, a risposta alle nostre domande, dal dott. Carlo Conte.
Andrea Moizo

Le rappresento che il Collegio della Holding ha avuto notizie della situazione riguardante la Compagnia di Navigazione direttamente dall’Amministratore Unico della Holding alla fine di gennaio 2012 a seguito di un esposto dallo stesso presentato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e trasmesso alla Consob a seguito di richiesta formulata dalla Commissione stessa, rappresentante le anomalie casualmente dal medesimo riscontrate nella verifica di alcuni titoli obbligazionari richiesta per esigenze fiscali da un’obbligazionista della Compagnia di Navigazione.
Come saprà a seguito di questo accertamento l’Amministratore Unico della Holding ha ritenuto di effettuare prontamente le segnalazioni suddette informandone di conseguenza il Collegio che ha ritenuto di suggerire un ampliamento globale delle verifiche sulle obbligazioni della Compagnia di Navigazione – potendo essere i fatti rilevanti ( come poi rivelatisi ) – e di effettuare altrettante segnalazioni alla Banca d’Italia e all’ Agenzia delle Entrate, tenendone informato il Collegio.
Per quanto riguarda le attività che avrebbero reso possibile quanto accaduto, ritengo che – nel rispetto delle relative attività e competenze - la questione vada posta direttamente agli Organi direttivi e di controllo della Compagnia di Navigazione.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
12 April 2012 - 16:28

Salve,mi congratulo con lei sig.Moizo,perche' i suoi articoli sono sempre esaurienti e incisivi.
In proposito,se puo' vorrei un suo parere sulla situazione e se possiamo ancora sperare in qualche soluzione che ci soddisfi piu' delle azioni.Grazie

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
12 April 2012 - 17:20

La ringrazio dei complimenti, ma, in considerazione del mio ruolo di cronista, preferirei non esprimere pubblicamente un'opinione personale, bensì attenermi ai fatti.
Se vuole può contattarmi privatamente alla mail ndrmoizo@gmail.com
Cordialmente

Andrea Moizo

ANTONIO-FIRENZE's picture
Inviato da: ANTONIO-FIRENZE
12 April 2012 - 14:56

MORIRE NOI MORIRE VOI

Ele's picture
Inviato da: Ele
11 April 2012 - 23:27

Chiediamo di divulgare mediante articoli e servizi la lettera di risposta aperta ai soci della Deiulemar da parte di noi obbligazionisti. al fine di restaurare quel dialogo che da sempre ci contraddistingue:
"Egr. famiglie Della Gatta-Boccia, Iuliano e Lembo, siamo tutti contenti del Vostro impegno di mettere a disposizione il Vostro patrimonio al fine di risolvere positivamente la spiacevole vicenda. Tuttavia richiediamo, alla luce della ragionevole presunzione che il ‘mondo Deiulemar’ vale molto di più degli 800 milioni di euro richiestiVi, di formalizzare l’inversione del flusso di danaro che ha portato i nostri risparmi in un ‘mondo parallelo’ in modo che ritornino nel ‘mondo reale’ dal quale provenivano. Richiediamo inoltre di abbandonare definitivamente la proposta di una conversione di obbligazioni in azioni. Comprendiamo il Vostro appello alla comune volontà di trovare una soluzione ai problemi provocati alla cittadinanza tutta di Torre del Greco, tuttavia questa strada in salita potrà essere percorribile solo a valle di una Vostra presa di coscienza che la Vostra controparte non accetterà patti vergognosi nel rispetto della propria intelligenza e dignità non ancora persa".
Sperando che questa lettera venga divulgata, ringraziamo anticipatamente.
Distinti saluti,
Gli obbligazionisti della Deiulemar.

c.a's picture
Inviato da: c.a
11 April 2012 - 22:04

SI DICE IN QUESTI CASI O QUESTO O NIENTE GRAZIE SE TUTTI USASSERO L'INTELLETTO PER FAR BENE E NON PER FOTTERE IL PROSSIMO ALLA FINE MORIRETE ANCHE VOI COME NOI COMUNI MORTALI ANCORA GRAZIE

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