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Non solo in Italia i giornalisti possono finire in galera

Con il rischio di carcerazione del direttore Alessandro Sallusti, il reato di diffamazione a mezzo stampa italiano è finito nell'occhio del ciclone. Ma anche molti altri Paesi d'Europa prevedono la reclusione per i giornalisti. Nonostante la Corte di Strasburgo con una sentenza del 2007 abbia affermato il contrario.

Comments

Apolitico.Anonimo's picture
Inviato da: Apolitico.Anonimo
29 September 2012 - 14:26

Non si voleva la libertà di stampa?
Non si dice che in Italia la stampa è imbavagliata?
I comunisti non criticano perchè la stampa non può esporre più niente?

Ed ora, il primo che ha osato fare un articoletto un pò osè (anzi, approvarlo, essendo il direttore) deve farsi 3 anni di carcere mentre gente che ruba, uccide (e chi più ne ha più ne metta) è libero di circolare tranquillamente e, magari, ci campa con libri, interviste e apparizioni in TV.

SI SI, proprio vero, i comunisti vanno proprio dove tira il vento, basta solo dar contro, questo è la loro vita, la loro indole ed è per questo che siamo fermi agli anni 60!!

P.s.: con questo NON voglio ASSOLUTAMENTE tutelare la destra, i politici ed i giornalisti alcuni.

Cetti50's picture
Inviato da: Cetti50
28 September 2012 - 12:42

E' giusto punire chi diffama. Il giornalista ha una responsabilità ancora maggiore. Sta ai tribunali stabilire se ci sono attenuanti o aggravanti, ma che ci sia o no reato è la legge a stabilirlo. Ed è una questione di giustizia che la legge venga applicata. Sempre!

Fabrizio Comandini's picture
Inviato da: Fabrizio Comandini
27 September 2012 - 15:59

Averci la faccia come il c..o.
Per anni, quando la critica sulla stampa risultava scomoda per il Cavaliere, ci hanno assalito con tam tam mediatici che in nessuno stato civile era possibile "calunniare" la creme dello stato (capo dello stato, premier, ministro, consigliera regionala, frequentatrice di tavernette di premier, lavitoli e batman vari ..).
Ora, anche in seguito ad un giro di vite fatto negli anni di governo del Cavaliere, un suo fedele prezzolato araldo viene condannato per conclamata diffamazione (non per una "supposta" calunnia, ma per una conclamata ed accertata falsità faziosa e delirante). E , guarda caso, improvvisamente tutti gli organi di stampa dichiarano ai quattro venti che in nessuno stato civile si va in galera per diffamazione.
VAI COSI', col c..o in faccia....

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