Rettore Frati, per il bene dell’Università si dimetta
La scadenza del mandato di Luigi Frati, magnifico rettore de La Sapienza, è 31 ottobre 2012. Hanno fatto molto discutere le posizioni occupate in università dai familiari di Frati. Nel blog del professore ordinario dell’ateneo romano Renzo Bragantini scrive, «Se non tiene all’onore (nel senso proprio e alto) della sua famiglia, Frati mostri almeno di tenere a quello dell’istituzione che rappresenta, e si dimetta». Un messaggio che Linkiesta sposa integralmente e lancia a tutti, come un appello. Leggi l’appello e aderisci.
(Flickr - Corscri Daje Tutti! [Cristiano Corsini])
Il professore universitario Renzo Bragantini, nostro blogger, ha lanciato coraggiosamente una richiesta al suo Rettore Luigi Frati, che è a capo dell’Università La Sapienza di Roma. Dopo il susseguirsi di scandali e rivelazioni sui molti parenti stretti di Frati “chiamati” nell’istituzione da lui retta, Frati può dare un segnale e dimettersi.
Gian Antonio Stella, sulle pagine del Corriere della Sera, scriveva di Frati e della sua gestione de La Sapienza:
«Parentopoli? Ma perché non parlate di "Ignorantopoli"? Questo è il vero problema dell' università italiana. Voi giornalisti fate solo folklore!», sibilò il rettore della Sapienza Luigi Frati al nostro Nino Luca. Ma la Procura non è d' accordo: papà, mamma, figlia e figlio docenti nella stessa facoltà sono troppi, come coincidenze. E sull' arrivo dell' ultimo Frati a Medicina ha aperto un fascicolo. Tanto più che «Parentopoli» e «Ignorantopoli», dicono le classifiche internazionali, possono coincidere. Il rettore di quello che sul Web si vanta di essere il più grande ateneo italiano (nel senso di più affollato: 143 mila studenti, pari all' intera popolazione di Salerno o quelle di due capoluoghi come L' Aquila e Potenza insieme) era da tempo nel mirino di chi denuncia certi vizi del nostro sistema universitario.
Clicca qui per leggere il resto dell’articolo Il declino della Sapienza all’ombra di Parentopoli
Quello di Bragantini è un appello che condividiamo in pieno e, anzi, facciamo nostro. Siamo noi de Linkiesta, insomma, che chiediamo assieme a Renzo Bragantini che il rettore Frati rassegni le sue dimissioni. La proposta di sottoscrizione sarà inviata ai docenti e ricercatori universitari italiani ma è naturalmente aperta a tutta. Se condividi l’appello per un’università rigorosa e meritocratica, se credi che parentopoli sia una malattia che può essere sconfitta, sottoscrivi nei commenti o invia a una mail a redazione@linkiesta.it, specificando in oggetto: “Dimissioni Frati”.
Insegno alla Sapienza e per l’onore dell’Università chiedo che il Rettore Frati si dimetta
Rispondendo (su «Sette», supplemento settimanale del Corriere della sera dell’8 marzo) a una lettrice, giustamente indignata per il comportamento della dinastia Frati alla Sapienza (ciò che ha fatto il giro del Paese, per la concomitanza di un ennesimo articolo di Stella sul medesimo giornale, e di un servizio di Mentana su La 7; il cordone sanitario attorno al personaggio potrebbe mostrare crepe profonde), Beppe Severgnini si dice speranzoso che il governo Monti, con Profumo e Ornaghi al suo interno (vale a dire tre ex rettori di atenei italiani giustamente stimati anche fuori dai confini patrî) vorrà fare qualcosa per levare dal volto del Paese una simile vergogna. La Sapienza è pur sempre un’università dove hanno insegnato e insegnano docenti noti in tutto il mondo. Tuttavia, scrive il giornalista, non è detto la speranza si possa concretizzare, poiché, sono parole sue, «l’università, come altri ambienti italiani, è abituata a considerare fisiologica la patologia».
Discutendo dei concorsi, che è il punctum dolens per eccellenza, Severgnini scrive che, quanto a lui, li eliminerebbe (con qualche distinguo, sono d’accordo), e che è nella «cooptazione mascherata da competizione» che si crea, con l’equivoco, il marciume. Conclude poi: «Conosco molti docenti universitari puliti e preparati, la cui frase preferita è “Non facciamo di tutta l’erba un fascio!”. Certo: ma se voi, erbe buone, state nello stesso fascio con le erbe cattive, finite per coprirle, no?». Bene, neppure questo è del tutto vero. Non sono stato certo solo, anzi, ma per quanto mi riguarda ho preso pubblicamente e a più riprese posizione contro Frati in una sede ufficiale come il Consiglio di Facoltà. E pochi giorni fa, subito dopo gli affondi di Stella e Mentana di cui ho detto sopra, ho parlato coi piani alti della Facoltà, per chiedere da parte nostra un gesto di dignità e coraggio. È vero che mi è stato risposto colla consueta strategia del silenzio, il che mette tristezza, perché una simile università è già morta e non lo sa (intanto però, della sua morte, fanno le spese i molti giovani, studenti e docenti, meritevoli). Ma il punto è proprio questo. I docenti universitari che si ribellano ci sono, e sono più di quanto si creda. Solo che non fanno notizia.
A scanso di equivoci, e per non essere frainteso, ripeto quanto già detto in questa sede. Se non tiene all’onore (nel senso proprio e alto) della sua famiglia, Frati mostri almeno di tenere a quello dell’istituzione che rappresenta, e si dimetta. Sarebbe, ancorché in ritardo, un gesto nobile, che lo riabiliterebbe agli occhi di molti. Non credo solo ai miei.
Originariamente pubblicato su Eta Beta, il blog di Renzo Bragantini dove trovate anche un riassunto della Parentopoli della Sapienza

Comments
Aderisco pienamente alla richiesta di dimissioni di questo famelico individuo con contemporanea cacciata di tutta la sua tribù. Si svegli anche la Magistratura, che a Roma dorme alla grossa su cose
di questo genere.
Aderisco pienamente alla richiesta di dimissioni di questo famelico individuo con contemporanea cacciata di tutta la sua tribù. Si svegli anche la Magistratura, che a Roma dorme alla grossa su cose
di questo genere.
Stimo moltissimo il Prof. Bragantini e, anche se in ritardo, aderisco con tutto l'entusiasmo possibile.
"Triste è quel paese che ha bisogno di eroi" (cit.), e noi abbiamo bisogno di eroi in abbondanza.
aderisco all'appello.
Naturalmente aderisco all'appello.
Mariangela Imbrenda
Condivido, la vostra battaglia e sottoscrivo che il Sig. Frati e Familia devono andare a casa.
Basta non è giusto per chi non ha santi in paradiso o le stesse possibilità degli altri ( Es Frati) a non potere lavorare all'università e togliere a gente che è veramente preparata la possibilità di lavorare.
Se il Sig. Frati fa il medico, allora lo faccia sul serio non scaldando la poltrona.
Sottoscrivo l'appello
un comportamento vergognoso !!!!
ora frati è finito (ancora) su report. un brav' uomo, non c'è che dire: oltre al figlio "assai onesto", pare che gli regalino lo stipendio da primario. un santo!
Sottoscrivo in pieno
Sottoscrivo per una università veramente meritocratica!
Scusate, ma mi indicate il link del blog? Io non lo trovo
Sono d'accordo con l' appello e lo sottoscrivo,
anche se gli altri tre che rimangono sono sempre troppi.
sottoscrivo come studentessa della Sapienza
Che il sinor Luigi Frati si vergogni. E con lui tutti i suoi famigliari che nel loro piccolo esercitano lo stesso potere all'ombra del "grande". Grande che?....
Tuttavia non si dimetterà perche non ha nemmeno la dignità di farlo. Andrà invece in pensione tra pochi mesi con il titolo di Emerito e con l'appannaggio di 20.000 euro al mese. Viva l'Itaglia .... (si, con la g)
Alberto Rizzotti.
Assolutamente d'accordo a chiedere le dimissioni di Frati.
Sottoscrivo il Vostro appello affinché il professor Frati si dimetta da Rettore della Sapienza.
Ricordate che Frati Luigi non è Frate Tuck. Lui, con molta sapienza, ruba i posti a poveri studenti e laureati per darli ai suoi ricchi familiari.
Inoltre per chi ha a cuore l'Universita' c'e' anche un post su Noise from Amerika
http://noisefromamerika.org/articolo/vie-baronaggio-sono-infinite#new
legato ad una richiesta di chiarimenti al Ministro Profumo sui concorsi truccati. Guardate nei commenti dove troverete gli indirizzi di posta elettronica del capo della Segreteria del Ministro e del Segretario Particolare a cui indirizzare i propri commenti.
Condivido in pieno la richiesta di dimissioni di Frati da estendere a tutti i Rettori che incoraggiano e sostengono le stesse pratiche con cui il Magnifico mantiene il suo potere
@Sili Scavalli
Immagino che il suo "Mi stupisco che, ad oggi, solo il prof. Renzo Bragantini abbia avuto il coraggio di chiedere le dimissioni del Rettore" sia ovviamente rivolto anche a se stesso, no?
Sottoscrivo pienamente. Ritrovino la dignità. Basta!
dia le dimissioni lui e chi come lui usa un bene e un'istituzione pubblica come se fossero proprietà privata
Sono ovviamente scandalizzato, ma non sorpreso, dal momento che lavoro in università da oltre quarant'anni. Mi resta però una domanda: il prof. Frati, a suo tempo, ha espugnato il Rettorato della Sapienza o è stato ivi eletto dalla maggioranza dei suoi colleghi?
Io sono d'accordo, ma a cosa serve mandare una e-mail a voi? Non capisco...
COME ADERIRE
Caro Anonimo, un pochino hai ragione. La call to action si perde leggermente nell'articolo perché è ricco di informazioni e notizie preziose. Anch'io all'inizio non ho capito immediatamente come aderire.
Se condividi l’appello per un’università rigorosa e meritocratica, se credi che parentopoli sia una malattia che può essere sconfitta ha 2 opportunità:
1) sottoscrivi nel tuo post l'appello del Professor Bragantini, possibilmente firmandolo. Puoi prendere come esempio il testo di Livia D'Andrea (post del 13 marzo 2012 - 10.26);
2) oppure invia una mail al seguente indirizzo di posta elettronica: redazione@linkiesta.it, specificando in oggetto: “Dimissioni Frati”.
Un caro saluto
Condivido pienamente e sottoscrivo!
sottoscrivo l'appello
Nulla di nuovo sul fronte italiano...
non posso che apprezzare l'onestà intellettuale e il coraggio del prof. Renzo Bragantini, di cui condivido pienamente la richiesta di dimissioni dell'attuale Rettore.
Frati è stato votato dalla maggioranza dei docenti de La Sapienza e l'hanno votato ben sapendo chi era. Le abitudini di Frati erano note a tutti. Un ateneo così marcio può essere sanato solo chiudendolo, licenziando l'intero corpo docente e assumendone uno nuovo con concorsi trasparenti e davvero meritocratici. Così com'è La Sapienza è solo un buco nero che distrugge soldi pubblici, va chiusa.
Aderisco all'appello ma invito anche a stanare i numerosi "Frati" in giro per l'Italia.
Sottoscrivo il Vostro appello affinché il professor Frati si dimetta da Rettore della Sapienza.
Livia D'Andrea
Sottoscrivo, ma il link non è più attivo!
BRAVISSIMI, STRAORDINARI E STUPENDI RAGAZZI DELLA SAPIENZA! SOTTOSCRIVETE L’APPELLO DEL PROFESSOR BRAGANTINI OPPURE MANDATE UNA VOSTRA E-MAIL ALLA REDAZIONE DE LINKIESTA.
Se il Direttore de Linkiesta me lo permette, vorrei esprimere un suggerimento personale. Ragazzi, fate come i Berliner Philharmoniker. Eleggete autonomamente insieme ai vostri Professori il vostro nuovo Rettore, istituite delle elezioni primarie nel vostro Ateneo. Il Maestro Claudio Abbado, il nostro più grande direttore d'orchestra conosciuto in tutto il mondo, è stato eletto dagli stessi orchestrali dei Berliner Philharmoniker. Herbert von Karajan provò ad infrangere questa ferrea e democratica regola e anni dopo gli venne un infarto. Ragazzi, grazie ai vostri appelli e alle vostre e-mail avete l’opportunità di accompagnare alla porta Luigi Frati e di assicurarvi il vostro futuro e non quello dei suoi parenti.
Il punto della rappresentanza è quello che tutti evitano di affrontare. L'elezione del rettore in tutte le università di Italia funziona con uno strano meccanismo che consegna ai docenti un ruolo di grandi elettori e alle altre componenti più numerose come studenti e personale tecnico amminisistrativo un ruolo marginale valendo il loro voto un decimo o un quindicesimo. Basterebbe ripristinare l'elementare meccenismo della democrazia rappresentativa. 1 testa 1 voto e già dei cambiamenti si vedrebbero
http://scriptavolant.net/2009/11/11/universita-1-testa-1-voto/
Sottoscrivo l'appello del Prof. Renzo Bragantini.
Credo che Frati rappresenti, nella sua accezione peggiore, l'"italiano furbo", quello che disprezza chi non si fà largo come fà lui, che si identifica come "superiore" rispetto alla plebe che lo circonda e dalla quale si distingue. Quello che, in ampia compagnia, sta affondando il paese giorno dopo giorno, sicuro della sua "dovuta" immunità. Parliamo tanto dei politici, ma non sono i soli: c'è quella classe media, quella dei "baroni", che stanno affondando l'Italia con la loro supponenza, con i loro intrighi, con la loro prepotenza sul territorio in cui si muovono. Sapendo perfettamente di essere comodi strumenti di quella politica che rappresentano e della quale sono sudditi compiacenti pur di preservare privilegi che, secondo loro,sono dovuti.
Aderisco all'iniziativa. Grazie. Cordiali saluti
condivido l’appello per un’università rigorosa e meritocratica, e credo che parentopoli sia una malattia che può essere sconfitta
Sottoscrivo in pieno la richiesta. Bravi, e grazie
Sottoscrivo in pieno la richiesta. Bravi, e grazie
Frati dia un segnale e si dimetta
Sottoscrivo il vs appello per le dimissioni di Luigi Frati da rettore della Università la Sapienza di Roma
È per colpa di queste caste se io per l'Universitá son reietto; non solo per la mia mediocrità. Quindi, sia per convinzione, sia per famelica brama di vendetta verso ogni baronia, sottoscrivo ghignando l'appello. E sto con Bragantini. Anche se non conto nulla.
aderisco all'appello
ALLA PIA, ONESTA, MODESTA FAMIGLIA FRATI,
si e' dimesso anche Malinconico, anche quel brutto figuro di Guarguaglini insieme alla consorte.
Suvvia! Fatevi onore anche voi! Spogliatevi del saio, del potere, dell'ingiustificata fama e del cospicuo gruzzolo che avete accumulato nella più importante Sede della Cultura in Italia. E' ora di arrendersi. Uscite dalla Sapienza non a mani in alto ma a piedi nudi.
QUEL POMERIGGIO DI UN GIORNO DA FRATI
Avanti, venite fuori fuori. Siete circondati. Non possono degli umili Frati avere scambiato una Facoltà Universitaria con una banca. Lasciate le migliaia di studenti che avete preso in ostaggio. Uscite fuori a piedi nudi e non vi sara' fatto nulla. Vi assicuriamo un pasto caldo e una branda in un convento. Avanti, coraggio venite fuori! La limousine che avete chiesto, con cinque pizze dentro, e' parcheggiata davanti alla Facoltà. Non preoccupatevi, vi scortiamo poi noi fino al Convento!
P.S.
Dove c'e' del marcio ci sono sempre di mezzo i Frati. Noi italiani il marcio, la nostra bella immagine e i Frati riusciamo ad "esportarli" anche fuori dall'Italia, come e' avvenuto 30 anni fa a Londra il 17 giugno 1982. Poi ci stupiamo se il Primo Ministro inglese non ci degna neppure di una telefonata. E' superfluo aggiungere al caso Calvi il danno della politica estera del governo Berlusconi. Oggi il marcio ce l'abbiamo proprio sotto il naso con Frati alla Sapienza. Ma la storia della nostra società, spesso segnata da intrighi e comportamenti corporativi e clientelari, non ci ha insegnato proprio nulla?
Sono con voi!
non posso che apprezzare quanto chiesto dal prof. Bragantini e condividere la sua richiesta. Mi stupisco che, ad oggi, solo il prof. Renzo Bragantini abbia avuto il coraggio di chiedere le dimissioni del Rettore. Complimenti ancora alla sua onestà intellettuale e al suo coraggio.
Sono con voi!
Sono con voi!
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