Sigari e film porno: nel mondo ci si dimette per molto meno
A cura di Marco Braghieri e Carlo Manzo
In Italia l’ipotesi di dimissioni per Michele Emiliano, e molti altri prima di lui, sembra fantascienza. Eppure, all’estero, ministri, deputati, banchieri hanno spesso lasciato l’incarico per “piccole sciocchezze”: un film porno comprato per errore a spese delle Stato, qualche riga copia-incollata nella tesi di laurea, una battuta poco spiritosa o troppi sms a una ballerina sexy. Tutti i casi degli ultimi cinque anni nella nostra infografica, che vi riproponiamo.

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E con questo? Intanto si dimostra, anche se in via indiretta, che i politici di altri Paesi non sono migliori dei nostri e, se vogliamo, sono anche dei ...babbà, e poi, dimissionati o dimissionatisi loro, siete sicuri che quelli che sono rimasti fossero meglio?
Da noi, se vogliamo, la prima cosa per cui "non c'è vergogna per niente" è già il fatto che qualcuno con un malloppo di voti (presi e ottenuti come sia, sia) diventa per questo "onorevole". Ci può essere una dabbenagine sociale maggiore di questa?
E allora ...umane genti, state contenti al quia, e più non vi state a dimandare e a rodere.
Manca Anthony Weiner, il deputato democratico statunitense che si è dimesso per aver inviato messaggi a luci rosse e foto a diverse ragazze on line!!
In Italia non c'è più vergogna di niente, ma questo ormai l'ha capito anche lo scemo del paese. La novità è che se qualcuno si permette di spezzare una lancia a difesa del normale imbarazzo che ogni persona "pubblica" dovrebbe manifestare quando si scoprono le sue debolezze (o crimini) è tacciato di "moralismo eccessivo" e tutti si scagliano non più contro il comportamento criminoso (o palesemente incondivisibile), ma contro il "moralista". Anzi si apre la caccia agli eventuali errori del "moralista" , per cercare di metterlo a tacere con l'accusa di predicar bene e razzolare male. Siamo di fronte ad una specie di "devianza mediatica", che oserei proporre come definizione di nuova malattia socio-cultural-psicologica.
Vi siete dimenticati gli Svedesi!
Cecilia Stegö Chilò, nell'ottobre 2006 si dimette da ministro della cultura per aver pagato in nero una colf e non aver pagato il canone TV;
Maria Borelius, nell'ottobre 2006 si dimette da ministro del commercio, er aver pagato in nero una colf;
Sven Otto Littorin, nel luglio 2010 si dimette da ministro del lavoro per essere sospettato di aver pagato una prostituta.
Tutta questa foia per le dimissioni di Tremonti non finirà per assottigliere le differenze che ancora esistono con L'Indipendente del 1992?
Dico... non è un momento facilissimo. Possibile che non si riesca mai a trovare neanche un poco di auto-censura, quando ce n'è bisogno?
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