Opinione di Luigi Campiglio

Ecco perché la patrimoniale non è la soluzione

Luigi Campiglio, professore di Politica Economica e prorettore dell’Università Cattolica di Milano i

Patrimoniale

Seguo da mesi la questione relativa alla patrimoniale e le relative soluzioni proposte, e questi sono i miei dubbi:
1) La questione centrale è che il mercato immobiliare non è liquido mentre la gran parte dell’aumento di “ricchezza” su cui tutti fanno conto è per 2/3 la conseguenza di un aumento dei prezzi. Prova ne sia le difficoltà di mettere sul mercato qualunque appartamento che non sia di buon qualità e dai 100 metri quadri in su. Questa è ricchezza di panna montata.
2) La soluzione della crisi in corso è una questione globale che coinvolge non solo l’Italia, ma anche (almeno) l’Europa. Se almeno l’area euro non si muove in direzione di un’area monetaria ottimale, anche sul piano politico, non si fa molta strada.
3) La questione di fondo che è in gioco è la libertà di movimento dei capitali finanziari: la libertà è un bene prezioso, forse il più prezioso, soprattutto a livello personale, ma non può andare a danno della libertà di altri (come ben ci ricordano filosofi e politici). Togliamo le esternalità pecuniarie dalla libertà di movimenti dei capitali.
4) Rimane vero che esiste in Italia un rilevante stock di ricchezza finanziaria, che prende la strada dei “portafogli”, anziché quella degli investimenti produttivi diretti, all’interno o all’estero: ma ciò ha a che fare con la necessità di ridare orizzonti all’imprenditorialità italiana. E forse è la questione di fondo del Paese e della crescita.
5) Nell’immediato, dalla crisi finanziaria italiana, largamente prevista e che mi appare molto concertata, si esce solo a livello europeo. Molto concretamente ciò che è in gioco è l’euro, molto più che il debito pubblico italiano.
6) Se l’euro svanisse, avremmo un’improvvisa fiammata inflazionistica e una rapida riduzione del debito, non diversamente da quanto avvenuto nel Secondo dopoguerra. Penso che qualcuno coltivi l’idea di varianti “morbide” di questa soluzione (ammesso di uscirne interi).
7) Mettere un’imposta patrimoniale in un Paese dove il 20% dell’economia è sommersa, il 30% incluso il crimine, che al Sud costruisce ovunque senza permessi, con un flusso di capitali che ha già ripreso a muoversi sull’estero, mi sembra una manovra che ricorda l’antico proverbio contadino su stalle e porte e finirebbe per scaricarsi di nuovo sul lavoro, ma questa volta di un Paese stremato che ha già alla spalle un “decennio perduto” e speriamo che sia anche l’ultimo. Aggiungo che ci vorrebbe almeno qualche simulazione più strutturata su questa ipotesi e non solo conti sul tovagliolo: la proposta è semplice e attraente, in linea di principio condivisibile, quanto molto molto rischiosa. 

Comments

Franco's picture
Inviato da: Franco
21 October 2011 - 14:51

Va bene, “espropriare” i soldi dei cittadini con una patrimoniale sarà anche ingiusto, immorale, inopportuno, scandaloso!

Qualcuno però può avere la gentilezza di spiegarmi perchè in questo cxxxo di paese gli unici a pagare sono i poveri dipendenti e pochi imprenditori onesti? Come mai l’”esproprio” mensile direttamente sulla mia busta paga non scandalizza mai nessuno?

Inoltre scusate, ma ai miei figli io dico sempre che se sapranno impegnarsi e meritare, nella vita potranno ottenere ciò che desiderano…ma devo purtroppo confessarvi che non ci credo neppure io, a questa cosa, perchè a me risulta che l’unico modo per far soldi veri in italia sia quello di ereditare. Ma allora una società in cui il merito conta meno della fortuna di avere ereditato, può davvero andare lontano? Ma non funzionava così nel medioevo?

Vorrei tanto poter evitare anche io di pagare le tasse, sono stufo di pagare per tutti, andate al diavolo!

Franco

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Inviato da: jevic
8 September 2011 - 21:19

La questione credo sia in termini equitativi: la stragrande parte dei patrimoni in Italia appartiene a persone con oltre 60/65 anni che hanno creato questa ricchezza certo con le loro capacità negli anni della crescita economica anche grazie al fatto che pagavano (anche in modo lecito) poche tasse e pochissimi contributi. La patrimoniale potrebbe quindi anche avere un effetto di ridistribuzione del peso fiscale fra le generazioni e colpisce i possessori di rendite. Inoltre, anche se in misura forse piccola, andrebbe a colpire l'evasione dal momento che una patrimoniale generale sarebbe applicabile anche sui capitali scudati e su quelli che non hanno pagato imposte.La tesi della potenziale evasione è assurda: i capitali che sono all'estero lo sono e vanno stanati (oppure si deve fare come hanno fatto Germania e GB con la Svizzera); quelli che sono in Italia se sono tracciati possono essere soggetti a imposizione anche se trasferiti all'estero.
Infine 2 piccole osservazioni: nel sistema della tassazione immobiliare ci sono 2 clamorose anomalie. La tassazione su base catastale (quindi quasi zero) degli immobili storici (è giusto dare benefici ai proprietari di questi immobili ma ci sono situazioni clamorose) e la totale esenzione delle plusvalenze sulle vendite di immobili posseduti da oltre 5 anni. Credo che almeno queste anomalie andrebbero sanate o ridotte se non altro per un senso di equità.

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Inviato da: Joker
4 September 2011 - 11:05

La patrimoniale è un assurdo per infiniti motivi.
Non esiste un conflitto tra redditi di lavoro e risparmio o redditi da capitale: se si vogliamo nuovi posti di lavoro e ben retribuiti allora c'è bisogno di investimenti cioè di risparmio, non esiste altra via e considerato che nessuno dall'estero investe in Italia disincentivare il risparmio e l'accumulazione è l'ennesimo suicidio
I grandi capitali sfuggono alla tassazione e alla patrimoniale: i "ricchi" trasferiscono la propria residenza nello spazio di una notte, per esempio in Svizzera esiste la possibilità per i nuovi residenti di negoziare il carico fiscale. Inoltre i loro risparmi sono gestiti in società e trust mentre le patrimoniali colpiscono persone fisiche
Da un punto di vista pratico bisognerbbe capire che una patroniale produce un gettito molto contenuto: per esempio in Francia dove appunto esiste e la concentrazione della ricchezza è piu' elevata, rende appena 3-4 miliardi di Euro l'anno. Tentare di aumentare il gettito comporta semplicemente la fuga massiva di capitali all'estero cio' che peraltro sta già accdendo in Italia al solo parlare della patrimoniale
In altre parole aumento di tassazione sul risparmio e patrimoniale colpiscono i ceti medio bassi che sono già gravati da tasse da incubo

In conclusione i nostri politici hanno ridotto gli italiani a uno dei paesi meno ricchi dell'UE (davanti solo a Portogallo e Grecia) grazie a una tassazione per lo piu' sul reddito fortissima. Ora si sono resi conto che nonostante tutto siamo riusciti a risprmiare qualcosa e quindi resta altro da razziare.
Ed è davvero una pena notare che Modiano e Profumo possano fare da grancassa a queste proposte senza senso, mi sa l'ennesimo segno del valore della nostra classe dirigente

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Inviato da: Anonimo
18 August 2011 - 15:41

Ma tu sei un professore di politica economica o un sofista? Se sono questi i contenuti che insegni ai tuoi studenti, non è un caso che siamo ridotti cosi male, anzi, ne è una logica conseguenza. Comunque, un economista parlerebbe in termini seguenti. La patrimoniale farebbe scendere i prezzi degli immobili, farebbe aumentare gli introiti all'erario, diminuirebbero gli investimenti in questo settore. Considerando che l'Italia è ipercementificata, siccome importa cibo e non ha più spazi agricoli che sono strategici per ovvi motivi, la diminuzione degli investimenti nel settore è, anch'esso, un bene. La patrimoniale, soprattutto progressiva (come vuole l'art. 53 della cost.), ripristinerà almeno un po' di giustizia sociale, e di conseguenza, ridurrà l'evasione. Minor evasione e più giustizia attirano nuovi investimenti e nuovi consumi (per lo meno non calerebbero). Ovvio. Una diminuzione dei prezzi farà aumentare la domanda, poiché aumenterebbe il numeri di potenziali clienti. Mi riferisco ai prezzi di riserva. L'aumento del commercio in quel settore farà aumentare il PIL. L'aumento ulteriore degli introiti all'erario è assicurato anche dall'aumento del PIL e dai maggiori investimenti (descritti di sopra). Qui termina la prima parte del lavoro di un economista che prosegue nella seconda parte: quantificare le operazioni. Il professore avrà sicuramente nel cassetto i coefficienti di stima. In contrario avrà sicuramente a disposizione un team specializzato di ricercatori in grado di elaborare modelli di stima e ricavarne i coefficienti. E bene che alla fine del discorso il professore (come ogni altro politico) dopo l'intervento ci espongano i seguenti dati (risultati delle stime) conseguenti agli obiettivi che risulteranno dalla loro manovra: - aumento del PIL (siccome è questo il loro obiettivo) - ripercussioni sulla disoccupazione (è sempre un obiettivo) - l'indice di povertà relativa e assoluta (è sempre un obiettivo) - ripercussioni sull'inflazione (è sempre un obiettivo) - competitività (è sempre un obiettivo) - produttività (è sempre un obiettivo)

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Inviato da: Marisa
21 October 2011 - 12:25

Anonimo, bellissimo intervento, complimenti! Mi associo al disappunto derivante dal dover constatare che chi ha scritto quest'articoletto superficiale, ma soprattutto opinabile, sia un professore di economia. Se basta questo, pure io posso tenere una cattedra!

Marisa

Emilio Rossi, Oxford Economics's picture
Inviato da: Emilio Rossi, Oxford Economics
22 July 2011 - 00:00

Mi trovo d'accordo su molti punti con il prof. Campiglio... e immagino lo sia anche Modiano che nel suo articolo non si riferiva a una patrimoniale sugli immobili ma solo sui patrimoni finanziari elevati - il che potrebbe indirizzare capitali (percepiti non piu' sicuri anche in futuro)verso investimenti produttivi (che potrebbe rappresentare parte della soluzione del problema al punto 4). Ovviamente, la necessita' di riforme strutturali della spesa e della fiscalita' complessiva rimane intatta.
Vorrei fare un commento anche sul punto 6) - se l'euro svanisse, avremmo si' una fiammata inflazionistica ma la riduzione del rapporto debito/PIL sarebbe di brevissima durata in un paese dove tale rapporto e' al 120%. L'aumento dei tassi di interesse sarebbe immediato (e probabilmente maggiore dell'inflazione) e farebbe crescere il debito piu' del PIL nominale nel giro di pochi anni (forse e' anche questo che il prof. Campiglio intende quando dice "ammesso di uscirne interi")

Luca's picture
Inviato da: Luca
13 July 2011 - 11:38

A fronte dell'opinione espressa dal prof. Luigi Campiglio, io mi chiedo, per l'ennesima volta, dove sia il confine tra la logica e l'interesse di un ceto socio-politico.

Prima di tutto: come può essere eticamente condivisibile che i redditi da capitale abbaino una tassazione privilegiata rispetto al reddito da lavoro? A mio avviso dovrebbe essere l'opposto.

Posto che c'è bisogno di risorse per mantenere i servizi pubblici (ed è NECESSARIO che alcuni servizio come: sanità, istruzione, trasporti e comunicazione rimangano sotto il controllo pubblico, perchè tutte le puttanate che ci hanno propinato sui vantaggi delle privatizzazioni hanno portato solo peggioramenti nei servizi) per quale ragione una persona che produce un reddito da lavoro di circa 50.000€ deve subire una pressione fiscle del 42/43% e vedersi tassati i capital gain sullo stesso reddito al 12,5%?

Messo da parte il p.to di vista etico, guardiamo ai risultati pratici. Una tassazione privilegiata dei redditi da capitale ha prodotto qualche vantaggio pratico nel nostro paese? Risposta: NO, ha anzi permesso di investire il capitale ottenuto da un diffusissimo sistema di evasione ed elusione fiscale consentendo di ottenere un reddito da capitale "pulito" e tassato ad aliquota bassissima.

Visto che dobbiamo anche finanziare un pesantissimo debito pubblico con l'acquisto di titoli di stato, penso che possa avere senso definire delle aliquote in crescendo, a partire da 50.000€ circa per l'aliquota più bassa, perchè entro un tetto di questa entità, ricadrebbero molti, molti dei risparmiatori italiani. Per importi più alti, fino ad arrivare a quelli massimi per chi può vivere del reddito generato dal proprio patrimonio una tassazione che si equipari a quella da lavoro.

Certo che, gli esperti di economia, considerando una tassazione sul patrimonio semplice ed attraente ma molto rischiosa, si staranno arrovellando il "gulliver" per trovare una soluzione più efficacie e meno rischiosa, tipo: l'aumento dell'iva, delle accise sulla benzina il taglio dei trasferimento dei fondi dallo stato agli enti locali, magari assieme ad un bel condono.

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