“Banche e imprese fallite in 2 ore: ecco il ritorno alla lira”
Luigi Marcadella
Silvio Berlusconi è stato chiaro: non è blasfemo parlare di un ritorno alla lira. E se accadesse dav
L’Europa vive ore cruciali per il suo destino: è in gioco davvero la tenuta della moneta unica. Silvio Berlusconi è stato chiaro: non è più un tabù l’indissolubilità dell’euro e non è blasfemo parlare di un ritorno alla lira. Se l’Europa si dimostra incapace di reggere l’onda d’urto della crisi greca e dei debiti sovrani l’esplosione dell’euro è cosa concreta. E la questione lira-euro potrebbe diventare anche il cavallo di battaglia del centrodestra alle prossime politiche. Massimo Guidolin, economista dell’università Bocconi, con esperienze alla Federal Reserve Bank di St. Louis e alla Manchester Business School, vuole rimanere sul piano ipotetico per discutere anche solo dell’eventualità del crash dell’euro. Perché avverte: «L’uscita dell’Italia dalla moneta unica sarebbe un fatto drammatico. I costi superano di grand lunga i benefici».
Dal punto di vista finanziario cosa succederebbe il giorno dopo l’annuncio dell’uscita dell’Italia dall’euro?
Mi preoccuperebbe quello che potrebbe succedere nei giorni precedenti. Una decisione del genere non si può tenere nascosta: si scatenerebbero corse agli sportelli bancari, panico nei mercati finanziari, fughe di capitali all’estero. Enormi flussi di capitali denominati euro si sposterebbero nei Paesi forti dell’Europa.
Terremoto a Piazza Affari, assalto ai bancomat, capitali che svaniscono all’estero. È uno scenario da incubo.
A quel punto la finanza viene meno, perché entra in gioco il legislatore e la politica. Che dovrebbe gestire politicamente e istituzionalmente il cambio della valuta, gli aspetti legali e i problemi economici legati alla svalutazione della nuova moneta.
Ipoteticamente come e quando si cambia valuta? Quali sono i passaggi cruciali?
Prendiamo ad esempio la Grecia, perché per l’Italia è uno scenario che mi è difficile immaginare. Si era ipotizzato di stampigliare un simbolo sulle banconote in euro e di creare i presupposti tecnici per la conversione della valuta, come la chiusura delle frontiere. Esistono zecche private e si è parlato anche di società con l’incarico di prepararsi a un eventuale conio della dracma. Ripeto: sono comunque operazioni impossibili da tener nascoste.
Avverrebbe in un fine settimana?
Sì, tuttavia si assisterebbe lo stesso a scene di panico. I bancomat non funzionerebbero per alcune ore, si bloccherebbero anche fisicamente i flussi di capitali verso l’estero con la sospensione dell’accordo di Schengen sulla libera circolazione delle persone. Per qualche giorno ci sarebbe uno scenario da brividi, con l’intervento delle forze dell’ordine per arginare le proteste dei cittadini.
Che impatto avrebbe sul nostro sistema bancario?
Le banche più deboli ossia quelle con importanti obbligazioni in euro, i cui creditori si aspettano di essere ripagati in euro, potrebbero avvicinarsi paurosamente all’insolvenza e ci sarebbe necessità dell’intervento dello Stato.
La prima reazione dei mercati finanziari internazionali al ritorno della lira?
Appena riammessa alle quotazioni è pensabile una svalutazione dell’ordine del 15-20 per cento. Una soluzione brutale che potrebbe essere adottata prevede anche il rimborso in lire dei titoli di stato denominati in euro. Altrimenti potrebbero rinegoziare le condizioni di rimborso dei titoli emessi in euro. Le future obbligazioni collocate in lire ovviamente sconterebbero tassi di interesse molto elevati, perché il rischio di ulteriori svalutazioni della valuta sarebbe elevato.
Con l’Italia o la Spagna fuori dall’euro si frantumerebbe il processo di integrazione europea?
Meglio ritornare a fare il caso della Grecia: un Paese potrebbe allontanarsi dall’euro mantenendo però un opzione di rientro. In ogni caso sarebbe una battuta d’arresto storica per l’Europa e l’intera architettura economica e politica andrebbe ridisegnata.
Chi siede nelle sale trading in grado di cambiare il destino della moneta unica europea?
Lo dicono in molti: sono i fondi sovrani. Veicoli d’investimento creati e gestiti dai governi che in alcuni casi possono avere finalità politiche. Ma non riesco a inquadrare i benefici della possibile dissoluzione dell’eurozona. La stabilità dell’euro ha portato vantaggi a molti, non capisco la logica dello “smontare” tutto.
Poniamo il caso che sia la Grecia ad uscire dall’euro e che nel frattempo l’Europa riesca a trovare un nuovo patto comune per proseguire nell’integrazione politica ed economica.
Potrebbe non essere un fatto del tutto negativo a lungo termine. Costringerebbe sicuramente l’Europa a correggere alcune anomalie nel suo funzionamento e gli stati nazionali a proseguire nel risanamento dei conti pubblici.

Comments
MA PERCHè NON TORNARE ALLA DOPPIA MONETA X ALCUNI ANNI IN FONDO COME ABBIAMO FATTO X PASSARE DALLA LIRA ALL'EURO??????
"in Argentina (che aveva già perso molta della sua produttività con il cambio fisso col $) e il risultato sono stati migliaia di senza tetto, delinquenza alle stelle (assalti armati anche ai fruttivendoli di quartiere... non alle banche!), la povertà assoluta è arrivata a superare il 57%"
questo è successo PRIMA dell'uscita dal cambio fisso col dollaro, dopo le cose sono migliorate parecchio anche perchè il governo ha cancellato per legge il debito pubblico, dicendo agli avvoltoi della speculazione che non avrebbe restituito un centesimo. Da allora l'Argentina ha avuto un boom incredibile.
E' ora di contarci.
Eh certo, Guidolin (economista della Bocconi) tutela i suoi interessi e quelli dei suoi padroni.
Cosa vi aspettate che vi dica?
Vi consiglio la lettura del blog del prof. Alberto Bagnai, che con dati della Bd'I, del FMI e della BM dimostra quanto potrebbe giovare all'Italia, e ai paesi della zona euro, un ritorno alle valute sovrane nazionali.
Servono dati non opinioni. In questo scritto non c'è uno straccio di dato macroeconomico, nonchè una fonte dove poter accertare che quanto riportato non sia solo una serie di opinioni personali, per di più discutibilissime.
Con questi articoli non si fa informazione, ma si creano mostri. E poi smettetela con questa menata che l'uscita dall'euro l'ha proposta il nano e quindi è sbagliata di sicuro. Premi nobel per l'economia (tra cui Stiglitz e Krugaman) e eminenti professori universitari (tra cui Bagnai ma non solo) sono da anni che cercano di far breccia nell'informazione di regime per far sentire una voce dissonante. Non fosse altro per parlarne, discuterne, sarebbe già una gran cosa.
Berlusconi non sa neanche di cosa parla. Lo fa per far ritornare all'ovile un pò di elettorato smarrito.
Se poi volete ancora farvi infinocchiare, fate vobis!
Ma qualcuno pensa davvero di prendere la Bolivia e l'Argentina come esempio?
Con questi geni siamo a posto...
Sinceramente credo che si stia facendo terrorismo mediatico. Riporto di seguito le parole di un economista, Alberto Bagnai, in merito a un'eventuale uscita dall'Euro: «...la logica sottostante alla svalutazione argentina di fine 2001, o a quella italiana di fine 1992, è esattamente identica: cambiano solo i numeri. In entrambi i casi il cambio nominale si svalutò di quanto era necessario per recuperare il differenziale di inflazione cumulato rispetto al paese "core", secondo il modello economico detto della parità relativa del potere d'acquisto, il quale stabilisce appunto che il cambio nominale tende a "recuperare" quello che il differenziale di inflazione ha fatto perdere al paese "satellite" rispetto al paese “nucleo”».
Ovvio che poi il processo di uscita va governato, prendendo le necessarie contromisure. I supposti benefici del processo d'integrazione europea, francamente stento a vederli: salari in picchiata, disoccupazione alle stelle, povertà dilagante e proletarizzazione del ceto medio. Di certo non mi sembrano beenfici!
Ma che cavolo scrivete?? ''nessuno scrive che se ritornassimo alla lira con una svalutazione del 20/30 % sull'euro forse acquisiremmo nuovamente la competitività che l'euro ci ha tolto'' Amici non si vive di solo export, ma di import e l'import è in dollari, il petrolio come lo importiamo se non in dollari?? Lo scambio lira-dollaro come sarebbe?? Sfavorevole, inoltre la svalutazione comporterebbe un'inflazione fuori controllo e i tassi di interesse sarebbero insostenibili, quindi lo stato continuerebbe ad indebitarsi. L'italia ha la capacità di farcela, dobbiamo sopprimere provincie, vendere 1000 mld di patrimonio statale (ne abbiamo 10000), eliminare le provincie a statuto autonomo che costano, come la sicilia. Poi abiamo 60 mld di corruzione e 120 mld evasione, a voglia a soldi!!!
sì, vendiamo la torre di pisa,il colosseo, il duomo e, perchè no, anche le spiagge che in tutto il mondo ci invidiano a qualche industrialone tedesco che poi ci farà pagare un bel biglietto d'ingresso che andrà a depositare nel suo paese. E' quello che ha fatto l'Irlanda (la tigre celtica, la chiamavano, per il suo coraggio nel "modernizzare il mercato del lavoro e l'economia") facendo poi la fine che ha fatto. Intanto il nostro debito crescerà ancora perchè sui suoi profitti il tedescone pagherà le tasse in germania, i nostri enti locali dovranno pagare l'affitto per tenere gli uffici in quelli che prima erano stabili di loro proprietà e via cantando.
Se invece si svaluta del 20/30% la benzina aumenterà più o meno del 5-7%, abbondantemente recuperabili con una riduzione delle accise (ma anche se non si riducono, negli ultimi due anni è aumentata di ben oltre il 40%... nonvedo dove sarebbe il dramma). Cari citrulli non si vive di solo export ma anche di import? ma da dove pensiamo che sia arrivato il debito della grecia? semplicemente dal fatto che a un certo punto era più conveniente comperare prodotti tedeschi e le poche industrie greche hanno chiuso i battenti.
ancoriamo la nuova moneta all'euro.....svendere il patrimonio creato con le nostre tasse ( i nostri soldi) è pura follia, cosa ci ha permesso di diventare la 7 potenza industriale al mondo? avere una moneta debole ricreerebbe occupazione e torneremmo a produrre (america ed inghilterra insegnano che non si cresce con la finanza e il terziario da soli) ok per province, regioni a statuto speciale etc ma la nostar economia si è sempre sulle pmi.....ci aggiungerei la nazionalizzazione della banca d'italia (con tutti i benefici che comporta) e l'introduzione del reato di furto alla collettività (evasione, concussione, corruzione ed elusione) con pena minima 15 anni di galera (vera!!! dove i detenuti si mantengano con i lavori, anche forzati e non retribuiti (scuole strade fognature, pulizia boschi) visto che hanno un debio con la società) stiamo dimenticando che evoluzione significa una società migliore non più ricca
La valuta è solo un mezzo di cambio, in realtà il suo valore è quello che noi gli attribuiamo. Il valore delle nostre case, della nostra capacità produttiva, del made in Italy, della conoscenza, cultura, arte, storia non cambia perché cambia la moneta. Il mercato rimane lo stesso, le aziende pure, anzi quest ultime possono aumentare le esportazioni. L’aspetto più importante è stampare moneta e finalmente appropriarsi della politica monetaria.
Con una conversione ugualmente proporzionale su ogni bene, servizio, retribuzioni ed un ancoraggio per i primi anni ad un’altra moneta, il cambiamento avrebbe esiti positivi. Tutto questo accompagnato da una serie di riforme complementari e necessarie per l’abbattimento del debito.
l'economista non ravvisa benefici nella dissoluzione dell'eurozona.
Io non sono un economista, ma alcuni benefici mi sembrerebbero lampanti:
1) rinegoziazione del debito: abbiamo un debito che di fatto ci uccide. Paghiamo milioni di euro di interessi ogni anno. Uscire dall'UE potrebbe consentirci di dire ai nostri creditori, come ha già fatto del resto la bolivia, che il debito è già stato ampiamente ripagato e che non intendiamo pagare ulteriori interessi su un debito ormai saldato. Questo non è possibile se continuiamo a vivere nella moneta unica
2) introduzione di misure protettive dell'economia nazionale: dalla nazionalizzazione delle imprese, come accade in argentina, alla imposizione di dazi, dalla riduzione delle imposte, alla negoziazione dell'import, lo stato potrebbe compiere migliaia di manovre che ad oggi sono precluse per il principio della libera circolazione.
3) svalutazione e rivalutazioni monetarie, anche questo strumento potrebbe essere utilizzato per aiutare le famiglie e i cittadini.
vorrei chiedere al dott. Massimo Guidolin cosa ne pensa di questi scenari, io, ripeto, non me ne intendo, ma fesso non sono e mi sembrano tutte mosse da prendere in considerazione per i cittadini di una italia in cui ricordiamolo: aumentano le tasse, diminuiscono le assunzioni, i giovani vivono con una crescente precarietà, le imprese chiudono e delocalizzano, il pil si contrae, i consumi calano perchè appunto la popolazione non ha soldi da investire.
ripeto, a meno di non rendere possibili tali interventi stando nell'UE, io credo che l'uscita ci potrebbe solo aiutare ma il parere di un esperto mi interessa molto.
Caro luca, è inutile che chiedi al dott. Guidolin che ne pensa... basta leggere l'inizio dell'articolo dove dice che questo professorone saccente e arrogante della bocconi, ha lavorato nella federal reserve... quindi un uomo delle banche... proprio come i suoi colleghi monti, fornero e passera... questa è gente venduta alle banche... cosa vuoi che ti rispondono??? Che per noi dopo un inizio sicuramente tragico, dopo quelche mese ci sarebbe un nuovo boom economico italiano dopo il 1960??? Che essendo la lira una moneta più debole rispetto all'euro o al dollaro, aumenterebbero le esportazioni italiane rilanciando l'economia e creando posti di lavoro in maniera impressionante??? Che avendo un costo della vita più basso che nel resto d'europa il turismo avrebbe un impennata pazzesca...poichè con gli stessi soldi gli stranieri verrebbero in sicilia o sardegna piuttosto che in tunisia??? Che la fiat lascerebbe la slovenia per ritornare in italia poichè esportare converrebbe di più stando nel bel paese??? Cosa vuoi che ti risponde uno venduto ai mercati dove vige la sola regola: "Noi dobbiamo ingrassarci mentre la gente deve morire e lavorare per noi. E non deve sapere quali vantaggi possano ottenere facendo un azione diversa da quella dettata da noi..."
l'economista non ravvisa benefici nella dissoluzione dell'eurozona.
Io non sono un economista, ma alcuni benefici mi sembrerebbero lampanti:
1) rinegoziazione del debito: abbiamo un debito che di fatto ci uccide. Paghiamo milioni di euro di interessi ogni anno. Uscire dall'UE potrebbe consentirci di dire ai nostri creditori, come ha già fatto del resto la bolivia, che il debito è già stato ampiamente ripagato e che non intendiamo pagare ulteriori interessi su un debito ormai saldato. Questo non è possibile se continuiamo a vivere nella moneta unica
2) introduzione di misure protettive dell'economia nazionale: dalla nazionalizzazione delle imprese, come accade in argentina, alla imposizione di dazi, dalla riduzione delle imposte, alla negoziazione dell'import, lo stato potrebbe compiere migliaia di manovre che ad oggi sono precluse per il principio della libera circolazione.
3) svalutazione e rivalutazioni monetarie, anche questo strumento potrebbe essere utilizzato per aiutare le famiglie e i cittadini.
vorrei chiedere al dott. Massimo Guidolin cosa ne pensa di questi scenari, io, ripeto, non me ne intendo, ma fesso non sono e mi sembrano tutte mosse da prendere in considerazione per i cittadini di una italia in cui ricordiamolo: aumentano le tasse, diminuiscono le assunzioni, i giovani vivono con una crescente precarietà, le imprese chiudono e delocalizzano, il pil si contrae, i consumi calano perchè appunto la popolazione non ha soldi da investire.
ripeto, a meno di non rendere possibili tali interventi stando nell'UE, io credo che l'uscita ci potrebbe solo aiutare ma il parere di un esperto mi interessa molto.
nessuno scrive che se ritornassimo alla lira con una svalutazione del 20/30 % sull'euro forse acquisiremmo nuovamente la competitività che l'euro ci ha tolto (perchè se è pur vero che l'euro ci ha protetto, ma da paese manufatturiero basato sulle pmi ci ha anche tolto tanto lavoro)
mio caro anonimo, dato che l'Italia è un paese di trasformazione le imprese che acquistano le materie prime o semilavorate all'estero si troverebbero di colpo con un debito verso i fornitori denominato in Euro e degli incassi (prevalentemente interni) denominati in Lire, cosa succede quindi alla liquidità delle aziende?
le aziende normalmente falliscono per problemi di liquidità. penso solo all'azienda per cui lavoro io, 17% di Ebitda e un fatturato di centinaia di milioni di euro (sviluppato in Italia), non credo che possa reggere una svalutazione del 30%.
qualcosa del genere è successo in Argentina (che aveva già perso molta della sua produttività con il cambio fisso col $) e il risultato sono stati migliaia di senza tetto, delinquenza alle stelle (assalti armati anche ai fruttivendoli di quartiere... non alle banche!), la povertà assoluta è arrivata a superare il 57%.
chi dice che oggi l'argentina si è ripresa sappia che non si trova carburante e che comprare un piccolo elettrodomestico di importazione è diventata follia; fare la spesa in un supermercato costa quasi (10/15% in meno) che fare gli stessi acquisti in Italia (provato personalmente a gennaio 2011).
vuoi ancora la svalutazione? trasferisciti!
Cristiano
mi spiace ma penso al sistema paese in cui la maggior parte delle persone lavorano in pmi (garantendo miglior distribuzione della ricchezza) le aziende di grandissime dimensioni alle quali fai riferimento sono quelle che grazie ai loro soldi e ai lobbisti ci stanno facendo inabissare....ribadisco quindi il concetto precedentemente espresso. se le multinazionali o ripeto, le aziende di grandissime dimensioni soffrono chiudono per me è solo un piacere, voglio un'italia come quella degli anni 70 e 80 tantissime microimprese e tanti micro imprenditori benestanti!!! gli schiavi in giacca e cravatta come te (non offenderti ma 1300/1500 euro al mese per lavorare 10 h al giorno è schiavitù) che difendono le aziende per cui lavorano mi sembrano pazzi
riposto la mia modesta proposta:
congelare il rimborso dei titoli di stato,con l'avanzo primario che abbiamo non servono nuovi finanziamenti del debito. Con lo stesso avanzo primario e gli interessi che non si pagherebbero cominciare un piano di rimborso dei titoli di debito.Nel giro di 10 anni il debito pubblico italiano scomparirebbe.
Mi si dirà che è impossibile ma perchè i cittadini devono subire sacrifici enormi e i titolari del debito non possono rinunciare ai soli interessi?
ps:in Italia il 75% del debito è detenuto all'interno.Calcolando il debito complessivo europeo anche li è quasi tutto detenuto all'interno,quindi ci stiamo strozzando da soli?
non basterebbe vincolare il valore della nuova lira con l'euro come fa la cina col dollaro???magari solo per un paio di anni dall'introduzione della lira stessa...
Tutto quello che dice il Professor Guidolin mi sembra assolutamente chiaro e corretto soprattutto applicato al caso della Grecia. Ciò che però mi chiedo è la sua reale applicabilità all'Italia. Tutti questi scenari si basano sull'ipotesi, molto debole nel caso della Grecia, di una fortissima svalutazione della moneta locale a seguito dell'uscita dal sistema monetario europeo. Per questo paese è facilissimo attendere tale svalutazione date le difficoltà nella bilancia dei pagamenti, indebitamento privato e pubblico, deficit pubblico, disoccupazione, bassa crescita ecc. Esistono varie stime che ci dicono che la possibile entità di tale svalutazione oscilla tra il 30 e il 60% del valore attuale. Ma il caso dell'Italia mi sembra assolutamente diverso: dimensione, flussi commerciali con l'estero, risparmio privato e soprattutto deficit pubblico e bilancia dei pagamenti sostanzialmente equilibrati. Tutti questi elementi mi fanno pensare che l'eventuale svalutazione della lira sarebbe molto più contenuto e potrebbe essere preceduta da aspettative diverse rispetto a quelle legate alla dracma ed in grano di generare un violentissimo Bank Run.
Ovviamente sono pienamente d'accordo con il Professor per quanto riguarda l'idea che tale scelta costituirebbe comunque una marcia indietro verso il processo di integrazione europea che sta generando benefici a tutti i partecipanti.
Non è una visione un pó troppo disfattistica del passaggio ad un nuovo conio? Gente che si strappa i capelli perchè non puó prelevare per due ore, disordine pubblico etc... I capitali emigrano già in posti esotici senza bisogno di cambiare moneta.
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