Elsa Fornero non è un ministro, è una rivoluzione culturale
L’unico ministro con personalità di questo governo ha abbattuto l’ultimo tabù. Al Wsj ha detto: «Il
Non ci capiterà più di avere un ministro così. Non ci capiterà più di avere un uomo, ops una donna, di governo che dica le cose pane al pane e vino al vino. Che non si rifugi nel politichese, nella tattica politica, nei mezzucci di servirsi della stampa o di nascondersi dietro qualche padrinato politico. Elsa Fornero di San Carlo Canavese è una donna di 64 anni, anche molto affascinante a parere di chi scrive. Seria, sguardo fiero, una lavoratrice, il simbolo di un’Italia che sta inesorabilmente sparendo. Chi è interessato alla sua biografia, può leggere qui, oppure qui e documentarsi un po’ in rete. Troverà anche che da piccola vinse anche una borsa di studio per la sua pagella modello.
Insomma la ministra Elsa è una signora con la schiena dritta che ha interpretato la sua missione con lo spirito di un civil servant. E ovviamente in Italia non è stata apprezzata. È riuscita nell’intento di far dire le stesse cose ai lettori di Libero e a quelli dell’Unità. Belpietro e gli antiberluscones sono fermi come un sol uomo nel difendere il signor Inps Mastrapaqsua messo lì da Gianni Letta e dalla lottizzazione all’italiana dagli attacchi della “potente” Fornero. Perché gli italiani tra Gianni Letta ed Elsa Fornero stanno con Gianni Letta.
Perché in Italia, si sa, funziona così: quando qualcuno prende il coraggio a due mani, si alza e dice quel che tutti pensano, il Paese volta le spalle come se nulla fosse mai accaduto, come se nulla avesse ascoltato. Le donne, poi. Dove sono finite le femministe di “Se non ora, quando...”? Brave, bravissime a scendere in piazza indignate quando c’era da attaccare ministre giunte al governo secondo loro per altri meriti. Ma quando al Governo siede una donna che ha il coraggio di imporre temi scomodi, loro dove sono?
E quando la troveranno più una donna al Governo che dica chiaro e tondo che un dirigente dello Stato che fornisce dati col compito di destabilizzare andrebbe licenziato. Sì, LI-CEN-ZIA-TO.
Quando la troveranno più una ministra che dica: «I nostri giovani sanno troppo poco. Non conoscono le lingue, italiano compreso, e neanche i rudimenti della matematica, non sanno fare i conti. Se andiamo a guardare la qualità della nostra istruzione si vede che i ragazzi sanno troppo poco. È un mondo abbastanza sconsolante. Troppo poco si è affrontato il confronto con le aziende per migliorare la corrispondenza tra domanda e offerta».
Quando la troveranno più una ministra madre che ricordi come a 29 anni sei pronto per un contratto e non puoi stare più a casa di mamma e papà.
Quando la troveranno più una ministra che va in fabbrica, in fabbrica, a confrontarsi con gli operai su una riforma del lavoro da loro contestata.
Quando la troveranno più una ministra che incontra i giovani e non batte ciglio di fronte a un ventenne scostumato che nemmeno si alza per parlare con lei e spiega che lui, pur avendo un diploma alberghiero, la sera non può lavorare perché deve uscire con gli amici. “Capisco”, rispose lei.
Questo è Elsa Fornero, una donna così poco italiana. Così lontana da un’altra donna, Susanna Camusso, che tutela i diritti di chi un lavoro ce l’ha già o è in pensione e dimentica quelli che un lavoro vorebbero conquistarselo. Oggi Èlsa Fornero ha abbattuto l’ennesimo tabù. Al Wall Street Journal ha consegnato l’ennesima rottura, l’ennesimo tassello di una rivoluzione culturale che porta il suo nome: «il lavoro non è un diritto, ma va conquistato e conquistato con sacrifici». Applausi, applausi a scena aperta. In piedi in ogni luogo. Bisognerebbe scendere in piazza per lei tutti i giorni. Bisognerebbe portarla d’imperio a Palazzo Chigi.
E invece gli italiani non la sopportano, non vedono l’ora che vada via. Vogliono tornare a lamentarsi di quei politici che nulla dicono e nulla fanno. Altrimenti si scopre il gioco e tutti potrebbero verificare che quei politici sono lo specchio perfetto del nostro Paese. Un Paese che vive a casa di mammà, che parla alle spalle, che raccoglie le firme contro la casta ma poi la protegge. Al fianco di coloro i quali fino a ieri erano i nemici da abbattere. Gli italiani stanno con Gianni Letta, Mastrapasqua e tutti i dirigenti lottizzati che da anni controllano indisturbati questo Paese. Questo si meritano gli italiani. Sacconi ministro del Welfare, oppure Cesare Damiano. Stiano con loro gli italiani. A qualcosa di più non possono ambire. Figuriamoci ad Elsa Fornero.
Viva Elsa Fornero, una rivoluzione culturale.

Comments
Ma mi faccia il piacere...
Tutti a casa questi politici millantatori e corrotti!!!
Anonimo on 3 January 2013 - 09:46.
Non ti sente, Gallo non ti sente.
E' troppo occupato a battere le mani mentre sta facendo la ola.
All'arrivo della Fornero, mi raccomando.
Applausi, applausi a scena aperta, tutti in piedi a battere le mani.
Se l'obiettivo era superare i 200 commenti può dirsi raggiunto. Per il resto nessuna azienda vuole sessantasettenni a lavoro, la sua riforma serviva solo a facilitare l'accorpamento inpdap inps e i risparmi previdenziali servono solo a ripianare i debiti dell'inpdap. I debiti dell'inpad andavano ripianati dallo stato, quindi dalle tasse, invece si ripianano con i contributi previdenziali.
Conseguenza: i contributi previdenziali pagano i debiti dello stato e quindi sono anche tasse.
Cintributi previdenziali = tasse
Brava Elsa, ci hai fregato e nessun giornalista lo fa notare, neanche qui a l'inkiesta.
Mi piacerebbe Elsa Fornero alla Presidenza della Repubblica Italiana....
Una vera Civil Servant come Capo dello Stato?
Troppo bello per potersi avverare in Italia.
Ma se accadesse?
Allora sì che sarebbe "rivoluzione culturale"!
Caro Gallo,
visto che Lei ci ripropone cocciutamente un suo pezzo (sic!) circa la sua beniamina Fornero, potrebbe cortesemente mettersi in contatto con la ex-ministra e chiederLe di fornirci - una buona volta - il numero esatto degli esodati.
Sa com'é, pare che - dopo la epocale riforma da Lei (Gallo) tanto lodata - alcune centinaia di migliaia di costoro non sappiano ancora oggi se e quando avranno una pensione ...
La ringrazio anticipatamente
Caro giornalista, cara Fornero, ... benvenuti al festival dell'ovvieta'. A dire il vero, sembrate proprio voi i protettori di certa casta. Sono un laureato con il massimo dei voti, a 18 anni sono andato via di casa per studiare, ho subito trovato un lavoro che ho cercato di mantenere per 25 anni, con sacrificio e dedizione, competenza e professionalita'. Ora a 53 anni arriva Lei e dice "bosogna rimuovere certi privilegi di chi un lavoro lo ha" (art. 18). E il mio sacrificio, la mia professionalita' di tanti anni che fine fanno ?? Finiscono nel cesso di una ristrutturazione aziendale. Ma andate ... a quel paese !!!!!
Mi meraviglio sempre di piu di come la gente non capisce la differenza tra un articolo serio ed una perculata e scrive accalorandosi a favore e contro.
Su una sessantina di commenti solo un paio hanno capito.
Io, modestamente, Lo capii.
Sempre che a forza di scrivere cazzate (in senso buono) non faccia come il fu B.M. ché cominciò a crederci anche lui...
E´ un articolo senza senso, solo per andare controcorrente, ma per imitare Montanelli o Fortebraccio occorre del talento. Non basta dire il contrario di quel che gli altri pensano, a torto o a ragioneb. Certamente, il pensiero della Fornero va sempre interpretato. Stranio per un professore che dovrebbe saper parlare. Lei intendeva: il lavoro sarà un diritto ma non tutti lo vedono riconosciuto. Ma in questi casi uno Stato civile ha il dovere di "compensare" lo sfortunato garantedogli il minimo vitale, come avviene ad esempio in Germania. Un appunto a Gallo fra tanti: dunque chi fornisce dati per destabilizzare va licenziato. Che importa se i suoi dati sono giusti e quelli del ministro volutamente sbagliati? L´intenzione era di destabilizzare e questo lo deduce il signor Gallo. Allora, con lo stesso sistema, potrei dire che il commento di Gallo ha lo scopo di allisciare Frau Fornero, e ottenere un posto un domani vicino o lontano da addetto stampa. Merita il lecchino d´oro. Lo dovrei pensare se pensassi come Gallo, s´intende. Io spero invece che sia solo un pessimo giornalista.
Rolando
E´ un articolo senza senso, solo per andare controcorrente, ma per imitare Montanelli o Fortebraccio occorre del talento. Non basta dire il contrario di quel che gli altri pensano, a torto o a ragioneb. Certamente, il pensiero della Fornero va sempre interpretato. Stranio per un professore che dovrebbe saper parlare. Lei intendeva: il lavoro sarà un diritto ma non tutti lo vedono riconosciuto. Ma in questi casi uno Stato civile ha il dovere di "compensare" lo sfortunato garantedogli il minimo vitale, come avviene ad esempio in Germania. Un appunto a Gallo fra tanti: dunque chi fornisce dati per destabilizzare va licenziato. Che importa se i suoi dati sono giusti e quelli del ministro volutamente sbagliati? L´intenzione era di destabilizzare e questo lo deduce il signor Gallo. Allora, con lo stesso sistema, potrei dire che il commento di Gallo ha lo scopo di allisciare Frau Fornero, e ottenere un posto un domani vicino o lontano da addetto stampa. Merita il lecchino d´oro. Lo dovrei pensare se pensassi come Gallo, s´intende. Io spero invece che sia solo un pessimo giornalista.
Rolando
Ottimo articolo.
e' proprio così, abbiamo un ministro davvero in gamba. finalmente gente seria. è tanto osteggiata proprio perchè è una che sa fare il proprio lavoro. Sono contenta di avere un ministro donna come lei.
Che rivoluzione, un ministro della Repubblica che sostiene che il suo è un lavoro da uomini...
condivido tutto.
http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201207111942514341&c...
Questo ministro parla ma se auspica, prima ancora di aver visto i numeri, una fusione della Casse professionali per aver un compattamento delle uscite, mi spiace ma non è un Professore è invece un politico, e della peggior specie.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
(Articolo 1 della Costituzione Italiana)
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta' e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
(Articolo 3 della Costituzione Italiana)
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
(Articolo 36 della Costituzione Italiana)
@Eross, il tuo commento mi rincuora... c'è gente che ricorda ancora che abbiamo una (mal sfruttata) costituzione...
Io non voglio privilegi,ma MERITOCRAZIA.É una richiesta tanto assurda?Auspico un cambiamento nella mentalità sia dei datori di lavoro, che dei lavoratori.Lavorare è un diritto sacrosanto,è giusto combattere gli abusi.Lavorare,però,è anche un DOVERE.A quanto pare in molti l'hanno dimenticato.
Ma cosa dice, Gallo?!
Fornero è la quintessenza della categoria dei docenti universitari italiani: spocchiosa e arrogante, tratta i cittadini come i professori trattano gli studenti all'università, ovvero come fastidiosi insetti... Altro che rivoluzione culturale, qui siamo all'instaurazione di una tecnocrazia che assimiglia molto alla restaurazione di un ancien regime pre-68!
si continua a non farcela.
Ho 33 anni.Ho studiato,lavorato all'estero,parlo correttamente 3 lingue.Nei miei 6 anni e più di esperienza lavorativa,ho visto così tante persone incapaci e pagate per trascorrere le loro giornate su internet,che non posso non essere d'accordo con la Fornero.Io,con i miei vari contratti a tempo determinato,ho dovuto sempre lavorare più degli altri.Non potevo mettermi in malattia per non voler affrontare la neve,nè chiedere troppi permessi o ferie durante i ponti:non avevo mica il lavoro garantito,io!Questi erano sempre privilegi di altri,di chi non poteva essere licenziato o non doveva preoccuparsi del rinnovo di contratto.Quando,nell'azienda in cui lavoro ora(sempre a termine ma con il rinnovo confermato)ho chiesto un aumento per avete la mia retribuzione in linea con quella delle mie colleghe "garantite",mi è stato risposto che non possono toccare i "privilegi"a chi li ha,ma neanche concedere niente agli altri per via delle difficoltà dell'azienda.Ecco il problema dell'Italia:una mentalità che non vuole ammettere la necessità di punti di vista nuovi e diversi nonostante le ingiustizie e gli evidenti fallimenti.E allora è vero,meglio continuare a lamentarsi dei politici,delle raccomandazioni,della sfortuna anche,senza rendersi conto che è la nostra forma mentis che deve cambiare...Se siamo arrivati a questo punto,è perchè qualcuno se ne è approfittato troppo.Chi è causa del suo mal...
Invece, ora con la Fornero cambierà tutto? Avrai finalmente un lavoro fisso e ben pagato e potrai ammalartie avere i permessi (al pari dei cattivi privilegiati) ?
Chi ha creato il sistema del precariato se non la pletora di bei personaggi di cui la Fornero é una degna esponente ?
-Dopo l’ultima intervista, da alcune sue dichiarazioni è nato uno sgradevole malinteso.
La signora elegante annuisce.
- In effetti s’è sparsa la voce che io avessi auspicato lo sterminio dei lavoratori.
- Il che è falso.
- Ovviamente. In realtà io ritengo che i lavoratori, in quanto esseri umani, vadano allevati come cibo.
Il cronista esita.
- Allevati come cibo?
- Esatto.
- Cibo per… voi?
La signora elegante scuote la testa con aria infastidita.
- Ma no! Evitiamo di creare un altro assurdo equivoco. Allevati come cibo per cani - puntualizza - Si crede erroneamente che il nostro governo abbia scarsa considerazione degli esseri umani, in realtà noi li apprezziamo, gli esseri umani contengono molte proteine. Sono però troppo poveri di vitamine e sali minerali per essere adeguati alla nostra dieta. Un impoverimento causato dalle precedenti politiche assistenzialiste, che hanno interferito con la selezione della specie. Occorre un cambio di mentalità. La sopravvivenza non è un diritto, è un privilegio che va conquistato con sacrificio. E le assicuro che non sono sacrifici che chiediamo a cuor leggero: i nostri sono cani di razza selezionata che potrebbero mangiare molto di meglio della carne umana, ma ci rendiamo conto che in questo momento di crisi tutti, anche i nostri cani, devono fare la loro parte per dare uno scopo all’umanità.
Il cronista tace. Poi riprende fiato.
- Mi scusi ministro, ma non vorrei che nascesse un altro grave malinteso. Secondo lei lo scopo ultimo degli esseri umani sarebbe quindi essere… macellati?
- Questo è un termine novecentesco che preferisco non usare. Diciamo alimentarizzati.
- Avete discusso di questo all’ultimo vertice?
La signora elegante accenna un sorriso compiaciuto.
- Sì, ed è stata una grande vittoria per l’Italia, che ha ottenuto il marchio DOC per i suoi precari in scatola. Il credito internazionale italiano è notevolmente aumentato grazie alle iniziative di alimentarizzazione sociale intraprese dal nostro governo.
- Quindi l’Italia non uscirà dall’Euro.
- Uscire dall’Euro è impossibile. È sigillato. La temperatura è costante.
- Quale temperatura?
- Il cibo per cani va cotto almeno a trecento gradi.
(Fonte: carmillaonline.com)
Totale apprezzamento, Massimiliano.
http://dikappaedispada.blogspot.it/2012/06/non-certo-un-diritto-dovuto-c...
Semplicemente la fornero è "troppo" per noi abituati a cani e porci al governo.
Io non ci vedo proprio nulla da applaudire. Questi ministri tecnici si sono rivelati azzeccagarbugli, pressapochisti e incompetenti almeno quanto i politici di professione, se non di più, e chi ha scritto questo articolo è quanto meno uno che vive fuori dal mondo e non conosce i problemi reali del nostro paese, che non si possono certo risolvere con i luoghi comuni e gli slogan da 4 soldi della Fornero e di Monti. E' così italiana invece, seguendo questo stereotipo odioso, che al contrario della maggior parte dei "bamboccioni" precari o disoccupati che non possono accedere ad un mutuo, i suoi figli sono ben "sistemati" e può perciò permettersi di giudicare gli altri. La Fornero e compagnia bella con le loro riforme insignificanti hanno infatti dimostrato ignoranza dei più elementari dati economici e sociali del paese, tralasciando gli esodati ad es. o non capendo la complessità del problema lavoro, che richiede interventi complessi su più fronti e non certo battutine per i giornalisti. Ma penso che questo articolo e certi commenti così controcorrente e faziosi siano stati scritti proprio per fomentare la discussione, non penso che persone di buon senso potrebbero sinceramente sostenere certe stupide affermazioni.
Purtroppo noi tutti dovremmo capire che una VERA soluzione al disastro economico italiota alimentato dall'art. 18 e comunque le normative tutte sul "Lavoro" in Italia, determinano assieme alla biblica (In)Giustizia, un fardello pesantissimo e insostenibile per qualsiasi progetto di sviluppo economico si volesse intraprendere. Intelligente e saggio, sarebbe concordare con tutte le forze lavorative e politiche, una radicale riforma del mondo del Lavoro. Una rivoluzione del III Millennio e perfetta soluzione sotto il profilo socio-economico, potrebbe essere finalmente, l'unificazione del "doppio sistema di lavoro", ecco la vera novità rivoluzionaria: cassare il lavoro dipendente in tutte le sue forme e prevedere il solo lavoro autonomo o società di persone o società di persone e capitale. L'Italia potrebbe diventare il faro sociale in Europa e il paese più competitivo in assoluto: equità fiscale senza pari, altissima produttività, azzeramento definitivo del licenziamento, fine del precariato, dell'apprendistato, delle partite IVA fasulle, della cassa integrazione, dei sindacati, degli scioperi, della Confindustria, Confcommercio e Confartigianato (tutti carrozzoni costosissimi e inutili). Un risparmio enorme, finalmente sarebbe possibile ottenere il coinvolgimento di tutti i lavoratori nelle scelte politiche di vita aziendale, totale consapevolezza e responsabilità, elevatissima competitività, giusta selezione meritocratica e infine, una concreta possibilità per tutti, di maggiori compensi oltre all'ovvia partecipazione agli utili aziendali.
In che piantagione lavori? Nella nostra, oltre alle stronzate che hai descritto, i padroni si fottono anche le sorelle e le madri, senza considerare i pargoletti.
Bel festival dell'ovvietà questo pezzo. Intanto: gli italiani non se la meritano la Fornero. Tu sei inglese o forse tedesco? Allora parliamo al plurale, please. O probabilmente ti autoescludi dalla categoria di chi non merita la Fornero perché tu invece il tuo lavoro te lo sei meritato spezzandoti la schiena? Contesti, ma non sfuggi alla logica italianissima di giudicare gli altri dall'alto di una (tua) presunta superiorità intellettuale.
un pessimo articolo sotto ogni punto di vista. Sconcertante considerato il cv del signore. Che sia uno di quelli che il POSTO di LAVORO non se lo è guadagnato con fatica? Probabile dato l'astio isterico e l'ostentato atteggiamento da leccaculo.
Intanto pare che la Fornero abbia parlato di work (che è lavoro), mostrando di non conoscere o avere in spregio la nostra Costituzione, e d'altro canto, se invece avesse voluto sostenere (come ha cercato di rettificare...) che trovare un impiego consono ai propri desideri, o a quello che si ritiene di valere, costi fatica, sarebbe un truismo stupidissimo che non susciterebbe ammirazione neanche se detto dalla donnina che pulisce le scale (con tutto il rispetto per costei).
Quindi fra il dire una stupida banalità o affermare qualcosa contro la Costituzione scegliete voi...
Che questa affermazione (sciocca o squallida che sia) provochi l'incondizionata ammirazione di molti, fra cui l'estensore dell'indegna leccata di cui sopra, spiega senza bisogno di ulteriori indagini da dove possano provenire fenomeni tipicamente italiani come il fascismo, il qualunquismo, il berlusconismo, il leghismo...
l'art.4 della costituzione va inteso come la risposta all'esclusione dal lavoro di alcune categorie (gli ebrei) attuata nel ventennio fascista, non come il dovere dello stato di regalare soldi a tutti indipendentemente dalla loro preparazione. Ogni individuo, come meglio crede, deve costruirsi in modo da riuscire a provvedere a se stesso (se poi non ci riesce per sfiga allora entra in gioco il welfare ma fino ad allora deve fare di tutto per essere autonomo)
...e qui mi trovi pienamente daccordo, il problema è che negli ultimi 20 anni si è fatto di tutto e sottolineo DI TUTTO,perchè la gente smettesse di essere autonoma, si sono fatti passare tutti gli artigiani, commercianti, terzisti come fossero la rovina dell'italia (volutamente in minuscolo), come fossero quelli che non pagavano le tasse e che si arricchivano alla faccia dello stato. si è fatto l'impossibile perchè tutti smettessero di lavorare! io una domanda me la faccio: ma quanto ha speso lo stato di cassa integrazione e ammortizzatori sociali negli ultimi 3/4 anni? ma se questa stessa cifra si fosse utilizzata per abbattere il costo del lavoro e far ritornare competitive le nostra aziende, non sarebbe stata spesa meglio? ma soprattutto, io conosco solo il lavoro che vado a cercare nelle aziende, che sia produttivo o amministrativo, conosco il lavoro nelle aziende pubbliche al quale si accede attraverso concorsi, ma quando la signora tanto intelligente mi dice che "per il lavoro bisogna lottare e bisogna conquistarlo con i sacrifici" di preciso, che cosa intende? che se voglio vincere un concorso devo "sacrificare" gli altri concorrenti?
Eddove l'hai lette ste belle cose nel Manuale delle Giovani Marmotte?
Se Fornero fosse veramente una donna schietta e leale, e non di parte (dicasi pure femminista), evidenzierebbe che a morire sul posto di lavoro sono quasi esclusivamente uomini (di cui il 13,3% stranieri), per la precisione in oltre il 98% dei casi.
Ma questo, evidentemente, per la ministra, così come per i cagnolini (maschi) scodinzolanti al suo seguito, è solo un insignificante dettaglio.
(Al contrario sarebbe scoppiato il finimondo...)
>
http://cadutisullavoro.blogspot.it/
Per karl56
>>
"Maschietto" sarai tu...
Io sono un uomo e non un "maschietto.
Compris?
Riguardo all'altra ridicola affermazione:
"ennesima prova che ormai siamo noi maschietti l'altra parte del cielo",
torno a ripetere: parla per te e per tutti i sottomessi come te.
Io non mi sento affatto "l'altra parte del cielo", non nel senso che intendi tu.
Detto francamente, mi sono proprio rotto di soggetti come te, ai quali basta ascoltare un paio di frasi pronunciate da una qualsiasi spocchiossa femminuccia per genuflettersi in un nanosecondo.
>>>
Per inciso: io sono un uomo di 44 anni che ha iniziato a lavorare in officina all'età di 16 anni (sono un carrozziere), ragion per cui non accetto minimamente lezioni da ometti smidollati o da donnicciole privilegiate e presuntuose, che non sanno proprio nulla della fatica, quella vera.
Chiaro?
Inviato da uqbal il 28 giugno 2012 - 15:22
Carissimo, La ringrazio per le sue precisazioni, delle quali non avevo peraltro alcun bisogno, si tranquillizzi.
Il via libera al Precariato è (era) contenuto nell'accordo sul cosiddetto "Costo del Lavoro" del fine Luglio 1993 tra Governo e sindacati (al termine del quale l'allora segretario della Cgil si dimise), recepito poi nel Pacchetto Treu del 1996/7 e ulteriormente allargato dalla cosiddetta Legge Biagi del 2003.
Come vede Lei non ha nulla da spiegarmi, faccio da solo grazie.
Né ho intenzione di piagnucolare. Faccio solo notare che la Ministra Fornero, con l'attuale nuova normativa, a parole dice di avere allargato le protezioni sociali ecc.ecc.ecc.
In realtà se ne é ben guardata.
Ad esempio l'ASPI riprende la tempistica anni fa promossa in UK da Blair, con la sua protezione a decrescere nel tempo (e poi, finita l'ASPI?).
E' bello aumentare la contribuzione per il lavoro a tempo indeterminato (+4%) ma se non si pone nero su bianco un salario minimo caro uqbal, lo sa Lei chi pagherà questo 4%. Provi ad indovinare ?
Per finire, se il Precariato è la immensa colpa di partiti, Confindustria e sindacati ecc. perché dovrei appoggiare una persona (Fornero) che ha sparso sino ad oggi cortine di fumo cianciando di Equità, copertura sociale allargata a tutti i soggetti e puttanate varie, ma al tempo stesso ha agito all'opposto ?
Senza particolare stima nei suoi confronti
Padre di due precari
Questo articolo è assai poco condivisibile. Io non vedo rivoluzione. DI fronte ai "potenti" e ai veri sperperi non ha mosso un dito né lei né Monti. Non ho dubbi che non abbia paura di lavoratori e pensionati e che mostri un coraggio da leone contro i sindacati. Se i nostri giovani sanno troppo poco non ci vuole un genio a dire che gli insegnanti (meno giovani) li hanno preparati male e che la scuola costruita negli ultimi 40 anni li prepara male. Che questi governi comincino a fare qualcosa per aggiornare i programmi e investire sul futuro invece di dare sempre la colpa a chi la scuola la vive e la paga enon puùò "farla"! E basta anche col luogo comune dei mammoni. Fuori casa un giovane prende mille euro al mese: se va bene la metà va nel mutuo o nell'affitto, un quarto in bollette e un altro quarto in benzina. In tasca non resta niente senza l'aiuto di genitori che hanno vissuto in un'epoca più fortunata. Dicono che i lavoratori siano poco produttivi: e per mille euro al mese cosa dovrebbero fare? Affrescare la Cappella Sistina? Qui c'è chi sta sopra e mangia come e meglio di prima e chi sta sotto e non mangia più. Non andate a vedere le statistiche, scendete sul Pianeta Italia per piacere!
Ottimo articolo da condividere in toto. Credo che da destra a una certa sinistra, si stia demonizzando la Fornero per nascondere disegni piuttosto subdoli. Dipietristi e leghisti sono avventuristi che cercano la provocazione l’incidente verbale con gli esponenti dell’esecutivo tecnico, Monti e Fornero in testa, per andare alle elezioni anticipate, una sciagura per i cittadini italiani. Enrico Marro sul Corriere della Sera, oggi scrive che “nessuno può pensare che il lavoro sia un diritto nel senso che lo Stato dà un posto a tutti”. La Fornero, d’altro canto, ha parlato di “job” (posto di lavoro) e non di “work” (lavoro in senso lato): leggere il testo intero in inglese dell’intervista pubblicato dalla redazione del WSJ a polemiche già scoppiate. Conclude Marro nel suo fondo: "... Il diritto al lavoro si garantisce dando al cittadino gli strumenti per trovare un'occupazione corrispondente alle sue aspirazioni e alla sua preparazione, promuovendo «le condizioni che rendano effettivo questo diritto», come dice l'articolo 4. Se qualcuno ancora non ne è convinto, basta che si rilegga quanto scrisse Amintore Fanfani, artefice della formulazione finale dell'articolo 1 della Costituzione all'indomani dell'approvazione dello stesso articolo nell'Assemblea costituente, il 23 marzo 1947: «L'espressione "fondata sul lavoro" esclude che la Repubblica si fondi sul privilegio, o sulla fatica altrui; affermando invece che essa si fonda sul dovere - che è a un tempo diritto - di ogni uomo di provare col suo sforzo libero la sua capacità "di essere", e di contribuire al bene della comunità nazionale». Insomma, concludeva Fanfani (come riporta Antonio Passaro nel suo libro «Il valore del lavoro»), l'articolo 1 vuole affermare il «dovere di ogni uomo di essere quello che egli può».
Caro Gallo,
non commento mai gli articoli di altri in pubblico, ma questa volta bisogna proprio farlo perchè bisogna prendere pubblicamente posizione, è finito il tempo di stare sempre dalla parte che fa più comodo.
Hai scritto un articolo perfetto: è proprio così il ministro Fornero è il miglior ministro di questi anni. Con buona pace delle femministe e di molti del mio partito che preferiscono Mastrapasqua alla Fornero, pazzesco!
Marco Leonardi
Siii, cattiva, con questi sfaticati che si perdono in una chiusura d'azienda, per esempio in un sud dove si lavora in nero a 30€ al giorno,siii magari si nasce in una famiglia dove la madre o il padre non fanno i ministri o i baroni. Siiiiiiiiiii per fortuna che questa cattivista che ci fa vergognare di aver perso un lavoro perchè un'azienda delocalizza e non si riesce a trovarne un altro se non andare nei campi grazie ai caporali (se si è "fortunati").E' un nostro fallimento oppure della nostra famiglia, perchè è vero il lavoro non è un diritto è un'eredità di "famiglia".
Ad ogni diritto corrisponde un dovere. Al diritto di libertà di pensiero corrisponde il dovere di rispettare le libertà di pensiero altrui (e ciò vale per tutti i diritti di libertà), ai diritti sociali (assistenza sanitaria, assistenza sociale, previdenziale, scolastica ecc) corrisponde il dovere di pagare le tasse in modo congruo e dovuto, al diritto alla salute corrisponde il dovere di non autodanneggiarsi la salute propria e degli altri e così via. Anche il lavoro è un diritto/dovere, il problema sta nel distinguere quando e quanto è un diritto e quando/quando è un dovere.
Iniziamo con una premessa: la frase della Fornero è fuori luogo in un paese dove se si vuole avere il diritto/dovere di lavorare bisogna andare all' estero, dato che in Italia se vuoi lavorare trovi o lavoro nero o contratti cocopro e false partite iva a 5 euro l' ora, e quindi non lavoro (dato che l lavoro è una prestazione lavorativa retribuita onestamente ed in modo da soddisfare i bisogni della persona, in questo caso è schiavismo/sfruttamento non lavoro.
Ragionando poi in concreto il lavoro è PRIMA un diritto e poi un dovere, diciamo in percentuali è per un 55-60% un diritto, e per i restante 40/45% un dovere. E questo per due motivi:
- in primis un motivo etico-giuridico, se i doveri vengono prima dei diritti è naturale che non hai diritti, ma hai sfruttamento, ad esempio gli operai della FIAT che con la pistola alla fronte hanno accettato le condizioni di Marchionne per caso hanno avuto qualcosa in cambio? No sono tutti in CIG e se continua di questo passo diventeranno tutti disoccupati, e di esempi in questo senso ce ne sono eccome: tanti lavoratori si fanno il mazzo sacrificandosi e alla fine ricevono paghe da fame, condizioni di lavoro disgustose, molte volte vengono licenziati perchè l' azienda si ristruttura e delocalizza. E non parlo di esagerazioni, ma della realtà italiana. A questo si aggiunge un fattore sociale, che ora molti escludono, ma non è affatto una cosa secondaria, il lavoro è utile per la coesione sociale: se hai prima il diritto di lavorare non rubi, vivi onestamente, fai del bene agli altri, ma se non hai questo diritto, ma prima hai il dovere, è naturale che molti preferiranno andare a rubare, vivere in disonestà o rifuggiarsi nello stato mafioso, cosa che sta avvenendo ora in Italia. Senza contare una cosa, il lavoro è una prestazione, se qualcuno mi fa lavorare non devo dire poi tanto grazie, ho dato una prestazione a colui per il quale ho lavorato.
Da qui arrivo all' altro aspetto economico: viviamo in un economia di mercato, ed in un' economia di mercato non si vive solo di lavoro e produzione, ma sopratutto di consumi. Se il lavoro è prima un dovere, ci sono meno occupati, meno consumi e le aziende falliscono. Attenzione che questa è una della cause principali di questa crisi economica. Qualcuno dirà: le aziende se non accetti determinate condizioni portano la loro produzione in Serbia, risposta: bene allora vendono in Serbia, ma in Serbia pagando i lavoratori a 300 euro al mese non vendono i loro prodotti, la crisi è nata da lì.
Bisogna comunque ridefinire in generale la scienza economica fallimentare degli ultimi 30 anni, di cui le politiche del lavoro non ne sono eccezione. Quaranta anni fa c' erano più diritti e meno doveri, bene si lavorava di meno e si prendeva di più, si aveva meno lauree, ma si era più ricchi, e non c' erano i debiti pubblici fuori controllo, i debiti privati non onorati, la disoccupazione al 15% e i consumi che calano come ora.
bellissimo!! hai centrato la situazione perfettamente!
Bellissimo articolo...chi critica si ricordi tuuuuuutti i ministri della seconda repubblica e si vergogni di aver criticato.
Un articolo bellissimo non è necessariamente giustissimo.
la frase oggetto di discussione e' questa.
Ms. Fornero: This reform is a wager on behavior changing in many ways. My big fear is we don't overcome this challenge. Everyone, not just workers, have to understand and change. That includes youth, who need to know a job isn't something you obtain by right but something you conquer, struggle for and for which you may even have to make sacrifices.
se sapeste l'inglese, non ci sarebbe bisogno di spiegarvi che "A JOB" non e' la stessa cosa di "WORK". cosi' come "un lavoro" non e' la stessa cosa di "il posto di lavoro". la Fornero si riferisce a chi pensa che una volta assunto, qualsiasi cosa faccia non possa MAI essere licenziato.
se c'e' bisogno di spiegare ulteriormente, ha ragione la Fornero che non sapete neanche l'italiano.
NF
Articolo moralista. E il moralismo non c'entra nulla con l'economia. E dato che nella nostra società pare che l'economia debba comandare su tutto il resto, questo articolo non coglie nulla della c.d. "rivoluzione culturale" della Fornero, ma si limita a ridicoli elementi di colore. La realtà è che il mondo che ci viene prospettato dalla ministra, la realtà già di milioni di disoccupati, sottoccupati o precari italiani, è materialmente semplice: o di spacchi la schiena per produrre profitti per altri, oppure non hai diritto a chiedere nulla allo stato: non hai etica del lavoro, quindi non sei umani, quindi meriti di crepare. Fine del welfare state. E' questa la rivoluzione culturale. Ritorno a un capitalismo ottocentesco, crudele e spietato: o vendi il tuo lavoro producendo profitti, oppure sei inutile. La Fornero tenta, come hanno tentato i neoliberisti degli ultimi 30 anni, di tradurre la brutalità del capitalismo contemporaneo in un linguaggio 'culturale' che le classe lavoratrici conoscono bene, perché altro non è che l'ideologia dominante del capitalismo fin dalle sue origini: l'etica dell'obbedienza, del sacrificio, non lamentarsi ma lavoro a testa bassa, ovviamente per chi? Ma come! Per il capitale! Insomma, invito l'autore di questo simpatico articolato a farsi un giro nella periferia di Los Angeles, perché è quello il futuro che ha in mente la Fornero.
Ma che stai dicendo? Ma te lo sei scordato che il pacchetto Treu in Italia è stato fatto dalla sinistra e con il beneplacito dei sindacati?
Ma quale liberismo in un paese che a decine di migliaia di forestali in Calabria, più di tutto il Canada?
Ma lo vedi o no che la disoccupazione in Italia è altissima da anni?
Sant'Iddio, l'Italia è un paese di lemmings...
Imprudenza e fretta. Dott. Gallo, "Job isn't a right" significa "Il posto di lavoro non è un diritto", e non "il lavoro non è un diritto" (che sarebbe 'work isn't a right', nel qual caso la ministro avrebbe contraddetto la costituzione).
http://cambiamentoorg.blogspot.com/2012/06/ministro-elsa-fornero-job-e-w...
Se può, per favore, rettifichi, o di commenti di pancia ne arriveranno ancora a decine, credo.
Saluti
Qiesto commento irritera molti di voi, ma secondo me chi ha voglia di fare e di diventare qualcuno va via dall'Italia! In Italia non si puo creare nulla proprio grazie alla presenza di questo parassitismo camuffato da diritti. Se non hai capacita non hai diritto al lavoro ma al massimo ad una pensione di solidarieta! io la penso cosi
Condivido! è quello che penso da molto tempo ! Porre il lavoro in questo modo è una rivoluzione per l'Italia! A volte, mi viene da pensare che la Ministra Fornero è un pò calvinista e mi piace!
che tristezza certi commenti !
E chiaramente, bisogna imparare la differenza fra Rivoluzione e Involuzione. Il titolo doveva essere "Elsa Fornero non è un ministro, è un'involuzione culturale".
Oltretutto stiamo parlando della stessa donna che ha detto che il posto fisso è una cosa passata, intanto lei ha già una pensione d'oro (che non verrà toccata), una figlia sistemata molto bene (sempre tramite inciuci, altro che meritocrazia e sacrifici, anche se questo non vuol dire che sua figlia sia un'inetta).
Grazie a questi giornalisti, la vostra categoria diventerà sempre più lo sberleffo dall'Italia.
Un articolo così fa accaponare la pelle, sono bastate le prime righe per capire che chi scrive è un folle. Forse per questo fa il giornalista.
Dirò di più non solo il lavoro non è un diritto ma è anzi (moralmente) un dovere.
P.S visto che i numeri a l ministo li fornisce l'inps, non è che l'INSP abbia voluto fare un cattivo servizio al ministo e sia questo il motivo per il quale il ministro è giustamente alterata?
AUTORE DELL'ARTICOLO, LEGGITI QUESTO, VA'...
Antonia
Lo sguardo di SNOQ sulla riforma del lavoro
Pubblichiamo il documento di analisi e valutazione della riforma del lavoro stilato dal Comitato Promotore nazionale SNOQ:
Nel 2012, l’Italia è entrata in una nuova fase recessiva, ad appena due anni da quella subìta nel 2009 per l’impatto della crisi mondiale. Le conseguenze sul mercato del lavoro sono pesantissime, con un forte aumento della precarietà e della disoccupazione, in particolare nel Mezzogiorno e fra le donne e i giovani.
La situazione è drammatica perché i ritardi strutturali e l’antico vincolo del debito pubblico, nel contesto delle nuove e più severe regole europee di bilancio, azzerano gli spazi per politiche espansive di contrasto alla recessione. L’aggiustamento fiscale, necessario per consolidare i conti e rassicurare i mercati finanziari, riduce la crescita economica e la minore crescita, a sua volta, provoca un automatico peggioramento della finanza pubblica. Una spirale perversa che condiziona le prospettive di crescita anche per i prossimi anni e che solo una politica ambiziosa può spezzare, una politica per lo sviluppo sostenibile incentrata su riforme coraggiose capaci di trasformare i fattori di debolezza in punti di forza.
Una delle principali fragilità dell’economia italiana è, come ampiamente riconosciuto da studi e statistiche, il sottoutilizzo del lavoro femminile, un ritardo grave nei confronti dell’Europa e dei paesi avanzati. Il lavoro delle donne nel nostro paese è ostacolato, infatti, dalla mancanza di efficaci politiche per la conciliazione lavoro-famiglia, dalla carenza dei servizi sociali, dalla tutela inadeguata e/o parziale della maternità, dalla quasi totale assenza di politiche fiscali di vantaggio sia per l’occupazione che per l’imprenditoria femminile.
Si stima che se il tasso di occupazione femminile italiano, attualmente il più basso fra i paesi europei (con l’eccezione di Malta), raggiungesse il target comune indicato dall’Unione europea, il Pil aumenterebbe di ben 7 punti percentuali. Le donne potrebbero, quindi, dare un contributo importante per portare l’Italia fuori dal tunnel della crisi e liberarla dalla condanna alla stagnazione perenne.
Ma per elevare il tasso di occupazione femminile è indispensabile attivare una forte politica di investimenti nel welfare. E’ vero, come si è appena visto, che gli enormi vincoli finanziari cui è sottoposta la nostra politica economica rendono difficilissimo trovare le risorse per costruire nuovi asili nido, estendere i servizi sociali, etc…Tuttavia, la questione fondamentale è quella di cambiare l’approccio finora seguito e mettere al centro dell’azione di governo l’agenda delle donne.
Il Governo Monti, all’atto del suo insediamento, ha mostrato di voler voltare pagina, impegnandosi per una politica economica capace di trasformare la attuale debolezza del lavoro femminile in una straordinaria opportunità di crescita.
Scarica e leggi il documento La riforma del lavoro su www.senonoraquando.eu
E IMPARA.
Grande Antonia!
all'autore di questo santino (per non usare metafore più hard) sulla Fornero invece faccio un solenne pernacchione!
Con rispetto, ma se il lavoro non è un diritto, perchè cavolo mi alzo alle sei ogni mattina, mi faccio quasi un'ora di bus su un mezzo che se ispezionato dall'ASL non passerebbe i controlli e vado a scuola (un tecnico commerciale)? Se non è un diritto, allora il mio futuro diploma da ragioniere non mi serve a nulla, è solo carta straccia: non essendo un diritto il lavoro, ne risulta che io non ho diritto a richiedere un lavoro in base al mio diploma, ma devo accettare quello che mi danno senza fiatare, perché così mi viene tolto anche il diritto di mandare al diavolo uno che invece di farmi fare il ragioniere, mi fa fare la donna delle pulizie.
Il lavoro E' un diritto inalienabile dell'uomo: il lavoro nobilita l'uomo, diceva Darwin. Se lo si toglie come diritto, si possono fare tutte le leggi-tutela del mondo, ma rimane il fatto che qualsiasi soppruso una persona subisca, dal suo capo o i colleghi, rimarrà impunito: chi è così stupido da dire "be'" se il boss fa delle avances spinte se lavorare non è un diritto ma una grazia da lui fatta?
La Fornero, donna di mondo, conosce solo un mondo: quello in cui, quando nasci, i soldi e la posizione della tua famiglia ti aprono tutte le porte. A casa mia le cose sono un filo diverse: a fine mese ci si arriva perchè si mette insieme la pensione dei miei nonni e lo stipendio di mio padre e si tira la cinghia su qualsiasi cosa, per comprare i libri di scuola tra poco accendiamo un mutuo e non avrò mai i soldi dell'università, che dovrò pagarmi con le mie tasche, lavorando come una bestia. La prima cosa che mi hanno insegnato è stato che a me nessuno avrebbe mai dato nulla e le cose me le sarei dovute guadagnare lavorando: ringrazio la vera ministra, la donna con le palle di avermi tolto ache questo diritto e di aver allungato l'età pensionabile (cazzata immane, perchè a mio padre, camionista, a sessant'anni ritirano la patente e la vedo dura che lavori fino ai 65), così che io e la mia generazione non lavoreremo mai se non con contratti vergognosi e rimarremo in cassa integrazione fino ai quarant'anni, prima di accedere ad un lavoro penoso, magari come stagisti, e di versare quindi anni/vent'anni di contributi, prendendo poi una pensione da fame che ci costringerà a pesare sui servizi sociali o a chiedere i pacchi della Caritas o ad andare a rubare (sempre su ciò, la signora Fornero dovrebbe farsi un giro al GS a vedere i pensionati che rubano i pacchi di biscotti).
Le riforme di questo governo a me, povera ignorante adolescente, paiono più mirate ad imbonirsi gentaglia come la Merkel (che sta pure perdendo popolarità in Germania, dunque...) e Obama, che dovrebbe tacere, invece che criticare l'Europa, perchè i dati parlano chiaro: negli ultimi dodici mesi gli americani che chiedono pacchi di vivere ai servizi sociali sono duplicati se non triplicati.
Magari noi italiani non abbiamo una cultura del lavoro alla giapponese, dove lo stress da lavoro è la prima causa di suicidi e morte (mi dispiace, ma io non mi faccio venire l'ulcera o faccio hara kiri per un lavoro), ma comunque sottrarci il lavoro come diritto è eccessivo.
"Quando la troveranno più una ministra madre che ricordi come a 29 anni sei pronto per un contratto e non puoi stare più a casa di mamma e papà." e quando la ministra troverà un ventinovenne che le dica che un contratto dignitoso e non da schiavo nero in una coltura di cotone a quell'età non lo trovi nemmeno supplicando in cinese, a meno che papino o mammina abbiano qualche contatto? Ma appunto, i suoi figli, essendo figli di una donna di potere, di questi problemi non ne hanno.
«I nostri giovani sanno troppo poco. Non conoscono le lingue, italiano compreso, e neanche i rudimenti della matematica, non sanno fare i conti. Se andiamo a guardare la qualità della nostra istruzione si vede che i ragazzi sanno troppo poco. È un mondo abbastanza sconsolante.» ed è colpa dei giovani? Magari siamo fancazzisti, ma forse la signora dovrebbe farsi un giro nelle scuole di ogni ordine e grado per capire che molti prof sono incompetenti o comunque sono della vecchia leva e che l'italiano, nonostante solerti prof d'italiano che fanno lezioni di grammatica approfondite, s'impara per imitazione: viviamo in un paese dove la gente, spesso e volentieri parla dialetto o un italiano scorretto e dove la gente che vediamo in tv fin da bambini spara di quelle boiate astronomiche: quante volte durante un film mi verrebbe voglia di picchiare i doppiatori perchè congiuntivi e condizionali vengono allegramente sostituiti con altri tempi verbali? E l'inglese, come pretende la Fornero che lo s'impari? All'estero esistono programmi in lingue straniere, sulle piattaforme digitali e satellitari si possono vedere film in lingua e anche i cinema di solito danno lo stesso film (ovviamente secondo la popolarità) in lingua sottotitolato o doppiato. Le lingue s'imparano per imitazione o leggendo moltissimo, ma in questo paese se già i libri costano una fortuna, quelli in inglese o francese costano anche il doppio. Siamo in un paese dove le maestre (mica i primi che passano) sconsigliano ai genitori stranieri di parlare nella propria lingua ai figli perchè "così creano difficoltà nell'apprendimento dell'italiano", niente di più falso: è dimostrato che invece bambini così (come me, che sono bilingue), apprendono più facilmente altre lingue. Se so il francese, lo spagnolo o l'inglese, non è certo grazie alla scuola o ai signori ministri.
"Perché in Italia, si sa, funziona così: quando qualcuno prende il coraggio a due mani, si alza e dice quel che tutti pensano, il Paese volta le spalle come se nulla fosse mai accaduto, come se nulla avesse ascoltato." mi scusi, quello che tutti pensano, chi? I politici? Ma quelli non rientrano proprio nella definizione popolo italiano. No no, io non volto le spalle come se non avessi ascoltato: io ascolto e mando la signora Fornero al diavolo con tutto il rispetto che si possa avere.
"Le donne, poi. Dove sono finite le femministe di “Se non ora, quando...”? Brave, bravissime a scendere in piazza indignate quando c’era da attaccare ministre giunte al governo secondo loro per altri meriti. Ma quando al Governo siede una donna che ha il coraggio di imporre temi scomodi, loro dove sono?" intanto, l'Italia è uno dei paesi europei che più discrimina le donne sul lavoro: una donna maestra o professoressa o segretaria ci sta, ma quanta gente vede di cattivo occhio le donne che esercitano lavori tradizionalmente maschili? In più noi veniamo anche licenziate se abbiamo figli, perchè non siamo più "produttive": dobbiamo pensare alla prole, non possiamo occupare un posto di lavoro. In Italia praticamente non esistono leggi in nostra tutela, se escludiamo le quote rosa, che per me, in quanto donna, sono una cazzata, perchè se gli italiani avessero un'altra mentalità, non ce ne sarebbe bisogno. E diciamocelo: con certe incompetenti che sono salite al Governo, vedesi la Gelmini, di cui la scuola subisce gli effetti, il dubbio che lì non ci siano arrivate per meriti intelletuali ma per altre doti è enorme. La sottoscritta è una femminista (evidentemente il termine crea ancora qualche difficoltà di comprensione) che ogni giorno si scontra anche con altre donne su temi che la nostra cultura affronta in maniera erronea: si può sentire la tua prof, una donna di quaranta e passa anni che dice che se una ragazza viene stuprata è perchè veste in un certo modo? E se consideriamo bene, a tirare fuori gli argomenti scomodi siamo noi donne, quando andiamo ad elemosinare un lavoro con un figlio a carico, non la Fornero, che mette in tavola argomenti di dominio pubblico nemmeno avesse scoperto la vita su Marte e trova soluzioni che sarebbero più coerenti nel capitalismo borghese e sfrenato della seconda rivoluzione industriale alla Dickens che in un'epoca teoricamente moderna ed illuminata.
"Quando la troveranno più una ministra che va in fabbrica, in fabbrica, a confrontarsi con gli operai su una riforma del lavoro da loro contestata." confrontarsi? A me sembrava un gesto di propaganda. La Fornero in fabbrica ci dovrebbe andare sì, ma per quattordici ore al giorno, tutti i giorni per almeno un mese. I ministri del lavoro dovrebbero capire cos'è il lavoro, quello duro e pagato una miseria, quello nelle fabbriche, nelle piccole imprese che affondano a causa di un sistema bancario che non guarda all'individuo ma ai profitti, mettendo in secondo piano gli esseri umani che non sono altro che burattini di carne da sfruttare in nome del capitale, nelle botteghe artigiane, nei trasporti pubblici, nella polizia, nei trasporti di merci su strada, negl'ospedali... i ministri del lavoro DEVONO conoscere il lavoro, non sparare a zero su cose che non sanno. Il lavoro non è un diritto? Gli italiani non meritano questo diritto? Venga in casa mia a dirlo a mia nonna, che ha lavorato in un'industria tessile da quando aveva tredici anni fino alla pensione, o a mio padre, che fa il camionista su lunghe tratte, guida nove ore al giorno, mangia roba preparata a casa per non spendere e dorme fuori casa cinque, ma anche sei, giorni su sette e scarica da solo il camion nonostante l'artrite e il tunnel carpale e non si fa operare per paura di perdere settimane di paga. Lo vada a dire a mia zia, che lavora nell'ufficio della sua scuola guida con un bambino di due mesi nella carrozina accanto alla scrivania e che prima ha lavorato in fabbrica per anni. Lo vada a dire alle madri single che lavorano e fanno le mamme, o agl'operai di un cantiere edile. Gli vada a dire che il loro lavoro non è un diritto ma un favore che viene fatto loro, un favore faticoso, che a volte si conclude in tragedie sul lavoro.
"Quando la troveranno più una ministra che incontra i giovani e non batte ciglio di fronte a un ventenne scostumato che nemmeno si alza per parlare con lei e spiega che lui, pur avendo un diploma alberghiero, la sera non può lavorare perché deve uscire con gli amici. “Capisco”, rispose lei." sì, forse il tizio avrebbe dovuto starsene zitto (no, togliamo il forse), ma questa non è la nostra cultura? Una cultura comune ad ogni classe sociale: in Lombardia non avevamo forse un assessore che ha rifatto la maturità mille mila volte e l'ha passata solo perchè è intervenuto il padre? Che ha preso a laurea in Albania senza averci mai messo piede o sapere una parola di albanese? Non abbiamo parlamentari che si sono presentati dieci volte in una legislazione in Parlamento? Non è giusto penalizzare tutti togliendoci, anche a parole, un diritto: perchè ci sono ventenni che lavorano e duro, che lo fanno in nero, perchè nessuno fa loro un contratto o che inviano curricula ad ogni singolo datore di lavoro, che aspettano ore davanti al telefono e sperano in un lavoro che non arriverà mai.
"Questo è Elsa Fornero, una donna così poco italiana. Così lontana da un’altra donna, Susanna Camusso, che tutela i diritti di chi un lavoro ce l’ha già o è in pensione e dimentica quelli che un lavoro vorebbero conquistarselo. Oggi Èlsa Fornero ha abbattuto l’ennesimo tabù. Al Wall Street Journal ha consegnato l’ennesima rottura, l’ennesimo tassello di una rivoluzione culturale che porta il suo nome: «il lavoro non è un diritto, ma va conquistato e conquistato con sacrifici». Applausi, applausi a scena aperta. In piedi in ogni luogo." perchè, le riforme della Fornero tutelano chi vuole entrare nel mondo del lavoro o chi c'è già? Fra i minori dei due mali, è quasi meglio la Camusso.Io di tutele per me e il mio agognato diploma da ragioniere non ne vedo. Vedo solo altri insormontabili muri e la cassa integrazione, la disoccupazione, i datori di lavoro senza scrupoli che già in condizioni normali si credono il Padre Eterno... Il lavoro è un diritto, perchè senza la signora Fornero mi deve spiegare come mangio. O come dovrei nutrire, vestire e mandare a scuola i miei figli. Se non è un diritto garantito dallo stato, allora in un ipotetico futuro non sarà diritto dello stato togliermi i miei figli perchè muoiono di fame: se non mi è garantito un lavoro, non vedo perchè togliermi dei bambini che lo stato stesso ha messo in condizioni di indigenza. Il lavoro è un diritto, perchè ti permette, se non di vivere nel lusso, per lo meno di avere la soddisfazione di pagarti l'affitto e non l'umiliazione di chiedere un letto in un opera di carità. Certo, poi se una persona vuole avanzamenti di cariera allora deve conquistarselo lottando, dimostrando di avere quella cosa in più o di essere una persona che sa dare. Ma questo è differente dall'avere diritto al lavoro: se io ho un diploma da ragioniere o una laurea da medico, io devo avere la possibilità di fare il ragioniere o il medico, non fare la donna delle pulizie perchè il capo ha deciso così. Che poi non c'è nulla di umiliante nell'essere una donna delle pulizie, perchè senza di loro apriti cielo, ma allora scusate, è una presa in giro: perchè studio, se il mio posto di lavoro non mi viene garantito? A questo punto sto a casa e non spendo soldi inutilmente in libri grandi e pesanti come mattoni che mi stan facendo venire un'ernia o nell'abbonamento del bus che mi costa cinquanta euro al mese che potrei spendere in libri o cd: la mattina invece di svegliarmi alle sei, dormo fino a mezzogiorno e la sera invece che studiare fino alle undici, sto in piedi fino alle cinque per guardarmi X-files su cielo!
"E invece gli italiani non la sopportano, non vedono l’ora che vada via. Vogliono tornare a lamentarsi di quei politici che nulla dicono e nulla fanno." già, perchè ovviamente è meglio un ministro che sta cercando di farci tornare in condizioni da Inghilterra dell'Ottocento. Ha presente? Giornate da quattordici ore in miniera, niente diritti, niente ferie, niente maternità, salari penosi e bambini di tre anni che morivano in incidenti sul lavoro. E i poveri lavoratori proletari (che, appunto, come ricchezza avevano solo una prole numerosa destinata dalla nascita al lavoro in miniera o fabbrica o al marciapiede a chiedere l'elemosina e battere) che, pur morendo come mosche per le condizioni di lavoro, gli ambienti malsani e cadendo irrimedibilmente nell'oblio dell'alcol, ringraziavano i loro schiavizzatori.
Se è così che deve essere, a questo punto forse si stava meglio col fascismo. Per lo meno Mussolini e le sue idee si conoscevano, mentre il nostro governo tecnico (e non solo questo, ma tutti i governi o quasi che l'hanno preceduto) lavora in maniera subdola. A questo punto, stracciamo la carta dei diritti dell'uomo: per la Fornero, come per tutti i politicanti del mondo, non siamo che marionette sacrificabili al capitale e alla ricchezza del paese. Ricchezza di cui non gode il lavoratore, che sgobba e che vieve spinto a scialaquare soldi in simboli di uno status sociale agiato perchè "in tv si vede questo", ma di cui godono imprenditori, banche e politici.
@ Studentessa
Guarda che venire da una famiglia che non ha i mezzi economici non vuol dire non poter ambire ad un lavoro o una carriera di successo. Te lo dice chi venendo da una famiglia operaia senza mezzi economici e nessuna amicizia "importante" ha studiato, universita', master all'estero e ora ha un lavoro di alto livello. Certo i sacrifici economici i miei genitori li hanno dovuti fare (e di questo gliene saro' per sempre grata) ma io ci ho messo la voglia di farcela, l'impegno e l'ambizione. I tuoi commenti sulla Fornero e sua figlia mi fanno davvero rabbia. E si' perche' ai tuoi occhi, anch'io probabilmente ora passarei come la raccomandata di turno per il lavoro che faccio solo perche' "sono arrivata". Cerca di essere piu' obiettiva nei tuoi giudizi e ricordati che e' proprio grazie a chi pensa che certe cose gli siano dovute di diritto che il nostro Paese non riesce a dimostrare il suo vero valore.
Guardi che Fornevo dice che il lavoro non è un diritto , non che non sia un diritto legittimo. In sostanza non è un dovere dello Stato fornire il lavoro, ma è diritto, e dovere, del cittadino cercarselo. E magari procurarsene uno nell'economia di mercato e non pretenderlo nel settore pubblico, o alle spese dello Stato, in zone dove non ce n'è. Lì deve funzionare il sussidio di disoccupazione, non finti lavori nelle amm. locali che creano solo altri costi indiretti e cronicizzano situazioni di crisi.
Tutto questo è sacrosanto. Il fatto che per 40 anni la DC e il PCI abbiamo sfruttato il diritto al lavoro per acquisire consenso, è alla base della nostra crisi attuale. Bene fa la Fornero, che è libera da condizionamenti di voto, a dire le cose come stanno. Chi la critica ritiene che la responsabilità del proprio fallimento personale - nel caso della mancanza di un lavoro o di un lavoro mal retribuito - sia per forza dello Stato. Tipico italiano, invece di tirarsi su le maniche, dare sempre la colpa a qualcun altro.
Ma tu pensi davvero che, ora che il lavoro è un diritto, farai molta strada per il fatto di avere un diploma da ragioniere?? Quella è solo una formalità, il lavoro già oggi è un premio che si conquista chi lo merita e chi vale. E ti assicuro che le conoscenze di famiglia non sono così fondamentali, quelle che ti farai durante la vita professionale saranno quelle veramente utili
Articolo condivisibile distante dal pensiero unico (da destra a sinistra) contro la fornero. Emblematico il clima di controinformazione riguardo la presunta gaffe sul diritto al lavoro, l’intervistatore americano traduce correttamente (job), i giornali italiani riassumono in malafede (“Fornero, il lavoro non è un diritto”), gli indignati di professione partono alla carica, gli antipatizzanti del ministro (male informati) li seguono a traino.
La stessa cosa accade con una pagina facebook che ho creato per dare informazioni sulle riforme della fornero (lasvoro, pensioni): https://www.facebook.com/IoStoConLaFornero. Le invettive contro la fornero sono tante, ma appena chiedo di entrare nello specifico nessuno sa dare dire concretamente cosa non ama delle riforme fornero, a paret una generica contarieta' verso la riforma dell'articolo 18...
Gallo, te lo dico in napoletano, capirai: ma primm'e fa o scem', che faciv?
Innanzitutto ti ricordo che i soldi che ti sei fottuto al DESK coi tuoi amici parassiti erano soldi pubblici.
In secundis, una simile "lisciata di pelo" non si ricorda, forse, nemmeno nel Ventennio. Roba da catalogare nell'archivio delle apologie svergognate.
Un articolo incommentabile, per non parlare dei commenti di questi presunti lettori (ma de'che?). Non siete degni nemmeno di Berlusconi.
Anzi, repetita iuvant:
MANCO I NAZISTI VI MERITATE
La Fornero ha ragione, “il lavoro non è un diritto”
http://www.dirittodicritica.com/2012/06/28/fornero-lavoro-diritto-39896/
BRAVA LA FORNERO. era ora che qualcuno lo dicesse. a parte vendola che orgogliosamente lo dice. qui tutti sono abituati a fare i GAY con il c..o degli altri. ma la volete capire che la mucca non ha più latte da mungere?????????? PARASSITI.
SONO UN SOCIO LAVORATORE DI UNA COOP DI DISTRIBUZIONE GIORNALI .SONO STATO LICEZIATO PER AVER DENUCIATO IL PRESIDENTE DELLA COOP PER AVER FATTO FATTURE FALSE .SONO 3ANNII CHE NON LAVORO ,CON 4 FIGLI ,HO 52 ANNI E NON SI TROVA LAVORO ,PERCHE ABITO A CARDITO(NA) .LA GIUSTIZIA E MOLTO LENTA ..A QUESTO PUNTO CHI RUBA GUADAGNA E CHI ONESTO CI PERDE SE POSSIBILE DI AVERE UNA RISPOSTA GRAZIE
Ma che pretendi di lavorare? Evidentemente non te lo sei meritato. Chiedi alla gran donna della nostra ministra... che è arrivata solo all'art. 3 della Costituzione, chissà come rimmarrà sopresa quando leggerà l'art. 4., del resto le è successo anche quando ha scoperto che c'erano una bazzecola di 300.000 persone che non aveva previsto nella sua "riforma" pensionistica e ancora non riesce a crederci...
Certo che una ministra così quando mai la riavremo, oddio è pur vero che ne abbiamo già avuta una che, con la scoperta del tunnel dei neutrini, può contendere la palma della genialità alla Fornero.
Chissà quale commosso moto dell'animo suscitò quell'impresa nel leccatore...
Lavoro/ Fornero, facciamo crescere i nostri bamboccioni
Martedi, 17 Aprile 2012 - 17:11
Alzare di un anno l'apprendistato portandolo da 29 a 30 anni "si puo' fare", ma, "non lo dico io, siamo il paese dei 'bamboccioni' e allora sarebbe ora di far crescere i nostri ragazzi". Lo ha detto il ministro del Lavoro,Elsa Fornero, partecipando a un convegno all'Abi. "Vogliamo dire che a 29 anni sono pronti per un contratto? Al di la' dei costi non daremmo un'immagine positiva all'Europa che dice chei nostri ragazzi restano perennemente ragazzi".
E questa sarebbe la Ministra ? Tutto qui? Ancora parole a vanvera e luoghi comuni ? Ancora una volta a fare di ogni erba un fascio ?
Ma, caro Gallo e Fornero, cosa ne sapete voi dei ragazzi italiani ?
Non tutti si possono permettere il lusso di entrare nella redazione dell'Unità ancora in fasce!
Ah le raccomandazioni.
Cosa sapete di chi passa da un "contratto" (sic!) all'altro, sempre con l'angoscia di vedere avvicinarsi la scadenza e senza sapere se dal 31 del prossimo mese avrai di che campare e dovrai quindi chiedere un anticipo ai genitori.
Cosa sapete di chi alle 21,30 di sera è ancora al lavoro perché "sai papà, mi hanno detto che mi potrebbero prorogare il "contratto di altri sei mesi, però ... dipende se finisco questo lavoro in fretta " e poi ... ovviamente ciccia rinnovo.
Gallo e Fornero, Voi non sapete nulla !!!
Un articolo sciocco, che prende in considerazione unicamente il personaggio Fornero e che si permette anche di relegare chi non è d'accordo tra gli estimatori dei vari Mastrapasqua di cui abbonda l'Italia.
Troppo facile caro il mio Gallo, troppo facile.
La questione, quella vera, è quale sarà l'impatto della riforma del lavoro nei prossimi anni, non il personaggio.
In sostanza, un articolo di cui si poteva fare a meno, un articolo completamente sbagliato.
Padre di due precari.
Questo commento esemplifca perfettamente l'atteggiamento piagnone e facilone italiano. Va bene prendiamocela con la Fornero, ma facciamoci una domanda: l'ha inventato lei il precariato? E' stata lei ad introdurre i co.co.pro.? E' stata lei a tenere fermi i diritti dei t.i. e a fare strame dei t.d.?
Lamentiamoci pure, ma cerchi di ricordarsi, padre di due precari, che i sindacati per i suoi figli non hanno fatto una mazza di niente, anzi, ci hanno messo il carico da 11. Ma prego, si accomodi, è chiaro che il problema è la Fornero.
Quest'articolo ha uno scopo abbastanza palese: contraddire il sentimento comune per ottenere visibilità. Cosa lecita, per carità, andare controcorrente nel giornalismo paga, perché incentiva la dialettica, apre discussioni e soprattutto fa guadagnare qualche click.
Per quanto mi riguarda penso semplicemente che aumentare la flessibilità in uscita non è una buona cura per l'occupazione, perché il problema non sono i diritti di chi il lavoro già ce l'ha ma di chi il lavoro non lo trova. I governi dovrebbero cercare di creare nuove opportunità per gli esclusi, liberare le energie che restano confinate ai margini dal sottosviluppo, dall'inaccessibilità del credito, da un nepotismo e un clientelismo che si sono insinuati all'interno di ogni ganglio della nostra società. Non mi si venga a dire che quella della Fornero è una rivoluzione. Ma per favore! E' una restaurazione bella e buona, un ritorno al passato ingiustificato ma soprattutto infruttuoso.
Mi permetto di dire che nel clima attuale il commento della Ministro è stato quando meno inadeguato e si capiva che tutti sarebbero stati pronti a saltarle al collo. Perché è facile fare i professori senza dover affrontare la situazione di una famiglia che non sa come arrivare a fine mese....la gente perde ovviamente la propria lucidità e diciamo che ha un po' il nervo scoperto.
Inoltre di un'altra cosa non mi capacito: visto che la Ministro promuove con tanta energia il merito, l'iniziativa, il sacrificio mi domando perché sia così sorda alle richieste di alcuni lavoratori di cui parla molto chiaramente Dario Di Vico qui: http://nuvola.corriere.it/2012/06/26/gli-estranei-della-partita-iva-e-i-.... Io delle chiacchere non ne posso più: se vengo da te e ti dico che non voglio niente ma solo che tu eviti di bastonarmi con una contribuzione INPS iniqua perché non mi dai ascolto visto che io LAVORO, PRODUCO E MI SACRIFICO? Perché mi togli altri soldi che potrei investire nel mio lavoro, nella mia famiglia e quindi nel mio Paese? La mia risposta è perché parlare è facile ma poi agire effettivamente nell'interesse dei lavoratori è un altro discorso....come sempre
tutto giusto, ma Cesare Damiano è stato un ottimo ministro: paragonarlo a Sacconi è davvero blasfemo.
Confesso che questo articolo non mi entusiasma per come è scritto, ma complimenti per la tempistica e il putiferio scatenato.
A me sembra che questa nuova legge miri a semplificare in entrambe le direzioni, sia in entrata che in uscita. la trovo ragionevole data la condizione. nulla di più. la stessa cosa che: non ci solo soldi paghiamo più tasse. qui: non c'è lavoro, semplifichiamo sia l'entrata che l'uscita dal posto di lavoro. nulla di rivoluzionario, e tanta demagogia da entrambe le parti.
Secondo me la Fornero ha ragione. Bellissimo articolo. E quello che ha detto non e' certo questo: "il lavoro non e' un diritto". Ma ben altro!! http://www.chiedimidadovescrivo.blogspot.co.uk/2012/06/io-sto-con-la-for...
Piccola precisazione, sulla questione del numero degli esodati e sul Licenziamento dei vertici dell'INPS:
La Fornero ha diffuso numeri falsi (65.000), smentiti poi dai numeri dell'INPS. A casa mia, quando un ministro mente pubblicamente è quantomeno necessario che dia delle spiegazioni e, laddove non ne abbia di convincenti, che si dimetta. Invece la Fornero chiede le dimissioni dei vertici dell'INPS.
Senza contare il disprezzo assoluto per la trasparenza e per il diritto di informazione dell'opinione pubblica.
Però questo probabilmente è un mio modo distorto di pensare a come un rappresentante delle istituzioni serio dovrebbe comportarsi. Evidentemente al Riformista la vedono diversamente.
"E quando la troveranno più una donna al Governo che dica chiaro e tondo che un dirigente dello Stato che fornisce dati col compito di destabilizzare andrebbe licenziato. Sì, LI-CEN-ZIA-TO."? Mentre un ministro che dà dei dati falsi per "stabilizzare" se stessa, non andrebbe LI-CEN-ZIA-TA?
E invece, caro giornalist, lei italiano lo è, e proprio tanto. Lei ha bevuto l'ennesimo slogan di questo governo - Martone che dice "28 anni non laureato - sfigato" e la Fornero che tira fuori un altro slogan. Lei è esattamente il ritratto dell'italiano che più si confà alla realtà - se mai questi ritratti immaginari avessero la benchè minima capacità di spiegare qualcosa non alla pancia degli italiani. E' ad essa infatti che questo articolo si rivolge, come è ad essa che le parole della ministro al WSJ si sono rivolte. La schiena dritta questo ministro ce l'ha. Ma l'italianità delle formule semplicistiche e apodittiche al contempo - pure. Non le ricorda, tutto questo, un dimenticato ventennio del secolo scorso?
Detto che la frase "il lavoro non è un diritto" era talmente fuori luogo da richiedere una correzione prontamente avvenuta (il che fa presagire che nemmeno la Fornero fosse d'accordo, altrimenti non avrebbe rettificato), chi ha mai detto che gli italiani vogliono Gianni Letta? Quelli che vogliono Gianni Letta attualmente sono sotto Grillo, nei sondaggi. Chi l'ha detto che vogliono Mastrapasqua? Mi sembrano argomentazioni fortemente basate su supposizioni per schierarsi a priori al fianco di un ministro che certamente ha introdotto degli spunti interessanti (la lotta alle false partite Iva), ma dall'altra parte ha indebolito ulteriormente i lavoratori nel confronto con le aziende, facilitando i licenziamenti individuali in un paese nel quale notoriamente, quando hai ragione, la giustizia ti riconosce il giusto dopo anni di peripezie in tribunale. Si sarebbe dovuto agire su questo, sulla possibilità di unire una riforma del lavoro e una della giustizia sul lavoro. Se parallelamente alla riforma non aumenteranno gli strumenti di controllo per vedere chi rispetta la legge e chi no, in materia di assunzioni, il lavoro della Fornero sarà da buttare in toto. Altro che rivoluzione culturale...
Complimenti davvero per l'articolo.
Tanta tristezza invece per i commenti ricevuti!
Articolo FANTASTICO.
E i molti commenti contrari dimostrano che chi ha scritto l'articolo HA RAGIONE.
Un commento vergognoso, fazioso e classista. Tientela a casa tua, la Fornero, se ti garba tanto.
l'uni ca cosa condivisibile di questo "aricolo sono le prime 6 parole del titolo
Grande articolo, bravissima Fornero.
Gli italiani hanno un unico lavoro che li accomuna tutti: la lamentela. Ci si lamenta degli impiegati che non lavorano e ci si lamenta di chi li vorrebbe far lavorare.
Ci si lamenta della mancanza di lavoro e ci si lamenta di chi vorrebbe creare nuove condizioni.
La lamentela è il vero sport nazionale, non il calcio.
è che a settembre c'è il pericolo che ce li ritroviamo i Nightmare
che Monti prenda qualche spunto "macho" da questa femmina, cosa può perderci? ( ennesima prova che ormai siamo noi maschietti l'altra parte del cielo)
non ci posso credere che in un momento di difficoltà come questo un ministro possa dire che il lavoro non è un diritto! e lei ha diritto a stare in quella poltrona? Non si "scherza" con queste cose, e non si può ammettere una tale divulgazione, perchè il volgo comincia ad adottare il vostro punto di vista!
Maggiore rigidità per i dipendenti pubblici, una tale banalità! Ma questi da quanto tempo stanno nei loro uffici? sicuramente non da oggi! Per quanto tempo abbiamo legittimato il loro lavoro; siamo stati abituati a dare bastonate tutte insieme per distruggere non per correggere.
Sapete meglio di me che uno stato più meritocratico di quello che abbiamo potrebbe essere molto rischioso, molto rischioso soprattutto per la nostra "Umanità".
Non ho voglia di fare polemiche! Da una che la crisi la sente scorrere sulle vene, da una che per 25 anni non ha fatto altro che lavorare e studiare, da una che non ha mai avuto le spinte...e si vede!
Sarei curioso di sapere se l'autore di questo articolo era sobrio mentre scriveva !
Articolo scritto DA fascisti, Per Fascisti e PER CONTO di fasciti... e gli battete pure le mani... la rivoluzione culturale è compiuta... un amico mio dice (e sottoscrivo) MANCO HITLER VI MERITATE
Iniziando a leggere l'articolo lo trovavo giusto e divertente, divertente perchè ritenevo che avesse un taglio ironico.... la delusione infine è arrivata..... è incredibile e imbarazzante leggere questa montagna di servilismo..... peraltro verso un personaggio che sta facendo ridere i polli di mezza Europa....
Se questa è la qualità di questo sito... tantovale ciucciarsi l'editoria berlusconiana... come faziosità compete assai....
Applausi a scena aperta anche per l'autore dell'articolo. Bravo.
Speravo che l'articolo fosse ironico. No. Non lo era. Peccato che, chi scrive, dimentichi o non sappia (e non so cosa sia peggio) i rapporti della "lavoratrice, [...] simbolo di un’Italia che sta inesorabilmente sparendo" con San Paolo (Compagnia di), baronie universitarie e mondo dell'alta finanza, ovvero coloro che di fatto hanno contribuito primariamente al tracollo di questo paese. Il rammarico principale non è per le opinioni espresse, diverse da chi scrive e ci mancherebbe pure, ma per l'assenza di dati concreti utili a suffragare la tesi in un contesto coerente. Così chiacchiera, proprio come non si dovrebbe fare seguendo la linea tutta teorica - e già smentita nei fatti - tracciata dal ministro Fornero. Peccato. Andrà meglio la prossima volta, forse.
La difesa acritica dell'impiego è la negazione del principio di diritto al lavoro. A prescindere dal giudizio sulla Fornero dovremmo davvero riflettere su questo concetto. Lo stato deve garantirmi la possibilità di accedere al mercato del lavoro con un'istruzione pubblica gratuita ed adeguata, deve fornirmi gli ammortizzatori sociali che mi permettano di cambiarlo senza l'angoscia di non poter sopravvivere, ma una volta ottenuto non mi deve garantire quello stesso impiego a prescindere dal mio merito, altrimenti negherebbe il diritto al lavoro ad altri meritevoli.
Sante parole quelle di questo articolo. Finalmente qualcuno che le dice!
"Il lavoro non è un diritto, ma va conquistato. Con sacrifici"
Si è dimenticata di aggiungere: a meno che non ti sposi un illustre accademico come me o non sei mia figlia.
No alla casta ereditaria....no ai giornalisti coi complessi di inferiorità. Pensate con la vostra testa.
Libera impresa in libero stato!!!!
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